Teodorico I (Visigoti)

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Teodorico I
06-TEODOREDO.JPG
Re dei Visigoti
In carica 418 - 451
Predecessore Wallia
Successore Torismondo
Morte Campi Catalaunici, 451
Casa reale Balti
Padre Wallia[1]
Consorte Pedoca
Figli Torismondo, re dei Visigoti
Teodorico, re dei Visigoti
Federico, co-reggente dei Visigoti
Eurico, re dei Visigoti

Teodorico I Teodorico anche in spagnolo ed in portoghese, Teodoric in catalano, Theodoricus in latino, fu chiamato anche Teodorid e Teodoredo (... – Campi Catalaunici, 451) fu re dei visigoti dal 418 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio del re dei visigoti, Vallia, secondo altre fonti figlio illegittimo del re dei visigoti, Alarico I[2], ed infine c'è chi sostiene che pur essendo della casa dei Balti, non era figlio di nessuno dei due.[senza fonte]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Della stirpe dei Balti, Teodorico, salì al trono visigoto alla morte di re Vallia, nel 418, scelto dal popolo. Completò l'insediamento dei Visigoti in Aquitania, con tutte le difficoltà connesse alla spartizione della terra con la popolazione romana. Il re visigoto aveva potere solo sulla sua gente, senza alcuna autorità legale sulla popolazione romana; situazione molto incerta per chi ambiva ad una piena indipendenza politica.

Nel 421, Teodorico inviò un proprio contingente ad unirsi all'esercito romano, che marciava contro i vandali; ma nella battaglia decisiva i goti attaccarono i romani alle spalle, permettendo così ai vandali di riportare un schiacciante vittoria. Nonostante il tradimento i goti non vennero puniti.

In quegli anni i visigoti espansero le loro conquiste e nel 425 arrivarono fin sotto le mura di Arles, dove sopraggiunse un esercito al comando di Ezio, che li costrinse a fuggire. Dopo altri combattimenti, nel 426, fu raggiunta la pace che costringeva i goti a rientrare nelle province loro assegnate.

Per un certo periodo regnò la pace, se si esclude: l'infruttuoso tentativo di occupare Arles, di sorpresa, nel 430, l'assedio di Narbona, dal 436 al 437, quando le truppe romane riuscirono a liberare la città, ed i combattimenti del 439, quando i goti furono respinti sino a Tolosa, dove però ebbero la meglio sui romani, ma con grandi perdite su entrambi i fronti che portò al mantenimento dello "status quo", una nuova pace non dichiarata.

Nel 442, Teodorico allacciò stretti rapporti con Genserico, re dei vandali, in chiave antiromana, dando in moglie ad Unerico, figlio di Genserico una sua figlia; ma l'abilità diplomatica di Ezio fece fallire il piano (Genserico rispedì la nuora, con naso ed orecchie recise, da Teodorico, con l'accusa di volerlo avvelenare). Successivamente si rivolse agli Svevi e nel 448 si alleò col nuovo re Rechiaro, dandogli in moglie una propria figlia e permettendogli, nel 449, di estendere i propri confini, a spese dei romani, nella Lusitania e nella Betica.

Solo sotto la minaccia degli Unni di Attila tornò all'alleanza coi Romani; nel 451 Attila lasciò la Pannonia con un esercito valutato attorno ai 500000 uomini, nel giorno di Pasqua passò il Reno ed invase la Belgica, proseguendo verso Orléans, dove Sangibano, re degli Alani, che governava la zona, avrebbe accolto Attila; ma Ezio con l'alleato Teodorico lo precedettero costringendo gli infidi Alani a schierarsi dalla loro parte. Gli Unni allora, di fronte alle mura ben difese, si ritirarono verso est. La battaglia decisiva avvenne in una piana vicino a Châlons, e denominata la Battaglia dei Campi Catalaunici, dove alla fine i Romani di Ezio, ed i Goti, guidati da Teodorico, che perse la vita, e da suo figlio Torismondo, ebbero la meglio sugli Unni di Attila, obbligandoli ad abbandonare i territori dell'impero. Giordane fornisce due versioni della morte di Teodorico: secondo la prima, il re visigoto sarebbe caduto da cavallo e morto calpestato; la seconda versione coinvolge il patrono di Giordane, l'ostrogoto Gunthigis, il cui figlio Andag avrebbe ucciso con la lancia Teodorico. In ogni caso, la battaglia fu vinta grazie al fatto che l'esercito visigoto trovò un valido successore nel figlio di Teodorico, Torismondo, eletto re sul campo di battaglia.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Teodorico sposò una figlia di Alarico I, Pedoca, da cui ebbe nove[3] figli:[4]

  • Figlia di cui non si conosce il nome (?-dopo il 442) che, nel 442, sposò Unerico, il figlio di re dei Vandali, Genserico e che poco tempo dopo fu rinviata a Teodorico con naso ed orecchie recise, accusata di voler avvelenare il suocero.
  • Torismondo (ca. 420-453), re dei Visigoti
  • Teodorico (ca. 426-466), re dei Visigoti
  • Federico (ca. 430-463), co-reggente dei Visigoti
  • Eurico (ca. 440-484), re dei Visigoti
  • Ricimero, citato da Giordane
  • Imnerito, citato da Giordane
  • Una seconda figlia di cui non si conosce il nome (?-dopo il 448), che sposò il re dei Suebi, Rechiaro.
  • Una terza figlia di cui non si conosce il nome

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Altre fonti sostengono che fosse figlio illegittimo di Alarico I
  2. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa
  3. ^ Molto probabilmente alcuni dei nove figli non furono figli di Pedoca, ma di qualche concubina.
  4. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ludwig Schmidt e Christian Pfister, "I regni germanici in Gallia", Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 275-300
  • Ludwig Schmidt, "I suebi, gli alani, e i vandali in Spagna. La dominazione vandalica in Africa 429-533", Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 301-319
  • Ernst Barker, "L'Italia e l'occidente dal 410 al 476", Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373-419
  • Edward Gibbon, History of the Decline and Fall of the Roman Empire, chapter 35

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Vallia 419451 Torismondo

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