Vallia

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Vallia
Immagine di Vallia negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Immagine di Vallia negli archivi della Biblioteca Nacional de España, Madrid
Re dei Visigoti
In carica 416 - 418
Predecessore Sigerico
Successore Teodorico I
Morte Gallia, 418
Casa reale Balti
Figli Teodorico I[1], re dei Visigoti

Vallia dei Balti, chiamato anche Wallia o Walia come in spagnolo, in catalano ed in portoghese (... – 418), fu re dei visigoti dal 416 al 418.

Nobile visigoto, della casa dei Balti, della fazione anti-romana. Alcune fonti sostengono che, attraverso il matrimonio, egli fosse parente acquisito di Alarico. Sua figlia fu la madre di Ricimero.

Wallia viene talvolta considerato il modello storico della figura leggendaria di Gualtiero di Aquitania, protagonista di leggende e poemi epici medievali.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Eletto al trono dopo che, Ataulfo prima e Sigerico poi, vennero assassinati nel 415. All'inizio del suo regno Vallia concesse un trattamento più umano a Galla Placidia e, nel contempo, tentava di mettere le mani sul granaio romano dell'Africa. Ma l'impresa, dopo che la flotta visigota fu distrutta da una tempesta durante la traversata da Gibilterra, non poté essere portata a termine perché l'imperatore aveva inviato un distaccamento militare alle colonne d'Ercole che dissuase i goti.

Allora Walia siglò un trattato di pace con il generale Flavio Costanzo: in cambio di 600.000 misure di grano e del territorio della regione d'Aquitania, dai Pirenei alla Garonna, i visigoti, in qualità di alleati ufficiali ovvero stato vassallo dell'impero (foederati), si impegnavano a combattere in nome dei romani i Vandali, gli alani e i Suebi, che nel 406 avevano attraversato il fiume Reno e si erano dislocati nella provincia d'Hispania. Egli provvide a restituire Galla Placidia, catturata durante il sacco di Roma del 410, all'imperatore.

Nel 416 onorò l'alleanza romana invadendo l'Hispania, dove tra il 416 ed il 418 la sua armata distrusse i Vandali Silingi (il loro re Fredbal fu inviato a Ravenna, prigioniero) e sconfisse gli Alani così duramente, che questi rinunciarono di eleggere il successore del defunto re Addac e si posero sotto il governo di Gunderico, re dei Vandali Asdingi, che da allora ebbe il titolo di reges vandalorum et alanorum.

Quando Walia, nel 418, si accingeva ad attaccare i Vandali Asdingi ed i Suebi che si trovavano in Galizia, Costanzo, che temeva che i goti divenissero troppo potenti, lo richiamò in Gallia, assegnandogli altre terre, sempre in Aquitania (l'Aquitania secunda, cioè la zona di Tolosa). Egli stabilì la propria corte a Tolosa, che divenne così la capitale visigota per il resto del V secolo.

Morì nel 418, e gli succedette sul trono Teodorico I, il suo presunto figlio[2].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Di Wallia non si conosce il nome della moglie, che si ipotizza fosse parente di Alarico I e che gli diede un figlio:[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Altre fonti sostengono che Teodorico I fosse figlio illegittimo di Alarico I
  2. ^ Altre fonti sostengono che fosse figlio illegittimo di Alarico I
  3. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti di Tolosa

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ludwig Schmidt e Christian Pfister, I regni germanici in Gallia, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 275–300
  • Ludwig Schmidt, I suebi, gli alani, e i vandali in Spagna. La dominazione vandalica in Africa 429-533, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 301–319
  • Ernst Barker, L'Italia e l’occidente dal 410 al 476, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373–419

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sovrani visigoti Successore
Sigerico 415419 Teodorico I