Gaio Claudio Nerone

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Gaio Claudio Nerone
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Gens Claudia
Consolato 207 a.C.

Gaio Claudio Nerone, in latino: Caius Claudius Nero (... – ...), fu un console appartenente alla gens Claudia che combatté nella battaglia del Metauro.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 214 a.C., sotto il quarto consolato di Quinto Fabio Massimo ed il terzo di Marco Claudio Marcello, Nerone fu comandante della cavalleria di Marcello. Gli fu comandato di attaccare la retroguardia di Annibale nei pressi di Nola, ma non riuscì a giungere in tempo e, quindi, non partecipò allo scontro in cui le truppe romane respinsero il tentativo cartaginese di conquistare la città[senza fonte]. Per il suo mancato arrivo Nerone fu severamente richiamato da Marcello.

Nel 211 a.C., dopo la sconfitta romana nella battaglia del Baetis superiore, fu inviato in Spagna per riorganizzare le truppe romane[2]. Sbarcò con i rinforzi a Tarraco, ma Asdrubale evitò di affrontarlo. Fu sostituito da Publio Cornelio Scipione Africano.

Nel 207 a.C. venne eletto console insieme a Marco Livio Salinatore e con il suo collega sconfisse i cartaginesi sulle rive del Metauro, uccidendo il loro comandante Asdrubale, fratello di Annibale. La vittoria, che fu subito considerata la svolta definitiva nella guerra e che probabilmente salvò Roma, diede grande lustro al nome di Nerone e lo consacrò tra i salvatori dell'Urbe.

« Quid debeas, o Roma, Neronibus,
Testis Metaurum flumen et Hasdrubal
Devictus. »
(Orazio, Carmina, iv)

Fu censore nel 204 a.C. sempre insieme a Marco Livio Salinatore, con cui si dice entrasse spesso in contrasto.

Nel 201 a.C. fu inviato come ambasciatore presso Tolomeo V Epifane per comunicare la vittoria romana nella Seconda guerra punica, ringraziarlo della sua fedeltà verso Roma ed assicurarsi l'alleanza egiziana nel caso di una guerra contro la Macedonia.

Note[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Console romano Successore LupaCapitolina.png
Marco Claudio Marcello V
e
Tito Quinzio Peno Capitolino Crispino
(207 a.C.)
con Marco Livio Salinatore II
Quinto Cecilio Metello
e
Lucio Veturio Filone