Lingua celtiberica

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Celtiberico
Parlato in Penisola iberica
Periodo VIII secolo a.C. - IV secolo d.C.
Classifica estinta
Scrittura Scrittura celtiberica
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue celtiche
  Lingue celtiche continentali
Codici di classificazione
ISO 639-3 xce  (EN)

La lingua celtiberica o celtiberico (detto anche Ispano-celtico) è una lingua celtica estinta parlata dai Celtiberi, nella Penisola iberica centrale, prima e durante i primi secoli della dominazione romana. Molto poco rimane del celtiberico, che è attestato in alcuni toponimi pre-romani nella penisola iberica che sopravvisero abbastanza per essere registrati nei documenti, nelle formule usate per i nomi personali (e che ci danno qualche indizio sulla grammatica) e in alcune iscrizioni su placche di bronzo e di piombo, redatte nella scrittura iberica profondamente influenzata da quella fenicia e greca. Ciò che è rimasto è sufficiente per capire che il celtiberico era una lingua celtica Q (come il goidelico) e non P come il gallico (Mallory 1989, p. 106). Dato che anche il brittonico è una lingua P ma più affine al goidelico che al gallico, ne consegue che la divisione P/Q è parafiletica: il cambiamento da kw a p avvenne nel britonico e nel gallico in un momento in cui essi erano già lingue separate, piuttosto che costituire una divisione che segna un ramo separato dell'albero genealogico delle lingue celtiche. Un cambio dal PIE kw (q) al p avvenne anche in alcune lingue italiche: basta confrontare l'osco pis, pid ("chi, cosa?") con il latino quis, quid. celtiberico e gallico sono solitamente raggruppati insieme come lingue celtiche continentali, ma anche questo raggruppamento è parafiletico: nessuna evidenza suggerisce che queste due lingue condividano alcuna innovazione comune separatamente dal Celtico insulare.

Fotografia di Botorrita 1 (entrambi i lati)

Le più lunghe iscrizioni celtiberiche rimaste sono quelle sulle tre placche di Botorrita, placche bronzee provenienti da Botorrita, nei pressi di Saragozza, risalenti al I secolo a.C., chiamate Botorrita I, III e IV (la Botorrita II è in Latino). Tali placche presentano la particolarità di essere redatte in alfabeto iberico. In effetti, a partire dal IV secolo a.C. circa, e ancor più nel secolo successivo, tale sistema di scrittura venne utilizzato per esprimere graficamente il celtiberico.

Il celtiberico esibisce un pronome relativo pienamente inflesso ios, non conservato in altri dialetti celtici, e le particelle kue "e", nekue "né", ve "o". Come in gallese, c'è una s- congiuntiva, gabiseti "egli prenderà" (Antico irlandese gabid), robiseti, auseti. Da confrontare con l'umbro ferest "egli farà".

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Jordán Cólera, C. (2005). Celtibérico. Zaragoza.
  • Hoz, Javier de. (1996). The Botorrita first text. Its epigraphical background; in: Die größeren altkeltischen Sprachdenkmäler. Akten des Kolloquiums Innsbruck 29. April - 3. Mai 1993, ed. W. Meid and P. Anreiter, 124-145, Innsbruck.
  • Mallory, J. P. (1989). In Search of the Indo-Europeans. Thames & Hudson. ISBN 0-500-05052-X
  • Meid, Wolfgang. (1994). Celtiberian Inscriptions, Archaeolingua, edd. S. Bökönyi and W. Meid, Series Minor, 5, 12-13. Budapest.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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