Alfredo Biondi

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Alfredo Biondi
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Luogo nascita Pisa
Data nascita 29 giugno 1928
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Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Partito Partito Liberale Italiano
Legislatura V, VIII, IX, X, XI
Gruppo Partito Liberale Italiano
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Vicepresidente della Camera dei Deputati (Legislature X, XI)

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Alfredo Biondi
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Luogo nascita Pisa
Data nascita 29 giugno 1928
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Partito Forza Italia
Legislatura XII, XIII, XIV
Gruppo Forza Italia
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione
Regione {{{regione}}}
Collegio {{{collegio}}}
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Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari

Vicepresidente della Camera dei Deputati (Legislature XIII, XIV)

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Alfredo Biondi
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Luogo nascita Pisa
Data nascita 29 giugno 1928
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio laura in giurisprudenza
Professione avvocato
Partito Forza Italia
Legislatura XV Legislatura
Gruppo Forza Italia
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione Liguria
Regione {{{regione}}}
Collegio {{{collegio}}}
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari

Vicepresidente del Consiglio di Garanzia, Membro della Commissione Difesa e della Commissione Agricoltura

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Alfredo Biondi (Pisa, 29 giugno 1928) è un politico e avvocato italiano. Appare per la prima volta in parlamento nel 1968 e vi rimane fino al 1972; dal 1979 è ininterrottamente presente, fino alla XV Legislatura compresa. È stato Deputato nelle Legislature V, VIII, IX, X, XI, XII (per il Partito Liberale Italiano), XIII e XIV (per Forza Italia). È stato Senatore nella Legislatura XV (per Forza Italia). Ha ricoperto gli incarichi di Vicepresidente della Camera dei Deputati (Legislature X, XI, XIII, XIV), di Ministro senza portafoglio per le Politiche Comunitarie (V Governo Fanfani, 1982-1983), di Ministro senza portafoglio per l'Ecologia (I Governo Craxi, 1983-1985), di Ministro di Grazia e Giustizia (I Governo Berlusconi, 1994-1995).


Indice

[modifica] Carriera politica

Insieme a Raffaele Costa, il fondatore dell'Unione di Centro nel maggio 1993 che era cessato da Segretario del PLI con lo scioglimento del febbraio 1994, si presentò alle elezioni nelle liste di Forza Italia, per cui è stato eletto deputato e Ministro della Repubblica, incarico alla Giustizia, durante il I Governo Berlusconi (1994): è in queste circostanze che - nel mese di luglio - presenta il cosiddetto decreto salvaladri, che apre le porte a numerosi detenuti di Tangentopoli. Il decreto viene ritirato in seguito alle dimissioni del pool dei magistrati di Milano e alla intensa protesta popolare. Ancor oggi collabora con Raffaele Costa nella rivista quindicinale "Il Deumila".

Dal 2004 è Presidente del Consiglio Nazionale di Forza Italia, massimo organo collegiale del partito. Nella XIV legislatura da parlamentare alla Camera ha guidato l'unica votazione nella quale il Governo Berlusconi è stato messo in minoranza da componenti dello stesso partito del premier: la bocciatura della proposta di applicare il codice penale militare di guerra ai soldati del contingente italiano in Iraq ed in Afghanistan; la proposta, contenuta nel decreto-legge firmato dall'allora ministro della difesa Martino, fu poi riformulata al Senato contemplando anche un adeguamento del codice alla normativa di diritto internazionale umanitario.

Nel 2006 viene eletto senatore nelle liste di Forza Italia per la regione Liguria. È membro della Commissione Difesa e della Commissione Agricoltura.

Nella sostituzione del giudice costituzionale Vaccarella, l'indicazione formalmente avanzata dal centro-destra al Parlamento in seduta comune: nei molteplici scrutinii avutisi lungo tutto il 2007, non ha però mai conseguito la maggioranza di voti richiesta, per la mancata adesione del centro-sinistra ma anche probabilmente per le defezioni della componente giustizialista dei parlamentari di centro-destra.

Nel 2008 non è reinserito nelle liste del Popolo della Libertà per le elezioni parlamentari: vi è chi ha ravvisato nell'esclusione la dimostrazione dell'incompatibilità della nuova formazione politica con i valori del garantismo che Biondi ha sempre inflessibilmente sostenuto.

Privo di vincoli politici con il PdL, aderisce "tecnicamente" alla Associazione per la Difesa della Vita di Giuliano Ferrara insieme ai colleghi senatori Iannuzzi e Sterpa per esonerare la lista dall'obbligo di raccolta delle firme e quindi consentirle di essere presente in tutte le circoscrizioni (la lista concorre però solo per la Camera).

[modifica] Attività forense e cronaca di vita

Figlio della scuola forense pisana di Carnelutti, è presente come avvocato nei principali processi degli anni Settanta.

Negli anni Ottanta assurge alle cronache perché, in costanza del suo incarico parlamentare, presta la sua difesa alla "mantide di Cairo Montenotte", in un processo per omicidio intentato contro la moglie e l'amante dell'assassinato nella tranquilla città dell'entroterra ponentino. Il giudizio si conclude con l'ergastolo per i due.

Ha recentemente difeso la squadra calcistica del Genoa, di cui è tifoso, nel processo per la combine Genoa − Venezia. Ha inoltre curato la prefazione di una parodia della Divina Commedia basata sulle sventure giudiziarie del Genoa nel 2005, la Divina Tragedia.


Il 25 novembre del 2000, in occasione dell'inaugurazione di un edificio di Scientology a Milano, ha dichiarato:

« Sono veramente orgoglioso di essere un amico della Chiesa di Scientology. »

[senza fonte]

[modifica] Procedimenti penali a suo carico

Nel libro "La repubblica delle banane" di Gomez e Travaglio viene riportato che il senatore ha patteggiato due mesi per evasione fiscale a Genova, perpetrata per 4 anni anche durante l'incarico di Ministro di Grazia e Giustizia, reato contestatogli nel corso delle indagini di Mani Pulite. Il reato è stato in seguito depenalizzato e di ciò il magistrato procedente ha preso atti il 28 settembre 2001 (durante il secondo governo Berlusconi).

[modifica] Uffici di governo

Predecessore: Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana Successore:
Giovanni Conso dall’11 maggio 1994 al 16 gennaio 1995 Filippo Mancuso I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
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[modifica] Collegamenti esterni

  • Scheda su openpolis.it di Alfredo Biondi
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