Antonio Banfi

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sen. Antonio Banfi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Antonio Banfi
Luogo nascita Vimercate
Data nascita 30 settembre 1886
Luogo morte Milano
Data morte 22 luglio 1957
Titolo di studio Laurea in lettere
Professione Docente
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura I, II
Gruppo Comunista
Circoscrizione Lombardia

Antonio Banfi (Vimercate, 30 settembre 1886Milano, 22 luglio 1957) è stato un filosofo e politico italiano. Fu sostenitore di un razionalismo aperto e antidogmatico in grado di attraversare i vari settori dell'animo umano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Banfi nacque a Vimercate, in provincia di Milano, in un ambiente familiare formatosi su principi cattolici e liberali della borghesia colta lombarda, nella quale da generazioni combaciavano una moderna e positiva idea del cattolicesimo e un razionale illuminismo tecnico-scientifico. La ricca e vasta biblioteca in possesso della famiglia diventò per il giovane grande stimolo di conoscenza nei suoi studi, quando da Mantova, dove frequentava il Liceo Virgilio, ritornava a Vimercate, dove assieme alla famiglia trascorreva le vacanze estive.

Nel 1904 iniziò a frequentare i corsi universitari alla facoltà di lettere della Regia Accademia scientifico-letteraria di Milano e ottiene, dopo quattro anni, la laurea con lode, discutendo (con il relatore Francesco Novati) una monografia su Francesco da Barberino.

Iniziò ad insegnare all'Istituto Cavalli-Conti di Milano e contemporaneamente proseguì con grande determinazione gli studi di filosofia (con Giuseppe Zuccante per la storia della filosofia e Piero Martinetti per la teoretica); il 29 gennaio 1910 prese la seconda laurea in filosofia, discutendo con Martinetti una tesi intitolata: Saggi critici della filosofia della contingenza, contenente tre monografie sul pensiero di Boutroux, Renouvier e Bergson.

Con la borsa di studio attribuita dall'Istituto Franchetti di Mantova ai laureati meritevoli, Banfi decise di andare in Germania e iscriversi, con il suo amico Confucio Cotti, alla facoltà di filosofia della Friedrich Wilhelms Universität di Berlino, dove stringe amicizia con il socialista Andrea Caffi. Nella primavera del 1911 ritornò in Italia e partecipa a vari concorsi, ottenendo una supplenza di Filosofia prima a Lanciano, in seguito ad Urbino; per molti anni assunse diversi incarichi in varie sedi scolastiche.

Banfi conobbe una ragazza, la contessa Daria Malaguzzi Valeri, con la quale dopo poco tempo, il 4 marzo 1916, si unì in matrimonio civile nel municipio di Bologna. Durante la guerra, già riformato al servizio di leva, si dedicò con senso di servizio e scrupolosa diligenza all'insegnamento e, per la penuria di insegnanti richiamati al fronte, oltre alla sua cattedra fu costretto a ricoprire più di un incarico; solo agli inizi dell'ultimo anno venne aggregato come soldato semplice all'ufficio annonario della Prefettura di Alessandria.

Nei primi anni del dopoguerra Banfi, pur non militando nel movimento socialista, assunse in modo molto deciso posizioni di sinistra e partecipò, come iscritto alla Camera del Lavoro, all'organizzazione della cultura popolare, diventando in poco tempo una delle personalità più in vista del mondo culturale democratico alessandrino; venne nominato anche direttore della biblioteca di Alessandria, da cui fu in seguito allontanato dal nascente squadrismo fascista. Nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Ciononostante rivolse svariati appelli al filosofo Giovanni Gentile affinché lo aiutasse nella sua carriera universitaria[1].

Nel 1931 Piero Martinetti, che è stato collocato a riposo d'autorità per aver rifiutato di giurare fedeltà al Fascismo, lo propone come suo successore per l'insegnamento della Storia della Filosofia all'Università di Milano[2].

Nel secondo dopoguerra, con le elezioni politiche del 1948, fu eletto per le liste del Partito comunista, nel Senato della Repubblica.[3] Il mandato fu confermato alle successive elezioni del 1953.[4]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La filosofia e la vita spirituale, Milano, Isis, 1922.
  • Principi di una teoria della ragione, Firenze, la Nuova Italia, 1926.
  • Pestalozzi, Firenze, Vallecchi, 1929.
  • Vita di Galileo Galilei, Lanciano, R. Carabba, 1930.
  • Sommario di storia della pedagogia, Milano, A. Mondadori, 1931.
  • I classici della pedagogia : Rousseau, Pestalozzi, Capponi, Gabelli, Gentile, Milano, Mondadori, 1932.
  • Saggio sul diritto e sullo Stato, Roma, Rivista internazionale di filosofia del diritto, 1935.
  • Per un razionalismo critico, Como, Marzorati, 1943.
  • Lezioni di estetica raccolte a cura di Maria Antonietta Fraschini e Ida Vergani, Milano, Istit. Edit. Cisalpino, 1945.
  • Vita dell'arte, Milano, Minuziano, 1947.
  • Galileo Galilei, Milano, Ambrosiana, 1949.
  • L'uomo copernicano, Milano, A. Mondadori, 1950.
  • La filosofia del settecento, Milano, La Goliardica, 1953.
  • La filosofia critica di Kant, Milano, La Goliardica, 1955.
  • La filosofia degli ultimi cinquant'anni, Milano, La Goliardica, 1957

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Banfi si era rivolto a Gentile con espressioni oltremodo melliflue: «la mia sorte nel concorso è tutta affidata a Lei», «la Sua stima m'è ora di vivo compiacimento e conforto», «le scrivo e ancora una volta le raccomando la mia sorte»"
  2. ^
    « Perciò appunto non ho dimenticato i tuoi interessi e sarei lieto che fossi tu a succedermi, In questo senso ho scritto, richiesto da Castiglioni stesso, che ora è preside, a Castiglioni. Ho consigliato lui e con lui la facoltà ad accaparrarsi te per la F.[ilosofia] e Banfi per la St.[oria] d.[ella] F.[ilosofia] »
    Lettera n. 108 Piero Martinetti a Adelchi Baratono, 21 dicembre 1931, in Piero Martinetti Lettere (1919-1942), Firenze, 2011, pp. 107-108.
  3. ^ Vedi scheda del Senato della Repubblica - I Legislatura.
  4. ^ Vedi scheda del Senato della Repubblica - II Legislatura.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Problematicismo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Antonio Banfi tre generazioni dopo, Il Saggiatore, Milano 1980.
  • Luciano Eletti, Il problema della persona in Antonio Banfi, La Nuova Italia, Firenze 1985.
  • Fulvio Papi, Il pensiero di Antonio Banfi, Parenti, Firenze 1961.
  • Roselina Salemi, Bibliografia banfiana, Parma, Pratiche, 1982.
  • Livio Sichirollo, Attualità di Banfi, QuattroVenti, Urbino 1986.
  • Paolo Valore, Trascendentale e idea di ragione. Studi sulla fenomenologia banfiana, La Nuova Italia, Firenze 1999.
  • Giovambattista Trebisacce, Antonio Banfi e la pedagogia, Jonia editrice, Cosenza 2005.
  • Giovambattista Trebisacce, La pedagogia tra razionalismo critico e marxismo, Anicia, Roma 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 12400719 LCCN: n79049598 SBN: IT\ICCU\CFIV\029074