Alfonso III delle Asturie

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Alfonso III
Statua di Alfonso III delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina[1], a Madrid
Statua di Alfonso III delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina[1], a Madrid
Re delle Asturie
In carica 866 - 910
Predecessore Ordoño I
Successore García I, re di León
Ordono II, re di Galizia
Fruela II, re delle Asturie
Nome completo Alfonso Ordoñez
Nascita Oviedo, ca. 848
Morte Oviedo, 910
Padre Ordoño I
Madre Munia
Consorte Jimena Garcés
Figli García
Ordono
Fruela
Gonzalo
Ramiro
Bermudo

Alfonso Ordoñez, detto el Magno (il Grande). Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Alfons in catalano, Afonso in galiziano e in portoghese, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco (Oviedo, 848 circa – Zamora, 20 dicembre 910), fu re delle Asturie dal 26 maggio 866 al 910. Fu l'ultimo re delle Asturie (coi suoi successori il regno fu diviso e quando fu nuovamente riunificato i suoi successori assunsero il titolo di re di León).

Origine[2][modifica | modifica wikitesto]

Figlio primogenito del re delle Asturie Ordoño I e di Munia, che probabilmente era sorella di Íñigo Arista, primo re di Pamplona (o di Navarra).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'853, fu associato al trono dal padre.

Poi fu nominato governatore della Galizia.

Nell'866, si sposò con Jimena Garcés, (848-912), molto probabilmente figlia del re di Navarra, Garcia I Iñiguez di Pamplona.

Nello stesso anno, alla morte del padre, ereditò la corona, ma fu contrastato dal conte di Lugo, Fruela Bermúdez, che da alcuni nostalgici del sistema elettivo fu eletto re e lo obbligò a rifugiarsi in Castiglia, dove con l'aiuto del fratellastro di suo padre, lo zio Rodrigo, conte di Castiglia, in un anno recuperò la corona. Alfonso rientrò nelle Asturie dopo che Fruela fu ucciso[2].

Nell'anno seguente, 867, dovette combattere i Vasconi, che si erano ribellati.
Un'altra ribellione si verificò, nell'870, opera dim suo fratello Fruela, che fu catturato ed accecato[2].

Continuò la politica paterna di ripopolamento della regione a nord del fiume Duero, ottenendo buoni risultati soprattutto nell'odierno Portogallo, conquistando Oporto, nell'868, e Coimbra, nell'878, avanzando la frontiera con al-Andalus al fiume Mondego, su cui sorge Coimbra e che sfocia nell'Atlantico a Figueira da Foz.

In questo periodo fu fondata la città di Burgos, nel corso di un'ampia campagna condotta contro i musulmani di al-Andalus. Infatti il conte di Castiglia, Diego Rodriguez Porcelos, tra l'882 e l'884, ebbe il merito di ripopolare e fortificare Burgos. Il conte Diego di Burgos è considerato il fondatore, perché, eseguendo l'ordine del re delle Asturie,Alfonso III Magno, non solo ripopolò la zona ma su un piccolo villaggio preesistente, sulla riva del fiume Arlanzón costrui, nell'884, una piccola città circondata di mura[3]

Regno delle Asturie
Asturie
Cruz de Asturias.svg

Alfonso I
Fruela I
Figli
Aurelio
Silo con Adosinda
Mauregato
Bermudo I
Figli
Alfonso II
Ramiro I
Figli
Ordono I
Figli
Alfonso III
Figli
Fruela II
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Ibn Marwan detto el Gallego, signore di Merida, ribellatosi all'emiro di Cordova, Muḥammad I ibn ʿAbd al-Raḥmān, catturò il hāgib, ciambellano (o primo ministro), dell'emirato, Hāshim ibn ʿAbd al-ʿAzīz, lo fece prigioniero e lo inviò ad Alfonso, per ingraziarselo. Al che un esercito di al-Andalus marciò contro il regno delle Asturie, mentre da Toledo, Guadalajara e Talamanca partirono altre truppe, che Alfonso attese e sconfisse nella valle del fiume Tago. Dopo di che si volse contro l'esercito di Cordova, che cercava di ritirarsi, e lo sconfisse a Valdemora.L'emiro Muḥammad I dovette pagare un riscatto per il suo ministro, stabilendo una tregua di tre anni. Per la prima volta al-Andalus, dopo oltre 150 anni, chiedeva la pace al re delle Asturie.

La lotta riprese: Muḥammad I armò una flotta (che però fu distrutta da una tempesta) per attaccare la Galizia, mentre Alfonso, con l'alleato, Ibn Marwān, si diresse alla valle del Tago, dove sconfisse un esercito di Cordova, al monte Oxifer, presso il fiume Guadiana.

Nell'882 e poi l'anno dopo (883), Muḥammad attaccò il regno di Saragozza, dove Musa II dei Banū Qasī si era reso indipendente dall'emirato. Alfonso allora inviò il figlio Ordoño in aiuto dei Banū Qasī, figli di Musa II. Ambedue le volte l'esercito dell'emirato si ritirò dopo uno scambio di prigionieri.

Penisola iberica (carta politica), nel 910

Nell'ultimo decennio del IX secolo, approfittando che l'emiro di al-Andalus, ʿAbd Allāh ibn Muḥammad era impegnato da lotte intestine, Alfonso III riuscì a conquistare le roccaforti di Zamora, Simancas, San Esteban de Gormaz ed Osma, che insieme formavano una barriera pressoché impenetrabile per i musulmani.

Nel 901, la città di Zamora (che era stata fatta ricostruire dal re Alfonso, nell'893) resistette all'attacco di Ahmad ibn Mu'awiya, autoproclamatosi il Mahdi, che aveva proclamato la guerra santa o jihād contro gli infedeli, e che imperversava alla frontiera leonese.

Nel 905, Alfonso III alleatosi col conte di Pallars, organizzarono la deposizione del re di Pamplona e suocero di Alfonso, Fortunato Garcés (che, ritornando alla politica della famiglia Arista, aveva stabilito buoni rapporti con i Banu Qasi di Saragozza, contro la volontà di Alfonso) e con colpo di stato, lo sostituirono con Sancho I Garcés.

Dopo di che Alfonso affrontò il Mahdi, che nel frattempo era stato abbandonato da una parte delle sue truppe berbere, e lo sconfisse ed uccise con l'aiuto dei toledani e del nuovo re di Navarra, Sancho I Garcés.

Verso la fine del suo regno, la capitale fu spostata da Oviedo a León ed il regno cominciò ad essere chiamato regno di León.

Nell'ultimo anno del suo regno, il figlio García, che aveva sposato Muniadomna (o Nuña), figlia del conte di Castiglia, Nuño Muñoz (l'ispiratore della rivolta), si ribellò al padre.
Alfonso catturò García, ma Nuño fomentò una rivolta con l'appoggio della regina Jimena, e di altri due figli di Alfonso, Ordono e Fruela.
Per evitare la guerra civile, Alfonso III si ritirò, con Jimena, a Zamora, dove morì il 20 dicembre 910, liberò García, e divise il regno tra i suoi tre figli maggiori:

  • a Garcia il figlio maggiore andò il León
  • a Ordoño, il secondogenito andò la Galizia
  • a Fruela, terzogenito andarono le Asturie.

In ultima analisi, il suo regno consolidò la posizione delle Asturie nella Penisola iberica, cercando nello stesso tempo di ampliare i suoi possedimenti territoriali.

Continuò il processo di recupero dello stile di vita secondo la legge visigota, dando in tal modo alla linea di successione reale una legittimità basata sull'antica e scomparsa dinastia di Toledo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Conchiglia di Santiago (San Giacomo)
  1. Convocò il secondo Concilio di Oviedo nell'893.
  2. Fece costruire la Croce della Vittoria (rappresentata nella bandiera delle Asturie e simbolo delle Asturie). Oggi è conservata nella Camera Santa della Cattedrale di Oviedo, ed una copia si trova al ponte romano di Cangas de Onís.
  3. Con la scoperta del sepolcro di Santiago (San Giacomo), Compostela divenne la 2ª sede apostolica dopo Roma, con autorità sui chierici degli altri regni e sulle contee cristiane. Santiago divenne meta dei pellegrini di tutta Europa.
  4. L'arte asturiana, durante il regno di Alfonso III, fu chiamata "Postramirense", con edifici importanti come San Salvador de Valdedios, Santo Adriano de Tuñón e la Basilica di Santiago di Compostela.
  5. Ordinò di redigere tre cronache, che presentassero il Regno delle Asturie come l'erede del Regno visigoto:
  • Cronaca Albeldense (circa 881)
  • La Cronaca Profetica (circa 883)
  • Cronaca dei re visigoti o cronaca di Alfonso III (circa 911)

Discendenza[2][modifica | modifica wikitesto]

Alfonso e Jimena ebbero nove figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La statua di Alfonso III delle Asturie, che si trova nel passeggio dell'Argentina, popolarmente detto El paseo de las estatuas, nel Parco del Retiro di Madrid; è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del Palazzo Reale di Madrid durante il regno di Ferdinando VI. L'idea iniziale ara stata di adornare la cornice del palazzo; scolpite da Olivieri e Filippo de Castro, non furono mai poste nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: piazza d'Oriente, parco del Retiro, porta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
  2. ^ a b c d (EN) Dinastie reali di Asturie e Leon
  3. ^ (EN) Dinastie comitali e poi reali di Castiglia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477-515

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore:
Ordoño I
Re delle Asturie
Escudo de Asturias.png

866910
Successore:
Fruela II
Re di León
Blason Léon.svg

866910
Successore:
García I
Re di Galizia
Escudo de Galicia.svg

866910
Successore:
Ordono II



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