Giulio Einaudi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce sugli argomenti imprenditori e italiani è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
Giulio Einaudi (Dogliani, 2 gennaio 1912 – Magliano Sabina, 5 aprile 1999) è stato un editore italiano, fondatore della casa editrice che porta il suo nome.
Indice |
[modifica] Biografia
Nacque a Dogliani, in provincia di Cuneo, da Luigi e Ida Einaudi, il 2 gennaio 1912. Suo padre sarebbe diventato, trentasei anni dopo, presidente della repubblica italiana.
Frequentò il liceo-ginnasio Massimo d'Azeglio a Torino, dove fu allievo dell'antifascista Augusto Monti. Fece quindi parte di una "confraternita" di ex-allievi del liceo d'Azeglio, fra i cui membri figuravano Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Fernanda Pivano, Vittorio Foa, Giulio Carlo Argan, Ludovico Geymonat, Franco Antonicelli e altri.
Il 15 novembre 1933, appena ventunenne, fondò la «Giulio Einaudi Editore», con sede a Torino al terzo piano di via Arcivescovado 7, nello stesso palazzo che era stato sede dell'«Ordine Nuovo» di Antonio Gramsci.
Dopo 64 anni di lavoro come editore, Giulio Einaudi andò in pensione il 4 settembre 1997 all'età di 85 anni. Morì il 5 aprile 1999 a ottantasette anni.
[modifica] Controversie
Fu tra gli intellettuali che firmarono l'appello pubblicato sul sul settimanale L'Espresso con cui si accusava il commissario Luigi Calabresi di essere un torturatore e di essere responsabile della fine dell'anarchico Giuseppe Pinelli.


