Costanzo III
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| Costanzo III | ||
|---|---|---|
| Augusto dell'Impero romano | ||
| Solido di Costanzo, raffigurante l'imperatore che regge una croce e che tiene un prigioniero | ||
| Regno | 8 febbraio 421 – 2 settembre 421 | |
| Nome completo | Flavius Constantius | |
| Nascita | Naissus | |
| Morte | 2 settembre 421 | |
| Predecessore | Flavio Onorio (da solo) | |
| Successore | Flavio Onorio (da solo) | |
| Consorte | Galla Placidia | |
| Figli | Valentiniano III Giusta Grata Onoria |
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| Dinastia | teodosiana | |
Flavio Costanzo (latino: Flavius Constantius; morto il 2 settembre 421), meglio noto come Costanzo III, fu Imperatore romano nel 421, assieme al cognato Flavio Onorio. Fu un generale vittorioso e il vero detentore del potere per la maggior parte degli anni 410.
[modifica] Biografia
Cristiano, nacque a Naissus (moderna Niš). Flavio Costanzo fu un soldato di carriera che salì fino al massimo grado, quello di magister militum, sotto Onorio.
Nel 411 sconfisse Geronzio, generale di Massimo, e Costantino III ad Arles. Costantino si era ribellato contro Onorio (407), ma poi era entrato in contrasto col proprio generale Geronzio, che aveva proclamato imperatore Massimo (409); Geronzio aveva poi assediato Costantino dentro la città di Arles (411), ma l'arrivo delle truppe di Costanzo dall'Italia l'aveva messo in grossa difficoltà, essendo allo stesso tempo assendiante ed assediato. Geronzio venne abbandonato dalle truppe e poi ucciso in Hispania. Tolto di mezzo il capace generale, Costanzo pose l'assedio alla città per tre mesi, finché il generale di Costantino, Edobico, inviato oltre la frontiera a trovare alleati, non tornò con un grande esercito di Franchi e Alamanni. Di fronte alle mura di Arles, Costanzo affrontò e sconfisse Edobico, che venne poi tradito e ucciso da un suo amico. Costantio fu costretto ad arrendersi a Costanzo quando le proprie truppe renane lo abbandonarono per allearsi all'altro usurpatore, Giovino. Costanzo concesse un salvacondotto a Costantino, che si era fatto ordinare sacerdote, ma lo fece poi catturare e uccidere.
Nel 412 espulse i Visigoti di Ataulfo dall'Italia. Nel 414 iniziò una offensiva militare contro i Visigoti; in risposta, Ataulfo nominò imperatore Prisco Attalo, già usurpatore contro Onorio. Il blocco imposto da Costanzo ai porti gallici fu tanto efficace che i Visigoti abbandonarono la Gallia per l'Hispania, nel 415. Attalo tentò di fuggire, ma fu catturato dalle forze di Costanzo e inviato a Ravenna. Morti Ataulfo e il suo successore Sigerico, nello stesso anno Costanzo stiplò un trattato col nuovo re visigoto Vallia: in cambio di 600000 misure di grano e del territorio della regione d'Aquitania, dai Pirenei alla Garonna, i Visigoti, in qualità di alleati ufficiali ovvero stato vassallo dell'impero (foederati), si impegnavano a combattere in nome dei Romani i Vandali, gli Alani e i Suebi, che nel 406 avevano attraversato il fiume Reno e si erano dislocati nella provincia d'Hispania. L'accordo prevedeva anche la liberazione di Galla Placidia, sorella di Onorio, catturata durante il sacco di roma del 410, e la quale, nel 417, andò in sposa a Costanzo, legandolo alla Casata di Teodosio.
Ricevette l'onore del titolo di patricius, iniziando ad esercitare sempre più influenza sul debole Onorio; da Galla Placidia ebbe Valentiniano III e Giusta Grata Onoria, mentre l'8 febbraio 421 divenne co-imperatore, divenendo l'effettivo signore dell'occidente. Curiosamente, si lamentò della perdita di libertà personale causata dall'assunzione della porpora. L'elevazione di Costanzo non fu però riconosciuta dal collega d'oriente, il nipote di Onorio Teodosio II; si tramanda che Costanzo stesse organizzando una spedizione militare in oriente per far riconoscere i propri diritti, quando morì all'improvviso, il 2 settembre 421, dopo appena sette mesi di regno. Per evitare che i Visigoti divenissero troppo potenti, richiamò Vallia dall'Hispania nel 418, concedendogli l'Aquitania secunda e permettendo di fatto la formazione di un regno dei Visigoti con capitale Tolosa.
La carriera di Costanzo, che salì dai vertici dell'esercito romano sino al soglio imperiale, influenzò figure successive, tra cui Flavio Ezio e Ricimero; solo Petronio Massimo riuscì ad imitarlo, però, regnando per un periodo ancora più breve.
[modifica] Bibliografia
- Bury, John Bagnall, History of the Later Roman Empire Macmillan & Co., 1923, p. 193.
- Burns, Thomas Samuel, Barbarians Within the Gates of Rome, Indiana University Press, 1994, ISBN 0253312884, p. 250.
- Elton, Hugh, "Constantius III (421 A.D.)", De Imperatoribus Romanis
- Elton, Hugh, "Constantine III (407-411 A.D.)", De Imperatoribus Romanis
- Kulikowski, Michael, Late Roman Spain and Its Cities, Johns Hopkins University Press, 2004, ISBN 0801879787, pp. 157-160
- C.E. Stevens, "Marcus, Gratian, Constantine", Athenaeum, 35 (1957), pp. 316-47
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| Precedessore Onorio |
Imperatore romano 421 con Onorio |
Successore Onorio |
| Precedessore Flavio Lucio, Eracliano |
Console romano 414 con Flavio Costante |
Successore Imperatore Cesare Flavio Onorio Augusto X, Imperatore Cesare Flavio Teodosio Augusto VI |

