Anna de Noailles

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Philip de László, Anna de Noailles (1913)

Anna-Élisabeth de Noailles, nata Principessa Bibesco Bassaraba de Brancovan (Parigi, 15 novembre 1876Parigi, 30 aprile 1933), è stata una poetessa e romanziera francese, di origine romena.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Parigi, discendente dalle famiglie di boiardi Bibescu e Craioveşti di Romania, figlia del principe Grigore Bibescu-Basarab, figlio a sua volta del principe valacco Gheorghe Bibescu e della principessa Zoe Brâncoveanu[1]. Sua madre fu la pianista greca Raluca Moussouros, a cui Paderewski dedicò diverse composizioni.

Sua zia, la principessa Elena Bibescu, fu una delle animatrici della vita artistica parigina della fine del XIX secolo, fino alla sua morte avvenuta nel 1912[2].

Nel 1897 sposò Mathieu de Noailles (1873-1942), quarto figlio del settimo duca di Noailles. La coppia, che faceva parte dell'alta società parigina dell'epoca, ebbe un solo figlio, il conte Anne Jules (1900-1979).

All'inizio del XX secolo il suo salotto all'Hôtel de Brancovan, al 34 di avenue Hoche[3] attirava l'élite intellettuale, letteraria e artistica dell'epoca. Lo frequentarono tra gli altri Edmond Rostand, Francis Jammes, Paul Claudel, Colette, André Gide, Maurice Barrès, Frédéric Mistral, Robert de Montesquiou, Paul Valéry, Jean Cocteau, Alphonse Daudet, Pierre Loti, Paul Hervieu e Max Jacob.

Nel 1904, insieme ad altre signore tra cui la moglie di Alphonse Daudet e Judith Gautier (la figlia di Théophile Gautier), Anna de Noailles creò il premio «Vie Heureuse», appoggiato all'omonima rivista, che divenne negli anni 1920 il Prix Femina, riconoscimento alla migliore opera francese in prosa o in poesia, come contraltare femminile (nella giuria) del Prix Goncourt.

Anna de Noailles godette all'epoca di grande notorietà mondana. Di grande presenza, fu ritratta da molti pittori famosi, come Antonio de la Gandara, Kees van Dongen, Jacques-Émile Blanche, Philip Alexius de Laszlo. Nel 1906, fece da modella per un busto in marmo di Auguste Rodin, oggi esposto al Metropolitan Museum di New York; il bozzetto in creta è esposto al Musée Rodin di Parigi.

Anna de Noailles fu la prima donna insignita del titolo di Commendatore della Legion d'onore. L'Académie française non l'accolse fra gli Immortali, ma istituì, nel 1994 il Prix Anna de Noailles, destinato ad una donna di lettere. Fu anche la prima donna accolta alla Académie royale de langue et de littérature françaises de Belgique (al seggio 33; sul quale le successero Colette e Cocteau).

Morì nel 1933, e riposa al Père Lachaise a Parigi (ma il suo cuore è collocato nel cimitero di Amphion-les-Bains a Publier).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Anna de Noailles, 1922

Anna de Noailles scrisse tre romanzi, un'autobiografia e una gran numero di poesie. Il suo lirismo appassionato si esalta in un'opera che sviluppa in modo molto personale i grandi temi dell'amore, della natura e della morte.

  • Le Cœur innombrable, 1901 (PDF) testo su Gallica
  • L'Ombre des jours, 1902
  • La Nouvelle Espérance, 1903
  • Le Visage émerveillé, 1904
  • La Domination, 1905 (PDF) testo su Gallica
  • Les Éblouissements, 1907
  • Les Vivants et les morts, 1913 (PDF) testo su Gallica
  • De la rive d'Europe à la rive d'Asie, 1913
  • Les Forces éternelles, 1920
  • À Rudyard Kipling, 1921
  • Discours à l'Académie belge, 1922
  • Les Innocentes, ou la Sagesse des femmes, 1923 (rééd. Buchet-Chastel, 2009)
  • Poème de l'amour, 1924 (PDF) testo su Gallica
  • Passions et vanités, 1926 testo
  • L'Honneur de souffrir, 1927 (PDF) testo su Gallica
  • Poèmes d'enfance, 1929
  • Choix de poésies, Fasquelle, 1930, puis Grasset, 1976 avec préface de Jean Rostand de 1960:
  • Le Livre de ma vie, 1932
  • Derniers Vers, 1933
  • Derniers Vers et Poèmes d'enfance, 1934

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Discendente del principe Constantin Brâncoveanu, fondatore del Monastero di Horezu.
  2. ^ Nata Elena Costache Epureanu (nome francesizzato in Hélène Bibesco), la principessa Elena Bibescu fu la figlia di un presidente del Consiglio di Romania, moglie del principe Alexandru Bibescu, madre di Emmanuel e Anton Bibescu (che fu ambasciatore a Washington et Madrid). Il suo salotto ospitò pittori come Pierre Bonnard e Puvis de Chavannes, scrittori come Pierre Loti, Anatole France, Jules Lemaître, e soprattutto (essendo lei stessa una eccellente pianista) musicisti, da Gounod a Saint-Saëns a Massenet a Chausson a Fauré al suo compatriota, il giovane Georges Enesco.
  3. ^ Nell'VIII arrondissement.


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