Marco Minucio Rufo

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Marco Minucio Rufo
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Marcus Minucius Rufus
Gens Minucia
Consolato 221 a.C.

Marco Minucio Rufo[1] (in latino Marcus Minucius Rufus; ... – Canne, 2 agosto 216 a.C.) è stato un politico, console e dittatore romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di nascita plebea, fu eletto console nel 221 a.C. con Publio Cornelio Scipione Asina; i due consoli condussero una campagna contro gli Istri, a cui inflissero sconfitte non decisive.

Successivamente, nel 217 a.C., fu nominato dal Senato Maestro della Cavalleria di Quinto Fabio Massimo (il Temporeggiatore) all'epoca della seconda guerra punica. In seguito divenne codittatore ma rinunciò alla sua carica.

Si mise alla testa dei malcontenti che serpeggiavano tra i soldati più giovani per la tecnica del dittatore. Non approvava la guerriglia che infatti non produceva le grandi vittorie che si aspettavano i romani.

Codittatore[modifica | modifica sorgente]

Marco Minucio colse al volo l'opportunità di comandare le truppe quando Fabio fu richiamato a Roma per motivi religiosi e schierò le sue truppe contro qualche cartaginese uscito dal campo in cerca di cibo. Li uccise e esaltò il suo successo a Roma. Il senato, che aspettava un'occasione simile, affidò la carica di dittatore anche a Marco Minucio. Quest'ultimo propose a Fabio di comandare l'esercito un giorno a testa ma Fabio decise che avendo strategie contrastanti sarebbe stato meglio dividere l'esercito.

Annibale, conoscendo l'impazienza del nuovo dittatore preparò una trappola attirando l'esercito su una collina per poi accerchiarlo. Minucio mandò prima pochi uomini ma fu subito costretto a mandarne di più finché tutto il suo esercito fu impiegato in battaglia. Se Fabio non fosse intervenuto attaccando alle spalle il nemico, Marco Minucio Rufo sarebbe stato certamente sconfitto.

Riconoscendo la superiorità nel comando e nella tattica di Fabio, egli rinunciò alla sua carica.

Si narra che Annibale vedendo Fabio scendere dalla collina disse: "la nuvola che soleva stare sui gioghi dei monti si è finalmente sciolta in tempestosa pioggia".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.3 p. 673

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Fasti consulares Successore Consul et lictores.png
Gneo Cornelio Scipione Calvo
e
Marco Claudio Marcello I
(221 a.C.)
con Publio Cornelio Scipione Asina
Marco Valerio Levino
e
Quinto Mucio Scevola