Aeromobile

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Viene definito aeromobile ogni macchina costruita dall'uomo che si sostiene e si può spostare nell'aria consentendo il trasporto di persone o cose all'interno dell'atmosfera terrestre.

Gli aeromobili utilizzano per la loro sostentazione le forze di reazione esercitate dall'atmosfera circostante. Gli aeromobili la cui sostentazione è in maggior parte dovuta a reazioni di tipo statico, ovvero alla spinta di Archimede, sono chiamati aerostati, mentre quelli che si sostentano a mezzo di azioni prevalentemente aerodinamiche sono chiamati aerodine.

Classificazione degli aeromobili[modifica | modifica wikitesto]

In genere la classificazione degli aeromobili viene effettuata principalmente in base al tipo di sostentazione aerodinamica sviluppata e, in secondo ordine, in base al tipo di propulsione utilizzata.

Aerostati[modifica | modifica wikitesto]

Mezzi più leggeri dell'aria, gli aerostati sono aeromobili che ottengono una spinta ascensionale in base al principio di Archimede (sostentazione statica). La forza sostentatrice L di un aerostato di volume V riempito di un gas di densità ρ' minore della densità ρ dell'aria alla quota di volo, sarà pari a:

\, \! L = g (\rho - \rho') V

dove g è l'accelerazione di gravità.

Gli aerostati hanno come organi sostentatori degli 'involucri' contenenti aria riscaldata o gas più leggeri dell'aria (elio, idrogeno). Se possiedono un proprio sistema di propulsione e guida vengono detti dirigibili, oppure esserne privi pallone aerostatico, mongolfiera. I palloni, a loro volta, possono essere di tipo frenato, vale a dire ancorati al suolo in modo che la loro posizione in aria sia pressoché stazionaria, oppure liberi.

In Italia si preferisce riservare il termine pallone aerostatico ai mezzi cui è affidato il compito di sollevare strumentazioni scientifiche, utilizzando invece il termine mongolfiera per i mezzi progettati per il sollevamento di esseri umani.

Aerodine[modifica | modifica wikitesto]

Vengono detti aerodine gli aeromobili più pesanti dell'aria, la cui sostentazione è ottenuta mediante una azione aerodinamica sulle superfici del mezzo. L'aerodina è quindi dotata di un "organo sostentante" capace di interagire con l'aria circostante in modo da generare la spinta ascensionale necessaria al volo. Questo organo sostentante può essere un'ala, nel caso dei velivoli o una pala in un elicottero, ma anche, tipicamente, un ugello, nei razzi. In base al tipo di organo sostentante, le aerodine possono quindi dividersi in tre diverse classi: aerodine a sostentazione aerodinamica, aerodine a sostentazione per reazione diretta, e aerodine a sostentazione mista.

Aerodine a sostentazione aerodinamica[modifica | modifica wikitesto]

La loro sostentazione è direttamente legata al moto relativo dell'organo sostentante rispetto all'aria. Perché l'organo sostentante (che può essere un'ala, nel caso dei velivoli o una pala, dotata di profilo alare, nel caso di elicotteri ed autogiri) possa infatti produrre una forza diretta verso l'alto (detta portanza) è necessario che esso venga investito da un flusso d'aria. Questo avviene con il movimento dell'intero apparecchio (nel caso degli aeroplani, ad esempio) oppure con il movimento del solo organo sostentante e indipendentemente dal movimento dell'apparecchio medesimo (ad esempio, la rotazione delle pale in un elicottero od il loro movimento autonomo, nell'ornitottero).

Rientrano in questa classe:

Aerodine a sostentazione per reazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

In questo caso la sostentazione viene assicurata da sistemi meccanici (detti gettosostentatori) capaci di accelerare grandi masse d'aria o gas (ad esempio ugelli). La sostentazione non richiede dunque che vi sia necessariamente un moto relativo. Il 'getto' può essere prodotto da un motore a razzo o un turboreattore.

Rientrano in questa classe:

Aerodine a sostentazione mista[modifica | modifica wikitesto]

Sono apparecchi che utilizzano entrambi i sistemi di sostentazione sopra citati, sia pure in fasi diverse del volo. Ad esempio, gli apparecchi a decollo verticale VTOL del tipo a spinta vettorata, decollano utilizzando un getto d'aria verticale e poi, una volta sollevati, possono avanzare e volare come normali aeroplani. Alcuni considerano in questa categoria anche i cosiddetti STOL apparecchi a decollo ed atterraggio brevi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Calcara, Elementi di aeronautica generale, vol.2 - elementi di teoria del volo, Istituto Universitario Navale di Napoli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valentino Losito, "Fondamenti di Aeronautica Generale", Editore Accademia Aeronautica Pozzuoli, Napoli

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