Julien Green

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Julien Green nel 1933

Julien Green (nome francesizzato di Julian Hartridge Green; Parigi, 6 settembre 1900Parigi, 13 agosto 1998) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense che passò gran parte della sua vita in Francia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte della madre, si converte dal Protestantesimo al Cattolicesimo nel 1916, al pari del padre e di molte delle sorelle. Nel 1917, Julien Green si arruola nel Servizio delle ambulanze americane; successivamente, nel 1918, è distaccato nell'artiglieria francese. Congedato nel marzo 1919, si reca per la prima volta negli Stati Uniti nel mese di settembre e conclude i suoi studi universitari all'Università della Virginia, dove scrive il suo primo libro in inglese.

Eletto accademico di Francia il 3 giugno 1971, succedendo a François Mauriac al seggio 22, si insedia ufficialmente il 16 novembre 1972.

Si dimette dall'Accademia francese nel 1996, senza mai essere sostituito sino alla sua morte.
Contrariamente a quanto si è creduto per lungo tempo, non ha mai posseduto la nazionalità francese: rifiutò, infatti, la proposta in tal senso presentatagli da Georges Pompidou nel 1972, dopo la sua elezione all'Accademia. Era affettivamente molto legato alla città di Forlì, tanto che, nell'estate del 1994 aveva deciso di trasferirsi in Italia, esattamente a Forlì, dove, secondo la testimonianza di Eric Jourdan, intendeva comprare una villa appartenuta a Caterina Sforza; ma il progetto, anche per sopravvenuti motivi di salute, poi non andò in porto.

È stato sepolto il 21 agosto 1998 a Klagenfurt (Austria) nella Chiesa di Sant'Egidio. Assai colpito da un'antica statua della Vergine Maria in occasione di una visita del 1990, lo scrittore aveva infatti espresso il desiderio di essere sepolto in una delle cappelle della chiesa.

Tutta la sua opera risulta segnata dalla sua omosessualità e dalla sua fede: è dominata, infatti, dalla questione della religione, del Bene e del Male e della sessualità.

Premi conseguiti[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere sono state ricompensate da numerosi premi:

  • il Premio Principe Pierre di Monaco (1951)
  • il Gran Premio nazionale delle Lettere (1966)
  • il Gran Premio della Letteratura dell'Accademia francese (1970)
  • il Gran Premio della Letteratura di Polonia (1988)
  • il Premio Grinzane Cavour, gran premio della letteratura italiana (1991)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1926: Mont Cinère (Mont-Cinère)
  • 1927: Adrienne Mesurat
  • 1929: Léviathan
  • 1932: Épaves
  • 1934: Il visionario (Le visionnaire)
  • 1936: Mezzanotte (Minuit)
  • 1938 - 1955: Il diario (Journal) (6 volumi)
  • 1940: Varuna (Varouna)
  • 1947: Si j'étais vous
  • 1950: Moïra
  • 1953: Sud - opera teatrale
  • 1954: Il nemico (L'enemmi) - opera teatrale
  • 1958: L'ombra (L'ombre) - opera teatrale
  • 1960: Ogni uomo nella sua notte (Chaque homme dans sa nuit)
  • 1962: Partire prima di giorno (Partir avant le jour) - autobiografia, 1900-1916
  • 1964: Mille strade aperte (Mille chemins ouverts) - autobiografia, 1916-1919
  • 1966: Terra lontana (Terre lointaine) - autobiografia, 1919-1922
  • 1971: L'autre
  • 1979: Non c'è domani (Demain n'existe pas) - opera teatrale ambientata a Messina nelle ore che precedono il terremoto del 28 dicembre 1908
  • 1980: L'Automate - opera teatrale ambientata a Parigi in prossimità di un possibile conflitto nucleare - Non tradotta in italiano
  • 1983: Frère François
  • 1987: Dixie I: les Pays lointains
  • 1989: Dixie II: les Étoiles du Sud
  • 1995: Dixie III: Dixie

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Philippe Derivière, Julien Green, les chemins de l'errance, Talus d'approche, Paris 1994.
  • Marc Eigeldinger, Julien Green et la tentation de l'irréel, Éditions des Portes de France, Paris 1947.
  • Jean-Claude Joye, Julien Green et le monde de la fatalité, Arnaud Druck, Berne 1964.
  • Annette Tamuly, Julien Green à la recherche du réel: approche phénoménologique, Naaman, Sherbrooke (Canada) 1976.
  • Carole Auroy, Julien Green, le miroir en éclats: étude sur l'autobiographie, Les éditions du Cerf, Paris 2000.
  • Pierre Brodin, Julien Green, Éditions Universitaires, Paris 1957
  • Robert de Saint-Jean, Luc Estang, Julien Green, Seuil, Paris 1990
  • Jacques Petit, Julien Green "l'homme qui venait d'ailleurs", S.C.Desclee de Brouwer, Paris 1969
  • Jean-Pierre J. Piriou, Sexualité, religion et art chez Julien Green, Éditions A.-G. Nizet, Paris 1976

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Seggio 22 dell'Académie française Successore
François Mauriac 1971 - 1999 René de Obaldia

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