Storia della Spagna

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Localizzazione della Spagna
Voci principali

(Alfabeto iberico, Guerre celtibere)

(Impero spagnolo · Predominio spagnolo in Italia · Inquisizione spagnola)

(I restaurazione · Carlismo · Isabella II)

(Rivoluzione 1868 · Sestennio democratico ·
I repubblica · II restaurazione ·
Guerra ispano-americana · II repubblica)


Categoria: Storia della Spagna

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Indice

[modifica] Arrivo dei primi popoli in Hispania

Per approfondire, vedi la voce Spagna preromana.
Tomba ibera di Azaila
Tomba ibera di Azaila

Gli Iberi, di incerta origine, forse provenienti dal nord Africa, si insediarono nell'attuale Spagna in epoca imprecisata, mentre i Celti giunsero nella penisola, in diverse ondate migratorie, fra il IX e il V secolo a.C., stabilendosi nella zona che corrisponde alle regioni odierne della Galizia, delle Asturie, della Cantabria, dei Paesi Baschi, del nord della Castiglia, dell'Aragona occidentale e di buona parte del Portogallo. Progressivamente i Celti, si fusero con gli Iberi e le altre popolazioni autoctone dando vita, nella meseta castigliana e in Aragona occidentale, alla civiltà celtibera.

La costa peninsulare orientale venne invece occupata dai Fenici, nell'VIII secolo a.C.. Costoro fondarono (Gadir), (Malaca) e Abdera, tutte situate nell'attuale Andalusia, oltre altri centri minori sparsi sulla costa mediterranea.

All'incirca nella stessa epoca, o forse in epoca leggermente posteriore (VII secolo a.C.), i Greci si stabilirono nella parte settentrionale della costa mediterranea, nell'attuale Catalogna, fondando Rhoda (in greco Ῥόδη o Ῥόδος), e Emporion (Εμπόριον). Quivi ebbero i primi contatti con gli Iberi che descrissero qualche secolo più tardi e di cui ci fornirono le prime testimonianze.

Attorno all'VIII secolo a.C. si iniziò probabilmente a sviluppare la civiltà di Tartessos, che probabilmente raggiunse il suo apogeo fra il VII e il VI secolo a.C.. Tale civiltà, che ebbe il suo fulcro nella vallata del Guadalquivir, sembra sia stata influenzata dalle vicine colonie fenicie.


Vedi Lingue paleoispaniche.

[modifica] Conquista cartaginese

Nel III secolo a.C. i Cartaginesi diedero inizio nella Penisola Iberica ad un progetto imperialista mediterraneo nel quale viene individuata Cartagena come importante base navale.

Cartagine e Roma infine sarebbero entrate in una serie di guerre (Guerre puniche) per l'egemonia del Mar Mediterraneo occidentale. Dopo la sconfitta nella Prima guerra punica, Cartagine cercò di recuperare dalla perdita della Sicilia, della Sardegna e della Corsica, incrementando il suo dominio nella penisola Iberica.

Amilcare Barca, Annibale ed altri generali cartaginesi presero il controllo delle antiche colonie fenicie dell'Andalusia e del Levante e poi passarono all'espansione della loro area di influenza sui popoli indigeni. Alla fine del III secolo a.C., la maggior parte delle città e dei popoli al sud dei fiumi Duero e Ebro, cosi come le isole Baleari, erano sotto il dominio cartaginese.

Nell'anno 219 a.C. Annibale diede il via all'offensiva contro Roma, usando la Penisola Iberica come base delle operazioni e includendo un gran numero di ispanici nel suo esercito.

Fu durante tale processo, quando i Punici cercarono di sottomettere la città ibera di Sagunto, situata al sud della frontiera patteggiata dell'Ebro ma alleata di Roma, che scoppiò la Seconda guerra punica, che terminerà con l'incorporazione della parte civilizzata (ibera) della penisola nella Repubblica Romana.

[modifica] Hispania romana

Per approfondire, vedi la voce Spagna romana.
L'acquedotto di Segovia, importante opera civile della Hispania romana
L'acquedotto di Segovia, importante opera civile della Hispania romana

(206 a.C. - V secolo)

A partire dalla fine della Seconda guerra punica, avvenuta nel 201 a.C., si può considerare la penisola iberica sottomessa al potere di Roma. La campagna di occupazione, dopo l'espulsione cartaginese, fu rapida, eccetto nell'interno (Numanzia) e coi Cantabri che resisterono fino all'arrivo di Augusto all'inizio dell'Impero Romano.

Nel 196 a.C. i Romani dividono il territorio iberico in due zone: la Hispania Citeriore e la Hispania Ulteriore.

La sottomissione totale della penisola ebbe luogo nel 19 a.C. (dopo la fine delle Guerre cantabriche), dopodiché venne divisa in tre province: Betica, Tarraconense e Lusitana, organizzazione che durò per tutto il Basso Impero.

Il processo di romanizzazione, inteso come l'incorporazione della lingua, deii costumi e dell'economia romana, iniziò approssimativamente verso il 110 a.C. e durò fino alla metà del III secolo. Il processo fu talmente intensivo che tre imperatori, Traiano, Adriano e Teodosio erano ispanici, e anche uomini come Seneca provenivano dalla Hispania.

[modifica] Le invasioni germaniche e il regno visigoto (V secolo - 711)

Per approfondire, vedi le voci Vandali, Svevi, Spagna Visigota e Spagna bizantina.

[modifica] La caduta dell'Impero Romano

Nella Penisola Iberica, come nelle altre province, l'Impero decadde gradualmente, con processi quasi simultanei di «deromanizzazione» dell'Impero Romano in Hispania, ossia una debilitazione dell'autorità centrale nei secoli III, IV, e V, e della «romanizzazione» delle tribù germaniche dimostrata, per esempio, dall'adozione della "Lex Romana" che è evidente nella Lex Visigothorum (Legge dei Visigoti), dalla conversione al cristianesimo, e dall'affinità che alcuni re avevano per il latino, fino a comporre poesie in questa lingua.

[modifica] Le invasioni

Nell'inverno dell'anno 406 i Vandali, gli Svevi e gli Alani invasero l'Impero con grandi forze. Nel giro di tre anni, attraversarono i Pirenei e arrivarono alla Penisola Iberica, e divisero tra loro le parti occidentali, ossia l'odierno Portogallo e la Spagna occidentale fino a Madrid. Nel frattempo i Visigoti, che avevano preso Roma due anni prima, arrivarono nella regione nel 412, fondando il regno di Tolosa(Toulouse, nel sud della Francia), ed estesero la loro influenza gradualmente nella penisola, sconfiggendo i Vandali e gli Alani e spingendoli fino all'Africa settentrionale, senza che questi lasciassero molti segni nella cultura Iberica. Successivamente, dopo la conquista di Tolosa da parte dei Franchi e la perdita di gran parte dei territori situati nell'odierna Francia, i Visigoti spostarono la capitale del regno visigoto a Toledo. Il regno visigoto raggiunse il culmine del suo splendore sotto il re Leovigildo, il quale scacciò i Bizantini dai suoi possedimenti spagnoli del sud est.

[modifica] (L'assenza del)l'Età oscura

Curiosamente, Spagna non ebbe alcun periodo di declino culturale e analfabetismo, che viene chiamato generalmente Età oscura, per il quale invece passarono la Britannia, la Gallia, l'Italia settentrionale e la Germania in quegli anni. La ragione è che i Visigoti rispettarono le istituzioni e le leggi romane, mantenendo un'infrastruttura stabile ed archivi storici durante quasi tutto il loro regno, che iniziò secondo la tradizione nel 415 e fu abbattuto dagli arabi nel 711, anche se era già in decadenza da diverso tempo. Inoltre la vicinanza del Mare Mediterraneo rese più facile l'interazione tra la Spagna e le altre culture, specialmente con l'impero Bizantino, che apportò la sua influenza negli stili artistici e nelle tecnologie sviluppate. Infatti nel 552 ebbe luogo l'occupazione bizantina nel sud della penisola, che sarebbe durata fino al regno di Suintila (628).

[modifica] La religione nel regno visigoto

Per approfondire, vedi la voce III Concilio di Toledo.

Nonostante la nobiltà visigota praticasse l'Arianesimo, questo ebbe pochissima popolarità tra la popolazione ispano-romana della penisola, fedele nella sua maggioranza alla Chiesa cattolica. La corona visigota, dal 587, nella persona del re Recaredo, convertito al cattolicesimo, cercò di conciliare la gerarchia religiosa ariana con quella cattolica, ma questo tentativo ebbe scarso successo. Infine, si impose il cattolicesimo con la forza, espropriando la chiesa ariana dei suoi beni in favore dei cattolici.

[modifica] La conquista islamica

Interno della moschea di Cordoba, capitale del califfato di Al-Andalus
Interno della moschea di Cordoba, capitale del califfato di Al-Andalus

Nel 711, dopo la morte del re Witiza, i nobili e i vescovi della Penisola elessero re Don Rodrigo, duca della Betica. I figli di Witiza volevano però come re Achila, duca della Tarraconense, pertanto tramarono contro Rodrigo assieme agli Arabi, sfruttando l'appoggio garantito loro da Giuliano (Don Julian), esarca bizantino di Septem (Ceuta).

Rodrigo, che nel frattempo stava lottando contro alcuni ribelli baschi, si rese conto dell'invasione araba e accorse per difendere il suo regno ma fu sconfitto nella battaglia del Guadalete (o Rio Barbate) a causa del tradimento dei sostenitori dei buoni diritti di Witiza. Alla sua morte, con la maggior parte dell'esercito visigoto distrutto, gli Arabi decisero di proseguire la loro marcia.

Tāriq ibn Ziyād conquistò Toledo e giunse fino a León; Mūsā ibn Nusayr conquistò Siviglia, per arrivare sino a Mérida (712). In seguito unì le sue forze a quelle di Tāriq e insieme presero Saragozza.

Infine il figlio di Mūsā completò la conquista della Penisola, eccetto le zone montane cantabriche e pirenaiche (716), entrando poi in territorio franco. Gli Arabi vennero fermati da Carlo Martello a Poitiers nel 732 (Battaglia di Poitiers). Nel 773 l'omayyade ‘Abd al-Rahmān I proclamò l'Emirato di Cordova, rendendo politicamente indipendenti i musulmani spagnoli, e nel 929 Abd al-Rahman III proclamò il Califfato di Cordova, che evidenziava ancor più la separazione definitiva dal Califfato di Baghdad.

[modifica] al-Andalus

Per approfondire, vedi le voci al-Andalus e Spagna islamica.

[modifica] La Reconquista

Per approfondire, vedi la voce Reconquista.
Don Pelayo
Don Pelayo

Verso il 720 un distaccamento musulmano venne sconfitto da un gruppo di cristiani rifugiatisi nelle foreste di Covadonga (Asturie) nella battaglia di omonima. I vincitori si organizzarono in un minuscolo e rudimentale Stato, il Regno delle Asturie. Pelayo, probabilmente un nobile goto, non si proclamò in realtà re ma, come condottiero stimato, esercitò di fatto un'autorità quasi-regia e senza titolo formale. Operò dopo di lui suo figlio Fruela. La prima corte si stabilisce a Cangas de Onís. Pelayo morì nel 737. Due anni dopo (739), suo genero Alfonso I, approfittando delle lotte tra Arabi e Berberi, diede nuovo impulso alla riconquista raggiungendo la Rioja e il Duero. Tuttavia non ebbe la possibilità di ripopolare la zona, poiché nell'altopiano del nord restava un ampio deserto strategico, terra di nessuno.

Tappe della riconquista:

  1. venne stabilita la frontiera del regno asturiano ad Arlanzón e lungo il corso medio e basso del Duero. Si arrivò a ciò all'inizio del secolo X.
  2. León e Castiglia oltrepassarono la Cordigliera Centrale e occupano la valle del Tago. Toledo venne riconquistata nel 1085. Riconquista di Saragozza nel 1118.
  3. Dominio Castigliano e Leonese della valle della Guadiana e dei passi della Sierra Morena. Battaglia de Las Navas de Tolosa (1212).
  4. Occupazione della valle del Guadalquivir da parte di Ferdinando III di Castiglia "il Santo" (1252) e anche di Valencia e delle Baleari da parte di Giacomo I d'Aragona (1276). Sopravvisse il sultanato di Granada, musulmano, fino all'anno 1492.

Tra gli anni 718 e 1230 si formarono i principali nuclei cristiani nella penisola coi regni di Leon, Castiglia, Portogallo, la Corona di Aragona e la Navarra.

Nel secolo XIII, si ebbe un grande avanzamento dei cristiani con l'espansione catalana nel Mar Mediterraneo e l'unione della Castiglia con León.

Il castello di Manzanares el Real (Madrid). Il castello era la fortificazione più comune nelle terra di frontiera in costante conflitto. Infatti diede il nome al regno di Castiglia (terra dei castelli)
Il castello di Manzanares el Real (Madrid). Il castello era la fortificazione più comune nelle terra di frontiera in costante conflitto. Infatti diede il nome al regno di Castiglia (terra dei castelli)
Regni di Castiglia e di León

Nell'anno 1037 Vermudo III, re di León, muore sul campo di battaglia contro il cognato Fernando I. Non avendo discendenza Vermudo III, suo cognato si considera successore e unifica i due regni per la prima volta. Nell'anno 1054 Fernando I combatte contro suo fratello García Sánchez III di Nájera, re di Navarra, nella Battaglia di Atapuerca. In questa battaglia anche il monarca navarrese muore e cosi la Castiglia si annette tra l'altro la comarca dei monti d'Oca, vicino alla città di Burgos.

Alla morte di Fernando I (1065), i regni vennero divisi tra i figli. A Sancho II la Castiglia e ad Alfonso VI León. Sancho II venne però assassinato nel 1072 e suo fratello salì al trono di Castiglia in sua sostituzione creando un'unione che sarebbe durata diverse generazioni. Divenne famoso il giuramento che fece El Cid ad Alfonso VI a Santa Gadea di Burgos sull'innocenza del monarca di León riguardo all'assassinio del fratello.

Alla sua morte gli succedette sul trono la figlia Urraca. Ella si sposò, in seconde nozze, con Alfonso I di Aragona ma, non riuscendo a unificare i regni e a causa dei grandi urti di classe tra i due regni, Alfonso I ripudiò Urraca nel 1114. Questo fece aumentare le rivalità tra i regni. Urraca dovette inoltre affrontare suo figlio, il re di Galizia, per far valere i suoi diritti su quel regno. Alla sua morte lo stesso figlio le successe al trono come Alfonso VII, nato dal primo matrimonio.

Alfonso VII ottenne l'annessione di territori dei regni di Navarra e di Aragona (grazie alla debolezza di questi regni a causa della loro separazione dopo la morte di Alfonso I di Aragona). Rinunciò al suo diritto di conquista della costa mediterranea a favore della nuova unione di Aragona, nella persona di (Petronilla) con la Contea di Barcellona, guidata da Ramón Berenguer IV). Nel suo testamento però ritorna alla tradizione reale della divisione dei regni tra i figli. Così si spezzò nuovamente l'unione tra Castiglia e León quando Sancho III divenne re di Castiglia e Fernando II re di León.

Fino all'anno 1230 non ci fu una vera e propria unione legale e definitiva tra Castiglia e León. Ma nel 1217 Fernando III il Santo ricevette dalla madre Berenguela il Regno di Castiglia e nel 1230 dal padre Alfonso IX quello di León.

La resa di Granada
La resa di Granada

Nel 1469, si sposarono in segreto Isabella e Fernando II, principe ereditario di Aragona. Questi sviluppi portarono all'unione dei regni di Castiglia e di Aragona nel 1479, benché essa non divenisse effettiva fino al regno del loro nipote, Carlo I.

Tra il 1474, anno della morte di Enrico IV, e il 1479 scoppiò una guerrra civile per la successione tra i sostenitori di Isabella e i sostenitori di Giovanna la Beltraneja, rispettivamente sorellastra e figlia di Enrico IV.

La Reconquista si concluse nel 1492 con la presa di Granada da parte dei Re Cattolici che la annetterono alla Corona di Castiglia. In questo stesso anno vennero scacciati gli ebrei dalla Spagna, e venne scoperta l'America, in nome della corona, da Cristoforo Colombo. (vedi Scoperta dell'America).

[modifica] Da Castiglia a Spagna

Per approfondire, vedi la voce Unificazione della Spagna.

Il momento storico preciso nel quale si iniziò a parlare di Spagna per la prima volta non appare in nessun libro di storia o enciclopedia spagnole. Sembra che gli storici abbiano preferito evitare di scrivere questo fatto come qualcosa degno di essere dimenticato. Sembra però che, quand'ancora la penisola veniva definita Castiglia e Aragona, nella corte borbonica francese si utilizzasse la parola francese Espagne riferendosi al territorio dell'antica provincia romana della Hispania. Così come montaña, Champaña, campaña e lasaña in francese si traducono rispettivamente montagne, Champagne, campagne y lasagne la parola España (o Spagna in italiano) viene direttamente da quella francese Espagne, il suo uso venne importato e generalizzato dai Borbone di Francia.

[modifica] Casa di Austria

Per approfondire, vedi la voce La Spagna degli Asburgo.
L'imperatore Carlo V in Mühlberg, di Tiziano
L'imperatore Carlo V in Mühlberg, di Tiziano

Gli Asburgo furono la dinastia regnante in Spagna tra il Cinquecento e il Seicento. L'imperatore Carlo V (Carlo I di Spagna) ereditò, dai suoi antenati un enorme complesso territoriale senza paragone nella storia, che si estendeva dalle Filippine al Messico e dai Paesi Bassi al Stretto di Magellano. Oltre all'espansione oceanica e alla conquista di alcuni territori, come il Ducato di Milano, fu il risultato dell'eredità di quattro casate: quella di Borgogna, Austria, Aragona e Castiglia. Dopo la morte di Carlo V, quando l'eredità venne divisa tra il fratello Ferdinando e il figlio Filippo II di Spagna si parla di due rami degli Asburgo, quelli di Spagna e quelli di Austria. Sotto gli Asburgo la Spagna conobbe il suo apogeo politico, militare e culturale, non a caso chiamato poi siglo de oro.

La supremazia marittima della Spagna fu dimostrata con la vittoria a Lepanto nel 1571, nonostante alcuni anni dopo l'Invincibile Armata fu sconfitta. Nel Seicento per la Spagna iniziò il periodo di decadenza perché subì alcuni gravi rovesci militari, sollevazioni simultanee in Portogallo, in Catalogna e a Napoli e la perdita di alcuni territori (come i Paesi Bassi protestanti e il Portogallo). Nei possedimenti d'oltremare, a partire dal Seicento, iniziò a combattere la guerra di corsa dei pirati inglesi, olandesi e francesi.

Dopo la Guerra di Successione perdette però la preponderanza militare in Europa, benche continuò ad essere la più grande potenza economica mondiale e conservò il dominio dei mari, tutto questo almeno fino al XVIII secolo.

Possiamo dividere questo periodo coi monarca regnanti in:

[modifica] L'Illuminismo in Spagna e l'arrivo della Casata dei Borbone

Per approfondire, vedi la voce L'Illuminismo in Spagna.

La casata dei Borbone inizio a regnare in Spagna dopo la Guerra di Successione Spagnola, provocata quando la Castiglia divenne sostenitrice dei Borbone e l'Aragona degli Asburgo. Avendo vinto i castigliani la guerra, i Borbone abolirono tutte le istituzioni, i privilegi e i diritti fiscali dell'Aragona e iniziarono a governare la Spagna in maniera centralizzata, eccetto per le province basche e per la Navarra che, essendo dalla parte della Castiglia, divennero sostenitrici dei Borbone.

Si conosce come periodo dell'Illuminismo politico in Spagna che comprende i regni dei Borbone da Filippo V nel 1700 fino a Carlo IV, il cui regno terminò improvvisamente nel 1808, comprendendo anche il movimento dell' Illuminismo che ebbe inizio in Francia e divenne la causa principale della Rivoluzione francese.

Le fucilazioni del 3 di maggio, di Goya
Le fucilazioni del 3 di maggio, di Goya

[modifica] Secolo XIX

Per approfondire, vedi la voce Spagna nel XIX secolo.

[modifica] Sestennio Democratico (1868 - 1874)

È conosciuto come Sexenio Democrático il periodo della Storia di Spagna trascorso dal trionfo della rivoluzione del settembre del 1868 fino alla proclamazione del dicembre del 1874 che diede inizio alla tappa conosciuta come Restaurazione.

[modifica] Regno di Amedeo di Savoia (1870-1873)

Dopo la rivoluzione del 1868 in Spagna viene proclamata una monarchia costituzionale. Vi sono difficoltà inerenti al cambio di regime e risulta difficile trovare un re che ne accetti la responsabilità. Finalmente il 16 novembre del 1870 con l'appoggio del settore progressista delle Corti e dei carlisti, Amedeo di Savoia viene eletto re con il nome Amadeo I di Spagna, succedendo a Isabella II.

Amedeo ebbe serie difficoltà dovute all'instabilità dei politici spagnoli, alle cospirazioni repubblicane, alle rivolte carliste, al separatismo di Cuba, alle dispute tra i propri alleati e ad alcuni che tentarono di assassinarlo. Abdicó di propria iniziativa l'11 febbraio del 1873. Dopo la sua abdicazione si proclamó la Prima Repubblica Spagnola.

[modifica] Prima Repubblica spagnola (1873-1874)

Per approfondire, vedi la voce Prima Repubblica spagnola.


La Prima Repubblica spagnola fu proclamata l'11 febbraio del 1873 dall'Assemblea Generale e duró undici mesi durante i quali vennero nominati quattro Presidenti. La debolezza con la quale nacque il regime e che provocó la successiva restaurazione borbonica era dovuta a vari fattori, tra i quali la mancanza di una sufficiente base sociale, dimostrata dal malcontento dei contadini e degli operai, l'opposizione organizzata dai conservatori o monarchici, incluse le sollevazioni dei carlisti e la mancanza di una borghesia che sostenesse il sistema.

[modifica] Restaurazione borbonica

Per approfondire, vedi la voce Restaurazione borbonica in Spagna.

Si definisce Restaurazione borbonica il periodo che va dalla dichiarazione del Generale Arsenio Martínez Campos nel 1874 che sancì la fine della Prima Repubblica Spagnola alla proclamazione della Seconda Repubblica nel 14 aprile del 1931. Questo periodo è caratterizzato da una certa stabilità istituzionale, la modifica dello stato in senso liberale e l'incorporazione dei movimenti sociali e politici, grazie alla rivoluzione industriale, e la sua decadenza ha inizio con la dittatura di Miguel Primo de Rivera nel 1923.

[modifica] Dittatura di Primo de Rivera

Per approfondire, vedi la voce Dittatura di Primo de Rivera.

Il 13 settembre del 1923 il Capitano Generale della Catalogna, Miguel Primo de Rivera si ribellò contro il Governo e dette inizio a un colpo di Stato con l'appoggio della maggioranza delle unità militari. La riunione prevista delle Cortes Generales per una data immediatamente successiva con l'obiettivo di analizzare il problema del Marocco e il ruolo dell'esercito nella contesa, fu il detonatore della rivolta. Oltre a questa situazione il sistema monarchico stava affrontando una grave crisi, non riuscendo a inquadrarsi nel XX secolo, segnato dalla rivoluzione industriale accelerata, dal ruolo non riconosciuto alla borghesia, tensioni nazionaliste e i partiti politici tradizionali che non erano capaci di affrontare un regime pienamente democratico.

Dopo la crisi economica del 1927, accentuata soprattutto nel 1929, la repressione violenta degli operai e degli intellettuali e la mancanza di sintonia tra la borghesia e la dittatura, la monarchia divenne l'obiettivo dell'opposizione, riunitasi al completo nell'agosto del 1930 nel Patto di San Sebastian. I governi Dámaso Berenguer, denominato la "dictablanda", e di Juan Bautista Aznar-Cabañas, non riuscirono a invertire la tendenza. Dopo le elezioni amministrative del 1931, il 14 aprile viene proclamata la Seconda Repubblica, terminando la restaurazione borbonica in Spagna.

[modifica] Seconda repubblica spagnola

Per approfondire, vedi la voce Seconda repubblica spagnola.

La seconda repubblica, come si è già detto, venne proclamata il 14 aprile del 1931, dopo l'esilio del re Alfonso XIII, dopo che venne constatata la sconfitta delle candidature monarchiche nelle principali capitali di provincia nelle elezioni amministrative del 12 aprile del 1931, ed anche la mancanza di appoggio popolare alle autorità politiche e sociali com'anche nelle forze armate o nell'ordine pubblico.

[modifica] Guerra civile spagnola

Per approfondire, vedi la voce Guerra civile spagnola.

La guerra civile spagnola (17 luglio del 1936 - 1 aprile del 1939), è stata considerata come il preambolo alla seconda guerra mondiale dato che servì come banco di prova per l'Asse Roma-Berlino-Tokio oltre che come confronto tra le principali ideologie politiche presenti in Europa e che sarebbero entrate in conflitto di li a poco: il Fascismo, la Democrazia liberale e i vari movimenti rivoluzionari ossia il Socialismo, il Comunismo e l'Anarchia.

Ovviamente la guerra civile fu un dramma per tutto il popolo spagnolo. Ad ogni modo il trionfo finale del nazionalista Francisco Franco dette inizio a una dittatura durata trentasei anni.

[modifica] Dittatura del generale Franco

Per approfondire, vedi la voce Franchismo.

Francisco Franco Bahamonde fu Capo dello Stato in regime di dittatura, conosciuto come Franchismo, dal 1937 al 1975.

[modifica] Transizione alla democrazia

Per approfondire, vedi la voce Transizione Spagnola.
Juan Carlos I, re di Spagna dal 1975 con  la regina e il Presidente della repubblica Italiana Sandro Pertini
Juan Carlos I, re di Spagna dal 1975 con la regina e il Presidente della repubblica Italiana Sandro Pertini

Si denomina Transizione Spagnola o nuova restaurazione borbonica, il processo grazie al quale la Spagna poté passare pacificamente dalla dittatura di Francisco Franco, a uno Stato sociale, democratico e di diritto. Le date di inizio e fine maggiormente accettate sono quelle del 20 novembre del 1975 come inizio (morte del dittatore) e il 28 ottobre del 1982 (vittoria elettorale del PSOE) come conclusione.

[modifica] Prime riforme (1975-1978):

  • 1976 - Il 15 dicembre si celebra il referendum sulla riforma politica, che da inizio ufficialmente alla democrazia in Spagna.
  • 1977 - Il 24 gennaio ha luogo quella che verrà poi definita come mattanza di Atocha nella quale muoiono cinque avvocati giuslavoristi del Partito Comunista di Spagna (PCE), uccisi a colpi di mitragliatrice da un gruppo armato di estrema destra.
Toledo - elezioni generali del 1977
Toledo - elezioni generali del 1977

[modifica] Consolidazione democratica (1979 - 1982)

La Spagna delle autonomie, uno dei più grandi successi della democrazia
La Spagna delle autonomie, uno dei più grandi successi della democrazia
  • 1979 - Nuove elezioni legislative, nelle quali l'UCD conserva la maggioranza relativa nel Congresso e l'assoluta nel Senato.
  • 1981 -
  • 1982 -
    • Ingresso della Spagna nella NATO.
    • Trionfo elettorale del PSOE, che ottiene la maggioranza assoluta sia nel Congresso che nel Senato. Il primo governo socialista viene presieduto da Felipe González.

[modifica] Storia attuale

Per approfondire, vedi la voce Spagna dopo il 1975.
Immagine:AVE.Sevilla.jpg
Treno ad alta velocità AVE, simbolo della modernizzazione della Spagna degli anni 1990
Omaggio alle vittime degli attentati dell'11 marzo del 2004 nella stazione di Atocha
Omaggio alle vittime degli attentati dell'11 marzo del 2004 nella stazione di Atocha
  • 2005 - Il 31 ottobre nasce la figlia dei principi delle Asturie, Leonor, aprendo un dibattito politico sulla riforma della Costituzione affinché la neonata possa salire in futuro al trono anche in presenza di fratelli minori maschi.

[modifica] Voci correlate


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