Zosimo (storico)

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Zosimo (greco: Ζώσιμος (Zòsimos); latino: Zosimus; fl 507/518; ... – ...) è stato uno storico bizantino, autore della Storia nuova.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Le notizie su Zosimo (seconda metà del V d.C.) si riducono a quanto di lui scrisse Fozio, patriarca di Costantinopoli,[1] e in quanto contenuto nella sua opera, la Ἱστορία νέα (lingua greca: Historía néa, "Storia nuova").

Si sa che faceva parte dell'amministrazione imperiale con il titolo di advocatus fisci, poiché si occupava di cause riguardanti i beni statali e rappresentava gli interessi dello Stato. Divenne poi comes, ma non sappiamo quali compiti avesse. Sappiamo inoltre che era pagano ed anticristiano.

Storia nuova[modifica | modifica sorgente]

La Storia nuova è composta da sei libri, ricchi di aneddoti. Il primo libro è un racconto per grandi linee che parte dalla guerra di Troia per concentrarsi sulla storia, appena delineata, degli imperatori da Augusto a Diocleziano (305), con un singolare dettaglio nella narrazione del regno di Aureliano; i libri secondo, terzo e quarto trattano con maggiore profondità del periodo che va dall'abdicazione di Diocleziano alla morte di Teodosio I; i libri quinto e sesto descrivono i quindici anni che vanno dall'ascesa al trono di Onorio e Arcadio (imperatore) (395) all'anno del sacco di Roma (410) da parte di Alarico I (il libro termina improvvisamente poco prima del sacco vero e proprio).

L'opera è stata conservata quasi per intero, attraverso il manoscritto Vaticano Greco 156; manca solo la sezione che riguardava il regno di Diocleziano, a causa della scomparsa del quarto quaternione. La versione giunta fino al giorno d'oggi sembra essere la stessa letta da Fozio: la fine improvvisa del testo non sembra quindi dovuta a perdite, ma piuttosto pare che Zosimo abbia interrotto la stesura dell'opera.

Il titolo in greco, Historia Nea, è quello originale. Probabilmente l'aggettivo "nuova" intendeva sottolineare la sua diversità rispetto ai testi cristiani. Cinque dei sei libri di cui si compone l'opera narrano infatti le vicende degli imperatori da Costantino I in poi, evidenziandone gli errori, attribuiti all'adozione della corrotta religione cristiana, da Zosimo additata come causa della rapida e inarrestabile decadenza dell'Impero romano.

Le fonti di Zosimo sono Eunapio di Sardi (Commentarii storici) per il periodo 270-404 e Olimpiodoro di Tebe (Discorsi storici) per il periodo 407-425. Per le fonti precedenti il 270 è stata scartata l'ipotesi di una dipendenza da Dessippo, autore di una Cronaca che copriva fino al 269/270 e di un Skythika riguardo alle invasioni del 238-270; è possibile che abbia utilizzato il Sulle feste romane (perduto) e il Sulle cose mirabili e i longevi (pervenuto) di Flegonte di Tralles, forse con il tramite di Eunapio.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Zosimo, Storia nuova, a cura di Fabrizio Conca, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2007, ISBN 88-17-01455-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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