Luigi Pareyson

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Luigi Pareyson nel 1968.

Luigi Pareyson (Piasco, 4 febbraio 1918Milano, 8 settembre 1991) è stato un filosofo italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nato il 4 febbraio 1918 a Piasco, in provincia di Cuneo da genitori entrambi originari della Valle d'Aosta, si laureò in filosofia all'Università di Torino a soli ventun anni, nel 1939. Per la sua precocità si fece notare dai più importanti filosofi del tempo, tra i quali Giovanni Gentile.

Allievo di Gioele Solari e Augusto Guzzo, dopo aver seguito in Germania i corsi di Karl Jaspers, insegnò filosofia al Liceo classico Cavour di Torino e al liceo classico di Cuneo, dove ebbe come allievi alcuni futuri esponenti della resistenza italiana, tra i quali Uberto Revelli. Nel 1944 fu arrestato per alcuni giorni, in seguito agì egli stesso nella resistenza, insieme con Leonardo Ferrero, Duccio Galimberti e Pietro Chiodi, continuando a pubblicare anonimamente articoli sui temi della scuola e dell'educazione.

Nel Dopoguerra insegnò al liceo classico Vincenzo Gioberti e in vari atenei tra cui l'Università di Torino, che nel 1952 creò appositamente per lui un insegnamento di estetica.

Fu accademico dei Lincei e membro dell'Institut international de philosophie, oltre che fondatore e direttore della Rivista di estetica.

Ebbe come allievi molte figure di prestigio, come Umberto Eco, Gianni Vattimo, Giuseppe Riconda, Sergio Givone, Diego Marconi, Marco Ravera, Ugo Perone, Claudio Ciancio, Maurizio Pagano e Valerio Zanone, segretario del Partito Liberale Italiano, ministro della Repubblica e sindaco di Torino.

Morì nel 1991 a Milano.[1]

[modifica] Pensiero

Cattolico, considerato tra i maggiori filosofi italiani del XX secolo, fu tra i primi a far conoscere in Italia l'esistenzialismo tedesco e a riconoscersi in questa visione (La filosofia dell'esistenza e Carlo Jaspers, 1940), in un quadro dominato dal neoidealismo, ma si dedicò anche a dare una nuova interpretazione dell'idealismo tedesco (Fichte, 1950). Per Pareyson l'esistenzialismo tedesco andava ripreso in chiave ermeneutica: considerava la verità non un dato oggettivo, come avviene nella scienza, ma come interpretazione del singolo, che richiede una responsabilità soggettiva. Chiamava la propria posizione "personalismo ontologico".

Si è dedicato anche a ricerche storiografiche, individuando nella filosofia tedesca post-hegeliana due correnti riconducibili rispettivamente a Søren Kierkegaard e a Ludwig Feuerbach, e che sarebbero sfociate rispettivamente nell'esistenzialismo e nel marxismo.

[modifica] Opere principali

  • La filosofia dell'esistenza e Karl Jaspers, Napoli: Loffredo, 1940 (nuova ed. Karl Jaspers, Casale M.: Marietti, 1983)
  • Studi sull'esistenzialismo, Firenze: Sansoni, 1943
  • Esistenza e persona, Torino: Taylor, 1950 (IV ed. Genova: Il Melangolo, 1985)
  • L'estetica dell'idealismo tedesco, Torino: Edizioni di «Filosofia», 1950
  • Fichte, Torino: Edizioni di «Filosofia», 1950 (nuova ed., Milano: Mursia, 2011 ISBN 9788842546184)
  • Estetica. Teoria della formatività, Torino: Edizioni di «Filosofia», 1954 (nuova ed. Milano: Bompiani 1988)
  • Teoria dell'arte, Milano: Marzorati, 1965
  • I problemi dell'estetica, Milano: Marzorati, 1966
  • Conversazioni di estetica, Milano: Mursia, 1966
  • Il pensiero etico di Dostoevskij, Torino: Einaudi, 1967
  • Verità e interpretazione, Milano: Mursia, 1971 ISBN 978842534716
  • L'esperienza artistica, Milano: Marzorati, 1974
  • Federico Guglielmo Schelling, in Grande antologia filosofica, vol. XVIII, Milano: Marzorati, 1971, 1-340
  • Dostoevskij: filosofia, romanzo ed esperienza religiosa, 1976; Torino: Einaudi, 1993
  • La filosofia e il problema del male, "Annuario filosofico" 2 (1986) 7-69
  • Filosofia dell'interpretazione, Torino: Rosenberg & Sellier, 1988
  • Kierkegaard e Pascal, a cura di Sergio Givone, Mursia Editore, Milano 1998
  • Filosofia della libertà, Genova: Il Melangolo, 1989
  • Ontologia della libertà. Il male e la sofferenza, Torino: Einaudi, 1995 (postumo).

Le "Opere complete" sono pubblicate a cura del "Centro studi Luigi Pareyson" ([1]), Edizioni Mursia Miano.

[modifica] Note

  1. ^ Luciano Regolo. A Torino Gadamer ricorda Pareyson. Repubblica, 16 marzo 1993. URL consultato il 14-6-2011.

[modifica] Bibliografia

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