El Corte Inglés

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El Corte Inglés
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Nazione bandiera Spagna
Nazioni Portogallo
Tipologia Piccola, media e grande distribuzione
Fondazione 1940 a Madrid

Fondata da

Ramón Areces Rodríguez e César Rodríguez González

Sede principale Calle Hermosilla nº 112.
Madrid (Spagna)

Filiali

Hipercor
Bricor
Supercor
Opencor
Viajes El Corte Inglés
Informática El Corte Inglés

Persone chiave

Isidoro Álvarez, Presidente

Settore

Assicurazione, Distribuzione, Finanziario, Grandi magazzini, Editoriale, Informatico, Immobiliare, Servizi, Turismo.

Prodotti

Viaggi, Prodotti finanziari, Servizi, tessuti, Musica, Elettronica e Informatica, Alimentazione, Profumi, Drogheria, Abbigliamento, Abbigliamento sportivo, calzature, Elettrodomestici, Libri, Film, Meccanico, Prodotti di lusso, Lotteria, Immobiliare, Prodotti assicurativi, Magazine.

Fatturato 16.413,42 milioni di [1] (2010)
Utile netto 319,32 milioni di [1] (2010)
Dipendenti 97.389[2] (2008)
Slogan Il negozio di tutti i tuoi acquisti
Sito web www.elcorteinglescorporativo.es

El Corte Inglés (che in spagnolo significa "il taglio inglese") è la più importante catena di grandi magazzini in Spagna. Per volume di affari è al primo posto in Europa e al quarto posto nel mondo.[3]

Oltre che in Spagna, dove è presente in 16 comunità autonome, esistono due punti vendita con l'insegna principale in Portogallo aperti nel 2001 e 2006 (già in cantiere una terza apertura e altri investimenti). Le uniche attività extra-iberiche sono alcuni negozi Sfera, centri acquisti (a Milano vi è una s.p.a. attiva dal 1996) e agenzie di viaggi, che sono l'attività estera più importante, con buona diffusione specialmente in Francia.

Fanno capo all'azienda diversi altri marchi, tra cui Hipercor. Con Telecor, che si occupa di telefonia, aveva progettato di diventare operatore virtuale di rete mobile (Sweno, appoggiandosi alla rete Movistar), ma tale piano è stato rinviato.

Ha patrocinato, con altre aziende e non senza polemiche, la GMG 2011.

Indice

[modifica] Storia

Un supermercato Opencor ad Aravaca, quartiere di Madrid.

Il nome è quello di una piccola sartoria di abbigliamento per bambini dove lavoravano 7 dipendenti, con sede a Madrid e fondata nel 1890. Essa fu acquisita nel 1934 da Ramón Areces Rodríguez, che comincia l'espansione dell'azienda alla fine della guerra civile spagnola. In particolare, i negozi con tale insegna col tempo diversificano le loro attività: dall'abbigliamento a tutto quanto può servire nella vita di una persona (alimentari, elettronica, viaggi, assicurazioni, automobili...). Tale diversificazione ha così portato alla creazione di altre insegne che fanno capo a quella principale. Dal 1989 guida l'azienda Isidoro Álvarez, nipote di Rodríguez. 6 anni dopo, l'azienda acquisterà le rivali Galerias Preciados, indebitate. Nonostante il grande volume d'affari, El Corte Inglés non è quotata in Borsa e nonostante la sua popolarità, si sanno poche notizie sui suoi fatti.

[modifica] Inizi

El Corte Inglés era un piccolo negozio in calle Preciados di Madrid (Spagna), all'angolo di calle Carmen e calle Rompelanzase, dedicato alla sartoria e all'abbigliamento per bambini che era stata fondata nel 1890[4] e godeva di un certo prestigio. L'immobile, e il negozio, che era al suo piano terra, erano dal 1930 di proprietà di Julian Centenera Gordo.[5]

La situazione dell'immobile cambiò improvvisamente grazie: all'interesse di Pepín Fernández (costruttore e imprenditore), che volle ampliare il proprio negozio che aveva inaugurato nel 1934 (data del suo ritorno in Spagna da Cuba), all'associazione di lavoratori dei Nuovi Tendaggi, e all'immissione di capitale di suo cugino César Rodríguez González. Quest'ultimo aveva rinominato l'immobile Sederías Carretas (it: Carretti di seta) con l'obiettivo di porla in calle Carretas 6.[6] L'idea che aveva in mente era quella di andare a comprare tutte le proprietà di quell'isolato per erigere un edificio nuovo di zecca che ospitasse il suo stabilimento; ci riuscì, e gli diede il nome di Galerías Preciados.

César Rodríguez (il cugino) aveva chiesto a Pepín Fernández di assumere nel Sederías Carretas suo nipote Ramón Areces che era appena tornato in Spagna da Cuba e, al suo rifiuto di assumerlo, gli chiese che almeno lo potesse utilizzare nel negozio El Corte Inglés (situato al pian terreno del suolo edificabile che pensava di acquistare) mentre concludeva l'acquisto del resto dell'isolato e procedeva alla demolizione e costruzione del nuovo centro commerciale che aveva in mente.

Pepín Fernández, che come Ramón Areces si era formato con César Rodríguez nei Magazzini El Encanto di L'Avana, accettò quest'ultima richiesta del cugino, e così il 23 dicembre 1935, provvedette a cedere il negozio a nome di César Rodríguez e, più tardi, il 25 gennaio 1936, ad acquistare tutta la proprietà per la Sederías Carretas. Dopo essere stata ceduta da César Rodríguez la Sartoria, la mise sotto la guida di Ramón Areces che sarà il responsabile della sua gestione da quel momento fino alla sua morte, tenendo l'attività nel corso di questo anno difficile e nei tre anni della Guerra Civile Spagnola successivamente.

[modifica] Costituzione della società

Dopo il conflitto militare, nel 1939, e dinanzi la necessità del Sederías Carretas di avere suolo edificabile (dove in seguito sarebbe stato edificato il primo edificio delle Galerías Preciados) El Corte Inglés si trasferì nel Giugno 1940 a calle Preciados 3 all'angolo di calle Tetuán, dove si trovavano i Magazzini El Águila, e si costituì come Società a responsabilità limitata (S.R.L., in spagnolo S.L.), con un capitale di un milione di pesetas sottoscritto in parti uguali fra César Rodríguez, che diventò il primo Presidente di El Corte Inglés S.L., e Ramón Areces, quest'ultimo fornendo la sua parte di capitale attraverso un prestito che favorì il primo. Poi, nei successivi incrementi di capitale capitale sarà César quello che otterrà la maggioranza azionaria, anche se era Ramón il responsabile della strategia commerciale e dell'attività quotidiana, ed era il suo impulso quello che produceva la costante espansione e la crescita degli affari in quegli anni difficili.

Tra il 1945 e 1946, dopo aver acquisito la maggior parte del fabbricato e realizzato tale riforma delle cariche aziendali, l'area commerciale raggiunse i 2000m² su cinque piani e prese avvio la struttura di vendita per reparti,[4] ispirandosi alle, già esistenti, Galerías Preciados fondate nel 1943. La crescita della società continuò talmente tanto, che nel 1952, oltre ad avere acquisito quasi tutto l'edificio che occupava, diventò Società per azioni (S.P.A., in spagnolo S.A.), nella quale César Rodríguez continuò ad essere il Presidente e il principale azionista (o azionista di maggioranza), carica che mantenne fino alla morte nel 1966. Dopo questo evento, Ramón Areces, che precedentemente era stato Amministratore Delegato della società, passò a svolgere il ruolo di Presidente e diventò il maggior azionista della società.

[modifica] Concorrenza ed Espansione nazionale

Fu la concorrenza tra El Corte Inglés e le Galerías Preciados, a partire dagli anni cinquanta e sessanta, che produrrà una rivoluzione nel mercato spagnolo di vendita al dettaglio, introducendo i saldi stagionali (Saldi di gennaio), le campagne pubblicitarie (Già è primavera in El Corte Inglés), l'aria condizionata nel negozio, l'uso massiccio della pubblicità, l'introduzione della vetrinistica su larga scala, le carte di credito per gli acquisti, l'informatizzazione del punto vendita, eccetera.

L'espansione di El Corte Inglés cominciò nel 1962 con l'apertura del suo secondo centro commerciale, con sede a Barcellona, e continuò con l'apertura di nuovi centri, anche se nel tempo diversificatisi in diversi formati come è stato per Hipercor (secondo tipo di espansione dell'area di vendita al dettaglio), la cui introduzione si svolse a Siviglia nel 1980.

Nel 1969 iniziòo ad espandersi in altri settori al di là della vendita al dettaglio con la creazione di Viajes El Corte Inglés (in Italia: Viaggi El Corte Inglés) e proseguì su questo settore di espansione nel 1980 con la costituzione di Investrónica e nel 1986 con la creazione di Informática El Corte Inglés.

Come si può notare l'espansione di El Corte Inglés fino agli anni ottanta risultò lenta rispetto a quella delle Galerías Preciados. Questo a causa della politica imposta da Ramón Areces di fare a meno il più possibile dei finanziamenti esterni ed espandersi solo attraverso l'autofinanziamento. Alla morte di Ramón Areces nel 1989, assunse l'incarico della presidenza suo nipote Isidoro Álvarez Álvarez,[7] che continuò il processo di espansione, sempre mediante l'autofinanziamento, l'opacità della gestione e la prudenza nell'investimento.

Dalla metà degli anni Novanta l'espansione nazionale si intensificò attraverso l'acquisizione[8][9] nel 1995 del suo eterno rivale Galerías Preciados[6] che erano andate a finire in bancarotta dopo una profonda crisi che iniziò con un'escalation di indebitamento della società che aveva spinto il suo principale creditore, il Banco Urquijo, a prendere nel 1979 il controllo della gestione. L'indebitamento continuò lo stesso, anche dopo l'esproprio e la successiva privatizzazione nel 1983 da parte del Grupo Rumasa il quale aveva acquisito le Galerías Preciados nel 1981.[10]

Anche l'espansione nel formato delle piccole e medie aree era in ritardo e è cominciata solo con un accordo con la Repsol nel 1998 attraverso il quale El Corte Inglés ha iniziato a creare dei Minimarket nelle stazioni di servizio della Repsol, chiamandoli in un primo momento Repsol-Supercor e più tardi, nel 2008, Repsol-Opencor per identificarli con il nome della catena di minimarket (che non si incontrano in una stazione di servizio) creati nel 2000 con il nome di Opencor.

Nel 2000 ha creato anche il formato di supermercato nelle vicinanze, Supercor. Infine nel 2001 appare Sfera dedicato alla vendita al dettaglio di capi di moda di grande consumo. Nel modello delle grandi aree della vendita al dettaglio, la terza e ultima viene effettuata con la creazione nel 2006 di Bricor per la vendita di decorazioni e bricolage.

[modifica] Internazionalizzazione e Acquisizioni

L'espansione internazionale iniziò nel 1983 con l'acquisizione negli Stati Uniti di The Harris Company, una catena di grandi magazzini di superficie media. Il successo non fu quello previsto e nel 1998, mediante un accordo con Gottschalks Inc., quest'ultimo assorbì The Harris Company in cambio della cessione a El Corte Inglés del 16% della sua partecipazione. Questa espansione negli Stati Uniti alla fine si mostra fallimentare all'indomani della dichiarazione di bancarotta di Gottschalks nel gennaio 2009.[11] Questo ha portato ad una maggiore cautela nell'espansione internazionale di El Corte Inglés che si ripete solo nella forma di grandi aree di vendita al dettaglio in Portogallo nel 2001 e si limita molto nel formato della piccola e media superficie di vendita al dettaglio con Sfera come unico progetto e preferibilmente attraverso una rete di franchising al di fuori di Spagna e Portogallo.

Nel 2001, El Corte Inglés inoltre conquista[4] cinque ipermercati dai quali ha dovuto staccare Carrefour per portare a termine la fusione di Pryca con Continente. Quello stesso anno, El Corte Inglés acquista tutti i centri commerciali della grande catena britannica Marks & Spencer che aveva in Spagna (nove centri commerciali in totale) a causa del loro abbandono del mercato spagnolo (pur mantenendo i centri commerciali nelle isole Canarie) per concentrarsi nel suo mercato originario, quello inglese.

[modifica] Azienda

El Corte Inglés di Vigo.
El Corte Inglés di avenida de Francia a Valencia.
El Corte Inglés di León.
El Corte Inglés di Vitoria.
El Corte Inglés del quartiere Sanchinarro a Madrid.
El Corte Inglés del Portal de l'Àngel a Barcelona.

El Corte Inglés S.A. è un'azienda a conduzione familiare essendo i suoi azionisti più o meno parenti di Ramón Areces.

Nonostante la sua opacità aziendale è ben noto[12] che la quota di maggioranza è detenuta dalla Fondazione Ramón Areces (per eredità del suo fondatore) che possiede più della metà delle azioni. Isidoro Álvarez controlla questa quota come presidente della Fondazione (da sommarsi con le sue azioni che sarebbero il 15%) e potrebbe raggiungere quasi una quota azionaria del 70%.

Un 10% sarebbe nelle mani di Luis, fratello di Ramón Areces, attraverso la Corporación Ceslar. Invece, circa il 3% sarebbe diviso in parti uguali tra i quattro fratelli che acquisirono la quota azionaria per eredità e la liquidazione della Società di Investimenti Trust. Nel 1999 la liquidarono e ripartirono il tutto in parti uguali. Più tardi, dopo un lungo conflitto giudiziario, venderono le loro quote a El Corte Inglés.[13]

Ingondel S.L., una società di gestione aziendale connessa con i discendenti di César Rodríguez, attraverso la sua sorella Narcisa, deterrebbe il 9% avendo El Corte Inglés acquisito tutta la società nel 2009.[14]

Un 4% sarebbe di proprietà del Gruppo Mancor S.L. costituita anch'essa dai discendenti di César Rodríguez attraverso la sorella María. Circa il 3% viene detenuto dagli altri membri del Consiglio e il resto si ripartisce tra il gruppo ed i 3.000 manager e dirigenti dell'impresa stessa. L'azienda vuole che i suoi azionisti siano sempre lavoratori al tempo stesso di questa e quindi ci sono limitazioni sul trasferimento di azioni.

Il Consiglio di Amministrazione di El Corte Inglés dopo la presentazione dei risultati del 2010 è composto dalle seguenti persone:[15]

  • Isidoro Álvarez Álvarez, Presidente
  • Manuel Gómez-Pastrana Morales (deceduto il 4 febbraio 2011)
  • Juan Hermoso Armada
  • Florencio Lasaga Munárriz
  • Carlos Martínez Echavarría
  • José Leopoldo del Nogal Ropero
  • Gruppo Mancor S.L. rappresentato da Paloma García Peña
  • Corporación Ceslar S.L., rappresentata da Carlota Areces Galán
  • Dimas Rodrigo Gimeno Álvarez
  • Juan Manuel de Mingo e Contreras, Segretario

I risultati del gruppo consolidato nel 2010 raggiungono un importo netto di 16.413,42 milioni di euro, con un utile netto di 319,32 milioni di euro e un bilancio lordo (EBITDA) pari a 1.017,66 milioni di euro.[16]

[modifica] Il gruppo di marchi correlati all'azienda

[modifica] Struttura e modello di affari

[modifica] Clienti

[modifica] Risorse umane

[modifica] Fornitori

[modifica] Società

[modifica] Italia

[modifica] Presenza ed espansione

Ad Agosto 2006 l'azienda decide un importante piano di espansione, puntando al Vecchio Continente e annuncia lo sbarco in Italia (dove aveva puntato gli occhi dal 2005): un primo passo in tal senso è stata l'apertura di 2 agenzie di viaggi (a Roma a febbraio 2007, a Milano un anno dopo), ma il piano di aprire un grande magazzino è per ora sospeso.[senza fonte]

[modifica] Spagna e Portogallo

[modifica] Presenza geografica dei negozi El Corte Inglés

Ad Agosto 2011 i negozi El Corte Inglés erano distribuiti in questa maniera:[16]

Stato/Zone Numero
Spagna 80
Andalucía 17
Aragona 2
Asturia 4
Cantabria 1
Castilla - La Mancha 3
Castilla e León 5
Catalogna 8
Comunità di Madrid 14
Comunità Valenciana 7
Estremadura 1
Galizia 4
Baleari 2
Canarie 4
Navarra 1
Paesi Baschi 4
Regione di Murcia 5
Portogallo 2
Lisbona 1
Porto 1

[modifica] Notizie di cronaca

Il 20 giugno 1987, un Hipercor di Barcellona è stato teatro di uno dei più gravi attentati compiuti dai terroristi dell'ETA: esso ha provocato 21 morti e 45 feriti.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • (ES) CUARTAS, Javier. Biografía de El Corte Inglés, Dictext, Barcelona, 1992. Nuova edizione nel 2010 con ISBN 978-84-88171-06-1.
  • (ES) TOBOSO, Pilar. Pepín Fernández 1891-1982: Galerias Preciados, El Pionero De Los Grandes Almacenes, Lid, Madrid, 2000. ISBN 84-88717-28-8

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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