Paura rossa

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Il termine "Paura rossa" (in inglese Red Scare) è stato applicato a due distinti periodi di intenso anticomunismo nella storia degli Stati Uniti: dal 1917 al 1920 e durante i primi anni cinquanta. Entrambi i periodi furono caratterizzati da una diffusa paura dell'influenza dei comunisti sulla società statunitense e dell'infiltrazione comunista nel governo. Queste paure spronarono investigazioni aggressive e (particolarmente nel periodo 1917-1920) la carcerazione di persone che si riteneva fossero motivate dall'ideologia comunista o associate a movimenti politici comunisti o socialisti.

Il termine viene molto spesso utilizzato per descrivere l'atmosfera politica che aleggiava attorno alle persecuzioni politiche interne e le violazioni dei diritti civili, ma può anche descrivere le paure strettamente correlate, durante la Guerra fredda, di un imminente attacco agli Stati Uniti o ai loro alleati da parte dell'Unione Sovietica o della Repubblica Popolare Cinese.

Il termine "paura rossa" non deve essere confuso con il termine "terrore rosso".

La prima "paura rossa"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima Paura rossa.
Un “anarchico europeo” tenta di distruggere la Statua della Libertà (1919)

La prima grande "paura rossa" della storia americana occorse immediatamente dopo la Rivoluzione Russa del 1917 che portò alla caduta dello Zar e all'ascesa di Lenin e corrisponde al cosiddetto Biennio rosso europeo.

Le paure di un piano comunista per rovesciare in maniera simile il governo degli Stati Uniti, innescati da una serie di attentati anarchici nel giugno 1919, sono ritenute da molti come la causa che portò ai Palmer Raids ordinati da Alexander Mitchell Palmer contro gruppi anarcocomunisti, socialisti, e comunisti, all'incarcerazione degli attivisti di sinistra come Eugene V. Debs, sfruttando l'Atto sullo spionaggio del 1917 e l'Atto sulla sedizione del 1918, e al processo e all'esecuzione di Sacco e Vanzetti.

Differentemente rispetto alla seconda "paura rossa", i movimenti di sinistra radicale (soprattutto socialisti) erano effettivamente diffusi in America, e non limitati a strati intellettuali. In particolare il sindacato IWW riuscì, tra il 1910 e il 1920, ad organizzare numerosi scioperi vittoriosi, mentre anche altri sindacati si diffondevano tra le fabbriche dell'est e nei distretti minerari.

La "paura rossa", con i suoi processi, le incarcerazioni, la strategia di divisione tra sindacati "radicali" e "riformisti", le persecuzioni poliziesche per attivisti e sindacalisti, giornalisti e giornali di sinistra, riuscì ad arrestare il processo di radicamento e diffusione di queste nuove idee, impedendo, in pratica (a differenza che in Europa), la diffusione negli USA di grandi partiti socialisti e/o comunisti.

Uno dei punti di forza della repressione fu la disomogeneità "etnica" dei radicali, in buona parte immigrati di prima o al più di seconda generazione, per lo più irlandesi, italiani, ebrei, polacchi, finlandesi, greci o anche (sebbene non in maniera massiccia) afro-americani. Su queste divisioni, sfruttando anche il tradizionale razzismo di molti lavoratori WASP, e la difficoltà di comunicare tra madrelingue differenti, si basò in parte il rapido normalizzarsi della situazione operaia americana. Però in vari movimenti progressisti, e all'interno del Partito Democratico dei tardi anni venti, furono recuperati pezzi di elaborazione politica propri della sinistra radicale americana del primo ventennio del '900, in particolare l'anti-razzismo, fino ad allora completamente estraneo al Partito Democratico.

Il periodo maccartista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maccartismo.

La "paura rossa" riapparve durante il periodo chiamato Maccartismo, dal 1948 alla metà degli anni cinquanta. Durante i tardi anni quaranta diversi eventi sensazionali catturarono l'attenzione pubblica, compresi il processo a Julius ed Ethel Rosenberg per tradimento (che risultò nelle loro esecuzioni ampiamente pubblicizzate); l'acquisizione della bomba atomica da parte dell'Unione Sovietica che decretò la fine del monopolio statunitense sulla tecnologia degli armamenti nucleari; e l'inizio della Guerra di Corea. Eventi come questi ebbero un notevole effetto sull'opinione degli americani in generale, circa la loro sicurezza, e fecero crescere un subdolo sentimento di paranoia che si incentrava su una apparentemente inevitabile guerra nucleare con l'Unione Sovietica, e sull'idea che una vasta cospirazione di spie e di simpatizzanti comunisti stava costantemente lavorando per portare alla caduta del popolo americano.

L'isteria da "paura rossa" si manifestò in modi diversi, principalmente attraverso le azioni del Comitato Parlamentare per le Attività Anti-americane, l'ascesa del senatore Joseph McCarthy, e l'accelerazione della corsa agli armamenti. Film propagandistici come Red Nightmare (Incubo Rosso) vennero commissionati per incrementare le paure della popolazione nei confronti del comunismo e dell'Unione Sovietica.

Ebbe anche effetti subdoli sullo stile di vita americano, contribuendo alla popolarità dei rifugi antiatomici nella costruzione delle abitazioni. Può anche essere vista come un fattore che contribuì alla crescita della popolarità dei film di fantascienza sulle invasioni aliene a partire dagli anni cinquanta. Molti film gialli e di fantascienza del periodo usarono infatti il tema di un nemico sinistro e disumano che progettava di infiltrare la società e distruggere lo stile di vita americano (uno dei migliori esempi al riguardo è il classico film L'invasione degli Ultracorpi del 1956).

Reazioni alla "paura rossa"[modifica | modifica sorgente]

Molti americani risposero alle più rozze manifestazioni della "paura rossa" scartando le visioni anticomuniste della politica estera. Molte delle più oltraggiose accuse del Maccartismo — come la pretesa che il Presidente Dwight D. Eisenhower fosse un comunista — sembrano ora ridicole. Il dibattito se Alger Hiss davvero abbia lavorato per i servizi segreti sovietici continua tutt'oggi.

Controversia continua[modifica | modifica sorgente]

Anche se l'interpretazione della "paura rossa" può sembrare unicamente di interesse storico, a seguito della fine della Guerra Fredda e alla quasi scomparsa del comunismo come ideologia popolare, le divisioni politiche che creò negli Stati Uniti continuano a manifestarsi, e la politica e la storia dell'anticomunismo negli Stati Uniti sono ancora soggetto di polemica. Una fonte di controversia è costituita dalle azioni intraprese contro la sinistra radicale durante i periodi di Palmer e McCarthy, che sono ritenute fornire una cornice storica per azioni simili contro l'Islam radicale a seguito degli Attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Un'analogia resa esplicita sia dagli oppositori di sinistra a tali azioni come l'Unione Americana delle Libertà Civili che dai propositori di destra come Ann Coulter.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Murray B. Levin, Political Hysteria in America: The Democratic Capacity for Repression, Basic Books, 1971, ISBN 0-465-05898-1.
  • (EN) John Earl Haynes, Red Scare or Red Menace?: American Communism and Anti Communism in the Cold War Era, Ivan R. Dee, 2000, ISBN 1-56663-091-6.
  • Haynes, John Earl and Klehr, Harvey, Venona: Decoding Soviet Espionage in America, Yale University Press, 2000, ISBN 0-300-08462-5.
  • Albert Fried, McCarthyism, The Great American Red Scare: A Documentary History, Oxford University Press, 1997, ISBN 0-19-509701-7.