Siły Powietrzne
| Siły Powietrzne | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Attiva | 12 ottobre 1918 |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Guarnigione/QG | Varsavia |
| Soprannome | Siły Powietrzne |
| Sito internet | http://www.sp.mil.pl/ |
| Parte di | |
| Comandanti | |
| Comandante in Capo | Bronisław Komorowski |
| Ministro della Difesa | Tomasz Siemoniak |
| Capo di Stato Maggiore | gen. Mieczysław Cieniuch |
| Comandante attuale | gen. broni pil. Lech Majewski |
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Siły Powietrzne (in italiano: Aeronautica militare della Polonia) è una delle quattro componenti delle Siły Zbrojne Rzeczypospolitej Polskiej. È spesso abbreviata in PolAF, dall'inglese Polish Air Force.
Indice |
Storia[modifica]
La storia della Polskie Lotnictwo Wojskowe inizia con la fine della prima guerra mondiale. Nel 1918 vennero formati diversi squadron creati in altri paesi. In Russia vi era uno squadron a disposizione del corpo d'armata del generale Joseph Dowbor-Muśnicki, sciolto nel maggio 1918. In Francia vi erano cinque squadron di aerei a disposizione dell'armata del generale Józef Haller. Nel corso del 1919 gli aerei di questi reparti furono trasferiti, assieme alle relative attrezzature logistiche, in Polonia.
Il periodo 1918-1922[modifica]
Nel pomeriggio del 30 ottobre 1918 i soldati austroungarici appartenenti alla Ersatz Fliegerkompanie 10 basata sull'aeroporto di Cracovia-Rakowice si ribellarono ai rappresentanti dell'autorità polacca, e cercarono di decollare con i propri apparecchi alla volta dell'Austria. Solo il pronto intervento delle guardie polacche impedì la fuga dei velivoli. A Rakowice furono catturati intatti 40 velivoli (Hansa-Brandenburg B.I e C.I, Oeffag C.I e C.II, Lohner B.VII, Lloyd C.II e C.V), ed una parte di essi andò a costituire il 7 novembre la 1ª e 3ª Squadriglia da combattimento[1]. L'aeronautica militare (Siły Powietrzne) iniziò a formarsi in Polonia ufficialmente l'11 novembre 1918[2], appena firmato l'armistizio tra i tedeschi e gli alleati, sotto l'impulso del tenente Stefan Stec. Inizialmente i reparti impiegarono velivoli catturati o lasciati dagli eserciti tedeschi o austro-ungarici in ritirata. La prima riorganizzazione della Lotnictwo Wojskowe avvenne il 20 dicembre dello stesso anno[1]. La maggior parte degli aerei acquisiti furono catturati durante la battaglia di Shoal, combattuta nel corso dell'insurrezione della Grande Polonia, il 6 gennaio 1919. Si trattava di alcune centinaia di velivoli smontati e conservati in un hangar per dirigibili a Poznan[2], e di palloni da osservazione. Le attrezzature sequestrate avevano un valore di 200 milioni di marchi tedeschi, e furono il più grande bottino mai catturato nella storia dell'esercito polacco. Con gli aerei catturati, il 9 gennaio 1919, lo squadrone Poznan bombardò con bombe da 12 kg l'aeroporto civile di Francoforte sull'Oder. Tra il 1919 e il 1920 i velivoli parteciparono, operando dall'aeroporto di Leopoli, alla guerra combattuta con gli ucraini e poi a quella contro i sovietici. Nel corso del 1919 incominciarono gli acquisti di aerei all'estero. Nel 1920 la Polskie Lotnictwo Wojskowe disponeva di velivoli di origine inglese, francese, tedesca, austriaca e italiana, tutti partecipanti alla prima guerra mondiale. I principali modelli a disposizione erano:
- caccia: Bristol F.2 Fighter (105 esemplari), SPAD S.XIII (40 esemplari), SPAD S.VII (15 esemplari) Fokker D.VII (30 esemplari), Oeffag D.III (38 esemplari)[1], Ansaldo A.1 Balilla (35 esemplari), SPAD S.VII, Albatros D.III, Sopwith Dolphin (10 esemplari), Sopwith Camel (1 esemplare) Fokker D.VIII (2 esemplari)[3].
- bombardieri e ricognitori; Breguet 14A2 (70 esemplari), Ansaldo S.V.A.9 (80 esemplari), Salmson 2A2, Airco DH.9, Albatros C.X (15 esemplari), Albatros C.XII (4 esemplari), DFW C.V (60 esemplari)[3], LVG C.V (7 esemplari) e LVG C.VI (1 esemplare)[3], Friedrichshafen G.III (3 esemplari)[1].
Il periodo 1923-1932[modifica]
Nel 1925 venne creata la Scuola Ufficiali d'Aviazione (Oficerską Szkołę Lotnictwa) a Grudziadz, che nel 1927 venne trasferita a Deblin. Dopo la fine della guerra con l'Unione Sovietica molti degli apparecchi allora in servizio davano segni di obsolescenza e fu deciso il loro ritiro dal servizio. Per la sostituzione ci si rivolse all'industria francese. Negli anni 1924-1926, sotto la direzione del generale francese Armand Leveque[2], vennero acquistati caccia Blériot-SPAD S.61 C1 (280 unità), bombardieri leggeri Potez XV (245 unità), Breguet 19 (250 unità) e Potez 25 (316 velivoli), quest'ultimo fu anche prodotto su licenza in Polonia assieme ai bombardieri pesanti Farman F.68BN4 Goliath e, successivamente, Fokker F.VIIB/3m. Più tardi, su licenza cecoslovacca, la PWS produsse 50 caccia Avia BH-33 sotto la designazione locale PWS-A. In quegli anni l'aviazione di marina utilizzò, almeno fino alla metà degli anni trenta, idrovolanti di origine francese Schreck FBA-17H, Lioré et Olivier LeO H-13, Lioré et Olivier LeO H-135B3 e Latham 43. Verso i primi anni trenta dell'aeronautica militare iniziò a dotarsi dei primi aerei interamente progettati e costruiti in Polonia. Il primo progetto realizzato per sostituire il caccia PWS-A, fu il PWS-10 prodotto in 80 esemplari dal 1932.
Il periodo 1933-1938[modifica]
Nel 1933 entrarono in servizio i primi aerei progettati e costruiti in Polonia. Si trattava dei caccia PZL P.7a, prodotti in circa 150 esemplari, progettato dall'ingegner Zygmunt Pulawski della Państwowe Zakłady Lotnicze di Varsavia. Ad essi seguirono 50 PZL P.11a e 150 caccia PZL P.11c (questi ultimi realizzati tra il 1935-1936). Purtroppo questi aerei erano moderni nel 1935, ma quattro anni, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, erano già obsoleti. Un moderno sviluppo del caccia PZL P.11, designato PZL P.24, venne destinato esclusivamente all'esportazione. Solo i cacciabombardieri PZL.23 Karaś (166 esemplari) e i bombardieri PZL.37 Łoś (36 velivoli prodotti) risultarono all'altezza della contemporanee realizzazione estere. Fallimentare si rivelò, invece, il bombardiere LWS-6 Żubr così come il progetto relativo al caccia leggero PZL.39. Poco prima dello scoppio della guerra l'industria polacca aveva realizzato alcuni interessanti prototipi, come i caccia PZL.50 Jastrząb, PZL.38 Wilk, il cacciabombardiere PZL.46 Sum e il ricognitore LWS-3 Mewa. Allo stadio di progetto rimasero i caccia PZL.48 Lampart, PZL.55, e il bombardiere PZL.49 Miś, non realizzati per il precipitare degli eventi.
Fino alla fine dell'anno 1938 l'aviazione era organizzata su 6 reggimenti:
- 1 Pułk Lotniczy basato a Varsavia (1921–1939)
- 2 Pułk Lotniczy basato a Cracovia (1921–1939)
- 3 Pułk Lotniczy basato a Poznań (1921–1939)
- 4 Pułk Lotniczy basato a Toruń (1921–1939)
- 5 Pułk Lotniczy basato a Lida (1921–1939)
- 6 Pułk Lotniczy basato a Skniłów (1921–1939)
1939[modifica]
| Per approfondire, vedi Polskie Lotnictwo Wojskowe. |
Nel marzo 1939 il generale Józef Zając sostitui il generale Ludomil Rayski come comandante della Polskie Wojskowe Lotnictwo. Il governo polacco era consapevole della crescente minaccia rappresentata dal massiccio riarmo tedesco. Le autorità militari, per tutelarsi contro i lunghi ritardi del programma relativo al nuovo caccia PZL.50 Jastrząb, ordinarono lo sviluppo di una nuova versione del caccia PZL P.11, designata P.11g Kobuz, dotata del motore radiale Bristol Mercury VIII da 835 CV. Il prototipo volò nel mese di agosto del 1939, poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, ma la velocità massima registrata fu di 390 km/h. Nonostante tutto la Lotnictwo Wojskowe ordinò 90 aerei da prodursi, in tre serie di trenta, sia negli stabilimenti della P.Z.L. che in quelli della P.W.S. Le consegne dei nuovi caccia erano previste per i primi mesi del 1940. Inoltre la Lotnictwo Wojskowe ordinò finalmente i caccia PZL P.24, nelle versioni ad essa destinate P.24H e P.24P. L'indisponibilità a schierare a breve termine aerei moderni indusse il governo polacco a rivelgersi all'estero per acquistare gli aerei con cui riequipaggiare i propri reparti. Nel 1939, dopo aver ricevuto i necessari fondi, la Polonia ordinò con la massima urgenza 120 caccia Morane Saulnier MS.406 in Francia[2], 14 caccia Hawker Hurricane Mk. I, 1 Supermarine Spitfire Mk. I e 100 bombardieri leggeri Fairey Battle Mk. I in Gran Bretagna, 16 idrovolanti da ricognizione CANT Z.506 Alcione in Italia All'approssimarsi dell'attacco tedesco, il 24 agosto 1939 i reggimenti dell'aviazione furono sciolti e gli Squadron (Eskadry) suddivisi tra Brigata caccia, Brigata Bombardieri e a supporto della varie Armate dell'esercito. Il 29 agosto 1939 il governo polacco proclamò la mobilitazione generale, ed alla data del 1º settembre risultavano in servizio con la Polskie Lotnictwo Wojskowe 745 velivoli militari, di cui 400 da combattimento. Altri 345 erano in riserva e 111 in consegna dall'estero.
Alto Comando dell'Aviazione (Naczelne Dowództwo Lotnictwa), diretto dal brigadiere generale Józef Zając comandante in capo dell'aviazione e della difesa aerea. Da esso dipendevano direttamente la Brigata Caccia (Brygada Pościgowa), la Brigata Bombardieri (Brygada Bombowa), la 16 Eskadra Obserwacyjna (Squadron da ricognizione), Eskadra sztabowa (Squadron da collegamento), Squadriglie collegamento n°1 e n° 2.
Brygada Pościgowa (Brigata Caccia)[3], schierata a difesa di Varsavia, ed al comando del colonnello Stefan Pawlikowski (vicecomandante il tenente colonnello Leopold Pamula). In totale la Brigata disponeva di 54 caccia PZL P.11c, PZL P.7a e 3 aerei da collegamento RWD-8, ed era formata dai seguenti reparti:
- III/1 Dywizjon Mysliwski (III/1 Fighter Wing, comandante Capt. Zdzisław Krasnodębski)[3]
- 111 Eskadra Mysliwska (111 Fighter Squadron, comandante Capt. Gustaw Sidorowicz)
- 112 Eskadra Mysliwska (112 Fighter Squadron, comandante Capt. Tadeusz Opulski)
- IV/1 Dywizjon Mysliwski (IV/1 Fighter Wing, comandante Capt. Adam Kowalczyk)
- 113 Eskadra Mysliwska (113 Fighter Squadron, comandante Lt. Wienczyslaw Baranski)
- 114 Eskadra Mysliwska (114 Fighter Squadron, comandante Capt. Juliusz Frey)
- 123 Eskadra Mysliwska (123 Fighter Squadron, Comandante Capt. Mieczyslaw Olszewski).
- Kompania Łączności (compagnia comunicazioni)
- Kompania Karabinów Maszynowych Przeciwlotniczych (compagnia antiaerea)
- Pluton Sanitarny (Plotone sanitario)
Brygada Bombowa (Brigata bombardieri)[3] costituita il 31 agosto 1939 sotto il comando diretto del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica (Sztabu Głównego WP). Il comando della brigata fu organizzato sulla base del Comando Raggruppamento Bombardieri del 1° Reggimento aereo. Il Quartier Generale della brigata, comandata dal colonnello obs. Władysław Eugeniusz Heller si trovava a Varsavia, con un distaccamento per l'addestramento del personale a Deblin. L'unità disponeva di 36 bombardieri medi PZL.37 Los, 50 bombardieri leggeri PZL.23 Karaś, 9 velivoli da trasporto Fokker F.VII, 9 aerei da collegamento RWD-8, ed era formata dai seguenti reparti:
- X Dywizjon Bombowy[4] (basata a Ulez, comandante tenente colonnello pil. Józef Werakso)
- 211 Eskadra Bombowa
- 212 Eskadra Bombowa
- XV dywizjon bombowy[4] (basata a Podlodów, comandante tenente colonnello pil. Stanisław Cwynar)
- 216 Eskadra Bombowa
- 217 Eskadra Bombowa
- 21 Eskadra Bombowa Lekka
- 22 Eskadra Bombowa
- VI Dywizjon Bombowy Lekki[4] (basata a Nosów, comandante maggiore obs. Alfred Peszke)
- 64 Eskadra Bombowa
- 65 Eskadra Bombowa
- 55 Samodzielna Eskadra Bombow[4] a (basata a Marynin, comandante capitano obs. Józef Skibiński)
- Pluton Łącznikowy Nr 4
- Pluton Łącznikowy Nr 12
- Kolumna Samochodów Ciężarowych Nr 21
- Kolumna Samochodów Ciężarowych Nr 25
- Pluton Łączności Lotnictwa Bombowego Nr 21
- Pluton Reflektorów Szlakowych Nr 22
- Pluton Warsztatowy Nr 210
- Pluton Warsztatowy Nr 215
- Stacja Meteo Nr 12
16 Eskadra Obserwacyjna
- Alle dirette dipendenze dell'Alto Comando dell'Aviazione (Naczelnego Dowódcy Lotnictwa), basata a Pęchery, era agli ordini del capitano osservatore Eugeniusz Lech. Disponeva di 7 aerei da osservazione Lublin R-XIIID e 2 RWD-8.
Eskadra sztabowa
- Alle dirette dipendenze dell'Alto Comando dell'Aviazione (Naczelnego Dowódcy Lotnictwa). Agli ordini del capitano pil. Henryk Wirszyłło, esuddivisa tra le basi di Powsinie e Pole Mokotowskie, disponeva di 28 velivoli RWD-14, Lublin R.XIII, PWS-26, RWD-8 e RWD-13.
Gli altri reparti erano suddivisi tra le varie armate dell'Esercito[3]:
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Modlin (comandante colonnello pil. Tadeusz Prauss)
- Comando III/5 dywizjonu myśliwskiego (Squadriglia comando Fighter Squadron, comandante Maj. Edward Wieckowski)
- 152 Eskadra Myśliwska 152 (comandante Capt. Wlodzimierz Lazoryk)
- 41 Eskadra Rozpoznawcza
- 53 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 11 (Squadriglia collegamento)
- 5 kompania balonów obserwacyjnych (compagnia palloni di osservazione)
- 7 kompania balonów obserwacyjnych.
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Pomorze (comandante colonnello pil. Bolesław Stachoń)
- III/4 dywizjon myśliwski (Gruppo Caccia a Pomorzoe, comandante Capt. Florian Laskowski)
- 141 Eskadra Mysliwska (comandante Capt. Tadeusz Rolski)
- 142 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Miroslaw Lesniewski)
- 42 Eskadra Rozpoznawcza
- 43 Eskadra Obserwacyjna
- 46 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 7
- Pluton łącznikowy nr 8
- 1 kompania balonów obserwacyjnych
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Poznań (comandante colonnello pil. Stanisław Kuźmiński)
- III/3 dywizjon myśliwski (Gruppo Caccia a Poznan, Comandante Maj. Mieczyslaw Mumler)
- 131 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Jerzy Zaremba)
- 132 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Franciszek Jastrzebski)
- 34 Eskadra Rozpoznawcza
- 33 Eskadra Obserwacyjna
- 36 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 6
- 4 kompania balonów obserwacyjnych
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Łódź (comandante colonnello pil. Wacław Iwaszkiewicz)
- III/6 dywizjon myśliwski (Gruppo Caccia a Lodz, Comandante Capt. Stanislaw Morawski)
- 161 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Wladyslaw Szczesniewski)
- 162 Eskadra Mysliwska (Comandante Lt. Bernard Groszewski)
- 32 Eskadra Rozpoznawcza
- 63 Eskadra Obserwacyjna
- 66 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 10
- 3 kompania balonów obserwacyjnych
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Kraków (comandante colonnello obs. Stefan Sznuk)
- III/2 dywizjon myśliwski (Gruppo Caccia, Comandante Capt. Mieczyslaw Medwecki)
- 121 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Tadeusz Sedzielowski)
- 122 Eskadra Mysliwska (Comandante Capt. Mieczyslaw Wiorkiewicz)
- 24 Eskadra Rozpoznawcza
- 23 Eskadra Obserwacyjna
- 26 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 3
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Karpaty (comandante colonnello pil. Olgierd Tuskiewicz)
- 31 Eskadra Rozpoznawcza
- 56 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 5
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea dell'Armata Prusy (comandante colonnello pil. Jerzy Garbiński)
- 2 kompania balonów obserwacyjnych
Comando dell'Aviazione e della difesa aerea del Gruppo Operativo Indipendente Narew (comandante tenente colonnello pil. Stanisław Nazarkiewicz)
- distaccamento III/5 Dywizjon Mysliwski
- 151 Eskadra Myśliwska (Comandante tenente Jozef Brzezinski)
- 51 Eskadra Rozpoznawcza
- 13 Eskadra Obserwacyjna
- Pluton łącznikowy nr 9
Con l'eccezione del bombardiere PZL.37 Los ogni altro velivolo da combattimento era inferiore, sotto ogni aspetto, ai contemporanei aerei della Luftwaffe, per non parlare dei modelli da ricognizione assegnati in supporto alle varie armate dell'esercito. La superiorità aerea tedesca era di otto a uno. Nonostante ciò i piloti polacchi, pur subendo gravi perdite, si batterono con coraggio e determinazione. Nel corso dei combattimenti del 1º settembre 1939 la Brigata Caccia abbatté nelle vicinanze di Varsavia ben 14 aerei tedeschi, mentre il giorno dopo i piloti della 142 Eskadry (4. Pułk Lotniczy) ne distrussero sette nella regione di Chełmży. Nel periodo 1-17 settembre i piloti da caccia polacchi distrussero 126 aerei nemici, probabilmente danneggiandone gravemente ulteriori 10 o 14. Inoltre gli equipaggi dei cacciabombardieri e bombardieri polacchi ne abbatterono altri 11, mentre l'artiglieria contraerea un'altra dozzina. Secondo le fonti di archivio la Luftwaffe perse, durante la campagna polacca, circa 247 aerei, tra cui 91 in incidenti, mentre quasi altrettanti furono danneggiati. La Polskie Wojskowe Lotnictwo perse circa il 70% dei velivoli in dotazione. Il 17 settembre, in obbedienza agli ordini ricevuti, 14 caccia PZL P.7, 40 PZL P.11, 27 bombardieri PZL.37 Los, 31 cacciabombardieri PZL.23 Karaś, 11 ricognitori RWD-14 "Czapla", 17 Lublin R-XIII e un Potez 25 attraversarono il confine rumeno atterrando su alcuni aeroporti locali. Almeno un caccia P.11 finì in Ungheria. Inoltre tra il 17 e il 20 settembre la maggior parte dei piloti polacchi attraversarono i confini rumeno ed ungherese, per raggiungere la Francia, secondo gli ordini emessi dallo Stato Maggiore.
1940[modifica]
| Per approfondire, vedi Polskie Siły Powietrzne we Francji. |
Dopo l'invasione della Polonia del 1939, terminata con la vittoria dei tedeschi, la maggior parte del personale di volo e dei tecnici della Polskie Lotnictwo Wojskowe vennero evacuati inizialmente in Romania e in Ungheria, da dove si trasferirono in Francia. Nulla da fare per gli aerei superstiti che furono confiscati dalla autorità rumene[5], e incorporati nella locale forza aerea. Il personale di volo, secondo il trattato di alleanza militare franco-polacco stipulato nel 1921 e rinnovato nel 1939, in caso di sconfitta nella guerra con la Germania doveva trasferirsi in Francia per ricostituire la Polskie Lotnictwo Wojskowe in vista della liberazione della madrepatria. Il 14 febbraio 1940 in base ad un accordo stipulato tra il governo polacco in esilio e quello francese, venne costituita in Francia la Polskie Sily Powietrzne, che divenne arma indipendente il 22 febbraio[2].
Tuttavia il quartier generale francese era indeciso sull'uso del personale polacco, in quanto la creazione di grandi unità aeree polacche indipendenti poteva intralciare i piani di riequipaggiamento dell'Armée de l'Air. Infatti la maggioranza dei piloti polacchi furono assegnati a piccoli reparti, e venne costituita solo una grande unità, il Groupe de Chasse polonaise I/145, di stanza sul campo d'aviazione di Mions. Questo gruppo da caccia ricevette la propria dotazione di velivoli solamente il 18 maggio 1940, e si trattava dei caccia leggeri Caudron C.714, quasi completamente inutilizzabili. Dopo 23 missioni la cattiva opinione su questi aerei venne pienamente confermata dai piloti di prima linea. L'aereo era gravemente sottopotenziato e non poteva competere con i caccia nemici di quel periodo. A causa di ciò, il 25 maggio, solo una settimana dopo che l'aereo è stato introdotto in servizio attivo, il ministro della guerra francese Guy La Chambre ordinò che tutti i caccia Caudron C.714 fossero ritirati dal servizio operativo. Tuttavia, dato che le autorità francesi non avevano altri aerei da offrire, i piloti polacchi ignorarono l'ordine e continuarono ad usare gli aerei. Anche se i caccia Caudron erano obsoleti rispetto ai Messerschmitt Bf 109E tedeschi, i piloti polacchi riportarono tra l'8 e l'11 giugno 12 vittorie confermate e 3 probabili, perdendo in combattimento 9 velivoli più altri 9 distrutti a terra. Tra le vittorie reclamate vi erano quattro bombardieri Dornier Do 17, tre caccia Messerschmitt Bf 109 e cinque Messerschmitt Bf 110. Il resto delle piccole unità polacche usarono i caccia Morane-Saulnier MS.406.
Reparti della Polskie Lotnictwo Wojskowe costituiti in Francia nel 1940[6]:
- I/145 Dywizjon Myśliwski Warszawski
- II/8 Dywizjon Myśliwski
- III Dywizjon Myśliwski
- IV Dywizjon Myśliwski
- I Dywizjon Bombowy
- I Dywizjon Współpracy
- II Dywizjon Współpracy
- Grupa Szkół Lotniczych
- Dywizjon Szkoln
Durante i convulsi giorni della battaglia di Francia, tra il 10 maggio e il giugno 1940, alcuni aviatori polacchi vennero assegnati alle scuole di volo di Bussac, Pau, Caen, Rennes e Blida (Algeria) dove costituirono improvvisate sezioni di difesa aerea, dotate di materiale di volo tra i più disparati: Dewoitine D.500, Dewoitine D.500, Blériot-SPAD S.510, Nieuport-Delage NiD.62, Potez 54, Bloch MB.200, Potez 25, Caudron Simoun[7]
Il periodo 1940-1947[modifica]
| Per approfondire, vedi Polskie Siły Powietrzne w Wielkiej Brytanii. |
Il periodo 1954-1962[modifica]
| Per approfondire, vedi Wojska Lotnicze i Obrony Przeciwlotniczej Obszaru Kraju. |
La Polonia divenne uno dei più importanti paesi-satellite dell'influenza sovietica, tanto che il 14 maggio 1955, a Varsavia fu firmato il famoso trattato di cooperazione militare del blocco orientale, il Patto di Varsavia.
Il periodo 1962-1990[modifica]
| Per approfondire, vedi Wojska Lotnicze e Wojska Obrony Powietrznej Kraju. |
Il periodo 1990-2004[modifica]
| Per approfondire, vedi Wojska Lotnicze i Obrony Powietrznej. |
Dal 1º luglio 1990, e fino al mese di luglio del 2004 era in uso la dizione polacca Wojska Lotnicze i Obrony Powietrznej, in quanto tutte le forze aeree di stampo sovietico si articolavano generalmente su 2 comandi semiautonomi, uno per l'aviazione da combattimento e l'altro che si occupava della difesa aeromissilistica.
Una volta sciolto il Patto di Varsavia tra i vari paesi comunisti e l'Unione Sovietica, la Polonia diventò, dal 1999, membro della NATO e dal 1º maggio 2004 è entrata a far parte dell'Unione Europea.
Il periodo 2004-oggi[modifica]
Gli aeromobili della Wojska Lotnicze i Obrony Powietrznej (WLiOP) recano, come segni di riconoscimento, sulla fiancata della fusoliera oppure sulla deriva verticale, la tradizionale coccarda a scacchiera con i colori nazionali, bianco e rosso. Invece gli aeromobili destinati al servizio di stato portano la scritta "Republic of Poland".
Struttura della PolAF[modifica]
La Polish Air Force ha il suo comando a Varsavia, dove ha sede il Dowództwo Sił Powietrznych (lo "Stato Maggiore" della forza aerea polacca). Da esso dipendono due Corpi che controllano quattro stormi, i quali si articolano a loro volta su un numero variabile di gruppi. Quest'ultimi hanno preso il posto dei precedenti reggimenti.
Inoltre oggi alle dipendenze della PolAF ci sono: la 1 Śląska Brygada Rakietowa, la 3 Warszawska Brygada, il 61 Skwierzynski Pulk Rakietowy, il 78 Pulk Rakietiowy, il 1 Osrodek Radioelektroniczny e la 3 Brygada Radiotechniczna, ovvero due brigate missilistiche terra-aria, due reggimenti con la stessa funzione e, infine, un centro e una brigata radar.
Gli F-16 della PolAF[modifica]
Nel 1997 il governo polacco avviò una competizione tra aziende aeronautiche con lo scopo di individuare un aereo da caccia polivalente, con il quale sostituire i Mikoyan-Gurevich MiG-21 Fishbed e Sukhoi Su-22. Il requisito prevedeva l'acquisizione di 100 velivoli con i quali rimpiazzare gli oltre 350 di produzione sovietica che militavano tra le file della PolAF.
Gli aerei presi in esame furono: il Dassault Mirage 2000; il Lockheed Martin F-16 Fighting Falcon e il Saab JAS 39 Gripen. Verso la fine del 2002 la scelta cadde sul caccia statunitense F-16. Il contratto, sottoscritto nell'aprile del 2003, ammontava a 3,5 miliardi di dollari e prevedeva 48 esemplari suddivisi in 36 monoposto F-16C-52CF e 12 biposto F-16D-52CF.
L'intera linea di MiG-21 Fishbed venne radiata nel 2003, mentre le consegne dei nuovi aeroplani alla forza aerea polacca ebbero inizio nel novembre 2006 e terminarono nel dicembre 2008.[8]
Aeromobili in uso[modifica]
| Aeromobile | Origine | Tipo | Versione (denominazione locale) |
In servizio | Note | Immagine |
| F-16 | Aereo da caccia | F16C bl 52+ F16D bl 52+ | 48 | Consegnati tra novembre 2006 e dicembre 2008 | ||
| MiG-29 | Aereo da caccia | MiG-29A MiG-29UB | 32 | 16 aerei modernizzati nel periodo 2012-2014 | ||
| Su-22 | Aereo da caccia | Su-22M4K Su-22UM3K | 32 | Impiegati per l'attacco al suolo e l'interdizione convenzionale e nucleare | ||
| C-295 | Aereo da trasporto | C-295M | 13 | Un esemplare è andato perso il 23 gennaio 2008 e altri 3 aerei saranno aggiunti nel 2013 | ||
| C-130 Hercules | Aereo da trasporto | C-130E | 5 | Dal 2012 sono stari modernizzati i motori | ||
| TS-11 Iskra | Aereo da addestramento | 54 | ||||
| 130 Orlik | Aereo da addestramento | 37 | Impiegati anche dalla pattuglia acrobatica nazionale Orlik Aerobatic Team | |||
| Mielec M-28 | Aereo da trasporto | Bryza TD | 17 | Ne restano da consegnare ancora 8 esemplari | ||
| An-28 | Aereo da trasporto | 2 | ||||
| Mi-8 | Elicottero utility | Mi-8T Mi-8RL Mi-8P Mi-8S | 12 | Svolgono compiti di trasporto e missioni SAR | ||
| Mi-2 | Elicottero utility | 50 | ||||
| Mi-17 | Elicottero utility | 3 | Ne restano da consegnare ancora 7 esemplari | |||
| Mi-24 | Elicottero utility | 4 | ||||
| W-3 Sokół | Elicottero utility | W-3WA W-3RL W-3T | 23 | Impiegati anche per il trasporto VIP | ||
| SW-4 Puszczyk | Elicottero utility | 24 | Impiegati per compiti addestrativi e di collegamento | |||
| Aeronautics Aerostar | Aeromobile a pilotaggio remoto | 0 | ||||
| Aeronautics Orbiter | Aeromobile a pilotaggio remoto | 0 |
Aeromobili storici[modifica]
Addestramento[modifica]
Bombardieri[modifica]
Caccia/bombardieri[modifica]
Trasporto[modifica]
Voci correlate[modifica]
Note[modifica]
- ^ a b c d Cynk, Jerzy B. Les Avions de L'independance Polonaise Parte 1, Le Fana de l'Aviation no.169, Editions Lariviére, decembre 1983
- ^ a b c d e Koniarek, Dr. Jan P. Polish Air Force 1939-1945, Squadron/Signal Publications, Inc., Carrollton (Texas), 1994. ISBN 0-89747-324-8
- ^ a b c d e f g Belcarz, Bartolomiej e Robert Peczkowski. WHITE EAGLES. The Aircraft, Men and Operations of the Polish Air Force 1918-1939, Hikoki Publications Ltd, Ottringham, 2001. ISBN 1-902109-73-2
- ^ a b c d e Jerzy Pawlak; Walerian Nowakowski, Brygada Bombowa kurs bojowy! (in polacco), Wydawnictwo Ministerstwa obrony Narodowej, 1983. ISBN 83-11-06852-6
- ^ Bartłomiej Belcarz, Polskie lotnictwo we Francji (in polacco), Stratus, 2002. ISBN 83-916327-6-8
- ^ Bartłomiej Belcarz, Polskie lotnictwo we Francji (in polacco), Stratus, 2002. ISBN 83-916327-6-8
- ^ Belcarz, Bartłomiej. Les section de chasse Polonnaises improvisées en France en 1940, Air Magazine No.23, TMA SARL, rue Claude Decaen 75, Paris, Decembre 2004-Janvier 2005
- ^ AERONAUTICA&DIFESA n°283 anno XXXV - maggio 2010.
Bibliografia[modifica]
- Bartłomiej Belcarz; Robert Peczkowski, WHITE EAGLES. The Aircraft, Men and Operations of the Polish Air Force 1918-1939 (in inglese), Hikoki Publications Ltd, 2001. ISBN 1-902109-73-2
- Bartłomiej Belcarz, Polskie lotnictwo we Francji (in polacco), Stratus, 2002. ISBN 83-916327-6-8
- Jerzy B. Cynk, History of the Polish Air Force 1918-1968 (in inglese), Reading, Berkshire, UK, Osprey Publishing Ltd., 1972. ISBN 0-85045-039-X
- Jerzy B. Cynk, Polish Aircraft 1893-1939, 1st (in inglese), London, Putnam & Company Ltd., 1971, pp. 158–172. ISBN 0-370-00103-6
- Andrzej Glass, Polskie konstrukcje lotnicze 1893-1939 (in polacco), Warszawa, WKiŁ, 1977.
- E.R. Hooton, Luftwaffe at War; Blitzkrieg in the West: 1939–1940 (in inglese), Midland Publishing, 2007, Volume 2. ISBN 1-85780-272-1
- E.R. Hooton, Luftwaffe at War: Gathering Storm 1933–1939, Volume 1. London (in inglese), Chevron/Ian Allen, 2007. ISBN 1-903223-71-7
- Koliński, Izydor. Wojsko Polskie: krótki informator historyczny o Wojsku Polskim w latach II wojny światowej. 9, Regularne jednostki Wojska Polskiego (lotnictwo), formowanie, działania bojowe, organizacja, uzbrojenie, metryki jednostek lotniczych. Wydawnictwo Ministerstwa Obrony Narodowej, Warszawa, 1978.
- Dr. Jan P. Koniarek, Polish Air Force 1939-1945 (in inglese), Carrollton, TX, Squadron/Signal Publications, Inc., 1994. ISBN 0-89747-324-8
- Jerzy Pawlak, Polskie eskadry w Wojnie Obronnej 1939 (in polacco), Wydawnictwo Komunikacji i Łączności, 1982. ISBN 83-206-0281-5
- Jerzy Pawlak, ''Polskie eskadry w latach 1918-1939 (in polacco), Wydawnictwo Komunikacji i Łączności, 1989. ISBN 83-206-0760-4
- Jerzy Pawlak; Walerian Nowakowski, Brygada Bombowa kurs bojowy! (in polacco), Wydawnictwo Ministerstwa obrony Narodowej, 1983. ISBN 83-11-06852-6
- Jerzy Pawlak, Brygada Pościgowa - Alarm! (in polacco), Wydawnictwo Ministerstwa obrony Narodowej, 1977.
- Alfred B. Penske, The Bomber Brigade of the Polish Air Force in September, 1939 (in inglese), The Polish Review Vol. 13, No. 4, University of Illinois Press, Autumn, 1968.
- Tadeusz Jurga; Olgierd Cumft; Hubert Kazimierz Kujawa, Księga lotników polskich: poległych, zmarłych i zaginionych 1939-1946 (in polacco), Wydawnictwo Ministerstwa obrony Narodowej, 1989. ISBN 83-11-07329-5
- Belcarz, Bartłomiej. Les section de chasse Polonnaises improvisées en France en 1940, Air Magazine No.23, TMA SARL, rue Claude Decaen 75, Paris, Decembre 2004-Janvier 2005.
- Cynk, Jerzy B. Les Avions de L'independance Polonaise Parte 1, Le Fana de l'Aviation no.169, Editions Lariviére, decembre 1983.
- Cynk, Jerzy B. Les Avions de L'independance Polonaise Parte 2, Le Fana de l'Aviation no.170.
- Cynk, Jerzy B. Les Avions de L'independance Polonaise Parte 3, Le Fana de l'Aviation no.171.
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Polish Air Force in Scramble. http://www.scramble.nl/index.html. URL consultato in data 15 mag 2010.
- John Hayles. (EN) Poland Air Force in aeroflight. http://www.aeroflight.co.uk/index.html, 5 lug 2008. URL consultato in data 15 mag 2010.