Luis Carrero Blanco

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Monumento a Carrero Blanco a Santoña

Luis Carrero Blanco, I duca Carrero Blanco (Santoña, 4 marzo 1904[1]Madrid, 20 dicembre 1973), fu un ammiraglio e politico spagnolo, capo del governo durante il franchismo, ucciso in un attentato dall'ETA.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una famiglia benestante, nel 1918 entrò nell'accademia navale. Nel 1925 incontrò per la prima volta Francisco Franco (18921975), allora colonnello: i due fecero presto amicizia e nel 1934 entrambi collaborarono alla repressione dello sciopero delle Asturie.

La guerra civile[modifica | modifica sorgente]

Nel 1936, all'inizio della guerra civile spagnola, aderì alla rivolta franchista (Alzamiento) e si rifugiò nelle ambasciate del Messico e della Francia per evitare di essere fucilato dalle milizie repubblicane. Nel 1937 Carrero Blanco, capitano di corvetta, riuscì a raggiungere la zona controllata dai nazionalisti e fu messo al comando di un sottomarino, poi fu capo di stato maggiore della Marina e contribuì alla vittoria nel 1939. Nel 1940 fu l'autore di una relazione con la quale sconsigliava Franco ad entrare in guerra al fianco di Germania e Italia.

Nel franchismo[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi Carrero Blanco salì i gradini della gerarchia militare fino al grado di ammiraglio.

Nel contempo ebbe incarichi politici sempre più importanti iniziando così una stretta collaborazione col dittatore che si interromperà solo con la morte. Fu nominato, nel 1941, sottosegretario alla presidenza, ministro della presidenza dal 1951 al 1967 e vicepresidente dei vari governi guidati da Franco dal 1967 al giugno 1973.

Si adoperò per limitare l'influenza dei falangisti e per la modernizzazione economica e amministrativa dello Stato. Nel 1969 fu uno dei più convinti sostenitori della scelta di nominare il principe Juan Carlos di Borbone successore di Franco, con il titolo di Re.

Capo del governo[modifica | modifica sorgente]

Il 9 giugno 1973 l'ottantunenne Franco nominò Carrero Blanco primo ministro, carica detenuta sino a quel momento dallo stesso caudillo, il quale tenne per sé le cariche di capo dello Stato e Generalissimo degli Eserciti. Era chiara l'indicazione di Franco come suo successore alla guida del franchismo.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operación Ogro.
L'attentato nel film Ogro di Gillo Pontecorvo

Il 20 dicembre 1973 Carrero Blanco fu vittima di un attentato dinamitardo nei pressi della sua abitazione[2]; all'uscita da una funzione religiosa da una chiesa poco distante da casa, mentre si recava al palazzo del governo, la vettura su cui si trovava fu fatta saltare in aria da una carica di esplosivo posta sotto il piano stradale[2]. L'esplosione provocò la distruzione delle facciate di due edifici, della citata chiesa e l'incendio di almeno trenta autovetture nelle immediate vicinanze[2], nonché la morte istantanea dell'autista e dell'agente di scorta di Carrero Blanco; la vettura fu scagliata in aria e scavalcò un palazzo per ricadere nel cortile interno dello stesso[2] e Blanco, rinvenuto agonizzante, morì in ospedale poco più tardi[2].

L'attentato, il cui nome in codice era Operación Ogro, fu rivendicato dall'organizzazione indipendentista basca ETA[2].

La polizia accusò dell'attentato i separatisti baschi Iñaki Pérez Beotegui detto "Wilson", José María Beñaran Ordeñana detto "Argala"[3], José Ignacio Abaitua detto "Marquin", Javier María Larreategui detto "Atxulo"[3], José Antonio Urruticoechea detto "Josu Ternera"[3] e Juan Bautista Eizaguirre detto "Zigor"[3].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974, ancora sotto Franco (che morì a fine 1975) fu apposta sul muro della chiesa di san Francesco Borgia una targa ricordo. A Santoña, in Cantabria, fu eretto un monumento a ricordo di Carrero Blanco, composto da una stele che sovrasta un'imbarcazione stilizzata.

Franco istituì postumo il Ducado de Carrero Blanco, con Luis Carrero Blanco 1º duca; il titolo di 2º duca è detenuto da suo figlio Luis Carrero Blanco y Pichot[4].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 1º ottobre 1970[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ufficialmente risulta nato un anno prima: suo padre, Camilo Carrero Gutiérrez, falsificò la data di nascita perché entrasse un anno prima all'Escuela Naval Militar (Javier Tusell, Carrero. La eminencia gris del régimen de Franco).
  2. ^ a b c d e f Alfredo Venturi, Madrid: un'esplosione uccide il "premier" Carrero Blanco in La Stampa, 21 dicembre 1973, p. 1. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  3. ^ a b c d Benegas, op. cit., pag. 424
  4. ^ (ES) Ismael Fuente Lafuente, Carmen Pichot, duquesa viuda de Carrero Blanco in El País, 1º maggio 1984. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  5. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (ES) José María Benegas, Diccionario Espasa terrorismo, Madrid, Espasa, 2004, p. 652, ISBN 84-670-1609-4.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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Francisco Franco giugno - dicembre 1973 Carlos Arias Navarro

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