Yakovlev Yak-9

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Yakovlev Yak-9
Yak-9 ancora in condizioni di volo.
Yak-9 ancora in condizioni di volo.
Descrizione
Tipo Caccia
Equipaggio 1
Progettista OKB 115 (Yakovlev) diretto da Aleksandr Sergeevič Jakovlev
Costruttore URSS Industrie di Stato URSS
Data primo volo 1942
Data entrata in servizio Ottobre 1942
Utilizzatore principale URSS V-VS
Altri utilizzatori Francia libera Forces aériennes françaises libres
Polonia Siły Powietrzne
Ungheria Magyar Királyi Honvéd Légierő
Esemplari 14 240
Sviluppato dal Yak-7DI
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 8,54 m
(Yak-9, Yak-9D, Yak-9T), 8,7 m
(Yak-9U e Ya9-P)
Apertura alare 9,80 m
Altezza 2,44 m
Superficie alare 17,23
Peso a vuoto 2 750 kg (Yak-9T),
2 313 kg (Yak-9U)
Peso max al decollo 3 200 kg (Yak-9T),
3 170 kg (Yak-9U) [1]
Propulsione
Motore un motore a pistoni Klimov VK-105 PF oppure Klimov VK-107A (entrambi in linea a 12 cilindri a V)
Potenza 1 260 cv il Klimov VK-105 PF,
1 650 cv il Klimov VK-107A
Prestazioni
Velocità max tra i 573 km/h (Yak-9D) e i 700 km/h (Yak-9U)[1]
Autonomia tra gli 840 e gli 890 km
Tangenza 10 500 m
Armamento
Mitragliatrici due BS calibro 12,7 mm
Cannoni uno ShVAK calibro 20 mm

I dati sono estratti da Encyclopedia of Russian Aircraft [1]

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Yakovlev Yak-9 russo fotografato nel 2002.
La vista frontale del Yak-9.
Yak-9U "Barbarossa" fotografato nel 2008

Lo Yakovlev Yak-9 (in russo Яковлев Як-9) era un caccia monomotore ad ala bassa progettato dall'OKB 115 diretto da Aleksandr Sergeevič Yakovlev e sviluppato in Unione Sovietica negli anni quaranta. Impiegato principalmente dalla Voenno-vozdušnye sily SSSR (VVS), l'Aeronautica militare dell'Unione Sovietica, venne utilizzato in azioni belliche nella seconda guerra mondiale, a partire dalla seconda metà del 1943[2] e, dall'aeronautica militare nordcoreana, nella guerra di Corea.[3] I piloti che lo pilotarono considerarono le sue prestazioni al livello di quelle del Messerschmitt Bf 109G e del Focke-Wulf Fw 190A-3/A-4, da poco introdotti sul fronte orientale.[2] Fu il caccia sovietico costruito in maggior quantità nella storia. Ne vennero prodotti 16 769 esemplari (14 579 durante la guerra).[4] Restò in produzione dal 1942 al 1948. Era in grado di superare in combattimento il Messerschmitt Bf 109G con il quale si scontrò nei cieli di Stalingrado[1] e di fronteggiare ad armi pari i Focke-Wulf Fw 190 dei modelli più recenti. Fu anche il primo aereo Sovietico a riportare una vittoria contro gli aerei a reazione Messerschmitt Me 262.[5]

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Dopo la riuscita del progetto Yakovlev Yak-1, l'ufficio progetti di Yakovlev continuò a lavorare duramente, anche perché la situazione era ancora estremamente critica: i tedeschi continuarono ad infliggere dure perdite all'Armata Rossa lungo tutto il fronte, mentre la V-VS spesso non riusciva a compensare con il coraggio e il numero la migliore tecnica di combattimento dei piloti della Luftwaffe.

Nel dicembre 1943 fu possibile installare il più potente motore M-107 sulla struttura di uno Yak-9U: l'incastellatura del motore era nuova, le strutture della fusoliera ed i longheroni dell'ala erano di lega leggera, l'intero aereo era ricoperto di compensato, il motore aveva tubi di scarico individuali e sagomati.[6] La quantità di carburante trasportata venne aumentata a 106 galloni (781 libbre). Per ri-centrare il modello, l'ala venne riposizionata di dieci centimetri in avanti e per "ammorbidire" la cloche, le superfici orizzontali della coda vennero leggermente ridotte.[7] La parte posteriore dell'abitacolo fu allungata e il cavo dell'antenna fu inserito all'interno della fusoliera. L'armamento conservò il cannone assiale ShVAK da 20 mm, con 120 colpi e la coppia di mitragliatrici UBS sincronizzate, con 170 colpi ciascuna. Le prove di Stato ebbero luogo tra il gennaio e l'aprile 1944. Essi rivelarono che lo Yak-9U era una macchina davvero eccezionale, con una marcata superiorità su ogni altro modello di caccia operativo in quel periodo sul fronte orientale, almeno fino ai 19.800 piedi. L'aereo era molto semplice da pilotare e molto stabile. Sfortunatamente, si manifestarono anche tutti i difetti che affliggevano il nuovo motore M-107A, spesso gli stessi che già avevano caratterizzato le versioni del propulsore M-105 da cui derivava: surriscaldamento dell'unità propulsiva, perdite di olio, diminuzione di pressione in cabrata, intense vibrazioni, rapida usura delle candele e, soprattutto, la corta vita del motore, che non superava le 25 ore. Nonostante tutti questi difetti, però, a causa delle sue prestazioni eccezionali, le autorità sovietiche ordinarono che lo Yak.9U/VK-107 fosse messo in produzione nell'aprile 1944. E fino al dicembre 1944 vennero prodotti 1.134 esemplari.[8]

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

I primi Yak-9 entrarono in azione nella Battaglia di Stalingrado, nell'ottobre del 1942, dando subito filo da torcere ai caccia tedeschi. In seguito i caccia sovietici, spesso chiamati gli "Spitfire sovietici" per il loro tipo di motore raffreddato a liquido e le eccellenti prestazioni a quote medio-basse, si fecero valere sempre di più, ottenendo una complessiva superiorità aerea negli ultimi due anni della guerra.

Il loro ruolo comprendeva anche l'attacco anticarro, il bombardamento tattico, la scorta strategica e tattica ai bombardieri. Nell'ultimo anno di guerra entrò in linea lo Yak-9U, capace, sotto i 7 000 metri, di surclassare qualunque caccia tedesco. Il gruppo Normandie-Niemen, formato da volontari francesi che combatterono nel fronte russo, ottenne con tutti i tipi di caccia Yakovlev, ma soprattutto con gli Yak-9, 273[9] vittorie aeree (secondo alcune fonti meno, ma comunque un risultato impressionante per un singolo gruppo che equivalse le gesta delle "Tigri volanti" in Cina). Anche entrambe le squadriglie con i piloti di nazionalità polacca utilizzarono diverse versioni della prima generazione dello Yak-9.

Tra il 25 ottobre e il 25 dicembre 1944, il 163.IAP fu il primo reggimento ad impiegare in combattimento lo Yak-9U. Ai piloti venne ordinato di non spingere il motore a velocità "da combattimento" perché in questo modo si riduceva la sua durata a due o tre voli soltanto. Nonostante ciò, nel corso di 398 sortite, l'unità dichiarò l'abbattimento di 27 Focke-Wulf Fw 190A e un Bf 109G-2, a fronte della perdita di due Yak in combattimenti aerei, uno abbattuto dalla flak e quattro per incidenti. Lo Yak-9U contribuì in modo determinante alla conquista della superiorità aerea da parte dei Sovietici e i tedeschi impararono presto ad evitare di impegnarsi in combattimento con gli Yak "senza albero dell'antenna".[8]

Una grossa formazione della versione 9DD per le scorte molto lunghe venne trasferita a Bari dall'Ucraina per aiutare i partigiani iugoslavi.[1] Lo Yak-9 fu anche il primo aereo dell'aviazione Sovietica a riportare una vittoria contro gli aerei tedeschi a reazione, Messerschmitt Me 262: il 22 marzo 1945, L. I. Sivko dell'812.IAP abbatté un Me 262 prima di essere a sua volta abbattuto e ucciso da un altro pilota di Messerschmitt a reazione, probabilmente Franz Schall, uno degli assi tedeschi del 262.[10]

Dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Nel dopoguerra, i caccia ad elica Yakovlev erano ancora molto diffusi e vennero impiegati in combattimento nella guerra di Corea, finendo però presto per essere distrutti dalle azioni aeree statunitensi. Secondo alcune fonti uno di loro abbatté addirittura un bombardiere Boeing B-29 Superfortress sorpreso a quote non molto elevate. Il modello impiegato era il "P", leggermente perfezionato rispetto all'"U" del tempo di guerra.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Si trattava di un piccolo monoplano di costruzione mista, molto simile allo Yak-1. La differenza erano i longheroni metallici delle ali, il motore VK-105PF e la cappottina a bolla. Non molto se si considera che lo Yak-1M, e soprattutto lo Yak-7, già erano giunti a queste innovazioni. Anche i radiatori dell'olio vennero però modificati. La struttura dell'aereo venne irrobustita e migliorata in ogni punto, e le armi e motori sistemabili a bordo giunsero ad essere quanto di più vario i sovietici riuscirono a realizzare con i loro monoposto.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Yak-9 (Як-9)
prima versione, introdotta nell'ottobre e impiegata in combattimento dalla seconda metà di dicembre 1942, motorizzata Klimov M-105PF da 1 180 CV ed equipaggiata con una mitragliatrice UBS calibro 12,7 mm ed un cannoncino ShVAK calibro 20 mm, venne prodotta in 459 esemplari negli stabilimenti NN 153 e 166 tra l'ottobre 1942 e l'agosto 1943.[11] Ne venne provata anche una versione motorizzata M-106 da 1 350 CV, trasformazione che non richiedeva alcun adattamento date la similitudini tra i due, ma le prestazioni risultarono simili e non venne avviata alla produzione in serie.[12]
Yak-9B (Як-9Б)
versione cacciabombardiere, dotato di quattro scompartimenti bombe verticali per un carico massimo di 400 kg di bombe aeronautiche (tipico 200 kg). Poteva essere equipaggiato con quattro bombe ad alto esplosivo FAB-100 da 100 kg o con quattro cassette da 32 bombe anticarro PTAB da 2,5 kg ognuna.
Yak-9T
modello anticarro che poteva usare nel mozzo dell'elica un cannone NS-37 calibro 37 mm, dotato di 32 colpi. Era possibile spararne non più di 3 per raffica. Era disponibile anche una mitragliatrice calibro 12,7 mm.
Yak-9K
era dotato di un cannone calibro 45 mm, ma era consentito sparare solo un colpo per volta. I cannoni anticarro erano utili anche contro i bombardieri, meno verso i caccia (specie il 45 mm). Lo Yak-9 venne provato anche con il cannone NS-57, ma quest'arma era davvero troppo per un piccolo monoposto.
Yak-9D (Як-9Д)
versione usata per le missioni di scorta, con 1 300 chilometri di autonomia. Armamento ridotto ad un'arma da 20 mm ed una da 12,7, velocità massima di 600 km/h a 3 500 metri. Indicato per la scorta ai bombardieri tattici.
Yak-9DD (Як-9ДД)
versione destinata a compiti strategici, tra cui la scorta ai bombardieri anglo-americani quando eseguivano missioni spola tra l'Inghilterra e l'URSS. Aveva 2 200 chilometri di autonomia ed un reggimento venne schierato anche in Jugoslavia per aiutare i partigiani antinazisti.
Yak-9U
versione finale, insieme alla -P. La prima aveva il motore VK-107 che rendeva possibile raggiungere i 700 km/h a 5 500 metri, oltre ad una struttura totalmente metallica.
Yak-9P
introdotto nell'agosto 1945. Le ultime consegne avvennero nel corso del 1946. Raggiungeva i 670 km/h e aveva una velocità iniziale di salita di 1 500 metri al minuto. Venne impiegato nella guerra di Corea.[1]

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Carta degli operatori mondiali dello Yak-9
Livrea dello Yak-9 con insegne nordcoreane.
Albania Albania
Bulgaria Bulgaria
Corea del Nord Corea del Nord
Francia libera Francia libera
operò con i caccia Yak-9D come addestratori nella base di Tula, nell'allora Unione Sovietica, tra i primi di giugno 1944 e la fine di luglio 1944. Due Yak-9D risultavano ancora operativi il 10 settembre 1944. Oltre agli Yak-9D ricevettero alcuni esemplari di Yak-9T, variante da supporto tattico a terra.
Jugoslavia Jugoslavia
Mongolia Mongolia
operò con 31 Yak-9U dal 1945.
Polonia Polonia
Regno Unito Regno Unito
operò con alcuni Yak-9DD.
Stati Uniti Stati Uniti
operò con alcuni Yak-9 catturati durante la Guerra di Corea.
Ungheria Ungheria
operò con 120 Yak-9P, dal 1949, denominati - Vercse)
URSS URSS

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

  • L'8 maggio 2007 nella cittadina francese Les Andelys in complesso memoriale della divisione Normandia-Neman è stato inaugurato un monumento, un aereo Yakovlev Yak-9 dedicato al primo Eroe dell'Unione Sovietica dalla Francia, il pilota francese Marcel Lefèvre. Il monumento è installato vicino all'entrata al museo storico insieme con l'aereo Mirage F1 che rappresenta il presente dell'aeronautica militare francese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Gunston 1984, p. 256.
  2. ^ a b Morgan 1999, p. 52.
  3. ^ Angelucci and Matricardi 1978, p. 246.
  4. ^ Drabkin 2007, p. 146.
  5. ^ Morgan 1999, pp. 52-53.
  6. ^ Leonard 2005, p. 124-.
  7. ^ Leonard 2005, pp. 124-125.
  8. ^ a b Leonard 2005, p. 125.
  9. ^ Gunston 1984, p. 255.
  10. ^ Morgan 1999, p. 53.
  11. ^ Яковлев Як-9 in Уголок неба.
  12. ^ Яковлев Як-9 M-106 in Уголок неба.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Angelucci, Enzo and Paolo Matricardi. World Aircraft: World War II, Volume II (Sampson Low Guides). Maidenhead, UK: Sampson Low, 1978. ISBN 0-562-00096-8.
  • (EN) Drabkin, Artem. The Red Air Force at War: Barbarossa and The Retreat to Moscow – Recollections of Fighter Pilots on the Eastern Front. Barnsley, South Yorkshire, UK: Pen & Sword Military, 2007. ISBN 1-84415-563-3.
  • (EN) Gunston, Bill: Encyclopedia of Russian Aircraft. ISBN 1-84176-096-X.
  • Gunston, Bill: Aerei della 2ª Guerra Mondiale. Alberto Peruzzo Editore, 1984. NO ISBN.
  • (EN) Leonard, Herbert. Encyclopaedia of Soviet Fighters 1939-1951. Paris, Histoire & Collections, 2005. ISBN 2-91523-9-60-6.
  • (RU) B.Б. Шавров: История конструкций самолетов в СССР 1938-1950. ISBN 5-217-00477-0.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]