Agila II

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Agila II
Re dei Visigoti
In carica 711 - 714
Predecessore Roderico
Successore Ardo
Nascita ultima decade del VII secolo
Morte Toledo, ca. 716
Padre Witiza
Figli Sara
Madrubal
Oppas,

Agila II dei Visigoti (695 circa – Toledo, 716 circa) è stato un sovrano visigoto. Chiamato anche Achila, o Akhila, Agila, anche in spagnolo e in portoghese, Aquila in catalano, fu coreggente del padre dal 708 al 710; in contrapposizione a Roderico tra il 710 ed il 711 o 713.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio del re dei Visigoti Witiza e di una delle sue mogli o concubine, di cui non si conosce il nome e l'origine.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 708 fu associato al regno dal padre.

Nel 710, alla morte del padre, fu confermato re, ma solo dalle province del nord, la Tarraconense, sotto l'influenza degli ariani, e la Settimania, sotto l'influenza degli ebrei, mentre il consiglio dei nobili delle restanti province non lo riconobbe come re, ma non riuscì a cacciarlo da Toledo. Allora, nella primavera del 710, il consiglio dei nobili elesse re il duca della Betica, Roderico, che si installò nella capitale, Toledo. Agila II non voleva rinunciare al trono, per cui si venne allo scontro; l'esercito di Roderico sconfisse Agila, che, coi fratelli Omundo e Artavasde e lo zio, il vescovo Oppas, abbandonò Toledo ed il trono al duca di Betica e, seguendo il suggerimento di Oppas, si rifugiò in Nord-Africa.
Questa regione, da poco occupata e convertita all'Islam era governata dal wali Musa ibn Nusayr.
Agila II si recò dapprima dal governatore cristiano di Ceuta, Giuliano, che nelle cronache arabe viene indicato con il nome di Ilyan o Youlyân, il quale nutriva sentimenti di vendetta nei confronti dell'usurpatore, Roderico, in quanto accusato di aver violentato la sua bellissima figlia Florinda.
Attraverso Giuliano, Agila ottenne l'appoggio dei musulmani del Marocco contro Roderico ed il wali di Ifriqiya, Musa, delegò un suo mawla (liberto), il wali berbero di Tangeri, Tariq ibn Ziyad, di organizzare un piccolo esercito al suo comando e preparare l'invasione del regno visigoto.

Dopo che nel 711, i musulmani arabo-berberi sbarcarono nella penisola iberica, e nella battaglia del Guadalete sconfissero Roderigo, che probabilmente perse di lì a poco la vita, Agila probabilmente fu coronato, a Toledo, re dei visigoti. I musulmani, appoggiati dalla popolazione ebraica, che, negli anni precedenti, era stata perseguitata, continuarono ad avanzare ed arrivarono a Toledo, senza incontrare molta resistenza. Agila fu costretto a ritirarsi al nord.

Nel 712, Agila incontrò, sempre a Toledo, Tariq ibn Ziyad, il condottiero della compagine arabo-berbera, che non potendo confermarlo re dei Visigoti, lo rimandò al wali Musa ibn Nusayr, l'emiro yemenita, governatore del Nordafrica, che a sua volta, per la decisione, si rimise al califfo omayyade di Damasco, al-Walid ibn Abd al-Malik (705-715).

Sempre nel 712 lo stesso Musa, sbarcò nella Penisola iberica, alla testa di un grosso contingente di 18.000 uomini, con lo scopo di conquistarla, e senza tener conto delle richieste di Agila, ad essere confermato re, conquistò Siviglia e dopo un anno di assedio, nel giugno del 713, Merida, e dopo essere arrivato a Toledo, propose ad Agila, che l'aveva raggiunto di riconoscersi suo vassallo, con la promessa di restituirgli tutti i beni di cui era stato spogliato da Roderico.

Tra la fine del 713 ed il 714, Agila II accettò e, tradendo i suoi partigiani, si trasferì a Toledo, con i figli Sara, Madrugal e Oppas e lo zio Oppas (nominato vescovo metropolita di Toledo), rinunciando al trono.
Il fratello Artavasde si stabilì a Cordova, dove assunse il titolo di conte che trasmise al suo discendente, Abu Said.
L'altro fratello Olmundo, invece si stabilì a Siviglia.

I suoi partigiani, della Tarraconense e della Settimania, allora elessero re Ardo.

Agila, il maggior responsabile della conquista islamica della Penisola iberica, continuò a vivere fastosamente in Toledo ed a farsi chiamare re, sino alla sua morte avvenuta, nel 716.

La leggenda dell'intervento dei musulmani nella Penisola iberica[modifica | modifica sorgente]

Circa l'intervento dei musulmani nella Penisola iberica, la tradizione cristiana narra che un certo conte Giuliano, governatore cristiano di Ceuta, avrebbe condotto i musulmani nel regno visigoto, per vendicarsi di un torto subito da Roderigo (la figlia, chiamata La Cava, era stata violentata dal re dei Goti).
Alcuni storici affermano che Giuliano fosse visigoto o Bizantino.
Altri storici sostengono che il suo nome fosse Urbano, probabilmente di origine araba, ma vassallo del re dei visigoti.
Indipendentemente dal torto subito, lo storico arabo Saavedra ritiene che Giuliano, governatore bizantino di Ceuta, nel 708, attaccato da Musa ibn Nusayr, fosse stato aiutato dal re dei Goti Witiza; dopo la morte di quest'ultimo, Giuliano, sotto una nuova offensiva araba, accettò di divenire vassallo del califfo omayyade di Damasco, mantenendo il governo di Ceuta. Quando i figli di Witiza subirono l'usurpazione di Roderico, capeggiati dal pretendente alla corona, Agila II, chiesero aiuto a Giuliano, che tentò una spedizione nella Penisola iberica, senza esito. Ne fu tentata una seconda con l'appoggio di truppe arabo-berbere, guidate da Tariq ibn Ziyad, che non portò alcuna conquista, ma solo un saccheggio della zona tra Tarifa ed Algeciras. Solo l'anno dopo (711) fu approntato un grosso esercito che, sotto il comando di Tariq, accompagnato da Giuliano, diede inizio alla conquista.
Giuliano seguì Musa nel suo viaggio verso la capitale del califfato, Damasco e poi (probabilmente dopo l'assassinio di Musa) tornò nella Penisola iberica, dove, secondo lo storico arabo Ibn Iyad, si stabilì a Cordova e suo figlio, Balacayas, diventò apostata e dove continuarono a vivere i suoi discendenti.

Discendenti[1][modifica | modifica sorgente]

Agila II ebbe tre figli:

  • Sara che dopo la morte del padre si stabilì a Cordova presso lo zio, Artavasde. Dopo si trasferì in Siria dove si sposò e rientrò in Andalusia, riprendendo possesso delle terre di famiglia.
  • Madrubal, che segui la sorella Sara
  • Oppas, che seguì la sorella Sara

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Dinastie dei Visigoti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 743-779
  • C.H. Becker, L'espansione dei saraceni in Africa e in Europa, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 70-96

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re dei Visigoti Successore
Roderico 711–714 Ardo