Imre Kertész
Imre Kertész (Budapest, 9 novembre 1929) è uno scrittore ungherese, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti e premio Nobel per la letteratura nel 2002.
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Biografia [modifica]
Nato in una famiglia di origine ebraica, fu deportato quindicenne ad Auschwitz, nel 1944, e poi trasferito a Buchenwald, dove fu liberato nel 1945, unico sopravvissuto della sua famiglia; tornato in Ungheria, ormai solo, nel 1948 cominciò a lavorare come giornalista per un quotidiano di Budapest. Quando nel 1951 il giornale divenne organo del partito comunista Kertész fu licenziato. Dopo due anni di servizio militare, per mantenersi iniziò a scrivere romanzi e a tradurre opere di Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein e altri.
Essere senza destino, il suo primo e più famoso romanzo, descrive l'esperienza di un ragazzo ungherese di quindici anni nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz, Buchenwald e Zeitz. Il romanzo, scritto in dieci anni, è basato sull'esperienza diretta dell'autore. Egli stesso ha dichiarato: Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz.
Kertész e la sua opera furono messe al bando ed è stato riconosciuto come scrittore di fama sia in patria che all'estero solo dopo il crollo del Muro di Berlino.
Nel 2002 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura, la cui motivazione fu for writing that upholds the fragile experience of the individual against the barbaric arbitrariness of history (per una scrittura che sostiene la fragile esperienza dell'individuo contro la barbarica arbitrarietà della storia).
In una petizione inviata a tutti i leader europei e rumeni, Kertész chiede l'apertura di un'università in lingua magiara per il milione e mezzo di ungheresi che vivono in Romania.
In un articolo pubblicato il 22 febbraio 2006 sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Kertész lancia un violento attacco contro l'Università Babeş-Bolyai (Universitatea Babeş-Bolyai) di Cluj-Napoca, nella regione rumena della Transilvania, definendo l'università "a relic of the national-socialist era" ("una reliquia dell'era nazista").
Dal libro Essere senza speranza è tratto il film di Lajos Koltai Senza destino (2005); Kertész ne ha curato la sceneggiatura.
Opere [modifica]
- Storia poliziesca (Detektivtorténet) 1977 (trad. di Mariarosaria Sciglitano, Feltrinelli 2007)
- Kaddish per il bambino non nato (Kaddish ez jaiotako ume batentzat) 1990 (trad. di Mariarosa Sciglitano, Feltrinelli 2006)
- Il vessillo britannico (Az angol lobogó) 1991 (trad. di Giorgio Pressburger, Bompiani 2004)
- Diario dalla galera (Gályanapló) 1992 (trad. di Krisztina Sandor, Bompiani 2009)
- Holocaust come cultura in tre relazioni (A holocaust mint kultúra: három előadás) 1993
- Verbale di polizia (és Esterházy Péter) 1993 (trad. di Giorgio Pressburger, Casagrande 2007)
- Cronaca del cambiamento (Valaki más: a változás krónikája), 1997
- Il silenzio momentaneo, nel mentre il plotone ricarica i fucili (A gondolatnyi csend, amíg a kivégzőosztag újratölt) 1998
- La lingua esiliata (A száműzött nyelv) 2001
- Liquidazione (Felszámolás) 2003 (trad. di Antonio Sciacovelli, Feltrinelli 2005)
- Dossier K. (trad. di Marinella d’Alessandro, Feltrinelli 2009)
- Il secolo infelice (trad. di Krisztina Sandor, Bompiani 2007)
Onorificenze [modifica]
| Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese | |
| — 2003 |
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Imre Kertész – Nobel Lecture
- (EN) Biografia di Imre Kertész sul sito ufficiale del Premio Nobel
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