Yakovlev Yak-15

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Yakovlev Yak-15
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista URSS OKB 115 Yakovlev
Costruttore URSS stabilimento Nr. 31 (Tiblisi)
Data primo volo 24 aprile 1946
Data entrata in servizio 1947
Data ritiro dal servizio primi anni cinquanta
Utilizzatore principale URSS VVS
Esemplari oltre 280
Sviluppato dal Yakovlev Yak-3
Altre varianti Yakovlev Yak-17
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 8,70 m
Apertura alare 9,20 m
Altezza 2,27 m
Superficie alare 14,85
Peso a vuoto 1 852 kg
Peso max al decollo 2 742 kg
Propulsione
Motore un turbogetto Tumanskij RD-10
Spinta 8,83 kN (900 kg)
Prestazioni
Velocità max 786 km/h a 5 000 m[senza fonte]
700 km/h al livello del mare
Velocità di crociera 689 km/h
Autonomia 510 km
Tangenza 13 350 m
Armamento
Cannoni 2 Nudelman-Suranov NS-23 calibro 23 mm

Яковлев Як-15 in Уголок неба [1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Lo Yakovlev Yak-15 (in caratteri cirillici Яковлев Як-15, designazione DoD Type 2, nome in codice NATO Feather [2]) era un monomotore a getto da caccia ad ala dritta progettato dall'OKB 115 diretto da Aleksandr Sergeevič Jakovlev, sviluppato in Unione Sovietica alla fine degli anni quaranta.

Impiegato negli anni successivi dalla Sovetskie Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'Aeronautica militare dell'Unione Sovietica, rimase operativo dal 1947 ai primi anni cinquanta fino alla sua progressiva sostituzione con il successivo Yak-17.

Derivato dal precedente Yak-3 ad elica, lo Yak-15 fu il primo caccia a reazione realizzato in Unione Sovietica. Fu uno dei pochi caccia, tra i quali il Saab 21R, ad essere una conversione di un modello di successo equipaggiato con un motore a pistoni, ma ebbe minor successo del suo pari ruolo Mikoyan-Gurevich MiG-9, realizzato successivamente; quest'ultimo, presentato alla fine nello stesso giorno, venne portato in volo per primo grazie al lancio di una monetina.[senza fonte]

Indice

Storia del progetto [modifica]

Questo velivolo venne concepito come modello d'emergenza per via dei ritardi che l'Unione Sovietica aveva con la progettazione di aerei a getto. Così sfruttando il meglio disponibile in tempi ridotti venne preso un turbogetto Tumanskij RD-10, uno sviluppo del tedesco Junkers Jumo 004B di produzione nazionale e che beneficiava della costruzione con leghe ad alta resistenza. Il motore venne accoppiato alla fusoliera (per quanto possibile) ed alle ali dello Yak-3. Il risultato era un caccia molto semplice e leggero, ma estremamente limitato come la differenza tra peso a vuoto e massimo al decollo suggerisce. Spesso non era possibile nemmeno decollare con il pieno di carburante per via della spinta insufficiente. L'armamento era costituito da due cannoni calibro 23 mm NS-23, sistemati entrambi nel muso, nella parte superiore. Negli ultimi esemplari il cannone di sinistra era piu in alto sul muso per permettere di stivare una bombola d'ossigeno per il pilota

L'aereo aveva un raggio d'azione di circa 600 km, ma in pratica tale valore era forse più correttamente definibile in 350, circa 30 minuti di volo effettivo. Non era strano all'epoca trovare caccia a getto tanto modesti in durata. Il velivolo era comunque robusto e abbastanza affidabile, e rappresentò uno dei pochi connubi tra una cellula di costruzione mista e un turbogetto. Grazie infatti ad una paratia protettiva in acciaio posta sotto il ventre dell'aereo, lo scarico del reattore (posto nel muso) era neutralizzato nei suoi possibili "effetti incendiari".

Costruito in 280 esemplari, che abitualmente all'atterraggio spegnevano subito il motore e venivano trainate via da un trattore (per i problemi di autonomia), fu molto importante per accumulare esperienza con le nuove tecnologie. Venne anche impiegato in Corea, per quanto possa sembrare strano visto che esistevano ben altri caccia all'epoca. Attorno agli inizi degli anni cinquanta venne radiato dalla prima linea senza troppi rimpianti.

Utilizzatori [modifica]

URSS URSS

Note [modifica]

  1. ^ Яковлев Як-15 in Уголок неба.
  2. ^ Andreas Parsch e Aleksey V. Martynov. (EN) Designations of Soviet and Russian Military Aircraft and Missiles in Designation-Systems.net. http://www.designation-systems.net, 2 lug 2008. URL consultato in data 8 dic 2009.

Bibliografia [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]