Rivoluzione di velluto
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Il termine Rivoluzione di velluto (in ceco sametová revoluce, in slovacco nežná revolúcia) (16 novembre - 29 dicembre 1989) si riferisce alla rivoluzione non violenta che rovesciò il regime comunista cecoslovacco.
Cominciò il 16 novembre 1989 con una manifestazione studentesca pacifica a Bratislava. Il giorno dopo una manifestazione analoga e non violenta fu caricata violentemente dalla polizia a Praga. Quell'evento scatenò una serie di dimostrazioni popolari dal 19 novembre alla fine di dicembre, e uno sciopero generale di due ore il 27 novembre. Entro il 20 novembre i dimostranti pacifici riunitisi a Praga passarono da 200.000 a quasi mezzo milione.
Mentre tutti gli altri regimi comunisti stavano cadendo e la protesta saliva nelle strade, il Partito Comunista Cecoslovacco annunciò che avrebbe rinunciato al proprio monopolio sul potere politico. Fu rimosso il filo spinato al confine con la Germania Ovest e l'Austria il 5 dicembre. Il 10 il presidente comunista Gustáv Husák nominò un governo in buona parte non comunista e si dimise. Alexander Dubček fu eletto presidente della Camera mentre Václav Havel fu fatto presidente della Repubblica cecoslovacca.
Nel giugno 1990 si tennero le prime elezioni democratiche dal 1946, che diedero alla Cecoslovacchia il primo governo non comunista in oltre 40 anni.
Il termine "Rivoluzione di velluto" fu inventato da un giornalista dopo gli eventi, raccolto dai media mondiali e usato, in seguito, nella stessa Cecoslovacchia.

