Decimo Giunio Bruto Callaico

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Decimo Giunio Bruto Callaico
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Decimus Iunius Brutus Callaicus
Nascita 185 a.C. circa
Roma
Morte 129 a.C.
Roma
Figli Decimo Giunio Bruto
Padre Marco Giunio Bruto
Consolato 138 a.C.

Decimo Giunio Bruto Callaico (in latino Decimus Iunius Brutus Callaicus; 180 a.C.113 a.C.) è stato un politico e militare romano del II secolo a.C.

Era figlio di Marco Giunio Bruto, che era stato console nel 178 a.C., e fratello del pretore Marco Giunio Bruto. Ebbe come figlio Decimo Giunio Bruto e fu nonno di Decimo Giunio Bruto Albino. Fu probabilmente sposato con una donna di nome Clodia. [1]

Vita politica[modifica | modifica sorgente]

Nel 138 a.C. divenne console assieme a Publio Cornelio Scipione Nasica. Deciso sostenitore della causa degli optimates, fu in contrasto con i tribuni della plebe; quando il senato propose di acquistare del grano per il popolo, egli rifiutò ma, allorché non concesse di congedare dieci soldati che ne avevano il diritto, il tribuno Gaio Curiazio lo fece imprigionare assieme al collega.[2]

Più tardi ricevette la provincia dell'Hispania Ulterior, dove stroncò la rivolta di Tantalo; in seguito fondò nell'Hispania Citerior la città di Valentia Edetanorum, l'odierna Valencia, nella quale trasferì i soldati di Viriato, sconfitto nel 139 a.C.[3]

Conquista dell'Iberia occidentale[modifica | modifica sorgente]

L'Iberia alcuni anni prima della spedizione di Decimo Giunio Bruto.

Bruto condusse le legioni romane nella conquista dell'Iberia occidentale dopo la morte di Viriato, capo dei Lusitani, e delle campagne contro i Lusitani di Quinto Servilio Cepione.

Nella sua conquista conseguì le maggiori vittorie nel sud dell'attuale Portogallo prima di recarsi al nord. Conquistò la città di Olisipo (ora Lisbona) e la fortificò per usala come avamposto per l'esercito, poi continuò l'avanzata verso nord distruggendo gli insediamenti che incontrava sulla sua strada. Stabilì un centro a Viseu ed attraversò i fiumi Douro e Limia nel 137 a.C.; infine raggiunse il Minho.[4]

Durante la guerra sconfisse i Bracari ed i Galleci, giunti in loro aiuto con un esercito di 60.000 uomini. Poco dopo venne chiamato in Spagna Citeriore da Marco Emilio Lepido Porcina, un parente messo in difficoltà da alcune tribù locali.[5] Terminata la campagna di Bruto, Roma portò sotto il suo controllo il territorio tra il Douro e il Minho più altre regioni sulla costa e verso l'interno. Tuttavia fu solo con Augusto, verso la fine del I secolo a.C., che la regione fu pacificata completamente.

Nel 136 a.C. Bruto celebrò il trionfo per le numerose vittorie avute sulle popolazioni dell'Iberia e il senato gli conferì il titolo di Callaicus.[6]

Altri avvenimenti[modifica | modifica sorgente]

Bruto inaugurò con versi di Lucio Accio, poeta a cui faceva da mecenate,[7] il Circo Flaminio a Roma nel 133 a.C. per commemorare le proprie vittorie. Nel 129 a.C. servì di nuovo nell'esercito con Gaio Sempronio Tuditano[8] e nel 113 a.C. fu nominato proconsole di Lusitania con Gaio Mario.

Sappiamo da Cicerone che egli fu un brillante oratore e che era versato nella letteratura greca e latina[9]; fu inoltre un augure.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cicerone, Epistulae ad Atticum, XII, 22
  2. ^ Valerio Massimo, III, 7 Cicerone, de Legibus III, 9
  3. ^ Livio, Epitome 55
  4. ^ Strabone III, 3; Pomponio Mela, III, 1; Plinio, Naturalis Historia IV, 22
  5. ^ Appiano, De rebus Hispaniensibus, 80
  6. ^ Livio, Epitome 55, 56; Appiano, De Rebus Hispaniensibus, 71-73; Floro, II, 17; Orosio V, 5; Velleio Patercolo II, 5; Cicerone, pro Balbo, 17; Plutarco, Vite Parallele, Tiberio Gracco, 21; Valerio Massimo, Vi, 4
  7. ^ H.D. Jocelyn, Accius, Lucius in Simon Hornblower (a cura di), Oxford Classical Dictionary, vol. 1, Oxford, Oxford University Press, 1996, p. 3.
  8. ^ Livio, Epitome, 59
  9. ^ Cicerone, Brutus, 28
  10. ^ Cicerone, Laelius de Amiciia, 2
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gneo Calpurnio Pisone
e Marco Popilio Lenate
(138 a.C.)
con Publio Cornelio Scipione Nasica Serapione
Marco Emilio Lepido Porcina
e
Gaio Ostilio Mancino