Aleksandr Sergeevič Jakovlev

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Aleksandr Sergeevič Jakovlev (in russo: Александр Сергеевич Яковлев? 19 marzo del calendario giuliano[1]; Mosca, 1º aprile 1906Mosca, 22 agosto 1989) è stato un ingegnere sovietico, capo dell'ufficio tecnico 115 (OKB 115).

Viene trslitterato anche Âkovlev o Yakovlev.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che la sua passione per gli aeroplani si sia manifestata sin dalla prima infanzia ed una volta terminate le scuole andò a lavorare in una fabbrica di aeroplani come meccanico. Jakovlev diede prova di aver attitudine nel disegno e nella progettazione aeronautica e, nel 1926, produsse il suo primo aereo, un piccolo biplano biposto che chiamò AIR-1 (la sigla deriva dal nome di un politico sovietico molto famoso all'epoca, Aleksej Ivanovič Rykov), poi ridenominato VVA-3. I militari sovietici furono tanto impressionati dallo AIR-1 che permisero a Jakovlev di essere ammesso all'Accademia dell'Aviazione di Žukovskij nel 1927.

Jakovlev si laureò nel 1931 e raggiunse il design bureau di Nikolaj Nikolaevič Polikarpov, dove lavorò nella costruzione di altri aerei leggeri. Un incidente avvenuto su di uno dei suoi prototipi lo fece licenziare. Successivamente Jakovlev convinse alcuni alti ufficiali ed alcuni membri del Partito a lasciargli un OKB, cioè un ufficio tecnico, tutto per lui e, nel 1934, gli si permise di usare una vecchia fabbrica abbandonata dove si insediò.

L'OKB Jakovlev si concentrò sugli aerei acrobatici e gli addestratori. Il più importante di questi fu lo UT-2 (Učebno Trenirovočnyj, letteralmente addestratore allenatore), il quale compì il suo primo volo nel 1935. Era un addestratore basico biposto, con una configurazione generale simile a quella del Stearman PT-26 statunitense. Lo UT-2 aveva ottime caratteristiche di manovrabilità e ne vennero costruiti 7 323[2] fino a tutto il 1946. Jakovlev costruì anche un addestratore avanzato, utilizzabile anche come aereo acrobatico, lo UT-1, che volò per la prima volta nel 1936 e che venne costruito in 1 256 esemplari[2]. Alcuni di questi furono impiegati in combattimento durante la guerra, armati con due mitragliatrici ShKAS (Špital'nogo-Komarickogo Aviacionnyj Skorostrel'nyj, [mitragliatrice] rapida aeronautica di Špital'nyj-Komarickyj) calibro 7,62 mm e quattro razzi da 82 mm (gli RS-82).

Intanto Aleksej Rykov fu arrestato nel 1937 a causa del fatto che la sua influenza politica stava diventando una minaccia al potere di Stalin e, nel marzo del 1938 fu giustiziato. Ben presto quindi la sigla AIR sparì dagli aeroplani di Jakovlev, lasciando il posto alle consuete iniziali del capo progettista, le lettere Yak (Як), ancor oggi presenti nel logo dell'azienda.

La fama di Jakovlev si ampliò molto in quel periodo, tanto che divenne eroe del lavoro socialista, fu insignito dell'ordine di Lenin e ricevette 100 000 rubli ed un'automobile. Si guadagnò la stima di Stalin e nell'aprile del 1939 la Guida Geniale gli propose una sfida. Stalin aveva bisogno di un caccia ad alte prestazioni e ne aveva bisogno subito. Jakovlev protestò: «ma gli americani [gli statunitensi] si prendono due anni per produrre un caccia!», al che Stalin replicò: «Bene, tu non sei mica un americano! Mostraci di cosa è capace un giovane ingegnere russo! Fai del tuo meglio e se ci riuscirai, ci berremo una tazza di tè».

Jakovlev si mise al lavoro con tutto il suo personale attorno al suo nuovo caccia, che venne designato I-26 (Istrebitel', caccia). Questo sarebbe stato propulso dal nuovo Klimov M-105 a 12 cilindri a V, raffreddato ad acqua, un derivato locale del francese Hispano-Suiza 12Y. Inoltre sarebbe stato armato da mitragliatrici ShKAS e da un cannoncino ShVAK calibro 20 mm (Špital'nogo-Vladimirova Aviacionnyj Krupnokalibernyj, grosso calibro aeronautico di Špital'nyj-Vladimirov). Naturalmente Jakovlev aveva dato al progetto la massima priorità, attingendo a tutte le sue risorse. L'Unione Sovietica di Stalin si preparava al confronto con la Germania e le battaglie aeree sui cieli della Spagna con la legione Condor tedesca, mostrarono che la Voenno-vozdušnye sily, l'aeronautica sovietica, aveva bisogno di un caccia che fosse al pari del nuovo Messerschmitt Bf 109.

Il prototipo rosso chiaro dello I-26, montato su sci a causa delle piste innevate, uscì di fabbrica il 13 gennaio del 1940. Dopo qualche prova di rullaggio, il pilota collaudatore di Jakovlev, Julian Piontkovski, si staccò dalla pista.

L'aereo rispondeva in modo morbido e vivace e così i progettisti gli diedero il nomignolo di Krasavech, bellezza (inteso di ragazza). Lo I-26 era un monoplano ad ala bassa con carrello retrattile. La costruzione era assai semplice, dato che la filosofia di Jakovlev era «semplicità non vuol dire rozzezza». Il telaio era costituito da tubi d'acciaio saldati, con la grande ala e gli altri elementi strutturali in legno ed il resto in stoffa. L'Unione Sovietica era carente di leghe leggere necessarie alla carenatura di un moderno caccia come il Bf 109 o lo Spitfire. Malgrado ciò l'aereo era facile da costruire e per quel che riguardava la manutenzione: bastava personale con un minimo addestramento.

Il carrello principale, montato sulle ali, si chiudeva all'interno della fusoliera, dando al nuovo caccia Yak una carreggiata abbastanza confortevole. Questo significava la possibilità di operare su piste semipreparate. Anche il ruotino posteriore era retrattile e l'aereo era propulso da un Klimov M-105P da 1 000 cavalli.

C'erano ovviamente ampi spazi di miglioramenti per il nuovo nato in casa Jakovlev, ma i rapporti dal fronte lasciavano intendere che si procedeva nella giusta direzione. Malgrado ciò il gruppo di lavoro fu scioccato ed amareggiato da un incidente occorso al prototipo il 27 aprile del 1940, che costò la vita di Piontkovski. Fu un grande colpo per tutto l'OKB, ma non intaccò seriamente il programma di sviluppo. Il secondo prototipo era già uscito di fabbrica e fu impiegato per terminare le prove di volo. Stalin aveva comunque ordinato la produzione dello I-26.

Il secondo prototipo differiva dalla prima macchina per vari particolari, ma non c'era molto tempo per i ritocchi, l'aeroplano cominciò le prove davanti alla commissione militare il 10 giugno 1940. I piloti del governo che esaminarono l'aereo trovarono il nuovo I-26 molto maneggevole ed altrettanto agile, ma anche assai sottopotenziato. Malgrado ciò, le necessità dell'URSS imponevano una produzione in massa del nuovo aereo e all'annuale celebrazione della rivoluzione d'ottobre, il 7 novembre del 1940, cinque I-26 sorvolarono la piazza Rossa. L'identità dell'aeroplano fu tenuta segreta.

Jakovlev costruì, tra gli altri, lo Yak-15, uno dei primi aerei a reazione dell'Unione Sovietica, lo Yak-17, lo Yak-23, lo Yak-25, il primo intercettore ognitempo, lo Yak-28, il primo bombardiere di prima linea supersonico dell'Unione Sovietica, lo Yak-36, il primo aereo a decollo verticale, e la sua evoluzione imbarcata, lo Yak-38. Citiamo anche lo Yak-14, aliante per il trasporto truppe, lo Yak-24 un elicottero birotore, lo Yak-11, lo Yak-18 e lo Yak-52, addestratori e molti altri. Jakovlev creò anche una scuola di costruzioni aeronautiche, caratterizzata da un'alta perizia nel disegno, ispirata alla semplicità ed alla creatività, di aerei da combattimento, da trasporto ed acrobatici.

I piloti collaudatori di Jakovlev siglarono ben 74 primati mondiali. Dal 1946 fino al 1989 Jakovlev fu eletto deputato al Soviet Supremo. Vinse il premio Lenin (1972) e vari altri premi dello Stato sovietico (1941, 1942, 1943, 1946, 1947, 1948, 1977), fu insignito della medaglia doro della FAI per l'aviazione, ebbe dieci ordini di Lenin, l'ordine della rivoluzione d'ottobre, due medaglie "strisce rosse", l'ordine di Surov di primo e secondo grado, medaglia del lavoro, l'ordine della stella rossa, legion d'onore e la croce da ufficiale dalla Francia. A Mosca resta il suo busto in bronzo alla memoria.

Oggi, il vecchio OKB dell'era sovietica, dopo essere divenuto la Yak Aviation Company, fusa con la Smolensk Aviation Plant Joint Stock Company nel marzo 1992, sebbene le due compagnie continuino ad operare separatamente, è la A. S. Yakovlev Design Bureau, parte della United Aircraft Corporation.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'Impero russo il calendario gregoriano venne introdotto solo il 14 febbraio 1918.
  2. ^ a b Sito web del A. S. Yakovlev Design Bureau

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