Euskadi Ta Askatasuna

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Euskadi Ta Askatasuna
Presidente Josu Urrutikoetxea
Vicesegretario David Plá
Vicepresidente Iratxe Sorzabal
Stato Spagna Spagna
Fondazione 31 luglio 1958
Dissoluzione 20 ottobre 2011 (cessazione dell'attività armata)
Sede Paese basco
Partito EAJ, Batasuna
Ideologia Nazionalismo basco, Estrema sinistra, Socialismo
Collocazione Estrema sinistra
Iscritti 50[1] (2011)
Colori      Rosso
Acronimo di ETA ad Altsasu, comune della comunità autonoma di Navarra

Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertad, letteralmente "paese basco e libertà"), anche nota con l'acronimo di ETA, è un'organizzazione armata terroristica basco-nazionalista separatista d'ispirazione marxista-leninista[2] il cui scopo è l'indipendenza del popolo basco. L'ETA è stata responsabile dell'uccisione di oltre 800 persone[3], ed è considerata un'organizzazione terroristica da diversi Stati, tra cui la Spagna, la Francia e gli Stati Uniti d'America, oltre che dall'Unione europea.[4] Creata nel 1959, dalla scissione degli Ekin dal Partito nazionalista basco, come associazione studentesca clandestina per sostenere l'indipendentismo basco, si accosterà alla lotta armata verso la metà degli anni sessanta per poi cessare la propria attività armata (ma non quella politica e di pacificazione del conflitto) il 20 ottobre 2011[5].

Descrizione generale[modifica | modifica sorgente]

Un murales a favore dell'indipendenza basca in Belfast.

L'organizzazione propugna, attraverso il ricorso ad azioni violente, l'indipendenza politica della comunità basca e la creazione di uno stato socialista denominato Euskal Herria. Tale Stato comprenderebbe le tre province dell'attuale comunità autonoma spagnola di Euskadi (Bizkaia con capoluogo Bilbo, Gipuzkoa con capoluogo Donostia e Araba con capoluogo Gasteiz), la comunità autonoma di Nafarroa e le tre province basche del sud ovest della Francia (Lapurdi, Zuberoa e Baxenabarre), per un totale di sette province. Il sentimento di identità nazionale presente in queste regioni è in gran parte dovuto alla lingua basca, un idioma apparentemente estraneo alla matrice indoeuropea e di cui tuttora non si conoscono le radici etimologiche (sebbene la teoria più accreditata sia l'origine pre-i indoeuropea, ossia le lingue parlate nella penisola iberica prima delle invasioni indoeuropee, avvenute intorno al 1200 a.C.).

Il suo simbolo è un serpente che si avvolge attorno ad un'ascia; accanto vi è il motto Bietan jarrai ("perseguire entrambi"), riferito al perseguimento della lotta politica e di quella armata, attraverso i valori di patria e libertà.

I membri di ETA vengono comunemente chiamati etarras (singolare: etarra), un neologismo creato dalla stampa spagnola unendo il nome stesso dell'organizzazione col suffisso usato in euskera per denominare gli abitanti di una data località (in italiano suonerebbe come "etani" o "etesi"). Altri termini comunemente usati sono: liberado, che indica un mercenario che presta servizio alla banda dietro compenso, e legal, che indica chi non è stato ancora schedato dalla polizia.

Gli ultimi attentati mortali addebitati all'ETA sono l'uccisione, il 1º dicembre del 2007, delle due guardie civili Fernando Trapero, di 23 anni, e Raúl Centeno, di 24[6], dell'imprenditore Ignacio Uría Mendizábal, 71 anni, proprietario e fondatore dell'impresa Altuna y Uría, impegnata nella costruzione della ferrovia ad alta velocità nei Paesi Baschi, avvenuto il 5 dicembre 2008, e, infine, di Isaías Carrasco, ex consigliere comunale del Partito Socialista Basco, ucciso il 7 marzo 2008 fuori dalla sua abitazione a Mondragón, nei Paesi Baschi. Prima di quest'ultima azione, ETA ha provocato e rivendicato decine di attentati, che in gran maggioranza non hanno provocato vittime per l'abitudine dell'ETA di effettuare una telefonata di avvertimento due ore prima dell'esplosione. La maggior parte sono riconducibili ad azioni dimostrative (come quelli verso obiettivi turistici) oppure a fini estorsivi ai danni di imprenditori baschi. Infatti, ancora oggi ETA continua a finanziarsi tramite una fitta rete d'estorsione che colpisce direttamente migliaia di imprenditori baschi e della vicina regione della Navarra.[7]

Batasuna è considerato il suo braccio politico, e le sue attività sono state dichiarate illegali e sospese a partire dall'agosto del 2002.

Il 23 marzo 2006, l'organizzazione dichiara una tregua con l'obiettivo di trovare una soluzione democratica al conflitto basco, tregua interrotta il 30 dicembre 2006 con l'esplosione di un furgone-bomba in un parcheggio multipiano del terminal 4 dell'aeroporto Barajas di Madrid. A fronte dei 2 morti e dei 19 feriti, il premier spagnolo Zapatero annuncia la sospensione del dialogo di pace con l'ETA.

Il 10 gennaio 2011, l’Eta, inattiva da 17 mesi, ha annunciato un cessate il fuoco da loro definito «permanente», «generale» e «verificabile dalla comunità internazionale», anche se la sensazione di una tregua si era già avuta verso il mese di settembre del 2010, quando annunciò la fine delle operazioni offensive. Questa decisione è stata presa dai capi dell'organizzazione per avviare un processo di soluzione definitiva e per la fine dello scontro armato, nonostante continuino a sostenere il diritto all'autodeterminazione e all'unificazione dei territori baschi.

Il 17 ottobre 2011, con un comunicato di un responsabile del Pnv che ha chiesto l'anonimato, l'ETA ha deciso di porre definitivamente fine alla violenza, con l'intenzione di fare un annuncio ufficiale in tal senso.[8] Il 20 ottobre 2011 l'Eta ha infatti annunciato la "cessione definitiva della sua attività armata".[9]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Vittime
Civili Polizia o militari Totale
341 481 822[3]

La storia dell'ETA comincia nel 1958, quando un gruppo di giovani studenti nazionalisti fonda l'Euskadi ta Askatasuna ("Paese Basco e Libertà"). Il primo attentato avviene il 7 giugno del 1968, quando viene uccisa la guardia civile José Pardines; il 2 agosto dello stesso anno viene ucciso Melitón Manzanas, dirigente della Brigada Social (polizia politica) di Guipúzcoa.

Il 20 dicembre 1973 viene assassinato l'ammiraglio Luis Carrero Blanco, capo del governo e successore designato del generale Francisco Franco, che aveva spazzato via nel lontano 1942 l'autonomia basca. Con lui muoiono l'autista ed un agente di scorta. La tecnica è quella dell'utilizzo di una potentissima carica esplosiva piazzata in un tunnel sotto il livello della strada. La potenza dell'esplosione scaraventò l'automobile dell'ammiraglio spagnolo ad oltre 40 metri di altezza.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operación Ogro.

Alla morte del dittatore Francisco Franco fu concessa un'amnistia ai membri dell'organizzazione, che però non servì a fermare la spirale di violenza ormai innescata.

Attentati contro obiettivi civili e militari[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974, dodici persone vengono uccise nell'esplosione di una bomba alla caffetteria "Rolando" a Madrid. Il 4 ottobre 1976 l'ETA uccide, a San Sebastian, Juan Maria de Araluce y Villar, consigliere del Regno. Nel 1978 viene fondato Herri Batasuna, il partito nazionalista, considerato il braccio politico dell'organizzazione separatista.

Il 29 luglio 1979, una serie di esplosioni colpisce alcuni obiettivi in Spagna, ovvero l'aeroporto di Madrid-Barajas, la stazione ferroviaria di Chamartin, nella periferia settentrionale di Madrid, e la stazione di Atocha nel centro della capitale. Le esplosioni provocano 7 morti e un centinaio di feriti. Il 12 aprile 1985 esplode una bomba in un ristorante di Torrejon, l'"El Descanso", provocando 17 morti e 82 feriti; il ristorante era molto frequentato dal personale statunitense della vicina base aerea. L'attentato viene rivendicato anche dalla Jihad islamica. Il 14 luglio 1986 un'autobomba esplode in piazza della Repubblica Dominicana, a Madrid, uccidendo 12 agenti della Guardia Civil. Il 19 giugno 1987 un'autobomba esplode nel sotterraneo di un grande magazzino del centro commerciale Hipercor (parte de El Corte Inglés), a Barcellona, provocando 21 morti e 45 feriti. In occasione di questo attentato l'ETA diramò un comunicato in cui affermava che «si è trattato di un errore». L'11 dicembre dello stesso anno, a Saragozza, un'autobomba davanti a un palazzo della Guardia Civil uccide 11 persone e provoca 40 i feriti. Il 29 maggio 1991 dieci persone rimangono uccise in un attentato contro la Guardia Civil di Vic, nei dintorni di Barcellona. Dopo numerosi altri attentati e omicidi eccellenti, avviene un tentativo fallito di negoziato ad Algeri tra il governo spagnolo e l'ETA. Morte le speranze di un accordo, nel 1992 viene arrestato il capo militare dell'organizzazione, Francisco Mugica Garmendia, nome di battaglia "Artapalo".

Insegna alla memoria dell'Ammiraglio Luis Carrero Blanco, militare e politico spagnolo, capo del governo durante il franchismo, ucciso dall'ETA: mentre tornava dalla chiesa dove ogni giorno assisteva alla messa, la sua automobile saltò in aria a causa di un ordigno, con 100 chili di esplosivo, collocato sotto la strada. La macchina di Carrero Blanco si sollevò da terra per oltre trenta metri, scavalcando un palazzo di sei piani ed atterrando nel cortile interno del palazzo stesso. Incredibilmente, Carrero Blanco sopravvisse, ma morì poco dopo a causa delle ferite riportate. Con lui morirono l'ispettore di polizia di scorta e l'autista.

Il 21 giugno 1992 un'autobomba esplode nel centro di Madrid al passaggio di un convoglio militare, provocando sette morti e 36 feriti. Nel 1995 l'ETA uccide Gregorio Ordonez, presidente del Partito Popolare nei Paesi Baschi. Nel 1997 avviene il rapimento, a Bilbao, di Miguel Angel Blanco Garrido, consigliere comunale del Partito popolare, successivamente assassinato, e avviene anche l'assassinio di un magistrato del Tribunale supremo, Rafael Martinez Emperador. Poco dopo, 23 capi del partito Herri Batasuna vengono condannati a sette anni di carcere con l'accusa di legami con l'ETA. L'offensiva sempre più dura del governo Aznar costringe l'ETA, nel settembre 1998, ad annunciare la prima tregua a tempo indeterminato della sua storia. Ma all'inizio del 2000 riprendono le ostilità, con una serie di omicidi mirati. Il 30 ottobre 2000 viene ucciso José Francisco Querol, giudice della camera militare della Corte suprema spagnola, e pochi giorni dopo è la volta dell'ex ministro Ernest Lluch. Il 24 settembre 2002 un agente della guardia civile venne ucciso fra le città di Leiza e Berastegui, nella provincia di Guipúzcoa; nello stesso episodio rimasero feriti altri due agenti.

Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, l'Unione Europea inserisce l'ETA in una speciale lista contenente le organizzazioni terroristiche contro cui adottare misure di repressione.[10] Mentre il giudice Baltasar Garzón sospende le attività di Batasuna e ne sequestra i beni, la polizia francese arresta due capi dell'ETA.

In primo momento le autorità spagnole attribuirono all'ETA gli attentati ai treni di Madrid dell'11 marzo 2004, ma le inchieste parlamentari e giudiziarie non hanno poi confermato questa ipotesi.[11]

Gli Stati Uniti hanno dichiarato Batasuna un'organizzazione terroristica nel maggio 2003, e nel dicembre dello stesso anno viene catturato il presunto capo dell'organizzazione, Ibon Fernandez Iradi, sfuggito all'arresto un anno prima.

Alle 3:30 del 17 novembre 2008 viene catturato a Cauterets in Francia Mikel Garikoitz Aspiazu Rubina, nome di battaglia "Txeroki". Secondo il governo spagnolo, Txeroki sarebbe il capo dei commandi ETA da cinque anni ed è il terrorista più ricercato di Spagna. L'8 dicembre 2008 viene catturato a Gerde, in Francia, il suo presunto successore al comando militare di ETA, Aitzol Iriondo, insieme a Eneko Zarrabeitia Salterain e al liberado Aitor Artetxe. Ore più tardi vengono fermate a Irún altre tre persone, considerate responsabili di aver collaborato all'incontro tra i tre etarra nella località francese.[12]

Il 31 dicembre 2008 è stata colpita a Bilbao la sede principale dell'Euskal Irrati Telebista, la radio televisione basca.

Il 18 aprile 2009 viene arrestato a Perpignan, in territorio francese, Jurdan Martitegi Lizaso, soprannominato il "gigante del comando Vizcaya" per via dei suoi quasi 2 metri di statura e per la sua appartenenza all'importante commando etarra, ora disarticolato dalle autorità. Martitegi si stava recando, insieme al liberado Mikel Oroz, ad un incontro col legal Alex Uriarte Cuadrado, nipote di Eloy Uriarte Díaz de Gereñu, storico esponente dell'organizzazione, conosciuto col nome di "Señor Robles". Nell'ambito della stessa indagine, sono state arrestate in territorio spagnolo altre sei persone.[13]

Un attentato è avvenuto il 29 luglio 2009 a Burgos, con 65 feriti, ed il 30 luglio 2009 a Maiorca con due agenti della Guardia Civile uccisi.

Il 28 febbraio 2010 viene catturato in Normandia (Francia), con un'operazione congiunta franco-spagnola, il nuovo capo militare dell'ETA ricercato dal 1997 Ibon Gogeascoechea (nome di battaglia "Arronategui"), assieme ad altri due dirigenti del gruppo separatista.

Il 20 maggio 2010 è stato arrestato il presunto responsabile dell'ala militare dell'organizzazione, Mikel Kabikoitz Carrera Sarobe, noto con l'alias di "Ata", nella località francese di Bayonne.

Bibliografia e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

In lingua italiana:

  • Forest Eva"Agirre Julen", Operazione Ogro: come e perché abbiamo giustiziato Carrero Blanco, Roma, Alfani,1975
  • Alfonso Botti. La questione basca. Dalle origini allo scioglimento di Batasuna. Milano, Bruno Mondadori, 2003
  • Bruni Luigi, Storia dell'ETA, Milano, Tranchida, 1990
  • Giovanni Lagonegro. Storia politica di Euskadi Ta Askatasuna e dei Paesi Baschi. Ed.L'altra storia Tranchida, 2005
  • Sergio, Le nazioni proibite, Vallecchi Firenze 1973
  • Savater Fernando, Il mito nazionalista, Genova, Il melangolo, 1998
  • Savater Fernando, Contro le patrie, Milano, Eleuthera, 1999
  • Fabrizio Simula. Il labirinto basco. Prospettiva Editrice, 2005

In lingua spagnola:

  • AA VV, Razones contra la violencia: por la convivencia democrática en el País Vasco v. <1-3> Bilbao, Bakeaz, [1998]-1999
  • Allieres Jacques, Les Basques Paris, Presses universitaires de France, 1986
  • Aguirre Rafael, El túnel vasco: (democracia, iglesia y nacionalismo) Alegia (Gipuzkoa) Oria, 1998
  • Bilbao Jon Eusko-Bibliographia: Diccionario de bibliografia vasca: 1976-1980, Bilbao, Servicio editorial Universidad del País Vasco, 1985-1987
  • Bordes Solanas Montserrat, El terrorismo: una lectura analítica, Barcelona, Bellaterra, 2000
  • Burgo, Jaime Ignacio del Soñando con la paz: violencia terrorista y nacionalismo vasco Madrid, Temas de Hoy, 1994
  • Copa, Vicente País Vasco: crónicas de un analista político Bilbao, El Correo Español-El Pueblo Vasco, 1989
  • Domínguez Iribarren, Florencio ETA: estrategia organizativa y actuaciones 1978 1992, Bilbao, Universidad del País Vasco, Servicio Editorial/Euskal Herriko Unibertsitatea, Argitalpen Zerbitzua 1998
  • Elorza Antonio (Coordinador) La Historia de Eta, Madrid, Temas de Hoy 2000
  • Equipo Cinco Las víctimas del post-franquismo: 55 muertos, balance trágico de un año de terror Madrid Sedmay, 1977
  • Equipo "D" La década del terror 1973-1983 Madrid, Dyrsa, 1984
  • Fontes Ignacio, Menéndez Manuel Ángel, La prensa frente a ETA: Miguel Ángel Blanco (1968-1997), in memoriam Madrid, Fundación Pro-Derechos
  • Francés Sayas, Pedro José Una solución al conflicto vasco: el espacio de decisión Barañain, P.J. Francés, 2000
  • Humanos Miguel Ángel Blanco, 1999
  • Juaristi Jon, El bucle melancolico: historia de nacionalistas vascos Madrid, Espasa Calpe, 1997
  • Ibarra Guel Pedro La evolucion estrategica de Eta, de la 'Guerra Revolucionaria', 1963 a la negociacion, 1987. San Sebastian, Kriselu, 1987.
  • Ioyer Barbara Geopolitique du Pays basque: nations et nationalismes en Espagne Paris, L'Harmattan, 1997.
  • Martín Beristain, Carlos Violencia, Apoyo a las víctimas y reconstrucción social: experiencias internacionales y el desafío vasco = Kalteak zuzendu eta biktimei lagundu: beste herrialdetako esperientziak eta euskal kasuan eduki ditzakeen aplikazioak Madrid Fundamentos, 2000
  • Morales José Luis; Toda Teresa; Imaz, Miren, La Trama del G.A.L. Madrid, Revolución, 1988
  • Morán Blanco Sagrario ETA entre España y Francia Madrid, Editorial Complutense, 1997
  • Muñoz Alonso, Alejandro, El terrorismo en España Barcelona Círculo de Lectores 1982
  • Ollora Juan María Una vía hacia la paz Donostia, Erein, 1996
  • Piñuel, José Luis El terrorismo en la transición española, 1972-1982 Madrid Fundamentos, 1986
  • Presidencia del Gobierno Acuerdo para la normalización y pacificación de Euskadi: 12 de enero de 1988
  • Reinares Nestares, Fernando Terrorismo y antiterrorismo Barcelona, Paidós Ibérica, 1998 Salvi
  • Unzueta, Patxo El terrorismo: ETA y el problema vasco Barcelona: Destino, 1997

In lingua francese:

  • Cassan, Patrick, Le pouvoir français et la question basque (1981-1993) Paris; Montréal: l'Harmattan, 1997

In lingua inglese:

  • Clark P. Robert, The Basque Insurgents Eta, 1952-1980 Madison, The University of Wisconsin Press, 1984
  • Moxon-Browne. Edward, Spain and the ETA. the bid for Basque autonomy London. Centre for Security and Conflict Studies. 1987

Materiale documentaristico e film sull'ETA[modifica | modifica sorgente]

  • Ogro[14] (1979), sull'uccisione di Luis Carrero Blanco
  • Fuga da Segovia (1981), prigionieri dell'ETA fuggono dalla prigione di Segovia
  • Yoyes (2000), sull'uccisione di María Dolores Katarain
  • Assassinio del febbraio (2001), sull'uccisione del politico basco Fernando Buesa e delle sue due guardie del corpo
  • La pelota vasca (2003), intervista sulle politiche del nazionalismo basco. Comprende testimonianze di vittime e parenti di prigionieri dell'ETA.
  • Lobo (2004), basato sulla vita dell'agente segreto Mikel Lejarza

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://elpais.com/diario/2011/09/04/espana/1315087203_850215.html
  2. ^ (ES) Imanol Lizarralde, ¿Qué es el MLNV? ( y 4) in goizargi.com. URL consultato il 30 luglio 2009.
  3. ^ a b (ES) "ETA: 822 muertos en 40 años de atentados contra el Estado español"
  4. ^ L'Europa conferma: Batasuna è fuorilegge
  5. ^ ETA pone fin a 43 años de terror | Política | EL PAÍS
  6. ^ (ES) Articolo di El País del 5 dicembre 2007. Trapero, inizialmente solo ferito, morirà quattro giorni dopo il ferimento.
  7. ^ (ES) http://www.elmundo.es/elmundo/2008/07/01/espana/1214914553.html
  8. ^ (IT) Eta depone definitivamente armi, ANSA, 17 ottobre 2011
  9. ^ (ES) http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-15393014
  10. ^ Europa, in vigore la lista nera delle organizzazioni terroristiche, la Repubblica, 29 dicembre 2001
  11. ^ Stragi di Madrid, oggi la sentenza in diretta, Corriere della Sera, 31 ottobre 2007
  12. ^ (ES) Detenido en Francia el etarra Aitzol Iriondo, supuesto sucesor de Txeroki, El País, 8 dicembre 2008
  13. ^ (ES) Cae en Francia el jefe militar de ETA, El País, 18 aprile 2009
  14. ^ Operación Ogro (1979)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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