Nicolò Carandini
| on. Nicolò Carandini | |
|---|---|
| Assemblea costituente | |
| Luogo nascita | Como |
| Data nascita | 6 dicembre 1895 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 18 marzo 1972 |
| Titolo di studio | laurea in giurisprudenza |
| Professione | agricoltore e diplomatico |
| Gruppo | Unione Democratica Nazionale |
| Collegio | Collegio Unico Nazionale |
Nicolò Carandini (Como, 6 dicembre 1895 – Roma, 18 marzo 1972) è stato un politico, diplomatico, partigiano e intellettuale antifascista italiano.
[modifica] Biografia
È stato ministro della Repubblica, primo ambasciatore italiano presso il Regno Unito dopo la Seconda guerra mondiale nonché presidente dell'Alitalia.
Proveniente da una nobile famiglia di origine modenese trasferitasi in Piemonte (possedeva il titolo di conte, di Patrizio di Modena e Nobile di Bologna), prende parte alla Prima guerra mondiale come ufficiale degli Alpini.
Dopo l'avvento del fascismo, a cui si oppone, lavora nell'industria tessile di famiglia. Sposato con Elena Albertini, figlia del senatore Luigi Albertini, fino al 1925 direttore del Corriere della Sera, dal 1926 Nicolò, assieme al cognato Leonardo Albertini, si occupa della bonifica del latifondo Torre in Pietra vicino a Roma, che trasforma in un'azienda agricola all'avanguardia. Nello stesso periodo stringe sempre più stretti contatti con esponenti dell'antifascismo liberale come Benedetto Croce e Francesco Ruffini, e nel 1942, con altri liberali, fonda il giornale clandestino Ricostruzione.
Dopo la seduta del Gran Consiglio del 25 luglio 1943 che sancisce la caduta di Mussolini è, con Leone Cattani, Mario Pannunzio e Francesco Libonati, tra i fondatori del nuovo Partito Liberale Italiano e, dopo l'8 settembre, è membro del Comitato di Liberazione Nazionale (l'organizzazione politica della Resistenza) a Roma, come esponente del Partito Liberale Italiano.
È, per un breve periodo dal luglio al novembre 1944, ministro senza portafoglio nel secondo governo Bonomi. Dal 1944 al 1947 è ambasciatore italiano a Londra.
Nel 1946 è artefice delle trattative che portano all'Accordo De Gasperi-Gruber che risolve il ruolo dell'Alto Adige tra l'Italia e l'Austria.
Dopo la ratifica del Trattato, lascia la diplomazia e ritorna all'attività politica, nel 1948 esce dal Partito Liberale Italiano e, insieme a Mario Ferrara, è il fondatore del Movimento Liberale Indipendente, esigua formazione di ispirazione terzaforzista che, nel 1951 rientra nel Partito Liberale Italiano, all'occasione del Convegno di unificazione e mobilitazione liberale, tenutosi l'8/9 dicembre di quell'anno a Torino. Dopo l'ascesa di Giovanni Malagodi alla guida del partito, esce di nuovo l'8 dicembre 1955, per fondare, insieme all'ex-segretario del Partito Liberale Italiano Bruno Villabruna, ma anche ad esponenti dell'antifascismo democratico quali Leo Valiani, il Partito Radicale.
Collaboratore della rivista "Il Mondo" diretta da Pannunzio, è tra i fondatori del Movimento Europeo Italiano.
Dal 1948 al 1968 è presidente della neonata compagnia aerea Alitalia. Nel 1968 fu tra i promotori del "Centro Pannunzio" di Torino insieme ad Arrigo Olivetti, Leone Cattani, Francesco Libonati, Pier Franco Quaglieni, Mario Soldati.
È padre dell'archeologo Andrea Carandini nonché cugino dell'attore Christopher Lee.
[modifica] Letteratura
- Carandini Albertini, Elena, Passata la stagione... Diari 1944-1947, Firenze, 1989.
- Carandini Albertini, Elena, Dal terrazzo. Diario 1943-1944, Bologna, 1997.
- Dotti Messori, Gianna, I Carandini. La storia e i documenti di una famiglia plurisecolare, Modena, 1997.
- Longo, Oddone, Majnoni, Elisa (a cura di), Nicolò Carandini, il lungo ritorno. Lettere dalla Grande Guerra, Udine, 2005.
- Riccardi, Luca, Nicolò Carandini il liberale e la nuova Italia, 1943-1953, Grassina, Bagno a Ripoli, 1992.
- Blasberg, Christian, Die Liberale Linke und das Schicksal der Dritten Kraft im italienischen Zentrismus, 1947-1951, Frankfurt/Main, 2008
- Carrannante, Antonio, Memorialistica del Novecento in due libri recenti, in "Giornale di storia contemporanea", dicembre 2008, pp.121-137.
[modifica] Curiosità
- Sua moglie, Elena Albertini, era la proprietaria di Palazzo Mengarini, a Roma. Una leggenda metropolitana vuole che due piani dell'edificio siano stati vinti dall'avvocato Agnelli al gioco di una partita a carte tra l'Avvocato ed il conte Carandini.
- Politici italiani del XX secolo
- Diplomatici italiani
- Partigiani italiani
- Nati nel 1895
- Morti nel 1972
- Nati il 6 dicembre
- Morti il 18 marzo
- Dirigenti d'azienda italiani
- Ministri del Regno d'Italia
- Deputati dell'Assemblea Costituente
- Gruppo Alitalia
- Personalità legate a Como
- Personalità legate agli alpini
- Antifascisti italiani
- Deputati della Consulta Nazionale