Dante Di Nanni
Dante Di Nanni (Torino, 27 marzo 1925 – Torino, 18 maggio 1944) è stato un partigiano italiano, insignito della Medaglia d'oro al valor militare.
| « Gli anni e i decenni passeranno: i giorni duri e sublimi che noi viviamo oggi appariranno lontani, ma generazioni intere si educheranno all'amore per il loro paese, all'amore per la libertà, allo spirito di devozione illimitata per la causa della redenzione umana sull'esempio dei mirabili garibaldini che scrivono oggi, col loro sangue rosso, le più belle pagine della storia italiana.[1] » | |
Indice |
[modifica] Cenni biografici
Nacque in una famiglia di immigrati, provenienti dalla Puglia; operaio nelle fabbriche cittadine, proseguì gli studi nelle scuole serali. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale si arruolò in aeronautica, dove rimase fino all'8 settembre 1943, data in cui venne annunciato l'Armistizio di Cassibile, firmato il giorno 3.
Dopo l'8 settembre lasciò la caserma per non essere catturato dai nazisti e si rifugiò nelle montagne piemontesi, dove si aggregò ad una delle prime bande partigiane, a Boves, guidata da Ignazio Vian. Dispersa la formazione a seguito di un vasto attacco delle unità SS di Joachim Peiper, che tra l'altro effettuarono un eccidio proprio a Boves, tornò a Torino, dove si arruolò nei GAP di Giovanni Pesce.
Il 17 maggio 1944, insieme ai compagni Pesce, Bravin e Valentino, effettuò un attacco ad una stazione radio sulla Stura, che disturbava le comunicazioni di Radio Londra; prima di farla saltare, il commando gappista, disarmò e graziò i nove militi che la presidiavano con la promessa che non avrebbero dato l'allarme. I gappisti tuttavia furono traditi e sorpresi da un reparto nemico. Nello scontro vennero tutti feriti, Bravin e Valentino verranno catturati ed in seguito impiccati, il 22 luglio a Torino insieme a Vian, nel frattempo anch'esso catturato. Tuttavia Pesce riuscì a portare in salvo Di Nanni, ferito gravemente da sette proiettili al ventre, alla testa e alle gambe, portandolo prima in una cascina e poi nella base di via San Bernardino 14 a Torino. Qui verrà visitato da un medico antifascista che ne consiglierà l'immediato ricovero in ospedale. Pesce, allontanatosi per organizzare il trasporto, al suo ritorno vide la casa circondata dai fascisti e dai tedeschi, avvertiti da una spia.
| « Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l'ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L'ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c'è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell'attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio. » | |
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(Giovanni Pesce, Senza tregua - La guerra dei GAP, pag.144-145, Feltrinelli, 1967, ristampa 2005)
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Nonostante le ferite subite, Di Nanni si asserragliò nell'appartamento ed ingaggiò un lungo scontro a fuoco con le truppe nazifasciste, supportate pure da un'autoblindo e da un carro armato. Dopo essere riuscito ad eliminare numerosi soldati nemici, riuscì anche a mettere fuori uso i due veicoli corazzati lanciando cariche di tritolo e bombe a mano dal suo balcone. L'assedio durò quasi tre ore ed una volta terminate le munizioni, pur di non consegnarsi vivo, si trascinò verso la ringhiera del balcone e, dopo aver salutato la folla col pugno chiuso e col grido "Viva l'Italia", si gettò nel vuoto.[2][3]
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Combattente di una Brigata Garibaldina, già distintosi in parecchi attacchi contro i fascisti ed i tedeschi, passava volontario ai gruppi di azione patriottica (G.A.P.) operanti a Torino e partecipava ad una pericolosa azione contro una radio emittente fascista. Nel combattimento che seguì all’azione vittoriosa, benché ripetutamente ferito riuscì a sfuggire al nemico. Circondata la casa nella quale aveva trovato rifugio, all’intimazione di resa rispondeva con supremo disprezzo aprendo il fuoco ed impegnando battaglia. Per diverse ore sostenne da solo la lotta contro soverchianti forze nemiche uccidendo e ferendo numerosi militi fascisti e tedeschi. Esaurite le munizioni, per non cadere vivo nelle mani del nemico, si affacciava alla finestra e, salutato il popolo che fremente si era raccolto intorno al luogo del combattimento, al grido di « Viva l’Italia » si lanciava nel vuoto con il pugno chiuso suggellando la sua indomabile vita col supremo sacrificio.» — Torino 19 maggio 1944, alla memoria[4] |
[modifica] La memoria
Quello di Dante di Nanni rimane uno degli episodi della Resistenza che più ha colpito l'immaginario di scrittori e musicisti. Giovanni Pesce lo racconta nel libro "Senza tregua, la guerra dei GAP" e gli Stormy Six, gruppo storico della controcultura italiana, gli hanno dedicato la canzone Dante di Nanni contenuta nell'album Un biglietto del tram del 1975.
Durante gli Anni di piombo col suo nome venne chiamata una colonna brigatista toscana fondata da Umberto Catabiani[5] detta: Brigata d'Assalto Dante di Nanni , responsabile il 4 febbraio 1978 dell'uccisione a Prato del notaio Gianfranco Spighi.
La città di Torino ha dedicato a Dante Di Nanni una via nel quartiere Borgo San Paolo.
[modifica] Note
- ^ Giovanni Pesce, Senza tregua - La guerra dei GAP, pag.145, Feltrinelli, 1967, ristampa 2005; citazione tratta dall'opuscolo clandestino, edito a Torino il 4 giugno 1944, "Alla gloria dell'eroe nazionale Dante Di Nanni"
- ^ Dante Di Nanni. ANPI
- ^ Giovanni Pesce, Senza tregua - La guerra dei GAP, cap.6, Feltrinelli, 1967, ristampa 2005
- ^ Medaglia d'oro al valor militare Di Nanni Dante. Quirinale. URL consultato il 3-4-2008.
- ^ Volantino in onore di Umberto Catabiani
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Dante Di Nanni
[modifica] Voci correlate
- Resistenza italiana
- Gruppi di azione patriottica
- Giuseppe Bravin
- Giovanni Pesce
- Francesco Valentino
- Ignazio Vian
- Museo diffuso della Resistenza, della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà
- Via Di Nanni a Torino
[modifica] Collegamenti esterni
- anpi.it
- quirinale.it
- Casa di Dante Di Nanni Scheda Museo Diffuso della Resistenza Scheda museoTorino
