Quinto Cecilio Metello
Quinto Cecilio Metello[1] (in latino: Quintus Caecilius Metellus) (250 a.C. ca – 175 a.C.) è stato un politico romano durante l'epoca repubblicana.
Figlio di Lucio Cecilio Metello fu pontefice massimo nel 216 a.C., edile nel 209 a.C. e nel 208 a.C., console nel 206 a.C., dittatore nel 203 a.C. e ambasciatore alla corte di Filippo V di Macedonia nel 185 a.C.
Servì come legatus nell'esercito di Gaio Claudio Nerone e partecipò alla guerra contro Annibale. Nel 201 a.C. fece parte della commissione istituita per la ripartizione dei terreni del Sannio e dell'Apulia ai soldati che aveva partecipato alla guerra. Si distinse anche come oratore, soprattutto per il discorso tenuto al funerale del padre.
Fu il padre di Quinto Cecilio Metello Macedonico e di Lucio Cecilio Metello Calvo.
Indice |
Bibliografia [modifica]
- Manuel Dejante Pinto de Magalhães Arnao Metello and João Carlos Metello de Nápoles, "Metellos de Portugal, Brasil e Roma", Torres Novas, 1998
Voci correlate [modifica]
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Note [modifica]
| Predecessore | Fasti consulares | Successore | |
|---|---|---|---|
| Gaio Claudio Nerone e Marco Livio Salinatore II |
(206 a.C.) con Lucio Veturio Filone |
Publio Cornelio Scipione Africano e Publio Licinio Crasso Divite |