Valerio Zanone

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Valerio Zanone
Valerio Zanone.jpg

Ministro della Difesa
Durata mandato 28 luglio 1987 –
22 luglio 1989
Presidente Giovanni Goria
Ciriaco De Mita
Predecessore Remo Gaspari
Successore Mino Martinazzoli

Ministro dell'Ambiente
Durata mandato 30 luglio 1984 –
1 agosto 1986
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Alfredo Biondi
Successore Francesco De Lorenzo

Dati generali
Partito politico PLI (1970-1994)
UL (1994-1995)
FdL (1995-2007)
PD (2007-2010)
ApI (dal 2010)
sen. Valerio Zanone
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Torino
Data nascita 22 gennaio 1936 (78 anni)
Titolo di studio dottore in filosofia estetica
Professione giornalista
Partito Partito Democratico
Legislatura XV
Gruppo Partito Democratico - L'Ulivo
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Lombardia
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della IV commissione (difesa)
  • Membro della Commissione di inchiesta sull' uranio impoverito
  • Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO
  • Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse
on. Valerio Zanone
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Partito Liberale Italiano
Legislatura VII, VIII, IX, X, XI

Valerio Zanone (Torino, 22 gennaio 1936) è un politico italiano, già segretario e poi presidente del Partito Liberale Italiano. Per cinque legislature deputato alla Camera durante la prima Repubblica, egli è stato anche senatore del Partito Democratico nella XV legislatura.

Attività politica nella Prima Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Si è laureato in filosofia estetica con Luigi Pareyson all'Università di Torino. Dal 1970 al 1994 si è dedicato alla politica prima come consigliere regionale del Piemonte, poi come deputato alla Camera per cinque legislature: VII, VIII, IX, X, XI.

Dal 1976 al 1985 è stato segretario del Partito Liberale Italiano, di cui è poi stato presidente.

È stato Ministro dell'Ecologia nel Governo Craxi I (1983-1986), Ministro dell'Industria nel Governo Craxi II (1986-1987), Ministro della Difesa nel Governo Goria e nel Governo De Mita (1987-1989).

È stato sindaco di Torino per un anno e mezzo, dal 30 luglio 1990 al 31 dicembre 1991.

Nel novembre 1992 ha ammesso la sua adesione ad una loggia della Massoneria ufficiale[1], segnando un progressivo allontanamento dalla politica di prima linea che, nel suo partito, era segnata dal coinvolgimento del suo "delfino" Renato Altissimo nello scandalo ENIMONT: ciò fino al giugno 1993 quando diede le dimissioni dalla carica di presidente del partito.

Attività politica nella Seconda Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Dopo le dimissioni dal PLI ha dato vita a un movimento denominato Unione Liberaldemocratica di ispirazione liberal-democratica, vicino al centro-sinistra. Il piccolo movimento, presente soprattutto in Piemonte, in vista delle elezioni politiche del 1994 con il sistema maggioritario, si schierò con Mariotto Segni e il suo Patto di Rinascita Nazionale (detto poi Patto Segni) contestando la deriva berlusconiana di alcuni ex-liberali. Nella parte maggioritaria presentò propri candidati nella coalizione di centro del Patto per l'Italia, nella quota proporzionale corse all'interno delle liste del Patto Segni (che presentava nel simbolo anche la scritta "Liberaldemocratici").

Nel febbraio 1995, nel corso dei lavori del 2º Congresso della Federazione dei Liberali, Zanone fa confluire l'Unione Liberaldemocratica nella FdL di cui viene nominato Presidente.

Nel giugno 1995 prende parte insieme al Segretario FdL alla fondazione della coalizione dell'Ulivo.

A partire dal 2001, pur restando presidente della Federazione dei Liberali Italiani, è entrato a far parte dell'Assemblea Federale de La Margherita. Nel novembre 2004 ha dato vita all'Associazione per la Democrazia Liberale, un'associazione politica che intende organizzare i liberali sparsi nei vari partiti del centro-sinistra in modo da contribuire "con iniziative di segno schiettamente liberale al progetto dell'alternativa riformista", staccandosi dalla FdL e aderendo alla Margherita.

Nel 2006 venne eletto al Senato della Repubblica, nella lista della Margherita per la regione Lombardia, in seguito assumendo l'incarico di Vice Presidente della 4ª Commissione permanente (Difesa).

Nel maggio 2010 ha annunciato la sua adesione a Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, tramite la promozione e costituzione del Comitato Liberale di Alleanza per l'Italia. Al Comitato Liberale hanno aderito, tra gli altri, Alberto M. Musy, Gianni Vernetti, Valter Grossi, Alessandro Battaglino, Giancarlo Lunati, Federico Magnifico, Giovanni Magnifico, Andrea Bitetto, Ernesto Paolozzi, Raffaele Prodomo, Giorgio Berchicci, Pasquale Dante, Enrico Lecis, Alessandro Battisti.

Altri incarichi[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda metà degli anni novanta si è occupato di attività giornalistica e culturale e di studi sul liberalismo (L'età liberale, Rizzoli 1997). Lavora ad una storia dei liberali italiani dall'Unità ad oggi. È presidente della Fondazione Luigi Einaudi di Roma per studi di economia e politica.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia
— Dal 28 luglio 1987 al 22 luglio 1989

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere della sera, 15 novembre 1992, p. 1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro della Difesa della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Remo Gaspari 1987 - 1989 Fermo Mino Martinazzoli


Predecessore Sindaco di Torino Successore Torino-Stemma.png
Maria Magnani Noya 30 luglio 1990 - 31 dicembre 1991 Giovanna Cattaneo Incisa
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