Moti operai del 1953 nella Germania Est

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Moti operai del 1953 nella Germania Est
Bundesarchiv Bild 175-14676, Leipzig, Reichsgericht, russischer Panzer.jpg
Carri armati sovietici a Lipsia, 17 giugno 1953
Data 16 giugno - 17 giugno 1953
Luogo Germania Est
Esito Moti soppressi
Schieramenti
Bandiera della Germania Est Popolazione della Germania Est Red Army flag.svg Gruppo delle Forze Sovietiche in Germania
Bandiera della Germania Est Governo della Germania Est
Bandiera della Germania Est Volkspolizei
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Secondo giorno di conferenza della SED, 10 luglio 1952 (da sx a dx: Walter Ulbricht, Wilhelm Pieck, Otto Grotewohl).
La Stalinallee nel maggio 1953
Carro armato sovietico nella Schützenstraße di Berlino.

Moti operai nella Germania dell'Est scoppiarono tra il giugno e luglio del 1953 quando uno sciopero dei manovali edili si trasformò in una rivolta contro il governo della DDR, rivolta che a Berlino, il 17 giugno venne schiacciata con la forza dal Gruppo delle Forze Sovietiche in Germania (ГСВГ, Группа советских войск в Германии).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 1953, il Politburo del Partito di Unità Socialista della Germania (SED) innalzò le quote di lavoro dell'industria tedesca orientale del 10 percento. Il 16 giugno, una sessantina di operai edili di Berlino Est iniziarono a scioperare quando i loro superiori annunciarono un taglio di stipendio in caso di mancato raggiungimento delle quote. La loro dimostrazione il giorno seguente fu la scintilla che causò lo scoppio delle proteste in tutta la Germania Est.[1] Lo sciopero portò al blocco del lavoro e a proteste in praticamente tutti i centri industriali e le grandi città del Paese.

Le domande iniziali dei dimostranti, come il ripristino delle precedenti (e inferiori) quote di lavoro, si tramutarono in richieste politiche. I lavoratori chiesero le dimissioni del governo della Germania Est. Il governo, per contro, si rivolse all'Unione Sovietica, che schiacciò la rivolta con la forza militare.

Ancora oggi non è chiaro quante persone morirono durante le sollevazioni e per le condanne a morte che seguirono. Il numero ufficiale delle vittime è 51. Dopo l'analisi dei documenti resi accessibili a partire dal 1990, il numero di vittime sembrerebbe essere di almeno 125.

Malgrado l'intervento delle truppe sovietiche, l'ondata di scioperi e proteste non venne riportata facilmente sotto controllo. In più di 500 città e villaggi ci furono dimostrazioni anche dopo il 17 giugno. Il momento più alto delle proteste si ebbe a metà luglio.

In memoria dei moti nella Germania Est, la Germania Ovest dichiarò il 17 giugno come festa nazionale (fino al 1990, quando venne sostituito dal 3 ottobre, data della formale riunificazione), e la Charlottenburger Chaussee che attraversava Berlino Ovest venne ribattezzata Straße des 17. Juni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peter Bruhn Der 16. Juni 1953 bleibt mir unvergesslich (Testimonianza oculare)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

17. Juni 1953 - Bibliographie Database con bibliografia internazionale

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