Niceto Alcalá-Zamora y Torres

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Niceto Alcalá-Zamora y Torres
Ritratto ufficiale di Niceto Alcalá-Zamora y Torres

Ritratto ufficiale di Niceto Alcalá-Zamora y Torres


Escudo de la Segunda República Española (bandera).svg
Presidente della Repubblica Spagnola
Durata mandato 11 dicembre 1931 –
7 aprile 1936
Primo ministro Manuel Azaña
Alejandro Lerroux
Diego Martínez Barrio
Alejandro Lerroux
Ricardo Samper
Alejandro Lerroux
Joaquín Chapaprieta Torregrosa
Manuel Portela Valladares
Manuel Azaña
Predecessore Re
Alfonso XIII
Successore Diego Barrio
(ad interim)

Dati generali
Suffisso onorifico Don
Partito politico Partito Liberale
Tendenza politica Repubblicanesimo
Professione Politico

Niceto Alcalá-Zamora y Torres (Priego de Córdoba, 6 luglio 1877Buenos Aires, 18 febbraio 1949) è stato un politico e giurista spagnolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eletto deputato alle Cortes nel 1905. È stato ministro dei Trasporti e opere pubbliche dal 1917 al 1918 per il partito liberale. Fu un oppositore del regime di Miguel Primo de Rivera e nel 1930 fu uno dei promotori da destra della fine della monarchia e della nascita della repubblica in Spagna. È stato Presidente del Consiglio provvisorio della seconda repubblica spagnola dal 14 aprile al 14 ottobre 1931.

È stato poi il Primo Presidente della Seconda repubblica spagnola il 10 dicembre 1931. Utilizzò tutta la sua autorità affinché uscissero nel novembre 1935 gli esponenti del partito di destra CEDA nel governo e l'occasione gli fu data dalla nascita del governo guidato per pochi mesi dal suo amico Manuel Portela . Il 7 aprile 1936 dopo la vittoria delle sinistre alle elezioni, fu posto sotto accusa e sostituito l'11 maggio.

L'incriminazione di Alcalá-Zamora[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 aprile 1936 Indalecio Prieto e Manuel Azaña[1] proposero di incriminare il presidente della Repubblica Niceto Alcalá-Zamora y Torres per aver sciolto il Parlamento[2] in quanto si sarebbe arrogato un potere di cui non disponeva[1] (la Costituzione prevedeva che se il presidente della Repubblica scioglieva due volte il Parlamento poteva essere deposto)[3]. Alcalá-Zamora che era sempre stato inviso alla sinistra[1] fu destituito e dopo un mese sostituito da Manuel Azaña. L'operazione era volta a vincere le incertezze del PSOE nominando presidente della Repubblica Azaña che avrebbe a sua volta lasciato il posto di presidente del Consiglio a Prieto[1]. Prieto fu incaricato di formare il nuovo governo ma l'opposizione di Francisco Largo Caballero fece sfumare tutto[1] e fu quindi nominato il leader autonomista galiziano Santiago Casares Quiroga.

Costretto a dimettersi si trasferì in Francia[4]. Allo scoppio della guerra civile spagnola si trovava in Norvegia, e non tornò più in Spagna, rifugiandosi prima in Francia e poi in Argentina.

Le sue spoglie ritornarono in Spagna nel 1979.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica
— 1931

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Paul Preston, La guerra civile spagnola, Oscar, Cles (TN), 2011, pag 93
  2. ^ Antony Beevor, La guerra civile spagnola, BUR, 2006, Milano, pag 60
  3. ^ Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 106
  4. ^ Arrigo Petacco, Viva la muerte!, collana Le Scie, Arnoldo Mondadori Editore, 2006, pag 17

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Governo spagnolo Successore Flag of Spain.svg
Juan Bautista Aznar Cabañas 1931 Manuel Azaña Díaz
Predecessore Presidenti della Repubblica di Spagna Successore Flag of Spain.svg
Monarchia 1931 - 1936 Manuel Azaña Diaz

Controllo di autorità VIAF: 32057978

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie