Giovino (usurpatore)

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Moneta con l'effige di Giovino

Giovino (latino Iovinus; ... – 413) fu un usurpatore d'origine gallo-romana, che fu proclamato imperatore nel 411 in Gallia e vi regnò fino alla morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nipote di Flavio Valente Giovino, fu elevato al soglio imperiale a Mogontiacum (Magonza), dopo la morte dell'usurpatore Costantino III, e fu un burattino nelle mani del re burgundo Gundahar e di quello alano Goar e fu appoggiato da molti nobili gallo-romani. Col pretesto dell'autorità di Giovino, i Burgundi si installarono sulla riva sinistra del fiume Reno, tra i fiumi Lauter e Nahe, dove fondarono un regno, con capitale nell'odierna Worms (in Germania).

Nel frattempo, i Visigoti di Ataulfo lasciarono l'Italia per unirsi a Giovino, portando con loro come ostaggi l'ex-imperatore Prisco Attalo e Galla Placidia, sorellastra dell'imperatore Onorio. Ataulfo attaccò e uccise Saro, un altro alleato di Giovino che, offeso da quest'azione, nominò co-imperatore il suo proprio fratellastro, Sebastiano, senza consultare prima Ataulfo.

Sentendosi insultato, il re visigoto si alleò con Onorio e poi sconfisse in battaglia le truppe di Giovino, giustiziando Sebastiano. Subito dopo assediò e catturò Giovino a Valence, portandolo poi a Narbona, dove Claudio Postumo Dardano, prefetto del pretorio in Gallia e leale a Onorio, lo fece giustiziare. Le teste di Giovino e Sebastiano furono poi mandate e Onorio ed esposte sulle mura di Ravenna, sede della legittima corte imperiale.

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