Roses

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Roses
comune
(ES) Roses/Rosas
Roses – Stemma Roses – Bandiera
Roses – Veduta
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Flag of Catalonia.svg Catalogna
Provincia Bandera antiga de la provincia de Girona.svg Girona
Territorio
Coordinate 42°15′47″N 3°10′59″E / 42.263056°N 3.183056°E42.263056; 3.183056 (Roses)Coordinate: 42°15′47″N 3°10′59″E / 42.263056°N 3.183056°E42.263056; 3.183056 (Roses)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 46 km²
Abitanti 20 197 (2009)
Densità 439,07 ab./km²
Comuni confinanti Cadaqués, Castelló d'Empúries, Palau-saverdera, El Port de la Selva, La Selva de Mar
Altre informazioni
Cod. postale 17480
Prefisso (+34) 972
Fuso orario UTC+1
Targa GI
Nome abitanti rosincs/ques, rosenses
Comarca Alt Empordà
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Roses
Roses – Mappa
Sito istituzionale

Roses (in catalano) o Rosas (in castigliano) è un comune spagnolo di 20.197 abitanti situato nella comunità autonoma della Catalogna, in provincia di Girona.

È un porto di pesca e turismo e bella località balneare in fondo al golfo omonimo nell'estrema propaggine pirenaica della Serra de Roses. L'economia locale è basata sull'attività turistica per la quale sia il porto che le spiagge sono attrezzati e con alberghi di tutte le categorie, campeggi, ristoranti, campo di golf, karting, sentieri per passeggiate a cavallo, parco acquatico. Nel territorio comunale di Roses è presente un antico insediamento greco, Rhodas, che forse diede successivamente il nome all'attuale centro abitato.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Alcuni ritrovamenti risalgono al paleolitico, mentre una presenza umana stabile può essere datata, sulla base dei numerosi resti pervenutici, fin dagli inizi del III millennio a.C. Fra le abbondanti vestigia preistoriche sono ancora visibili i tre massicci dolmen megalitici dei quali il Creu de Cobertella (3000 -2700 a.C.) è il più grande ed è stato dichiarato monumento storico artistico nel 1964. A questi vanno aggiunti due menhir e la grotta-dolmen del 2500 a.C.

La città greca e romana[modifica | modifica sorgente]

L'insediamento da cui deriva Roses è, secondo la leggenda, una colonia greca dei Rodii che si stabilirono nel 776 a.C. nella località cui dettero il nome di Rhoda (o Rhodus, in greco Ῥόδη o Ῥόδος, o Ῥοδίπολις o Ῥόδη πόλις). In realtà i ritrovamenti archeologici effettuati risalgono tutti al IV e al III secolo a.C.[1] e con ogni probabilità anche questa, come Empúries, dovette essere una fondazione massaliota, come ci tramanda Strabone[2].

Rhoda, a giudicare dai ritrovamenti archeologici che iniziarono a venire alla luce solo negli anni sessanta del novecento, era meno estesa e popolosa di Empúries ma dovette conoscere anch'essa un periodo di grande prosperità a giudicare dalle emissioni monetarie della seconda metà del IV secolo a.C. e della prima metà del secolo successivo, fra le più pregiate dell'Iberia preromana[3]. Nel corso del III secolo a.C. cadde sotto la dominazione di Empúries, come ci è testimoniato dalla sostituzione delle sue monete con quelle della vicina consorella ellenica[4]

L'occupazione romana, iniziata negli ultimi decenni del III secolo a.C. si protrasse fino al V secolo. Gli scarsi ritrovamenti di questo periodo (sono completamente assenti edifici pubblici e di culto), lasciano presupporre la modesta importanza che doveva rivestire Rhoda sia in epoca repubblicana che imperiale.

L'età medievale e moderna[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente si insediarono sul posto i Visigoti che dominarono sulla regione fra il V secolo e i primi decenni dell'VIII secolo. L'occupazione araba (VIII secolo) fu di breve durata come per tutta la Catalogna settentrionale e già in epoca carolingia la zona di Rosas entrò a formar parte della Marca hispanica. Il rinnovamento culturale e religioso che prese l'avvio in quel periodo, si concretizzò successivamente nella costruzione del Monastero di Santa Maria de Rodes di cui resta la chiesa del 1022 in stile romanico lombardo. Al XVI secolo risale la Ciutadella, recinto del 1543 che comprendeva sia la città antica, che l'abitato medievale. Nel 1544, regnando il re Carlo I (imperatore con il nome di Carlo V) venne ampliato e modificato il Castello di origine visigota posto sulla Punta della Poncella.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Veduta interna della Cittadella di Roses
  • Dolmen de la Creu de Cbertella il dolmen di cui si è già detto è alto 2,14 metri ed ha una camera interna di 5,20 x 2,45 metri.
  • Esclesia Parroquial de Santa Maria costruita in stile neoclassico nel 1855.
  • Casa Mallol edificio moderno del 1906 che ospita il municipio.
  • Castillo de la Trinitad: di origine visigota, ma poi modificato e rinforzato da Carlo I di Spagna, costruito in una posizione del promontorio da cui si domina tutto il golfo di Roses e costituisce uno straordinario esempio di fortezza costiera, con piattaforme per le batterie di artiglieria a diversi livelli.
  • Ciutadella è un recinto di stile rinascimentale di 131.480 m2 che racchiude tutti i resti archeologici della città. Entrati per la monumentale Porta de Olaz s'incontrano i resti dell'antica città greca di Rhoda fondata non prima del V secolo a.C., i resti della città romana, dei secoli II-VI e infine il Monastero di Santa Maria in stile romanico-lombardo dell'XI secolo del quale si è già detto.

Nei dintorni vi sono: il Parque Natural de Cap de Creus, il Parque natural d'interes nacional de Albera, il Parque Natural de l'Aiguamolls de l'Empordà, il Castellò d'Empuries antica capitale della contea di Empuries con la grande chiesa gotica di Santa Maria dei secoli XIII-XV con torre romanica, portale del Quattrocento e interno a tre navate con un retablo in alabastro del 1485. Accanto alla chiesa il museo di arte sacra. Sulla strada che va da Roses a Cadaqués si trovano le rovine del Castell de la Bufalaranya edificato nel X secolo, del quale è caratteristica la forma a spiga del campo cintato (opus spicatum). A 15 km da Roses c'è il paese di Peralada con il chiostro romanico di Sant Domenec del XII secolo, il convento del Carmen con la chiesa e il chiostro in forme gotiche, il Museo del vino e il Castello, oggi utilizzato come casino, dove d'estate si svolge il celebre Festival Internacional de la Musica.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ángel Montenegro, J. M. Blázquez, D. Ruiz Mata, J. M. García Cano, Ángel Iniesta, Guillermo Fatás, Manuel Salinas, Mauricio Pastor, Historia de España vol. II, Colonizaciones y formación de los Pueblos prerromanos (1200-218 a.C.), Madrid, Editorial Gredos S.A., 1998, reimprésion de 1989, pag. 196, ISBN 84-249-1013-3 (opera completa) e ISBN 84-249-1386-8 (2º Tomo)
  2. ^ Strabone, Geografia (ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ), Libro III, 4, 8
  3. ^ Secondo A. Montenegro Duque «Sus hermosas monedas de plata originaria de fines del siglo IV figuran entre las mejores producciones artisticas giegas y fueron imitadas durante varios siglos por gente de uno y otro lado del Pirineo» (Le sue belle monete d'argento originario figurano fra le migliori produzioni artistiche greche e furono imitate, per lunghi secoli, da genti stanziate nei due versanti dei Pirenei). Citazione tratta da A. Montenegro Duque, Historia de España, Edada Antigua, I, España prerromana, Madrid, Editorial Gredos S.A., 1972, pag. 433
  4. ^ A. Montenegro Duque, Historia de España, Edada Antigua, I, España prerromana, Madrid, Editorial Gredos S.A., 1972, pag. 433

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Strabone, Geografia (ΓΕΩΓΡΑΦΙΚΑ), Libro III (interamente dedicato all'Hispania romana)
  • Ángel Montenegro, J. M. Blázquez, D. Ruiz Mata, J. M. García Cano, Ángel Iniesta, Guillermo Fatás, Manuel Salinas, Mauricio Pastor, Historia de España vol. II, Colonizaciones y formación de los Pueblos prerromanos (1200-218 a.C.), Madrid, Editorial Gredos S.A., 1998, reimprésion de 1989, ISBN 84-249-1013-3 (opera completa) e ISBN 84-249-1386-8 (2º Tomo)

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