Giulio Bollati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Giulio Bollati (Parma, 192418 maggio 1996) è stato un editore e intellettuale italiano. Figura di punta del panorama editoriale italiano del Novecento, ha ricoperto incarichi di vertice all'interno di primarie case editrici italiane. All'attività direzionale ha coniugato la scrittura di studi letterari su Manzoni e Leopardi e di un saggio sugli aspetti ideologici e identitari della coscienza nazionale.

Indice

[modifica] Biografia culturale

Giulio Bollati ha compiuto gli studi di Lettere alla Scuola normale superiore di Pisa, sotto il magistero di figure come Luigi Russo, con cui si laureò, e come Delio Cantimori, Giorgio Pasquali e Gianfranco Contini.

[modifica] Gli anni all'Einaudi

Dapprima come redattore, entrò nel 1949 nella casa editrice Einaudi, diventando poi il principale collaboratore di Giulio Einaudi a cui seguirà la nomina a condirettore e poi a direttore generale. Ha attraversato un'epoca in cui la casa editrice torinese annoverava, nel suo staff, collaboratori interni come Natalia Ginzburg, Cesare Pavese, Felice Balbo, Italo Calvino, Paolo Serini, Bruno Fonzi, Paolo Boringhieri.

Il lavoro alla Einaudi lo ha portato in contatto con intere generazioni di alti esponenti della cultura dell'epoca, collaboratori esterni della casa editrice: tra questi Norberto Bobbio, Elio Vittorini, Massimo Mila, Antonio Giolitti, Franco Venturi, Carlo Muscetta e tanti altri ancora fino a giungere alla generazione di Carlo Ginzburg.

Nel 1979 si consuma una rottura della consonanza di intenti con Giulio Einaudi: ne scaturisce la rassegnazione delle dimissioni da incarichi di vertice cui seguirà, nel giro di breve tempo, l'abbandono del gruppo.

[modifica] Gli anni Mondadori-Saggiatore e il rientro all'Einaudi

Due anni dopo, nel 1981, Bollati sarà amministratore delegato del Saggiatore e, in posizione interna alla Mondadori, come consulente della direzione generale.

Gli anni del suo abbandono sono anche quelli di massima crisi della Einaudi, sfociata nel commissariamento del 1983: Giulio Bollati, su pressione di amici e intellettuali, accetta il rientro alla casa madre dove sarà direttore editoriale negli anni del commissariamento, fino al 1987.

[modifica] Bollati Boringhieri

Chiusa la parentesi del rientro all'Einaudi, entra in quello stesso anno come amministratore delegato nella Boringhieri, aderendo agli auspici di sua sorella Romilda Bollati, in procinto di acquistare la proprietà della prestigiosa casa editrice torinese, fondata da Paolo Boringhieri, amico di Giulio Bollati e già suo collaboratore all'Einaudi quale curatore delle edizioni scientifiche. Dopo l'acquisto, sotto la sua direzione, la casa editrice acquisterà il nome di Bollati Boringhieri e inizierà un nuovo corso, ispirato a una integrazione dei versanti scientifici e umanistici della cultura: alla tradizionale posizione di vertice nelle edizioni scientifiche, fondata principalmente su pubblicazioni in ambiti disciplinari come matematica, fisica, psicologia, il nuovo programma editoriale promuoverà un riequilibrio dei filoni legati agli ambiti della filosofia, sociologia, economia e della letteratura,

Si trattava di una scelta dichiarata che si ispirava, rinnovandola, alla visione unitaria dell'antico programma che fu proprio dell'Einaudi. Il nuovo corso da lui impresso ha posto la casa editrice nelle condizioni di contemperare la compatibilità economica di un'impresa editoriale con un programma di pubblicazioni di riconosciuto e alto profilo culturale.

[modifica] Studi e saggi di Giulio Bollati

[modifica] Fonti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti