Hovercraft

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Schema di un hovercraft:
1. Eliche
2. Aria
3. Turbine
4. Minigonne flessibili
Un hovercraft militare
Un hovercraft civile

Un hovercraft o aeroscafo[1] (o anche aeroscivolante come viene talvolta tradotto in italiano) è un veicolo sostentato da un "cuscino d'aria" e mosso da una o più eliche. Esso è in grado di spostarsi su diverse superfici. Può essere in grado di spostarsi a velocità superiori ai 150 km/h. Realizzato in forma industriale o hobbystica in misure che vanno da 2 metri di lunghezza sino a 57 metri (hovercraft da sbarco russi della Classe Zubr). Viene usato per uso dilettantistico, soccorso e militare per la sua rapidità di lancio, la sua velocità e soprattutto per la sua versatilità nell'attraversare superfici di differente composizione. Al momento non esiste normativa Mondiale per la definizione dettagliata di "Veicolo a cuscino d'aria". L'hovercraft è stato classificato come penultima invenzione nel settore trasporti, prima dello Space Shuttle.

Secondo alcuni autori, tecnicamente, un hovercraft può essere classificato come appartenente alla classe degli aeromobili[2] ed in tale ambito, può essere quindi definito come un'aerodina a sostentazione per reazione diretta (il citato "cuscino d'aria") ed in parte alla classe delle imbarcazioni, anche se non ha eliche immerse in acqua. Di fatto in molti stati (fra questi il Canada) e in caso di grossi mezzi per la guida è richiesta una patente aeronautica ed una patente nautica. Con la nuova legislazione Europea acquisita anche in Italia per la guida di hovercraft con potenza superiore a 30.4 kW, anche se classificati come natanti, viene richiesta la patente nautica.

Indice

Storia [modifica]

Il primo progetto che sia giunto a noi che sia stato chiamato hovercraft è del 1716 su disegno dello svedese Emanuel Swedenborg, che fu progettista, filosofo e teologo.[senza fonte] La sua piattaforma a cuscino d'aria alimentata a forza umana somigliava ad una barca rovesciata con un sedile al centro e dei remi a forma di mestolo che avrebbero dovuto spingere l'aria sotto il veicolo ad ogni corsa verso il basso. Non fu mai costruito nessun veicolo con questo principio, senza dubbio nessuno avrebbe mai potuto farlo funzionare a causa della scarsa potenza disponibile.

A metà degli anni 1870, l'ingegnere britannico Sir John Thornycroft costruì una serie di macchine per esperimenti basate sul concetto di utilizzare aria fra lo scafo della barca e l'acqua per ridurre la resistenza all'avanzamento. Nonostante abbia ottenuto vari brevetti su scafi lubrificati ad aria (1877), non vennero mai trovate applicazioni pratiche.

Negli anni molte altre persone tentarono altri metodi per ridurre la resistenza all'avanzamento delle navi, ma fino al 1952 non si ebbe nessuna applicazione pratica.

In quell'anno l'inventore britannico Christopher Cockerell propose la sua soluzione, per questa invenzione nel 1969 gli fu concesso il titolo di Sir o Barone.

Con semplici esperimenti utilizzando un motore da aspirapolvere e due lattine cilindriche egli provò che era possibile realizzare un veicolo che si muovesse su di un cuscino d'aria in grado di muoversi su diversi tipi di superfici. La novità maggiore da lui introdotta fu un sistema a getto in grado di confinare il cuscino d'aria sotto il veicolo. Il cuscino d'aria permetteva di spostarsi su terreni fangosi, acqua, paludi come se fosse su terreni compatti.

Il costruttore di aerei britannico Saunders Roe sviluppò il primo hovercraft in grado di trasportare un uomo, lo SR-N1 con cui vennero svolti molti test fra il 1959 ed il 1961 (con la prima dimostrazione in pubblico nel 1959) fra cui un attraversamento della Manica. Venne così scoperto che era possibile aumentare la capacità di "sostentamento" con l'aggiunta di un "tubo con scarico a gonnelle" di tela gommata flessibile fra la superficie e lo scafo, con lo scopo di "contenere l'aria" sotto lo scafo ed avere un effetto "galleggiamento" se pur minimo in aria.

Il primo hovercraft a produzione industriale fu nominato SR-N1 ed era equipaggiato con motore a pistoni che azionava una serie di eliche intubate, creando un flusso di "sostentamento" diretto sulla superficie e tramite canalizzazioni d'aria un sistema di "spinta" attraversando il 25 luglio del 1959 ed in sole 2 ore di navigazione il Canale della Manica. Alla guida il Capt. Peter Lamb coadiuvato dall'Ingegnere John B. Chaplin e come "contrappeso a prua" il suo inventore (dopo nominato Sir) Ingegner Christopher Cockerell.

Il progetto non ebbe molto successo "commerciale" perché era in grado di trasportare poco più del proprio peso e due uomini di equipaggio.

Tenace e lungimirante l'Ingegner Christopher Cockerell sviluppò il suo progetto con l'aggiunta di "tubi gonfiabili" "eliche aeronautiche su asse mobile" ed un "sistema di ventole cilindriche" inglobate nello scafo per il "sostentamento", che applicò al suo secondo progetto "SRN2"; anch'esso ebbe un modesto sviluppo commerciale, perché privo di risorse economiche e comunque ben presto superato e messo da parte dai "baroni" dell'aeronautica Britannica.

Comunque il primo vero mezzo per trasporto di passeggeri fu il Vickers VA-3 che nell'estate del 1961 cominciò il servizio regolare lungo le coste settentrionali del Galles fra Wallasey e Rhyl: questo hovercraft era mosso da due motori turboelica spinto da eliche e governato da ciclopici timoni a barra anch'esso "inglobato" dalla Saunders Roe e The British Hovercraft Corporation.

Durante gli anni "60 la Saunders-Roe Ltd, o SARO, da sempre vicina alla costruzioni aeronautiche (1910) con aerei, idrovolanti ed elicotteri, sviluppò diversi modelli che erano in grado di trasportare passeggeri fra cui il SR-N2, che operò sul Solent dal 1962 e più tardi lo SR-N6 che prestò servizio regolare sul Solent fra Southsea a Ryde nell'Isola di Wight per molti anni. Il servizio iniziò il 24 luglio 1965 con lo SR-N6 che trasportava 38 passeggeri. Al giorno d'oggi due moderni hovercraft AP1-88 con 98 posti seguono la stessa rotta e oltre 20 milioni di passeggeri (al 2004) lo hanno scelto per raggiungere l'isola.

Come hanno fatto Saunders Roe e Vickers (che si unirono per creare la The British Hovercraft Corporation nel 1966), altri costruttori durante gli anni "60 hanno costruito i loro hovercraft, ricordiamo la Cushioncraft (facente parte del gruppo Britten-Norman) e Hovermarine (che hanno introdotto delle bandelle laterali che sono "affogate" nell'acqua con il compito di intrappolare l'aria sui lati), la Lockheed Corporation (Textron Marine and Land Systems Lockheed), la ABS-Hovercraft con il suo moderno M10 realizzato esclusivamente in materiale composito (Kevlar/Carbonio).

Nel 1970 il più grande hovercraft inglese in servizio commerciale era lo SR-N4, classe Mountbatten, che faceva regolare servizio attraverso la Manica fra Dover in Inghilterra e Calais in Francia trasportando passeggeri ed auto. Il servizio fu interrotto nel 2002 per un concorso di cause apparenti, l'apertura del Tunnel della Manica, il costo di mantenimento dato dall'ormai alto prezzo dei carburanti e l'avvento di un sistema di catamarani veloci ad effetto suolo (SES) leggeri ed a basso costo di gestione, nonché la mancanza di sponzorizzazioni statali ormai destinate dall'Europa alle Grandi Flotte.

Il successo commerciale degli "hovercraft civili" ha sofferto per la rapida crescita del costo del combustibile alla fine degli anni "60 e negli anni "70 a seguito del conflitti nel medio oriente. Gli hovercraft hanno invece continuato a godere di un certo successo in ambito militare, in particolare negli Americani con il LCAC, mentre solo dopo la caduta del muro di Berlino si è scoperto in Occidente che l'Unione Sovietica negli anni del "gelo" aveva realizzato dei veri e propri "Hovergiant". Definiti dalla NATO come classi Zumro e Katalyna, questi enormi hovercraft erano in grado di trasportare interi arsenali militari, in qualunque condizione meteorologica e su qualunque terreno di battaglia.

Negli ultimi anni con l'avvento del kevlar/Carbonio, sono stati sviluppati altri mezzi di trasporto che utilizzano "la via del mare" con tecniche di costruzione innovative e consumi ridotti (peso/potenza) e con prestazioni comparabili (se utilizzati in acqua) ricordiamo gli aliscafi, i catamarani, i trimarani, gli idrovolanti grandi quanto un Jumbo Jet che viaggiano sfruttando l'effetto suolo.

A metà degli anni '60, la Società Grandi Magazzini ALCER di Napoli, in concorrenza con la compagnia area "ELIVIE", dava inizio, nel golfo di Napoli, ad un servizio di linea marittima con l'utilizzo di due hovercraft. Tale servizio passeggeri collegava la stazione nautica, appositamente costruita, di Piazza Vittoria Colonna con le isole del golfo e Sorrento. Tra i piloti di Hovercraft di quel servizio, operava il notissimo fuoriclasse del mare il Comandante Beppe Panada, tragicamente scomparso nel 1986 tra i flutti dell'oceano atlantico nel corso di una regata velica transatlantica. Il servizio di linea hovercraft napoletano, finì con il fallimento della compagnia armatrice Grandi Magazzini ALCER.

Oggi [modifica]

Attualmente gli hovercraft popolano il nostro globo ad ogni latitudine sia per uso civile che militare. Indistintamente per lunghezza o conformazione vengono usati come traghetti, mezzi di lavoro su laghi, fiumi, paludi, delta e mezzi di soccorso sia in mare che in acque interne, con notevole successo sono stati collaudati come "taxi" per percorrere fiumi ghiacciati o come rompighiaccio ed anche come mezzi di sbarco per truppe militari.

Altissime velocità, facile manovrabilità, grandi capacità di carico, molteplicità di utilizzo, indifferenza ed insensibilità alle asperità delle superficie percorse, invisibilità ai radar o ai sonar nelle versioni militari, unite all'ormai basso costo di manutenzione, fanno dell'hovercraft un mezzo unico ed insostituibile.

Attualmente e nel mondo intero gli hovercraft vengono ufficialmente utilizzati in tutte le misure da Guardie Costiere, Vigili del fuoco, Guardie Forestali, Istituti di Geologia, Squadre di Salvataggio, Squadre di disinfestazione, Squadre di Pronto Soccorso per bonifiche da sversamenti di idrocarburi ed infine come mezzi di salvataggio o di sostegno in caso di alluvioni.

Al momento c'è un numero crescente di ditte specializzate nella costruzione di hovercraft costruiti con le stesse tecniche dei grossi hovercraft che garantiscono funzionalità ed affidabilità d'uso. Anche in Europa si sta allargato la voglia di gare agonistiche con dei veri e propri campionati di Formula non ancora invasa da sponsor ma comunque ricca di voglia del "fai da te" con dimostrazione di vere e proprie macchine da corsa che "scivolano o volano sull'acqua" a velocità che vanno oltre i 150 km/ora.

Tipicamente i piccoli hovercraft hanno due motori separati uno per il "sostentamento" ed uno per la "spinta" ambedue con una o più eliche aeronautiche di misura relativa. Il trend ultimo è quello di avere un motore con una elica o una coppia di eliche intubate in Tubo Venturi che trasferiscono parte dell'aria prodotta tramite un ripartitore alle gonnelle. Un altro trend è quello di utilizzare "gonnelle" e non una "gonna o tubo unico" per controllare la stabilità del mezzo ed agevolare il ricambio in caso di strappi.

Il funzionamento "nel concetto" è molto semplice, l'aria prodotta dall'elica e convogliata alle gonnelle crea un flusso costante di uscita verso la superficie, creando l'effetto "on cushion" (sul cuscino). Questo effetto "galleggiamento" permette all'hovercraft di alleggerire il suo peso definito dagli Americani "Rabbit footprint" in quanto l'impronta che "in quel momento" il mezzo ha non è più pesante di quella lasciata da un coniglio, le gonnelle oltre che offrire stabilità ed "effetto galleggiante" servono anche ad attraversare asperità senza soffrire come farebbe la murata di una barca. La parte d'aria non convogliata viene usata come "Spinta" ovvero per far muovere l'hovercraft in avanti, la direzionalità viene data dai timoni posti alla fine del tubo venturi. I piccoli Hovercraft virano a 360° su se stessi (senza nessun problema) sia essi da fermi che a tutta velocità, l'importante è fare molta pratica. I grossi Hovercraft (ultima generazione) sono muniti di eliche a passo variabile che servono come aiuto per una rapida virata (su se stessi) o alla diminuzione di velocità in caso di rallentamento.

Alcuni hovercraft anche di piccole dimensioni sono dotati di un sistema di inversione di spinta di nuova concezione (brevetto USA dell'Ing.Christopher Fitzgerald), che consente una più efficace manovrabilità anche in ambienti ristretti, oltre alle rotazioni sull'asse, alla frenata ed alla retromarcia, che si rivela molto utile sul ghiaccio e per operazioni di soccorso in acque veloci, consentendo all'hovercraft di restare fermo sul posto in piena corrente.

L'hovercraft rimane con l'Ekranoplano e prima dello Space Shuttle l'ultima invenzione del XX secolo nel sistema dei trasporti e non va a sostituire la barca, l'idrovolante o l'elicottero ma si pone come mezzo polifunzionale da utilizzare per il passaggio su superfici di diversa natura, senza lasciare "solchi" e soprattutto nel rispetto dell'ecosistema e nel risparmio del costo energetico a parità di distanza percorsa da altri mezzi[tutto l'articolo dice che il motivo principale per l'utilizzo in diminuzione è che consuma troppo...].

Note [modifica]

  1. ^ Regolamento di Sicurezza della Navigazione
  2. ^ Valentino Losito, Fondamenti di Aeronautica Generale, Facoltà Ingegneria Aeronautica di Napoli, editore Accamedia Aeronautica Pozzuoli, pagg. 3-4.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Gli hovercraft sono stati sviluppati inizialmente in Inghilterra e Stati Uniti per questo motivo con la loro lingua si trovano diversi siti internet ad essi dedicati.

In inglese - Informazioni Generali in Inglese
In italiano