Hôtel de Boisgelin

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L'entrata principale dell'Hôtel de Boisgelin, sede dell'Ambasciata d'Italia a Parigi.

L'Hôtel de Boisgelin (chiamato anche Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville) è la sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Repubblica francese, situata in rue de Varenne 47, nel VII arrondissement.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La villa è stata costruita nel 1732 da Jean Sylvain Cartaud per Gérard Heusch de Janvry, segretario del re, su un terreno appartenente ai monaci della Carità ed è stata data in affitto con un canone enfiteutico per 45 anni.

Terminato questo tipo di canone nel 1778, la villa fu affittata dal principe Camille de Lorraine, conte di Marsan, l'anno seguente a Marie de Boisgelin ed infine, nel 1782, a suo fratello, Raymond de Boisgelin, arcivescovo di Aix-en-Provence.

Confiscata nel 1792 in quanto bene appartenente ad emigrati, la villa fu inglobata nei possedimenti degli Ospizi di Parigi, poi venduta nel 1807 al conte Félix Bigot de Préameneu. I suoi eredi la vendettero nel 1837 a Marie François Félix de Bourbon-Conti, cavaliere d'Hattonville, figlio di Luigi Francesco Giuseppe di Borbone-Conti. Alla sua morte, nel 1840, andò alla sua vedova, Angélique Henriette de La Brousse de Verteillac, che si risposò nel 1841 con Louis-Sosthène de La Rochefoucauld, duca di Doudeauville, direttore delle poste durante la Restaurazione. Nel 1859 la donna affittò il primo piano della villa ad un figlio della prima moglie di quest'ultimo, Marie Charles Gabriel Sosthène de La Rochefoucauld, duca di Bisaccia. Nel 1876, acquistò il palazzo, che fece trasformare profondamente alla fine del XIX secolo da Henri Parent. Il primo piano della villa fu sopraelevato, le facciate sul cortile e sul giardino furono rimaneggiate, mentre la copertura dell'edificio venne completamente rifatta.

Nel 1875 venne costruito uno scalone ad intarsi di marmi policromi, ispirato a quelli di Versailles. È ornato da un arazzo raffigurante la storia di Ester della manifattura dei Gobelins: secondo la tradizione Luigi XV aveva offerto l'arazzo all'imperatore cinese, ma nel 1886 era stato acquistato dal duca di Bisaccia dopo il saccheggio del Palazzo Estivo di Pechino. Inoltre il duca fece montare delle boiserie provenienti dal castello di Bercy, acquistate nel 1860; fece costruire una cappella, un giardino d'inverno, una vasta sala da pranzo, delle scuderie per 25 cavalli, due rimesse per otto vetture e due sellerie. Solamente il salone conserva ancora le boiserie originarie.

La villa fu comprata nel 1937 dalla Caisse des dépôts et consignations. Dal 1938 uno scambio di affitti enfiteutici permette all'Italia di usare questo palazzo come sede della propria ambasciata e alla Francia di disporre di palazzo Farnese, a Roma, come Ambasciata di Francia in Italia.[1]

Gli Ambasciatori d'Italia in Francia[modifica | modifica sorgente]

Dal Al Ambasciatore [1]
1861 1876 Costantino Nigra
1876 1882 Enrico Cialdini
1882 1892 Luigi Federico Menabrea di Val Dora
1892 1895 Costantino Ressmann
1895 1908 Giuseppe Tornielli Brusati di Vergano
1908 1910 Giovanni Gallina
gennaio 1910 aprile 1910 Antonino Paternò Castello di San Giuliano
1910 1916 Tommaso Tittoni
1916 1917 Giuseppe Salvago Raggi
1917 1921 Lelio Bonin Longare
gennaio 1922 novembre 1922 Carlo Sforza
1922 1927 Camillo Romano Avezzana
1927 1932 Gaetano Manzoni
1932 1935 Bonifacio Pignatti Morano di Custoza
1935 1938 Vittorio Cerruti
1938 1942 Raffaele Guariglia di Vituso
1945 1946 Giuseppe Saragat
1946 1958 Pietro Quaroni
gennaio 1958 novembre 1958 Alberto Rossi Longhi
1958 1961 Leonardo Vitetti
1961 1964 Manlio Brosio
1964 1969 Giovanni Fornari
1969 1977 Francesco Malfatti di Montetretto
1977 1981 Gian Franco Pompei
1981 1988 Walter Gardini
1988 1991 Giacomo Attolico
1991 1995 Luigi Guidobono Calvachini Garofoli
1995 2000 Sergio Vento
2000 2002 Federico Di Roberto
2002 2005 Giovanni Dominedò
2005 2009 Ludovico Ortona
2009 2012 Giovanni Caracciolo di Vietri
2012 - Giandomenico Magliano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Storia del palazzo e dei rapporti bilaterali, tratto dal sito dell'[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Coordinate: 48°51′14.54″N 2°19′19.27″E / 48.85404°N 2.32202°E48.85404; 2.32202