Yakovlev Yak-2

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Yakovlev Yak-2
Descrizione
Tipo Bombardiere leggero/ricognitore a corto raggio
Equipaggio 2-3
Progettista URSS OKB 115 Yakovloev Aleksandr Sergeevič Jakovlev
Costruttore URSS stabilimento N°81 Mosca
Data primo volo 1939
Data entrata in servizio 1940
Utilizzatore principale URSS VVS
Esemplari 111
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,34 m
Apertura alare 14,00 m
Superficie alare 29,4
Carico alare 183 kg/m²
Peso a vuoto 4 000 kg
Peso carico 5 380 kg
Capacità combustibile 180 L
Propulsione
Motore 2 × motori V12 Klimov M-103
Potenza 960 CV ciascuno
Prestazioni
Velocità max 515 km/h
Velocità di salita 650 m/min
Autonomia 800 km (con serbatoi pieni)
Tangenza 8 900 metri
Armamento
Mitragliatrici 2 ShKAS calibro 7,62 mm
Bombe fino a 600 kg

dati estratti da Gunston, The Osprey Encyclopaedia of Russian Aircraft 1875–1995

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Lo Yakovlev Yak-2 (in caratteri cirillici Яковлев Як-2) era un bombardiere/ricognitore leggero a corto raggio monoplano ad ala bassa, carrello d'atterraggio e ruotino di coda retrattili, impennaggio bideriva, struttura della fusoliera ibrida in legno, duralluminio e tubi d'acciaio saldati, utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Ne furono prodotti pochi esemplari e la maggior parte fu distrutta durante la fase iniziale dell'operazione Barbarossa.

Indice

Storia del progetto[modifica]

Lo Yak-2 era inizialmente conosciuto con la sigla Ya-22, secondo la sequenza numerica utilizzata dall'ufficio tecnico di costruzioni aeronautiche sovietico, (OKB 115 Yakovlev), prima che venisse riprogettato nel 1941 come Yak-2. La parte centrale della fusoliera e le ali erano in legno, la prua della fusoliera era in duralluminio, il telaio della poppa della fusoliera era fatto con tubi d'acciaio saldati con rivestimento superiore in legno ricoperto da tela (centine più fasciame in legno). L'abitacolo era spostato verso il muso dell'aereo, ma il navigatore/mitragliere alloggiava in un compartimento dietro il bordo d'uscita dell'ala. Il prototipo era disarmato e non furono installati attacchi porta bombe. Mancava anche la radio e l'equipaggiamento usato per la navigazione. Risultò, però, essere l'aereo pluri-motore più veloce dell'Unione Sovietica, capace di raggiungere 567 km/h a 9 900 metri anche perché mancava l'equipaggiamento militare pesante.[1]

Stalin ne ordinò la produzione piuttosto precipitosamente, così come per il BB-22 (in caratteri cirillici Ближний бомбардировщик, Blizhniy Bombardirovshchik— bombardiere a corto raggio), il 15 Marzo 1939 prima che potesse essere valutato dal NII VVS (Naoochno-Issledovatel'skiy Institoot Voyenno-Vozdooshnykh Seel – Istituto scientifico di collaudo della Forza Aerea Sovietica).[2] I collaudi furono eseguiti nella prima parte dell'estate e conclusero che i sistemi di raffreddamento del motore erano inadeguati, così come l'impianto frenante e che l'impianto di alimentazione del combustibile era inaffidabile.[1] L'obbiettivo di convertire l'aereo in un bombardiere era molto impegnativo e comportò la riprogettazione della parte centrale della fusoliera per poter alloggiare il navigatore/mitragliere immediatamente a poppa del pilota e l'installazione di due mitragliatrici ShKAS da 7,62 mm, una per il mitragliere e la seconda fissa installata nel muso del velivolo. Il tettuccio dal lato della poppa della fusoliera (in corrispondenza della posizione del mitragliere) era incernierato ad un perno e poteva essere alzato oppure abbassato lungo la direzione longitudinale del velivolo dando modo al mitragliere di poter brandeggiare la sua arma[3].

Lo stabilimento N° 1 produsse il primo BB-22 di preserie nel dicembre del 1939, tuttavia esso non volò prima del successivo mese di febbraio. Nei mesi di marzo-aprile, venne sottoposto a verifiche tecniche con risultati deludenti. Il peso complessivo (Gross weight) era stato incrementato di 357 kg a discapito di una riduzione del quantitativo di carburante imbarcato che passava da 1 000 kg a 600 kg e la massima velocità ridotta a 515 km/h a 5 000 metri. Il motore era ancora insoddisfacente ed il carrello era troppo fragile. La stabilità longitudinale e laterale erano anch'esse insoddisfacenti tanto che rendevano l'aereo utilizzabile solo per piloti ben addestrati. Il rapporto finale del programma di test concluse che l'aeromobile non poteva essere utilizzato in combattimento, non era affidabile e che volare con un carico di bombe pari a 400 kg poteva essere pericoloso per l'equipaggio.[4]

Venne dato il via ad un programma di verifica del progetto che rimpiazzò il carrello d'atterraggio principale a singola ruota con un carrello a doppia ruota e la parte superiore della fusoliera venne abbassata. Allo stesso tempo, lo stabilimento N° 1 dell'OKB Yakovlev cessò le attività di produzione e quindi il lavoro sul velivolo continuò presso lo stabilimento N° 81 sito in Mosca. Gli aeromobili costruiti dallo stabilimento N° 81 erano di qualità migliore perché era migliore la finitura delle superfici e perché le cappottature e le porte erano meglio adattate per minimizzare la resistenza aerodinamica. Questi miglioramenti incrementarono la velocità di 10 - 20 km/h . I lavori di sviluppo continuarono fino a risultare nello Yakovlev Yak-4 quando furono adottati i più potenti motori Klimov M-105. Furono costruiti un totale di 201 Yak-2 e Yak-4 prima che la produzione venisse terminata nel 1941.[5]

Bill Gunston riporta che furono costruiti diversi prototipi come varianti dello Yak-2, includenti il ricognitore fotografico sperimentale R-12 che conservava la posizione originale del mitragliere, includeva 3 macchine fotografiche installate nella fusoliera ed una baia aggiuntiva per otto bombe da 20 kg (44 lb) del tipo FAB-20 dietro al pilota. Un altro prototipo fu lo I-29 o BB-22IS, caccia sperimentale a lungo raggio in cui la quantità di carburante imbarcato fu ripristinata e furono aggiunti due cannoni del tipo ShVAK da 20 mm sotto la fusoliera.[6] Ma nessuna di queste informazioni può essere confermata da altre fonti post guerra fredda.[7]

Yefim Gordon fa menzione della variante Yak-2KABB per attacco al suolo che potrebbe essere stata confusa con l'I-29 perché aveva due ShKAS in prua (in corrispondenza del muso del velivolo) e due cannoncini ShVAK da 20 mm installati in un pod ventrale montato sotto la fusoliera.[5] Sfortunatamente non sono disponibili altri dettagli, sebbene esistano delle foto. Un'altra variante menzionata da Gordon era il BPB-22 (Blizhiy Pikeeruyushchiy Bombardirovshchik — bombardiere in picchiata da corto raggio) prototipo che fu adattato con due motori Klimov M-105 e aerofreni. Il suo primo volo risale all'Ottobre del 1940; precipitò durante il programma di test quando si interruppe inaspettatamente il flusso di carburante al motore, ma dopo che l'aereo era riuscito a raggiungere la massima velocità di 558 km/h.[5]

Impiego operativo[modifica]

Quando i tedeschi invasero l'Unione sovietica il 22 giugno 1941, 73 Yak-2 erano in servizio, la maggior parte con il 316º Reggimento Ricognitori nel distretto militare di Kiev. Molti tra questi furono distrutti nei primi giorni della campagna militare; il 316º Reggimento Ricognitori ne contò soltanto quattro dei settantatré l'11 luglio.[8]

Versioni[modifica]

Ya-22
Prototipo.
BB-22
Progetto originale dello Yak-2.
Yak-2
Aereo 2 posti bombardiere/ricognitore leggero.
BPB-22
Blizhiy Pikeeruyushchiy Bombardirovshchikbombardiere in picchiata da corto raggio. Prototipo.
Yak-2KABB
Prototipo di aereo per attacco al suolo.
R-12
Prototipo di ricognitore fotografico.
I-29 o BB-22IS
Caccia sperimentale lungo raggio.

Utilizzatori[modifica]

URSS URSS

Voci correlate[modifica]

Sviluppi

Note[modifica]

  1. ^ a b Gordon, op. cit., pag. 132
  2. ^ Gunston, op. cit., pag. 460
  3. ^ (RU) Yak-2 in Aircraft drawings. http://aircraftdrawingsdownload.com/. URL consultato in data 22 settembre 2011.
  4. ^ Gordon, op. cit., pagg. 133–134
  5. ^ a b c Gordon, op. cit., pp. 134–135
  6. ^ Gunston, pp. 460–61
  7. ^ Gordon, op. cit., pagg. 132–135
  8. ^ Christer Bergström, Barbarossa — The Air Battle: July-December 1941, Hersham, Surrey, Midland, 2007, pp. 127. isbn 1-85780-270-5

Bibliografia[modifica]

  • (EN) Yefim Gordon, Soviet Airpower in World War 2, Hinckley, Midland Publishing, 2008. ISBN 978-1-85780-304-4
  • (EN) Bill Gunston, The Osprey Encyclopaedia of Russian Aircraft 1875–1995, Londra, 1995. ISBN 1-85532-405-9

Collegamenti esterni[modifica]

Immagini[modifica]