Bachelite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo album degli Offlaga Disco Pax, vedi Bachelite (album).
Esempio di formula di struttura tridimensionale della bachelite
Telefono in bachelite FACE F51 del 1950
Fotocamera "Start" in bachelite prodotta da Karl Pouva nel 1956

La bachelite è il nome dato a una resina fenolica termoindurente ottenuta da formaldeide e fenolo per sostituzione elettrofila (idrossialchilazione aromatica) seguita da reazione di eliminazione, tramite reazione di Lederer-Manasse.

Col termine bachelite tuttavia si intendeva spesso un vero e proprio materiale composito in cui la resina fenolica impregna un materiale riempitivo - spesso farina di legno, o grafite, mica, farina fossile - addizionato di additivi specifici per migliorarne l'aspetto, coloranti e altre cariche (ad esempio per ottenere effetti marmorizzati o simili alla tartaruga). La bachelite possiede caratteristiche isolanti termoelettriche che, principalmente in passato, l'hanno vista utilizzata largamente in elementi elettrotecnici, interruttori elettrici, prese elettriche, manici di pentolame, apparati di radioricezione, ed altri. Viene considerata la prima materia plastica sintetica prodotta ed utilizzata, pur se preceduta dalle materie plastiche a base naturale come la galalite.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu sintetizzata per la prima volta nel 1907 da Leo Baekeland, da cui prende il nome. La produzione industriale di massa prese avvio negli Stati Uniti e nel Regno Unito negli anni venti, e venne diffusamente utilizzata almeno fino agli anni cinquanta del '900. Oggi le bacheliti sono state sostituite da altre materie plastiche nella maggior parte delle loro applicazioni.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Le bacheliti vengono utilizzate soprattutto come polveri da stampaggio e, a caldo, in miscela con riempitivi (farina di legno, cascame di cotone, farina fossile, ecc.), con agenti di indurimento, lubrificanti e coloranti.

Pressando a caldo, si ottengono oggetti con le caratteristiche fisiche, meccaniche, elettriche più diverse, che ne determinano l'uso. Sono ad esempio ottenuti in tal modo gli apparecchi telefonici, le bocce sintetiche e le punte per i break (le stecche usate per aprire la partita di biliardo), i cruscotti delle automobili, molte parti protettive di apparecchi elettrici, per fare i circuiti stampati[1], in bigiotteria per imitare vari elementi preziosi, tra cui l'avorio e l'ambra[2] ecc. La bachelite è stata inoltre utilizzata per realizzare i primi visori View-Master.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Circuiti stampati singola faccia, doppia faccia e multistrato
  2. ^ Storia della bachelite

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]