SPAD S.VII

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SPAD S.VII
Lo SPAD S.VII esposto al National Museum of the United States Air Force
Lo SPAD S.VII esposto al National Museum of the United States Air Force
Descrizione
Tipo aereo da caccia
Equipaggio 1
Progettista Louis Béchereau
Costruttore Francia SPAD
Data primo volo aprile 1916
Data entrata in servizio agosto 1916
Utilizzatore principale Francia Aéronautique Militaire
Altri utilizzatori Regno Unito Royal Flying Corps
Belgio Aviation militaire
Italia Servizio Aeronautico
Esemplari circa 6 000[1]
Altre varianti Blériot-SPAD S.42
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 6,08 m
Apertura alare 7,81 m
Altezza 2,20 m
Superficie alare 17,85
Peso a vuoto 510 kg
Peso max al decollo 740 kg
Propulsione
Motore Hispano-Suiza 8Aa
Potenza 150 hp (110 kW)
Prestazioni
Velocità max 192 km/h
Velocità di salita a 2 000 m (6 560 ft) in 4 min 30 s
Autonomia 360 km
Tangenza 5 335 m (17 500 ft)
Armamento
Mitragliatrici una Vickers calibro .303 in (7,7 mm)

i dati sono estratti da Biplanes, Triplanes, and Seaplanes[2]

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Lo SPAD S.VII era un caccia monoposto biplano prodotto dall'azienda francese Sociéte Pour l'Aviation et ses Dérivés, o più brevemente SPAD, negli anni dieci del XX secolo.

Utilizzato durante la prima guerra mondiale, era un velivolo famoso per essere difficile da pilotare e potente, con ottime caratteristiche di salita e di picchiata. Come piattaforma di tiro era stabile e con questo aereo volarono diversi assi dell'Intesa tra i quali Francesco Baracca e il francese Georges Guynemer.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo di questo caccia cominciò con un prototipo, designato S.V, nel 1915. Il motore utilizzato era il nuovo motore a V 8Aa prodotto dalla Hispano-Suiza. La potenza di questo propulsore era di 150 hp (112 kW) che permetteva al velivolo di raggiungere i 192 km/h (119 miglia orarie). Il primo volo fu effettuato nell'aprile del 1916 e l'Aviazione francese rimase impressionata dalle prestazioni dimostrate da questo prototipo e ne ordinò 268 esemplari.

Gli esemplari di produzione avevano la designazione S.VII. In seguito sul velivolo venne montata la versione 8Ac del motore con potenza di 180 hp (134 kW). L'unico problema di questa unità era dato dalla sua tendenza al surriscaldamento.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Lo SPAD S.VII entrò in servizio con la Escadrille No 26 nell'agosto dello stesso anno. La prima vittoria in combattimento fu ottenuta il 23 dello stesso mese dal pilota Armand Pinsard. Il Royal Flying Corps inizialmente rifiutò di adottare l'aereo a causa di una serie di gravi incidenti dovuti a cedimenti strutturali ma in seguito non solo lo inserì nei suoi ranghi ma venne anche prodotto su licenza in Inghilterra presso Brooklands. Nel 1917 venne impiegato, sebbene principalmente nel ruolo di addestratore, dal servizio aereo della American Expeditionary Force.

Nello stesso anno il velivolo si poteva considerare obsoleto e lo stesso asso francese Georges Guynemer richiese alla ditta di produrre una versione migliorata del caccia. Iniziarono così i lavori di progettazione che porteranno allo sviluppo di uno dei migliori caccia del conflitto: lo SPAD S.XIII.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Lo SPAD S.VII originale utilizzato da Georges Guynemer, soprannominato "Vieux Charles", conservato al Musée de l'air et de l'espace.
Un'altra vista dello SPAD S.VII.
Lo SPAD S VII del Servizio Aeronautico del Regio Esercito appartenuto a Fulco Ruffo di Calabria. Oggi l'aereo è conservato presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.
Lo SPAD S VII del Servizio Aeronautico del Regio Esercito appartenuto ad Ernesto Cabruna, conservato presso il Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle.
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Stati Uniti Stati Uniti
bandiera Ucraina
  • (due esemplari)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sharpe, p. 270
  2. ^ Sharpe, p. 269

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • (EN) United States Air Force Museum Guidebook, Wright-Patterson AFB, Ohio, Air Force Museum Foundation, 1975.
  • (FR) Gerard Bordes, SPAD in Mach 1, L'encyclopédie de l'Aviation, vol. 8, Paris, Atlas, 1981, pp. 2 173–2 187.
  • (EN) John F. Connors, Don Greer; Perry Manley, SPAD Fighters in Action (Aircraft No. 93), Carrollton, TX, Squadron/Signal Publications, Inc., 1989, ISBN 0-89747-217-9.
  • (EN) Francis Crosby, A Handbook of Fighter Aircraft, London, Hermes House, 2003, ISBN 1-84309-444-4.
  • (EN) Michael Sharpe, Biplanes, Triplanes, and Seaplanes, London, Friedman/Fairfax Books, 2000, ISBN 1-58663-300-7.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) J.M. Bruce, The First Fighting SPADs in Air Enthusiast, Issue 15 (Bromley, Kent), Pilot Press, aprile–luglio 1981, pp. 58–77, ISSN 0143-5450.

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