Asturie

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Principato delle Asturie
comunità autonoma
Comunidad Autónoma del Principado de Asturias
Principato delle Asturie – Stemma Principato delle Asturie – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Amministrazione
Capoluogo Oviedo
Presidente Francisco Álvarez-Cascos Fernández (FAC)
Data di istituzione 11 gennaio 1982
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°19′48″N 6°00′00″W / 43.33°N 6°W43.33; -6 (Principato delle Asturie)Coordinate: 43°19′48″N 6°00′00″W / 43.33°N 6°W43.33; -6 (Principato delle Asturie)
Superficie 10 604 km²
Abitanti 1 080 138 (2008)
Densità 101,86 ab./km²
Comuni 79
Altre informazioni
Lingue spagnolo, asturiano, eonaviego
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 O
Nome abitanti asturiano
Rappresentanza parlamentare 8 congressisti, 6 senatori
Cartografia

Principato delle Asturie – Localizzazione

Sito istituzionale

Il Principato delle Asturie (spagnolo: Principado de Asturias, in asturiano: Principáu d'Asturies; in eonaviego: Principao d'Asturias) è una comunità autonoma della Spagna settentrionale, composta da una sola provincia, di cui l'erede al trono spagnolo è tradizionalmente "principe". Si estende per circa 10.000 chilometri quadrati e la sua popolazione, in diminuzione, supera leggermente il milione di abitanti, i quali parlano spagnolo e asturiano.

Il suo capoluogo è la città di Oviedo (asturiano Uviéu), mentre Gijón (Xixón) è la più abitata. Altri centri importanti sono Avilés, Mieres, Langreo (Llangréu), Cangas de Onís (Cangues d'Onís), Villaviciosa e Llanes.

Topografia[modifica | modifica wikitesto]

Le Asturie sono formate da varietà e diversità di luoghi, da alte e scoscese montagne a coste frastagliate alternate da lunghe ed apprezzate spiagge oceaniche a breve distanza dalle prime.

Posizione geografica[modifica | modifica wikitesto]

La regione è situata nella costa settentrionale spagnola. Confina ad ovest con la Galizia, a est con la Cantabria, a sud con Castiglia e León e a nord è bagnata dal Mar Cantabrico.

Dopo la morte di Pelagio (attorno all'anno 737), che governò le Asturie - come suo figlio Favila - come un semplice Principato, il territorio asturiano aveva più o meno le dimensioni attuali.

Già nel libro Liber Testamentorum del vescovo Pelagio, nel XII secolo, si definisce la provincia delle Asturie come:

«Intra fines asturiarum a pirineis montibus usque in ora maris a flumine magno quod dicitur Ove usque in flumin quod dicitur Deva»

Nella maggior parte delle cartine fatte a partire dal XVI secolo si vede una provincia divisa in due parti: La Asturias de Oviedo e la Asturias de Santillana. Quella di Oviedo aveva la sua frontiera occidentale nel fiume Eo e dalla parte orientale nel fiume Sella, dove cominciava la parte di Santillana. Questa arrivava fino a San Andero, vicino a Santander, che in quel periodo faceva parte del territorio di Vizcaya, che più tardi, insieme a Laredo, Santoña e Cabezón de la Sal formò il territorio "de las Cuatro Villas" dal quale successivamente è sorta la regione di Cantabria. A sud le Asturie confinano con la Cordigliera Cantabrica.

Nella mappa disegnata nel 1700 da Charles Hubert (primo geografo del re di Spagna) comincia a essere nominato il Principato delle Asturie, diviso ancora tra Santillana e Oviedo.

Poiché nel 1835 fu adottata la divisione provinciale secondo il modello "francese", fu disegnato il profilo attuale della regione, e scomparve momentaneamente la Asturias de Santillana, in modo da integrare il territorio, dal fiume Deva in poi nella provincia di Santander.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

I Picos de Europa con l'inconfondibile Naranjo de Bulnes (asturiano: Picu Urriellu)

La Cordigliera Cantabrica raggiunge nelle Asturie, specialmente in prossimità del confine con la Provincia di León, le altitudini più elevate e gli scenari forse più suggestivi e famosi dell'intera catena, culminanti nei ben noti Picos de Europa nella parte orientale. I Picos raggiungono i 2648 metri di altitudine massica col monte Torrecerredo, ma è degno di nota anche il celebre Naranjo de Bulnes (o Pico Urrielu), un suggestivo monte a forma conica con pareti pressoché verticali per 500 metri, alto in totale 2519 metri. È situata nei Picos de Europa anche la famosa Garganta del Cares, un suggestivo canyon lungo 9 chilometri attraversabile esclusivamente a piedi in una gola naturale affascinante scalata dal fiume Cares.

Oltre ai Picos di notevole interesse un'altra catena meno orientale, sempre in gran parte formata di calcare, costituita dalle cime che rientrano nel Parco Naturale del Redes, i centrali Ubiñas a sud di Oviedo ed il Parco Naturale di Somiedo ad ovest. I monti Cantabrici, specialmente nella parte dei Picos, sono molto apprezzati per attività sportive come scalate, camminate, sci, estendendosi per circa 200 chilometri in totale, sconfinando nelle vicine Galizia e Cantabria.

Il dato curioso dei monti asturiani è che si innalzano in maniera rapidissima dopo un piccolo tratto collinare che li separa dal mare, distante soltanto 20 km.

Coste[modifica | modifica wikitesto]

Tipico esempio di costa asturiana, ampie spiagge tra scogliere impervie, qui la Torimbia e la Ballota nei pressi di Llanes
La particolare spiaggia di Gulpiyuri nei pressi di Llanes

La costa asturiana è molto lunga e presenta centinaia di spiagge, piccole baie e caverne marine naturali. Uno degli esempi più celebri è la nota Playa del Silencio ("Spiaggia del Silenzio") vicino il caratteristico villaggio peschereccio di Cudillero, poco ad ovest di Gijón, ma anche molte spiagge intorno al centro balneare di Llanes, come il Barro, la Ballota, il Torò e la Torimbia (quest'ultima destinata anche ai nudisti). In particolare la costa di Llanes è molto conosciuta anche per un fenomeno naturale particolare, i bufones, degli spruzzi violenti e improvvisi d'acqua e vapore che fuoriescono da fessure sul terreno: non si tratta di attività geotermica, anche se c'è una certa affinità con i geyser a prima vista, ma è l'Oceano che si insinua nel sottosuolo scoglieroso, come dimostrano varie caverne naturali molto suggestive nell'area, tra tutte la Cueva Bolado e, in giornate di particolare vento ed alta marea, tende a fuoriuscire da buchi scavati con l'erosione. Molte delle spiagge asturiane sono sabbiose, pulite e circondate da suggestive scogliere. Nei pressi di Salinas la costa è più piatta e sabbiosa ed è protetta per l'importanza nella biosfera.

Tra i numerosi promontori è da evidenziare Cabo Vidio che si estende verso nord, una lingua di terra rocciosa molto apprezzata per i paesaggi che offre, e Cabo Peñas, che raggiunge le latitudini più elevate della comunità.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Per il suo territorio mutevole, non ci sono grandi fiumi nelle Asturie. Sono tutti decisamente brevi e con portata relativamente modesta. Spiccano il Cares, sfruttato per ricavare energia idroelettrica (la famosa ruta nella Garganta del Cares è stata del resto creata per costruire poi la centrale elettrica), e l'Eo, che segna però gran parte del confine con la Galizia. Si segnalano inoltre il Nora ed il Deva.

Anche i laghi sono piuttosto piccoli, anche se alcuni godono di ottima fama, specialmente quelli montani, tra tutti i due piccoli ma celebri Laghi di Enol.

Organizzazione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo statuto di autonomia delle Asturie, la Comunità è divisa in 78 concejos, figura che corrisponde al municipio. La entità minore al conzejo è la parrocchia, che non deve per forza coincidere con la parrocchia ecclesiastica. Dentro ad ogni parrocchia si amministrano i diversi quartieri.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione attuale è caratterizzata dal maggior tasso di mortalità di tutta la Spagna(12 per mille) e il più basso tasso di natalità (6 per mille), perciò dal 1987 la popolazione sta diminuendo. C'è tuttavia da sottolineare che le grandi città mantengono sostanzialmente lo stesso numero di abitanti, il che significa che la diminuzione è molto più sensibile nelle aree rurali, specialmente quelle più interne:

1800 1900 1910 1920 1930 1940 1950 1960 1970 1981
350.000 627.069 685.131 743.726 791.855 836.642 888.149 989.344 1.045.635 1.127.007
1991 1996 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
1.098.725 1.087.885 1.081.834 1.084.314 1.076.567 1.075.329 1.073.971 1.075.381 1.073.761 Fonte: INE

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dolmen sul Monte Areo che testimonia la presenza umana già in tempi preistorici
La statua di Pelagio a Covadonga

Insediata da gruppi umani sin dal Paleolitico Inferiore, durante il Paleolitico Superiore la regione fu caratterizzata dalle pitture rupestri nella parte orientale della Comunità. Nel mesolitico si sviluppò una cultura molto particolare, l'Asturiano, mentre la successiva età del bronzo, si caratterizza per i megaliti e i cosiddetti tumuli. Nell'età del ferro il territorio fu influenzato dalla cultura celtica.

La conquista romana avvenne tra il 29 e il 19 a.C. Ove le legioni si scontrarono con la confederazioni dei celtiberi degli Asturi (da cui il nome della regione), composta da varie tribù come i Luggoni e i Pesico.

Estensione del Regno delle Asturie, in giallo, nel 790

I visigoti occuparono il territorio nel VI secolo d.C. Il loro governo sarebbe finito agli inizi dell'VIII secolo con l'invasione musulmana. Il territorio, com'era successo con Roma e Toledo, non fu facile da sottomettere, stabilendosi nel 722 un'indipendenza di fatto, dapprima come Principato con Pelagio e suo figlio Favila e poi, con Alfonso I il Cattolico, come Regno delle Asturie.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno delle Asturie.

La monarchia asturiana si trasformò nel X secolo nel Regno di León. Durante i secoli medievali, l'isolamento permesso dalla Cordigliera cantabrica e la scarsa vocazione alla navigazione degli abitanti del luogo hanno fatto sì che le fonti storiche a nostra disposizione siano scarse. Dopo la rivolta del figlio di Enrico II di Trastámara, si stabilì il principato.

Nel XVI secolo il territorio raggiunse per la prima volta i 100.000 abitanti, raddoppiati grazie all'arrivo del mais americano nel secolo seguente.

L'8 maggio 1808, la Junta General del Principado de Asturias dichiarò guerra alla Francia. Il 1º gennaio 1820, l'ufficiale Rafael de Riego si promosse a Cadice, proclamando la Costituzione del 1812.

Dal 1830 cominciò lo sfruttamento del carbone, dando inizio così alla rivoluzione industriale nella Comunità. Più tardi si sviluppò l'industria siderurgica e navale.

Il 5 ottobre 1934 si scatenò una rivolta (Rivoluzione delle Asturie) principalmente di minatori, contro l'entrata del CEDA nel governo.

La guerra civile dette luogo alla divisione della regione in due schieramenti, dal 18 luglio al 20 ottobre 1937. Dopo 20 anni si concluse la definitiva industrializzazione della regione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Le Asturie possiedono un ricco patrimonio artistico caratterizzato: da una fase visigotica, visibile soprattutto nei residui architettonici, conservati grazie alla resistenza opposta in questa regione all'invasione araba iniziata nel 711 d.C.; dalla fase visigota derivò un'architettura autoctona (Arte asturiana), in qualche modo conclusiva del periodo artistico visigoto e comunque definibile preromanica suddivisibile in tre periodi: il primo in corrispondenza con il regno di Alfonso II el Casto (791-842), di stile preromanico alfonsino, rappresentato da monumenti come San Julián de los Prados a Oviedo (840), realizzato grazie all'architetto Trioda, uno dei primi noti nell'ambito dell'architettura europea.[1]
La chiesa risente dell'infuenza visigota nella pianta, evidenziata nella ricerca di sintesi fra lo schema greco a croce e quello basilicale, nelle due cappelle in testa e nella sala posta sopra l'abside, ma si distacca, invece, dall'architettura visigota per l'introduzione di un grande spazio trasversale che accoglie tre navate e termina con tre absidi, anziché una sola, caratterizzate dalla presenza di arcate cieche.

Il secondo periodo (842-850), chiamato "ramirense", è incentrato sulla figura di Ramiro I. I suoi architetti sono da considerarsi tra i più creativi dell'Alto-Medioevo, e tra i monumenti più rappresentativi vi è Santa María del Naranco, caratterizzata da una originale piantistica rettangolare che presenta elementi risolutivi anticipanti il gotico, quali le logge coperte da volte a botte e ripartite in sette campate. Sia per le decorazioni esterne, sia soprattutto per l'armonia all'interno fra gli elementi statici e quelli decorativi, il monumento è stato definito simbolo della "Rinascenza" austuriana. Un altro monumento "ramirense" molto significativo è San Miguel de Lillo, situato nelle vicinanze di Oviedo, del quale sono sopravvissute solo le due prime campate rispetto all'originale struttura a tre navate; l'insieme enumera molti elementi proto-gotici.[1]

Il terzo periodo, collocabile storicamente intorno alla fine del IX secolo e agli inizi del X secolo, evidenzia qualche elemento derivante dall'arte mediorientale, come ad esempio il portico semichiuso della chiesa San Salvador de Valdedios e complessivamente attesta l'inizio di una generale decadenza.

Centro Niemeyer, architettura contemporanea nelle Asturie

L'arte romanica è molto presente poiché tutta la regione era attraversata da una delle rutas jacobeas (Cammino di Santiago, in cui si distinguono il monastero di San Pedro de Villanueva (vicino a Cangas de Onís) e Santa María del Junco (Ribadesella).

Lo stile gotico non abbonda, anche se esistono grandi dimostrazioni di questo stile come la Cattedrale di San Salvador a Oviedo.

L'insieme artistico di Oviedo è considerato fra i Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

Tra i pittori del XX secolo si distinguono Darío de Regoyos (1857-1913), Evaristo Valle (1873-1951) e Nicanor Piñole (1878-1978).

Al 2011 si registra l'apertura del Centro Culturale Internazionale Oscar Niemeyer, a Avilés, unica opera dell'architetto brasiliano Oscar Niemeyer in Spagna.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

La ben nota fabada

Il piatto più conosciuto delle Asturie è la fabada, potente stufato fatto con grossi fagioli bianchi (fabes), spalla di maiale (lacón), salsiccia nera di sanguinaccio (morcilla), salsiccia piccante (chorizo) e tocino. Oltre al piatto più famoso, per la relativa vicinanza di pascoli, oceano e monti, la gastronomia asturiana presenta pietanze particolari e molto apprezzate per ogni genere di piatto: una grande varietà di pesce fresco e frutti di mare, specialmente dalle parti di Cudillero, ma anche la buona qualità della sua carne di manzo, vitello e bue.

Esistono più di 100 varietà diverse di squisiti formaggi artigianali, dei quali il Queso de Cabrales è il più famoso. Se si preferisce un dolce, il più tradizionale è il riso col latte (arroz con leche) e le casadiellas (sfogliatine ripiene di frutta secca come noci, mandorle o nocciole, previamente tritate, mescolate con zucchero e bagnate con un po' di liquore).

La bibita asturiana per eccellenza è il sidro, localmente conosciuto come sidra. La Sidra asturiana viene servita in modo particolare, in grandi bicchieri di vetro sottile versando piccole quantità di sidra dalla bottiglia da posizione molto distante in alto (sopra la testa) nel bicchiere, posizionato alla vita, in modo da poter ottenere una certa effervescenza temporanea.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Si distinguono:

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Banda di suonatori di gaites

La musica e la danza sono varie e proprie della regione. Lo strumento più caratteristico è la gaita, la "cornamusa a tre canne", due sonore e una per soffiare, che viene utilizzata in numerose danze popolari.

Le formazioni musicali più abbondanti sono quelle di musica folk: suonatori di cornamusa tradizionali come Xuacu Amieva, gruppi di "musica celtica" (Llan de Cubel o Felpeyu i più conosciuti), numerose bande di cornamuse, il Colectivu Muyeres, o la fusione che rappresenta Hevia. Ma il Principato è anche culla di numerosi gruppi rock e pop come i Doctor Explosion (Garage-60's Punk), Los Berrones (agro-rock, del quale sono creatori), Ilegales (punk), Zapato Veloz (difficilmente classificabili), Warcry (heavy metal), Fe de Ratas (punk), Meinhoff, Jacky Trap (Nu-Metal, rock), rock radicale come Dixebra e pop come Melendi, Australian Blonde, Manta Ray o Nosoträsh.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una comunità montana e costiera che comprende numerose e conosciute zone naturalistiche (alcune di loro protette come parchi naturali o riserve); bisogna distinguere:

  • Cima de L'Angliru
  • Naranjo de Bulnes (Picu Urriellu)
  • Parque Nacional de los Picos de Europa
  • Ruta del Cares
  • Ruta del Alba
  • Cabo Peñas y Cabo Vidío
  • Playa del Silencio
  • Bufones de Llanes
  • Lagos de Covadonga (Picos de Europa) e Lagos de Saliencia (Somiedo)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le principali squadre di calcio del Principato, Real Sporting de Gijón e Real Oviedo, militano la prima nella seconda divisione e la seconda nella terza divisione, e contano molti tifosi. Lo Esfer Oviedo di hockey e l'Oviedo Moderno di calcio femminile occupano i principali posti nelle massime categorie.

Il pilota Fernando Alonso è uno dei protagonisti dei primi anni del III millennio nella Formula 1, ha vinto il campionato del mondo per due anni con la squadra Renault ed è nato a Oviedo. L'ex allenatore della Roma ed ex calciatore del Barcellona Luis Enrique e l'attuale centravanti della nazionale spagnola David Villa sono entrambi asturiani. I ciclisti professionisti José Manuel Fuente e Vicente López Carril (attivi negli anni 1970), José Luis Rubiera, Santiago Pérez e Samuel Sánchez sono tutti asturiani.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il PIL pro capite delle Asturie è di € 22.559 (2009), simile a quello della Toscana (22.066 €) o del Friuli-Venezia Giulia (22.169 €).

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente è un elenco di presidenti delle Asturie:

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. I, pag.426-428

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Camps Cazorla, Arquitectura cristiana primitiva y asturiana, Madrid, 1929
  • Puig Cadafalch, Les églises des Asturies et leur origine, 1937
  • G.King, Pre-romanesque Churches of Spain, Londra, 1924

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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