Transizione spagnola

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Categoria: Storia della Spagna

Con transizione spagnola o transizione democratica si intende il periodo storico in cui la Spagna si lasciava alle spalle il regime dittatoriale del Generale Francisco Franco, passando ad una Costituzione che consacrava uno Stato sociale, democratico e di Diritto.

Rispetto alla durata esatta della transizione, alcuni la collocano nel periodo compreso tra la proclamazione di Juan Carlos I di Borbone come Re di Spagna il 22 novembre 1975 e l'entrata in vigore della Costituzione il 29 dicembre 1978. Altri la collocano tra due date chiave: il 20 novembre 1975, data della morte del dittatore Francisco Franco, ed il 28 ottobre 1982, anno in cui termina il governo dell'Unione di Centro Democratico (Unión de Centro Democrático o UCD), partito che promosse il cambio di regime politico e l'approvazione della Costituzione del 78, nella cui elaborazione partecipò con tre dei sette relatori incaricati della redazione del testo.

Il processo di transizione iniziò dopo la morte di Franco, il 20 novembre 1975. Il cosiddetto Consiglio di Reggenza assunse, in maniera transitoria, le funzioni di Capo dello Stato fino al 22 novembre, giorno in cui Juan Carlos I di Borbone venne proclamato re davanti alle Corti e al Consiglio del Regno.

Il Re confermò al proprio posto il Primo ministro del regime franchista, Arias Navarro. Nonostante ciò, presto si manifesta la difficoltà di portare a capo riforme politiche sotto il suo Governo, causando un distanziamento sempre maggiore tra Arias Navarro e Juan Carlos I. Finalmente il Presidente del Governo presenta le proprie dimissioni al Re, il giorno 1º luglio 1976.

Arias Navarro verrà esonerato dalla presidenza del Governo da Adolfo Suárez, il quale si incaricherà di intraprendere le trattative con i principali leader dei diversi partiti politici e forze sociali per elaborare una Costituzione democratica.

Il 15 dicembre 1976 venne ufficializzato il Referendum sulla Riforma Politica. Come conseguenza dell'approvazione da parte del popolo spagnolo, questa legge viene promulgata il 4 gennaio 1977. Questa norma conteneva la tacita deroga del sistema politico franchista in soli cinque articoli.

L'approvazione di questa legge dà origine alle prime elezioni democratiche, il 15 giugno 1977. L'Unione di Centro Democratico risulta il partito più votato, nonostante non raggiunga la maggioranza, ed è il partito incaricato di formare il governo. A partire da questo momento inizia il processo di redazione della Costituzione.

Il 6 dicembre 1978 venne approvato il referendum sulla Costituzione Spagnola, che entrò in vigore il 29 dicembre.

All'inizio del 1981 Adolfo Suárez si dimise, a causa del distacco con il Re ed alle pressioni interne al partito. Durante la votazione nel Congresso dei Deputati per eleggere il successore Leopoldo Calvo Sotelo, venne tentato un colpo di Stato, condotto, tra gli altri, da Antonio Tejero, Alfonso Armada e Jaime Milans del Bosch. Il colpo, conosciuto come 23-F, fallì.

Le tensioni interne dell'UCD ne causarono lo smembramento tra il 1981 ed il 1982. Il segmento democristiano si integrò con Alleanza Popolare, passando ad occupare la frangia di centro-destra. Dall'altro lato, i membri dell'UCD più vicini alla socialdemocrazia si unirono alle file del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Partido Socialista Obrero Español o PSOE).

Il PSOE successe all'UCD, dopo aver ottenuto la maggioranza assoluta nelle elezioni generali del 1982, occupando 202 dei 350 seggi ed iniziando così la II Legislatura della Spagna. Per la prima volta dopo le elezioni generali del 1936, un partito considerato di sinistra, o progressista, formò il governo.

Visita in Spagna del presidente statunitense Ronald Reagan nel 1981, poco dopo il colpo di stato del 23-F, un golpe fallito di fronte al quale la sua amministrazione mantenne una posizione ambigua.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della Spagna durante il periodo di transizione.

La Rivoluzione portoghese dei garofani[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Rivoluzione dei garofani.

Il 25 aprile 1974 in Portogallo un'insurrezione militare provocò la caduta della dittatura dell'Estado Novo sorto nel 1933, dando origine ad una repubblica presidenziale democratica. La caduta del regime portoghese provocò una forte inquietudine tra i franchisti, con manifestazioni massive a favore della rivoluzione, la persecuzione della polizia politica o l'entusiasmo dei militari ribelli, che erano situazioni piuttosto provocatorie. Il Primo Maggio 1974, più di un milione di persone marciarono per le strade di Lisbona, due giorni dopo Franco ed il principe Juan Carlos ne videro le immagini, manifestando una forte inquietudine per un paese che derivava dalla sinistra con una presenza considerevole di comunisti.

La situazione del Portogallo e della vicina Spagna presentavano molte differenze, ma anche diverse similitudini, all'inizio della transizione democratica:

  • le dittature del Portogallo e della Spagna erano le più longeve d'Europa, quella portoghese sorta nel 1933 e quella spagnola con il colpo di Stato del 1936 e la successiva guerra civile, con l'appoggio del regime portoghese.
  • le forze democratiche di destra, o conservatrici, portoghesi, praticamente inesistenti alla vigilia dei cambiamenti sociali e politici che si stavano avvicendando, raggiunsero un 42,9% dei voti nelle prime elezioni democratiche.
  • la sinistra, con miglior organizzazione e maggiore appoggio in entrambi i paesi, era rappresentata dai comunisti, con il portoghese PCP e lo spagnolo PCE, sia in politica che nei sindacati, mentre i socialisti iniziano a riorganizzarsi durante gli anni settanta.
  • l'importante presenza di nuove classi medie che chiedevano un cambiamento pacifico, tra le altre cose, a causa dell'esperienza della guerra civile in Spagna o della guerra coloniale del Portogallo.
  • il fallimento della partecipazione sociale di entrambi i sistemi di partito unico.
  • la posizione riformista per cercare di proseguire il regime di partito unico assumendo una serie di cambiamenti, adottata dai governi di Arias Navarro (1974-1976) e Marcello Caetano (1968-1974), era fallita
  • Sia il PSOE con il suo sindacato UGT, che il PCE con il CCOO, in un primo momento ritennero giusto il modello di rottura dal passato e la formazione di un governo provvisorio.
  • Tra le forze armate sorgono nuove organizzazioni che sostengono i cambiamenti, in Portogallo il Movimento delle Forze Armate portoghesi ed in Spagna l'Unione Militare Democratica o l'Unione Democratica dei Soldati.
  • Molti mezzi di comunicazione di entrambi i paesi furono censurati perché difendevano i nuovi cambiamenti sociali e politici.
Monumento commemorativo a Grândola.
  • la veloce decolonizzazione del Sahara occidentale fu influenzata dalla rapida decolonizzazione portoghese, che aveva sofferto molto di più le conseguenze di una lunga guerra coloniale in Africa con centomila disertori e con la guerra praticamente persa di fronte alla guerriglia.

Preoccupazione anche in Occidente. Willy Brandt sosteneva che quanto più la sinistra si fosse inserita in Portogallo, tanto più la destra si sarebbe inserita in Spagna. Henry Kissinger si espresse nella stessa direzione e si mostrò d'accordo sul fatto che non si dovesse ripetere nel paese vicino, non era accettabile che di fronte alla morte di Franco non ci fosse un'opposizione moderata. È proprio durante questi anni che la Piattaforma Democratica guidata dal PSOE guadagna protagonismo di fronte alla Giunta Democratica del PCE.

La morte del Caudillo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'attentato dell'Eta dove perse la vita il capo del governo Luis Carrero Blanco del dicembre 1973, e la malattia di Franco, gran parte del potere era nelle mani Carlos Arias Navarro, nuovo presidente del governo che cercò di introdurre alcune riforme nel regime decadente, trovandosi a lottare tra le sue due fazioni: il bunker (l'estrema destra) e gli aperturisti che promuovevano la transizione alla democrazia. Per qualche mese nel 1974 Jan Carlos divenne capo dello Stato per la malattia di Franco. Nell'autunno del 1975 Franco entrò in coma, e si sospetta che fu tenuto in vita artificialmente per alcune settimane, fino alla data ufficiale della morte, il 20 novembre di quell'anno.

Il ruolo politico del Re Juan Carlos I[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Juan Carlos I di Spagna.

Con la morte di Franco, Don Juan Carlos di Borbon due giorni dopo, il 22 novembre 1975, divenne Capo di Stato, proclamato re in virtù della Legge sulla Successione nel Comando dello Stato. Fino a quel momento, il principe si era mantenuto discretamente in secondo piano, seguendo il modello di Franco. La sparizione del Caudillo, tuttavia, avrebbe permesso a Don Juan Carlos di agevolare, come Re di Spagna, l’introduzione di un sistema politico democratico nel paese. Questo progetto raccoglieva ampi consensi dentro e fuori Spagna: i paesi occidentali, un settore importante del capitalismo spagnolo ed internazionale, la maggior parte dell’opposizione al franchismo ed una parte crescente del proprio regime franchista.

Nonostante ciò, la transizione dovette superare le resistenze originate dal proprio regime, in uno sfondo di tensioni causate da gruppi radicali di estrema sinistra e da gruppi franchisti di estrema destra. Questi ultimi, inoltre, avevano un forte appoggio all’interno dell’esercito. Questi gruppi minacciavano di deteriorare la situazione politica all’eccesso, dando inizio ad un processo involutivo.

La realizzazione di questo progetto richiedeva che l’opposizione controllasse i propri sostenitori, in modo da evitare qiualsiasi provocazione e che l’esercito non cedesse alla tentazione di intervenire nel processo politico per salvare le strutture franchiste. La condotta politica di Don Juan Carlos e dei suoi collaboratori si mosse in questa doppia direzione.

Davanti alla nuova tappa storica che si apriva, c’erano tre atteggiamenti chiaramente diversi:

  • I sostenitori del regime franchista (conosciuti come ultras o el búnker), difensori del mantenimento della legalità franchista, o come molti, della sua attuazione. Nonostante lo scarso appoggio sociale, l'esercito aveva un peso rilevante, insieme ad un organo fondamentale all'interno dell'organizzazione dello Stato, il Consiglio del Regno.
  • L'opposizione democratica, organizzata inizialmente in due associazioni di partiti politici, la Giunta Democratica e la Piattaforma di Convergenza Democratica, nota come Platajunta. Questa difendeva la frattura legale con il regime franchista per passare direttamente ad uno Stato democratico.
  • Torcuato Fernández Miranda, professore di Diritto Politico di Juan Carlos I, sosteneva di riformare le Leggi Fondamentali del Movimento mediante nuove disposizioni per arrivare così alla democrazia evitando vuoti legali. Usando le sue stesse parole, si trattava di andare "da legge a legge attraverso la legge".

Juan Carlos iniziò il suo regno senza uscire dai binari della legalità franchista. Così giurò fedeltà ai princìpi del Movimiento, prese possesso della corona davanti alle Cortes franchiste e rispettò la Legge Organica dello Stato del 1966 per la nomina del suo primo Capo di Stato. Nonostante ciò, già nel suo discorso davanti alle Cortes si mostrò aperto ad una trasformazione del sistema politico spagnolo.

Governo di Arias Navarro[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso Carlos Arias Navarro presiedette il primo governo di Don Juan Carlos. Per questa nomina il re si conformò ai modelli della Legge Organica dello Stato: il Consiglio del Regno propose una lista di candidati affini al franchismo e, tra questi, il re scelse Arias Navarro. In questi primi momenti del suo regno, il re collocò uno dei suoi fedeli collaboratori, Torcuato Fernández-Miranda, alla presidenza del Consiglio del Regno e delle Cortes Españolas, un vecchio franchista che, nonostante questo, condivideva con il monarca la necessità che la Spagna si sviluppasse in un sistema democratico ed apportò le sue solide conoscenze giuridiche a questo progetto.

La nomina di Arias Navarro offriva un panorama chiaramente continuativo e non auspicava grandi trasformazioni politiche. Nonostante ciò, per iniziativa reale e del presidente del Consiglio del Regno, entrarono a far parte del nuovo governo ministri chiaramente riformisti come Manuel Fraga Iribarne (Ministro del Governo), José María de Areilza (Ministro degli Affari Esteri) e Antonio Garrigues (Ministro della Giustizia). Questi avevano rifiutato al momento lo Statuto delle Associazioni di Movimento. Si fece anche affidamento sulla presenza del democristiano Alfonso Osorio, come Ministro della Presidenza e di due esperti nell'apparato del movimento: Rodolfo Martín Villa (Ministro dei Sindacati) e Adolfo Suárez (Ministro del Movimento). Per mantenere l'equilibrio, venne nominato come vicepresidente per la Difesa un militare incondizionatamente franchista: il generale Fernando de Santiago.

La timida riforma politica promossa da questo gabinetto fu limitata alle leggi di Riunione e manifestazioni e di Associazioni Politiche. La legge di Riunione e Manifestazione ampliava la libertà di riunirsi senza che fosse necessaria un'autorizzazione. La legge di Associazioni Politiche permetteva la creazione di gruppi politici, anche senza il carattere legale dei partiti politici; inoltre, dovevano accettare i principi del Movimento e le Leggi Fondamentali. Si iscrissero solamente sette associazioni.

Il nuovo governo si trovava ad affrontare una situazione molto difficile. L'agitazione dell'opposizione stava aumentando, le manifestazioni per le petizioni di amnistia erano frequenti e nel Paese Basco la tensione cresceva incessantemente. Soprattutto l'ETA ed in misura minore altri gruppi armati, continuavano con gli attentati e l'appoggio popolare su cui facevano affidamento si manifestava con molteplici atti di protesta.

Immagine del regime franchista

Successi di Vitoria[modifica | modifica wikitesto]

Durante il mese di gennaio circa seimila lavoratori iniziarono uno sciopero a Vitoria contro il decreto sui limiti salariali ed in difesa di migliori condizioni di lavoro. Due mesi dopo, il 3 marzo, convocavano per la terza volta uno sciopero generale che venne seguito massivamente. Lo stesso giorno la polizia armata entrò nella Chiesa di San Francisco de Vitoria, nella quale era prevista un'assemblea di lavoratori e, rinnegando la decisione del parroco e del contenuto del Concordato, minacciò lo sfratto. Solo qualche secondo dopo sparavano gas lacrimogeni in un recinto chiuso e stipato di gente, provocando indignazione e soprattutto panico. Quelli che uscirono da davanti, mezzo soffocati e con i fazzoletti sulla bocca, furono brutalmente bastonati dai lati, mentre quelli di fronte gli sparavano con mitra e pistole. La polizia risolse la situazione che aveva creato con un colpo pulito, assassinando Pedro María Martínez Ocio, lavoratore delle 'Forjas Alavesas', di 27 anni, Francisco Aznar Clemente, panettiere e studente, di 17 anni, Romualdo Barroso Chaparro, di Agrator, di 19 anni, José Castillo, di Basa (Grupo Arregui), di 32 anni. Due mesi dopo morirà Bienvenido Pereda, lavoratore del 'Grupos Diferenciales', di 30 anni. Due operai furono assassinati direttamente sul luogo dei fatti, quattro feriti gravemente, di cui tre moriranno, più di sessanta feriti gravi, metà dei quali con ferite da pallottola e centinaia di feriti lievi.

Il sabato, Manuel Fraga, allora Ministro del Governo, insieme a Rodolfo Martín Villa, Ministro delle relazioni Sindacali ed il Generale Campano, direttore della Guardia Civile, cercarono, visitando i feriti, di ridurre l'impatto di una decisione che proiettava davanti al mondo il volto più crudele e barbaro della dittatura che essi rappresentavano. Quel giovedì, il Segretario generale del SPD della Germania cancellava l'intervista con Fraga, il quale partecipava ad una campagna diplomatica per vendere a livello internazionale una riforma approvata dalla monarchia, che era rimasta automaticamente smascherata.

I diritti di riunione, manifestazione e sciopero erano ancora proibiti, addirittura illegali, tuttavia in gennaio vennero convocati degli scioperi in tutta la Spagna, che ebbero particolare rilevanza nella cintura industriale di Madrid ed in Vitoria. La risposta del governo fu la solita repressione da parte della polizia che, il 9 marzo, a Vitoria provocò la morte di quattro manifestanti e centinaia di feriti, durante una carica antisommossa. Invece di risolvere il conflitto, le discussioni si moltiplicarono e gli scioperi generali di protesta si susseguirono per diversi mesi.

Questi incidenti accelerarono l'azione dell'opposizione democratica e la sua unità di azione. La Giunta Democratica e la Piattaforma di Convergenza si fusero nel Coordinamento Democratico o Platajunta il 26 marzo. Questa nuova giunta esercitava maggiore pressione politica sul governo, reclamando amnistia, libertà sindacale, democrazia e rifiuto delle leggi riformiste.

Successi di Montejurra[modifica | modifica wikitesto]

Questo attacco armato[1][2], avvenuto a Montejurra il 9 maggio 1976, fu organizzato dal SECED (Servizio Centrale di Documentazione) con il nullaosta governativo, utilizzando una delle correnti politiche carliste con la cosiddetta Operazione Riconquista, che si concluse con due morti di fronte alla passività ed alla collaborazione della Guardia Civile. A partire dagli anni quaranta, a Montejurra, monte consacrato al carlismo, viene celebrata annualmente una Via Crucis. Quando stava per iniziare la processione dal monastero di Iratxe, un gruppo di favoreggiatori di Sesto di Borbone attaccarono con pietre e colpi di manganello le persone riunite, sostenitori di Carlos Hugo, davanti all'impassibilità della Guardia Civile e della Polizia Armata. Uno degli aggressori estrasse una pistola e sparò, ferendo a morte un carlista.

Poco dopo l'inizio dell'ascensione al monte, quasi all'arrivo in cima, i carlisti si imbatterono in un altro gruppo armato che, dopo aver discusso violentemente, sparò una serie di colpi e raffiche contro i pellegrini. Il risultato fu di un morto con una pallottola al cuore e vari feriti.

L'opposizione democratica accusò il Governo di connivenza con gli aggressori, basandosi sull'incapacità di mantenere l'ordine pubblico nonostante l'ampia presenza di polizia, sulla facilità con cui scapparono gli assassini e sul fatto che non arrivarono ad essere sottoposti a giudizio, poiché beneficiarono dell'amnistia politica del 1977.

La scalata del terrorismo: ETA, GRAPO e l'estrema destra[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera del GRAPO.

i tre gruppi terroristici principali di questo periodo erano:

  • Il gruppo maoista del GRAPO: i loro attentati erano rivolti contro le forze armate e di sicurezza perché, secondo le loro parole, rappresentavano gli strumenti di repressione di uno stato capitalista ed oppressore, che ingannava il popolo lavoratore, sia con la dittatura di franco che con la falsa democrazia occidentale, liberale e borghese.
  • I gruppi di terrorismo tardo-franchista, che adottavano diversi nomi, nonostante condividessero gli stessi pensieri e scopi: attaccavano soprattutto i comunisti, sia le organizzazioni che qualsiasi persona fosse a loro collegata.

Dall'altro lato, i gruppi di opposizione si dimostravano sempre più impazienti, pretendendo che il regime franchista venisse smantellato nel minor tempo possibile. La riunione delle forze politiche dell'opposizione nel marzo 1976 diede origine alla creazione del Coordinamento Democratico. In questo modo l'opposizione boicottava gli intenti del governo per dividerla, attirando a sé i settori più moderati e lasciando il PCE nell'illegalità, altri gruppi di sinistra ed i nazionalisti catalani e baschi. Anche l'opposizione moderò il suo discorso, esigendo una rottura o una riforma patteggiata che l'avvicinasse di fatto ai progetti riformisti del governo.

Al contrario le limitazioni del governo per guidare il cambiamento politico diventarono sempre più evidenti. Arias Navarro, molto sensibile alle pressioni del bunker, si trovava con poco margine di manovra di fronte agli elementi riformisti del proprio gabinetto, mentre questi si scontravano con le corti franchiste nei loro primi tentativi riformisti: nel giugno 1976, dopo la pubblicazione della Legge sul diritto di associazione dei partiti politici – da cui rimanevano esclusi i partiti comunisti -, vennero insoddisfatti gli intenti di Fraga e Areilza di modificare il Codice Penale, che considerava criminale l'affiliazione a qualsiasi partito politico. Nonostante le pressioni di Fernández Miranda permisero l'approvazione il giorno 30, il processo verso un cambiamento di governo diventò inevitabile, e lo stesso Re, dopo essersi dichiarato pienamente favorevole allo stabilimento di un sistema democratico in Spagna durante un viaggio negli Stati Uniti, decise di pretendere le dimissioni di Carlos Arias il 5 luglio.

Il re forzò le dimissioni di Arias Navarro il giorno 1º luglio a causa della sua incapacità di affrontare i gravi problemi di ordine pubblico (terrorismo, sciopero massivo di Vitoria, successi di Montejurra) ed il rifiuto di smantellare definitivamente il regime franchista.

Governo di Adolfo Suárez[modifica | modifica wikitesto]

Torcuato Fernández Miranda, presidente del Consiglio del Regno, ottenne che nella nuova terna di candidati alla presidenza del governo entrasse Adolfo Suárez González, il quale avrebbe dovuto realizzare un'operazione politica di evidente difficoltà: convincere i politici del sistema franchista insediati nelle Cortes Españolas a smantellare il sistema stesso. In questo modo veniva formalmente rispettata la legalità franchista e si evitava, per quanto possibile, il pericolo di un intervento dell'esercito nel processo di transizione.

Fraga e Areilza si autoesclusero dal nuovo governo, mentre la rappresentanza militare rimase invariata. Molti dei nuovi ministri appartenevano già ad associazioni politiche protette dalla nuova legge. Il 6 luglio, Adolfo Suárez presentò in televisione un programma politico molto chiaro basato su due punti:

  • Elaborazione di una Legge sulla Riforma Politica che, una volta approvata dalle Corti e dagli spagnoli nel Referendum, avrebbe permesso di aprire un processo costituente per insediare in Spagna un sistema di democrazia liberale.

Per raggiungere il suo obiettivo, Suárez doveva convincere l'opposizione ad entrare nel suo gioco e l'esercito a non interrompere il processo, inoltre doveva controllare la situazione nel Paese Basco, che da giorni stava diventando insostenibile. Nonostante tutto, il progetto di Suárez venne applicato senza ritardi tra giugno 1976 e il giugno dell'anno successivo.

Programma politico di Suárez[modifica | modifica wikitesto]

Durante questo breve periodo Suárez si mosse su vari fronti per realizzare il suo progetto riformista:

La Legge sulla Riforma Politica[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto, che venne elaborato dal governo in settembre, doveva aprire la porta ad un sistema di democrazia parlamentare. Non delimitava quello che sarebbe stato il nuovo sistema politico, semplicemente eliminava gli ostacoli posti dal regime franchista all'insediamento di un sistema democratico. In realtà, era l'atto di liquidazione del franchismo approvato proprio dalle Corti franchiste. Durante il mese di novembre la legge venne discussa dalle Corti che, sotto la presidenza di Fernández Miranda, venne approvata con 425 voti a favore, 59 contro e 13 astenuti.

Il governo voleva legittimare questa operazione sottoponendo la nuova legge ad un Referendum, a cui partecipò il 77,72% dell'elettorato, di cui il 94% diede l'approvazione.

A partire da questo momento il processo elettorale era già aperto (secondo punto del programma di Suárez) per scegliere i deputati delle Corti Costituenti incaricate di elaborare una nuova Costituzione.

Suárez aveva un problema importante: la partecipazione dell'opposizione clandestina nel processo che era già in marcia verso il proprio regime. Per questo affrontò uno dei problemi più delicati, la legalizzazione dell'opposizione.

Il giorno 8 febbraio viene approvato un decreto legge sulla Riforma Politica e, successivamente, in marzo venne legalizzata la gran parte dei partiti politici, con un altro decreto legge dove vengono stabiliti i requisiti per la legalizzazione. In caso di dubbi, il Ministero degli Interni rimetterà la documentazione al Tribunale Supremo affinché decida.

Fu necessario riformare anche il Codice Penale, che considerava sanzionabili alcune questioni basiche, come l'appartenenza ai partiti politici, e proibiva di associarsi per pretendere:

  • La sovversione dell'ordine pubblico o l'attacco dell'unità della patria. Così venivano incluse tutte le associazioni di carattere nazionalista periferico, non spagnolo.
  • Sottomettersi ad una disciplina internazionale, con l'intenzione di stabilire un regime totalitario. Questa proibizione era pensata specialmente contro il PCE, che dipendeva in un certo modo all'Unione Sovietica, nonostante si trovasse già nella corrente riformista dell'eurocomunismo, e che pretendeva di imporre in Spagna uno stato comunista (una democrazia proletaria).

Con questi cambiamenti vennero legalizzati i partiti e le organizzazioni più importanti:

Il PCE dovette ricorrere al Tribunale Supremo, in modo che quando dichiarò che non contravveniva la legalità, il Governo si accordò con il proprio leader Santiago Carrillo Solares, il quale aveva già accettato di abbandonare la restaurazione di una Repubblica accettando la monarchia. Approfittò delle vacanze della Settimana Santa per legalizzarlo, sciogliere il partito unico della dittatura, il Movimiento, e minimizzare l'impatto della decisione. Anche così il Ministro della Marina si dimise immediatamente e Manuel Fraga arrivò a considerarlo come un vero colpo di Stato. Quel giorno venne chiamato, con una certa ironia, il Sabato Santo Rojo (una festività di carattere cattolico, mentre il comunismo difendeva l'ateismo e l'agnosticismo). Due giorni dopo venne legalizzato il Partito Socialista Unificato di Catalogna (PSUC).

Altri partiti importanti furono l'Esquerra Republicana de Catalunya (ERC), di ideologia di corte nazionalista catalana e repubblicana, che aveva già governato nella deposta generalità di catalogna durante la Seconda Repubblica; Euskadiko Ezquerra (EE), che anni dopo si integrerà al PSOE.

Il Governo e l'opposizione[modifica | modifica wikitesto]

Per dare credibilità al suo progetto, adotta una serie di misure politiche. Nel luglio 1976 ci fu un'amnistia politica parziale, ampliata nel marzo dell'anno successivo e portata a termine in maggio. Nel dicembre 1976 il TOP si scioglie. Nel marzo dell'anno successivo viene riconosciuto il diritto di base di sciopero ed in aprile viene sancita la libertà sindacale. Viene anche emanata una Legge Elettorale con le condizioni necessarie per adeguarsi a quelle dei paesi con un sistema di democrazia liberale e parlamentare.

Con tutte queste misure, Suárez metteva in atto le condizioni volute dai gruppi all'opposizione a partire dal 1974. Queste forze si erano riunite nel novembre 1976 per creare una piattaforma di organizzazioni democratiche. Suárez aveva iniziato i suoi contatti politici con l'opposizione intervistando Felipe González, Segretario Generale del PSOE, in agosto. L'attitudine possibilista del capo socialista diede a Suárez il coraggio di portare avanti il suo progetto politico, ma tutto il mondo avvertiva chiaramente che il grande problema per la normalizzazione politica del paese era il riconoscimento del PCE. Questo costituiva, in quel momento, il gruppo politico più organizzato e con maggior numero di militanti dell'opposizione, ma in un'intervista con i comandi più distaccati dell'esercito, in settembre, venne chiaramente manifestata l'opposizione frontale alla legalizzazione del PCE.

Il PCE era sempre più visibile nella denuncia della Legge sulla Riforma Politica per antidemocrazia ed a richiedere le elezioni per le Corti Costituenti convocate da un Governo provvisorio composto anche da partiti politici dell'opposizione. Dato che, inoltre, l'opposizione non manifestava nessun entusiasmo per la Legge per la Riforma Politica, Suárez rischiò ancora di più per coinvolgere la maggioranza delle forze politiche.

In dicembre, il PSOE celebrava a Madrid il suo XXVII Congresso ed iniziava a staccarsi dalle esigenze del PCE, affermando che pensava di partecipare nella prossima convocatoria elettorale per le Corti Costituenti. All'inizio dell'anno seguente, l'anno previsto per convocare le elezioni generali, Suárez si decise ad affrontare il problema del PCE. In febbraio intervistò Santiago Carrillo, Segretario Generale del PCE, che appoggiò senza esigenze previe e disposto ad offrire un patto sociale per il periodo successivo alle elezioni.

Il 24 gennaio 1977 ha luogo la Mattanza di Atocha, l'attentato più significativo dell'estrema destra ad un ufficio del Diritto del Lavoro collegato al Partito Comunista di Spagna nella madrilena strada di Atocha, dove furono assassinati cinque di loro e altri quattro furono feriti gravemente. Questo fatto provocò la prima manifestazione moltitudinaria della sinistra nel paese della Seconda Repubblica e dopo decine di atti di carattere pacifico di simpatia e solidarietà con il partito comunista. Questo, e l'attitudine mantenuta da Santiago Carrillo, spinsero Suárez a portare a termine la polemica legalizzazione del partito.

I rapporti con i militari[modifica | modifica wikitesto]

Adolfo Suárez conosceva bene il cosiddetto bunker, composto tra gli altri da José Antonio Girón e Blas Piñar, con mezzo affine il giornale El Alcázar ed aveva contatti molto buoni con degli ufficiali dell'esercito che avevano un'influenza evidente su alcuni importanti settori militari. Queste forze potevano costituire un ostacolo insuperabile e addirittura un pericolo di colpo di stato per la restaurazione di un regime di governo militare.

Per uscire da questa difficoltà, Suárez cercò l'appoggio dei militari liberali del circolo del generale Díez-Alegría, che cercò di collocare in posti di responsabilità, come il Generale Manuel Gutiérrez Mellado. Tuttavia, nel luglio 1976, il vicepresidente per gli affari della difesa era ancora il Generale Fernando de Santiago, che apparteneva al nucleo più immobilista. In settembre De Santiago, inquieto per la prima amnistia, si oppose frontalmente alla Legge sulla Libertà Sindacale. Il 21 settembre Suárez destituì De Santiago e nominò al suo posto il Generale Manuel Gutiérrez Mellado, il che produsse numerosi nemici e l'opposizione che si rafforzò con la legalizzazione del PCE, mesi più tardi, con la dimissione immediata del Ministro della Marina.

Tuttavia, nel frattempo, Gutiérrez Mellado agiva con abilità in modo da promuovere gli ufficiali sostenitori della riforma e per sostituire i comandi delle forze di sicurezza (Polizia Armata e Guardia Civile) con i sostenitori per conservare il regime.

Suárez voleva dimostrare all'esercito che la normalizzazione politica del paese non implicava né l'anarchia né la rivoluzione e faceva affidamento sulla collaborazione di Santiago Carrillo, ma si trovava con risposte violente da parte dei diversi gruppi terroristi.

L'inasprimento del terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Paese Basco, durante questo periodo, si mantenne in pieno fermento politico. Le rivendicazioni di amnistia politica, soprattutto la settimana pro-amnisita dall'8 al 15 maggio, durante la quale morirono sette persone a causa della repressione[3], obbligarono Adolfo Suárez a concederla in diverse tappe fino all'amnistia totale del maggio 1977. Tuttavia, gli scontri continui tra polizia e manifestanti non aiutavano a rasserenare gli animi. L'ETA, dopo una certa tregua nell'estate del 1976, in ottobre riprese gli attentati. Fu soprattutto tra dicembre e gennaio che si scatenò un insieme di azioni violente che lasciarono la situazione sociale e politica in una posizione molto instabile.

Il GRAPO agì con diverse bombe ed il sequestro di due importanti personalità del regime: il Presidente del Consiglio dello Stato, José María de Oriol, ed il Generale Villaescusa, Presidente del Consiglio Superiore di Giustizia Militare. La Mattanza di Atocha avviene durante questi sequestri, quando un comando di estrema destra uccide cinque avvocati del PCE a Madrid. Alcuni giorni prima due studenti erano stati uccisi dalla polizia antisommossa durante due distinte manifestazioni.

Tuttavia, per la prima volta, buona parte dei leader dell'opposizione riuniti con il Primo ministro pubblicarono un comunicato di denuncia del terrorismo e di sostegno alla condotta di Suárez. Nonostante ciò, le forze del bunker approfittarono dell'inquietudine del momento per denunciare il fatto che il paese stesse precipitando nel caos.

Le prime elezioni[modifica | modifica wikitesto]

Toledo, 15 giugno 1977: elezioni generali

Le elezioni generali del 15 giugno 1977, le prime dal 1936, diedero la maggiore rappresentanza a quattro partiti politici, uno di ideologia centrista-riformista: UCD 34,4%, due di sinistra, PSOE 29,3% e PCE 9,4% ed il partito conservatore AP 8,5%.

Si distinse il forte consenso locale di partiti nazionalisti, soprattutto in Catalogna con il blocco del PDC e nel paese Basco con il PNV.

I governi dell'UCD[modifica | modifica wikitesto]

Il partito vincitore, l'UCD, formò il governo durato due legislature, in giugno 1977 ed in marzo 1979, governo che però dovette far affidamento sull'appoggio o sul consenso di altri partiti, non avendo la maggioranza assoluta di seggi alle nuove Cortes Generales. Alla guida fu sempre Adolfo Suarez.

I regimi pre-autonomi: Catalogna, Paese Basco e Galizia.[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni, con i risultati in Catalogna e Paese Basco, il governo permise la creazione di istituzioni pre-autonome. Concesse l'autonomia provvisoria alle regioni i cui deputati, costituiti in assemblee parlamentari, lo richiesero. Era il primo anello della struttura territoriale già concordata nella nuova Costituzione.

La prima pre-autonomia concessa fu quella di Catalogna: il 29 settembre venne ristabilita la Generalità di Catalogna e Josep Tarradellas, storico politico nazionalista in esilio, ne diventò il nuovo Presidente il 23 ottobre.

Nel Paese Basco la situazione politica era dominata dal PNV, che richiedeva di incorporare Navarra all'autonomia formata da Vizcaya, Guipúzcoa ed Álava, con la distorsione dell'ETA. L'assemblea dei parlamentari baschi, in cui si negava la partecipazione ai navarri, negoziò con il Governo la creazione del Consejo General Vasco (Consiglio Generale Basco), approvato il 6 gennaio 1978. In Navarra i successi dei Sanfermines, tra gli altri avvenimenti, ne contraddistinsero il futuro politico[4][5]

In Galizia, con la maggioranza dell'UCD, alla pre-autonomia si sommò la creazione della Giunta di Galizia, nel marzo 1978.

Cortes costituenti: la costituzione del 1978[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow.pngVoce principale: Costituzione spagnola del 1978.

In estate il nuovo Parlamento iniziò a lavorare alla redazione di una nuova Costituzione, con il consenso delle principali forze politiche. Nel giugno 1978 il Congresso dei Deputati approvava il testo costituzionale con un'ampia maggioranza, che includeva i conservatori di Alleanza Popolare e del PCE. Alcuni partiti estremisti ed altri, come il PNV, si astennero o votarono contro. La Costituzione fu approvata in sessione congiunta dal Parlamento e dal Senato nel mese di ottobre. Il 6 dicembre venne sottoposta a referendum la Carta costituzionale, con l'approvazione della maggioranza, eccetto alcune province ed il Paese Basco, dove ci fu una forte astensione.

Le elezioni generali del 1979 e il tentato golpe[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni generali in Spagna del 1979.

Le elezioni si svolsero il 1º marzo. Videro la vittoria dell'Unione del Centro Democratico di Adolfo Suárez González, che è stato confermato Primo ministro. Il compito ordinario del governo di stabilizzare il partito dal 1979, si espresse con il manifestarsi di tendenze o correnti politiche molto diverse all'interno della coalizione dei partiti dell'UCD. Questo provocò degli scontri che deteriorarono l'autorità di Adolfo Suárez e misero in dubbio la sua leadership.

La tensione scoppiò a partire dal 1981 con le dimissioni di Suárez come Presidente del Governo e la sua sostituzione con Calvo Sotelo di fronte alla riforma del governo. Suárez abbandona il partito a causa dei socialdemocratici di Fernández Ordóñez e della nomina di Calvo Sotelo come nuovo presidente di partito. Questo accentuò ancora di più le tensioni interne e spinse Calvo Sotelo a sciogliere il Parlamento ed a convocare le elezioni nell'ottobre 1982.

La normalizzazione democratica non evitò le continue azioni violente dell'ETA e, seppur in scala minore, del GRAPO. Parallelamente si percepiva una situazione di agitazione o inquietudine in un settore delle Forze Armate che poteva sbocciare in un golpe militare. Il tentativo di colpo di stato del 1981 da parte di un gruppo di militari della Guardia Civil comandate dal Tenente Colonnello Antonio Tejero, il pomeriggio del 23 febbraio, non riuscì a instaurare un Governo militare, ma mostrò il malcontento di una parte delle Forze armate.

Governo del PSOE[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni generali in Spagna del 1982.

Con le elezioni generali del 1982, i centristi dell'UCD persero la maggioranza relativa a favore del Psoe, e subirono uno spettacolare crollo di voti, con soli 11 seggi, cambiando tutto l'equilibrio politico precedente. Alianza Popular, il partito di centro destra di Fraga Iribarne passò invece da 9 a 107 seggi e divenne il principale partito d'opposizione. Per la prima volta il PSOE ottenne la maggioranza assoluta dei seggi, partito che nelle due legislature precedenti era stato il principale partito di opposizione e Felipe González divenne presidente del Governo.

Gonzales nel XXVIII Congresso del PSOE (maggio 1979), non volle assumere le tendenze rivoluzionarie che dominavano il partito, e si era dimesso. Tuttavia, la convocazione di un congresso straordinario, mesi dopo, gli permise di ricondurre il partito verso una linea più moderata ed assumere di nuovo la carica. Durante il 1982, il PSOE confermò la linea moderata con l'avvicinamento al gruppo socialdemocratico di Fernández Ordoñez, recentemente separato dall'UCD.

Il raggiungimento della maggioranza assoluta durante tre consultazioni elettorali consecutivi (1982, 1986 e 1989) permise al PSOE di legiferare e governare senza dover stabilire accordi con altre forze politiche. In questo modo, fu in grado di convertire in legge molti dei punti del suo programma.

Il trionfo elettorale del PSOE nel 1982 (con più di 10 milioni di voti) inaugurò una tappa di governo con quattro legislature totali, che trasformò profondamente la Spagna. Felipe González, segretario generale del PSOE, occupò la Presidenza del Governo, con Alfonso Guerra, da molto tempo Vicepresidente del Governo, fino alle sue dimissioni a causa dell'implicazione in un caso di corruzione politica con suo fratello come principale accusato.

La maggioranza politica assoluta di cui godetteil PSOE permise al Paese un lungo respiro di tranquillità e stabilità politica, dopo gli anni intensi e violenti della transizione. Durante il governo del PSOE si produrrà l'integrazione nella Comunità Economica Europea (CEE), le riforme dei laburisti con nuovi convegni normativi consensuali tra padroni e lavoratori, le inversioni sociali (specialmente in Educazione e Sanità), lo sviluppo dell'organizzazione territoriale autonoma e la modernizzazione delle infrastrutture.

Dall'altro lato ci fu la riconversione industriale, favorita da molti fattori, tra cui si distingue una crisi economica che si aggravò durante le ultime legislature, un enorme indebitamento dello Stato causato dalla spesa pubblica incontrollata e da due scioperi generali dei due principali sindacati, l'Unione Generale dei Lavoratori e le Commissioni Operaie. Appariranno anche i cosiddetti Gruppi Antiterrorositi della Liberazione (GAL), organizzazioni illegali dedicate alla lotta contro il terrorismo ed eredi del terrorismo di Stato tardo-franchista. Vennero poi alla luce diversi casi di corruzione tra le cariche pubbliche iscritte al PSOE, che contribuirono ad accentuare il degrado dell'immagine pubblica del partito. Tra tutti questi vanno ricordati i cosiddetti Caso Filesa e Caso Roldán.

Dopo alcuni anni di degrado sociale e politico, nelle elezioni generali del 1996 il principale partito all'opposizione, il Partito Popolare guidato da José María Aznar, ottiene la maggioranza semplice.

Ingresso nella CEE[modifica | modifica wikitesto]

Una volta assicurata la democrazia, i principali paesi europei accettarono l'integrazione nella CEE, dopo vent'anni dalla prima petizione. Le negoziazioni furono rapide ed ottennero che la Spagna diventasse membro di pieno diritto nella CEE, attualmente denominata Unione Europea, dal 1º gennaio 1986.

Da quel momento, questo spazio economico comune permette il libero transito di persone, merci, capitali e servizi tra i paesi membri. La struttura politica, con parlamento, Commissione e Tribunale Europeo, vuole ottenere, nel lungo periodo, di costruire un'unione politica alla stregua degli Stati Uniti Nordamericani.

Nel 1992 la CEE firmò il Trattato di Maastricht, che trasformava la Comunità in Unione Europea e stabiliva una futura moneta unica, l'euro.

NATO[modifica | modifica wikitesto]

Poco prima della fine del governo dell'UCD, Calvo Sotelo ottenne che il Parlamento autorizzasse l'ingresso della Spagna nell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO). Il 10 dicembre 1981 a Bruxelles veniva firmato il protocollo di adesione, con il 43% degli spagnoli contrari, secondo alcuni sondaggi. Il PSOE, dopo aver vinto le elezioni, fermò l'ingresso e promise un referendum per far uscire la Spagna dall'alleanza militare. Nonostante questo, col passare degli anni mutò la sua posizione, rendendosi conto che l'appartenenza all'alleanza era un requisito per la piena integrazione in Occidente. Nel marzo 1986 si tenne il referendum con un risultato favorevole all'adesione.

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

L'applicazione del diritto costituzionale all'educazione guidò il compito del governo. Nell'istruzione universitaria, la Legge per la Riforma Universitaria del 1983 concesse autonomia di gestione alle università, facilitò la creazione di atenei privati ed accrebbe il numero di matricole, grazie all'immatricolazione quasi gratuita e ad un'ampia politica di borse di studio.

Nell'istruzione primaria e secondaria, venne garantita la scolarizzazione obbligatoria per tutta la popolazione di età inferiore ai 14 anni a partire dal 1985 ed ai 16 anni dopo l'entrata in vigore della LOGSE nel 1990. Il governo creò un sistema d'istruzione in tre percorsi: educazione pubblica, educazione privata e scuole concertate, la cui gestione ricade sotto un'impresa o organizzazione privata ma il costo degli studenti viene sostenuto dallo Stato, in modo da offrire così il maggior tasso di scolarizzazione possibile.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La crisi economica, iniziata in parte a causa di fattori interni ed esterni, come la crisi energetica del 1973, riacutizzatasi nel 1979, aveva creato una situazione di recessione industriale, con fabbriche o macchinari obsoleti e settori industriali deficitarii. Per il lavoratore comportava la disoccupazione (fino al 20% nel 1985) e l'aumento continuo dei prezzi (fino al 25% annuo di inflazione).

La riconversione industriale venne applicata all'industria navale, alla siderurgia ed all'industria tessile, settori tecnologicamente danneggiati, geograficamente mal ubicati e non competitivi rispetto ai prodotti europei ed asiatici. In un primo momento, l'accordo incrementò la chiusura di fabbriche ed il licenziamento dei lavoratori, aumentando il malcontento sociale contro un governo socialista che si comportava, inizialmente, contro gli interessi della classe operaia.

La riforma fiscale perseguì l'economia sommersa ed il denaro nero, creò l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) comune al resto dei paesi europei ed aumentò la pressione fiscale sulle rendite da lavoro e da capitale, con il fine di ottenere più risorse e sanare lo Stato.

Per controllare l'inflazione, il governo ridusse la circolazione di capitale, con alti tipi d'interesse bancario e moderò la crescita sociale.

Questo sboccò finalmente in uno sciopero generale di successo contro il governo del PSOE il 14 dicembre 1988, indetto dai due principali sindacati, UGT e CCOO.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

La necessità di ammodernamento delle infrastrutture obsolete costrinse il governo a una spesa pubblica smisurata. Dal 1985, la rete stradale migliorò con il raddoppio della lunghezza delle strade (più di 7000 Km), la ferrovia si sviluppò con servizi più moderni ed efficienti e con la scommessa dell'Alta Velocità Spagnola (AVE) tra Siviglia e Madrid, con progetti per estenderla in futuro a Barcellona, Valencia, Alicante e Murcia).

Presidenti del governo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlismo Partido Carlista De Euskal Herria-E.K.A
  2. ^ Floren Aoiz, "El Jarrón roto", pag 225-231, ISBN 84-8136-329-4
  3. ^ Floren Aoiz, "El jarrón roto", pag 261, ISBN 84-8136-329-4
  4. ^ Floren Aoiz, "El jarrón roto", pag 291-296, ISBN 84-8136-329-4
  5. ^ Bixente Serrano, "Navarra. Las tramas de la historia", Pamplona, 2006, pag 283, ISBN 84-932845-9-9

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Botti, A., Adagio C.: Storia della Spagna democratica. Da Franco a Zapatero, Mondadori, 2006.
  • Carr, R.: España de la Restauración a la democracia. (1875 - 1980). Ed. Ariel. Barcelona, 1983.
  • Carr y Fusi, J.P.: España de la dictadura a la democracia. Barcelona, 1979.
  • Cebrián, J.L.: La España que bosteza. Apuntes para una historia crítica de la transición. Ed. Taurus. Madrid, 1980.
  • Martínez Cuadrado, M.: "El escenario político español en la perspectiva 1975". En Anuario Económico y social de España. 1975. Ed. Planeta. Barcelona, 1976.
  • Preston, P.: El triunfo de la democracia en España: 1969-1982. Plaza y Janés. Ed. Barcelona, 1986.
  • Zambrana, J.: La alternativa libertaria (Catalunya 1976 - 1979). Ed. Fet a mà-CEDALL. Badalona, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • Processo di Burgos, importante consiglio di guerra a pena capitale contro 16 membri collegati all'ETA, che finisce in un polemico indulto a seguito di importanti dimostrazioni di solidarietà.
  • Movida madrilena, movimento o corrente socioculturale degli anni ottanta nato a Madrid.
  • Marcia verde, strategia adottata dal Marocco per la colonizzazione del Sahara Occidentale sotto la tutela della Spagna nel 1975.
  • Operazione Galaxia, operazione militare per un colpo di Stato nel 1978.
  • Caso Almería, tre giovani vengono torturati ed assassinati dalla Guardia Civile, che li confonde per membri dell'ETA nel 1981.
  • Manuel Gutiérrez Mellado, politico e figura caratteristica dell'epoca, specialmente durante un funerale di due poliziotti il 28 gennaio 1977 e nello scontro con Tejero durante il colpo di Stato del 23 febbraio 1981.

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