Yakovlev Yak-9
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| Yakovlev Yak-9U | |
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Yak-9 ancora in condizioni di volo
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| Descrizione | |
|---|---|
| Tipo | Caccia |
| Equipaggio | 1 |
| Costruttore | Yakovlev |
| Data primo volo | 1942 |
| Data entrata in servizio | Ottobre 1942 |
| Esemplari | 14.240 (tutte le versioni) |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 8,52 m |
| Apertura alare | 9,80 m |
| Altezza | 2,44 m |
| Superficie alare | 17,23 m² |
| Peso a vuoto | 2.313 kg |
| Peso max al decollo | 3.060 kg |
| Propulsione | |
| Motore | un motore a pistoni VK-107 a 12 cilindri a V |
| Potenza | 1.650 cavalli |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 600 km/h a 4.000 m |
| Autonomia | 850 km |
| Tangenza | 10.500 m |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | una da 20 mm SKhVAK, due da 12,7mm BS |
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fonti non citate |
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Lo Yakovlev Yak-9 era uno dei migliori caccia URSS per le quote medio-basse costruito durante la seconda guerra mondiale.
Indice |
[modifica] Lo sviluppo
Dopo la riuscita del progetto Yakovlev Yak-1, l'ufficio progetti di Yakovlev continuò a lavorare duramente, anche perché la situazione era ancora estremamente critica: i tedeschi continuarono ad infliggere dure perdite all'Armata Rossa lungo tutto il fronte, mentre la V-VS spesso non riusciva a compensare con il coraggio e il numero la migliore tecnica di combattimento dei piloti della Luftwaffe.
Rielaborare lo Yak-1 superandone i limiti divenne possibile accettando che l'ala venisse riprogettata con i longheroni in lega leggera piuttosto che in legno, dando vita allo Yak-7DI. Direttamente da quest'ultimo venne derivato, con poche altre modifiche, lo Yak-9. Questo significava che dall'originale caccia si sarebbero diramate due differenti evoluzioni: una che portò ad una variante leggera e adatta solo ai combattimenti aerei, lo Yak-3, l'altra che invece accettava addirittura di incrementare il peso per avere una maggiore scelta di armamenti, e quindi una migliore flessibilità operativa.
Fu possibile introdurre in fretta questo nuovo apparecchio da combattimento e i risultati non sarebbero mancati.
[modifica] Tecnica
Si trattava di un piccolo monoplano di costruzione mista, molto simile allo Yak-1. La differenza erano i longheroni metallici delle ali, il motore VK-105PF e la cappottina a bolla. Non molto se si considera che lo Yak-1M, e soprattutto lo Yak-7, già erano giunti a queste innovazioni. Anche i radiatori dell'olio vennero però modificati. La struttura dell'aereo venne irrobustita e migliorata in ogni punto, e le armi e motori sistemabili a bordo giunsero ad essere quanto di più vario i sovietici riuscirono a realizzare con i loro monoposto.
[modifica] Versioni
- Yak-9B: un bombardiere con stiva interna per 400 chili di bombe.
- Yak-9T: modello anticarro che poteva usare nel mozzo dell'elica un cannone NS-37 calibro 37 mm, dotato di 32 colpi. Era possibile spararne non più di 3 per raffica. Era disponibile anche una mitragliatrice calibro 12,7 mm.
- Yak-9K: era dotato di un cannone calibro 45 mm, ma era consentito sparare solo un colpo per volta. I cannoni anticarro erano utili anche contro i bombardieri, meno verso i caccia (specie il 45 mm). Lo Yak-9 venne provato anche con il cannone NS-57, ma quest'arma era davvero troppo per un piccolo monoposto.
- Yak-9D: versione usata per le missioni di scorta, con 1.300 chilometri di autonomia. Armamento ridotto ad un'arma da 20 mm ed una da 12,7, velocità massima di 600 km/h a 3.500 metri. Indicato per la scorta ai bombardieri tattici.
- Yak-9DD: versione destinata a compiti strategici, tra cui la scorta ai bombardieri anglo-americani quando eseguivano missioni spola tra l'Inghilterra e l'URSS. Aveva 2.200 chilometri di autonomia ed un reggimento venne schierato anche in Jugoslavia per aiutare i partigiani antinazisti.
- Yak-9U e P: versioni finali. La prima aveva il motore VK-107 che rendeva possibile raggiungere i 700 km/h a 5.500 metri, oltre ad una struttura totalmente metallica; il secondo, di 30 km/h più lento, venne prodotto come variante postbellica di largo impiego, per esempio in Corea.
[modifica] Impiego
I primi Yak-9 entrarono in azione nella Battaglia di Stalingrado, nel ottobre del 1942, dando subito filo da torcere ai caccia tedeschi. In seguito i caccia sovietici-russi, spesso chiamati gli "Spitfire sovietici" per il loro tipo di motore raffreddato a liquido e le eccellenti prestazioni a quote medio-basse, si fecero valere sempre di più, ottenendo una complessiva superiorità aerea negli ultimi due anni della guerra.
Il loro ruolo comprendeva anche l'attacco anticarro, il bombardamento tattico, la scorta strategica e tattica ai bombardieri e nell'ultimo anno di guerra entrò in linea lo Yak-9U, capace, sotto i 7.000 metri, di surclassare qualunque caccia tedesco. Il gruppo Normandie-Niemen, formato da volontari francesi che combatterono nel fronte russo, ottenne con tutti i tipi di caccia Yakovlev, ma soprattutto con gli Yak-9, oltre 200 vittorie aeree (secondo alcune fonti meno, ma comunque un risultato impressionante per un singolo gruppo che equivalse le gesta delle "Tigri volanti" in Cina).
Nel dopoguerra, i caccia ad elica Yakovlev erano ancora molto diffusi e vennero impiegati in combattimento in Corea, finendo però presto per essere distrutti dalle azioni aeree statunitensi. Secondo alcune fonti uno di loro abbatté addirittura un bombardiere Boeing B-29 Superfortress sorpreso a quote non molto elevate. Il modello impiegato era il "P", leggermente perfezionato rispetto all'"U" del tempo di guerra.
Tra i paesi principali che utilizzavano i Yakovlev Yak-9 sono stati:
Unione Sovietica
Polonia
Bulgaria
Ungheria (120 Yak-9P, 1949, denominati - Vercse)
Jugoslavia
Albania
Mongolia (31 Yak-9U, 1945)
Corea del Nord
Regno Unito (Yak-9DD)
Stati Uniti (Yak-9 presi dopo la Guerra nella Corea del Nord)
[modifica] Aerei simili
[modifica] Curiosità
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- Il 8 maggio 2007 nella cittadina francese Les Andelys in complesso memoriale della divisione Normandia-Neman è stato inaugurato un monumento, un aereo Yakovlev Yak-9 dedicato al primo Eroe dell'URSS dalla Francia, il pilota francese Marsel Lefer. Il monumento è installato vicino all'entrata all'museo storico insieme con l'aereo Mirage F1 che rapressenta il presente dell'aeronautica militare francese.
[modifica] Bibliografia
- Bill Gunston: Encyclopedia of Russian Aircraft. ISBN 184176096X.
- B.Б. Шавров: История конструкций самолетов в СССР 1938-1950. ISBN 5217004770.
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Galleria
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