Fernando Alonso

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Fernando Alonso
AlonsoCanada2011.jpg
Dati biografici
Nome Fernando Alonso Díaz
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 171 cm
Peso 68 kg
Automobilismo Automobilismo
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Squadra Ferrari
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 4 marzo 2001
Stagioni 2001, 2003-2014
Scuderie Minardi, Renault, McLaren, Ferrari
Mondiali vinti 2 (2005, 2006)
GP disputati 227 (226 partenze)
GP vinti 32
Podi 96
Punti ottenuti 1703
Pole position 22
Giri veloci 21
Statistiche aggiornate al Gran Premio di Germania 2014

Fernando Alonso Díaz (Oviedo, 29 luglio 1981) è un pilota automobilistico spagnolo di Formula 1, vincitore dei Campionati Mondiali 2005 e 2006 con la scuderia Renault e, a partire dalla stagione 2010, pilota della Ferrari.

Soprannominato Magic Alonso[1] e El Nano[2], oltre a essere il pilota spagnolo di maggior successo[3], ha detenuto il record di più giovane vincitore di un Campionato mondiale di Formula 1, conseguito al termine della stagione 2005[4], e quello di più giovane bi-campione del mondo di categoria. Con la stagione 2007 è divenuto il secondo pilota, dopo Michael Schumacher, ad aver ottenuto un punteggio superiore a 100 punti nel Campionato mondiale per tre stagioni consecutive. Inoltre, nel 2013 ha conseguito al primato di pilota con più punti conquistati nella storia della Formula 1 (1703),[5] per poi diventare, l'anno successivo, il pilota della Ferrari con più punti guadagnati.[6] Lo spagnolo, inoltre, è ambasciatore UNICEF[7], nonché un dirigente della Grand Prix Drivers' Association[8].

Considerato da gran parte della stampa, dalla maggior parte dei tifosi e colleghi, nonché dagli esperti come uno dei più grandi talenti attuali nelle corse automobilistiche,[9][10][11] secondo la rivista statunitense Sports Illustrated figura al terzo posto fra gli sportivi più ricchi e pagati del mondo.[12]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Fernando Alonso nacque a Oviedo, nel nord della Spagna. La madre Ana Maria lavorava in un grande magazzino[13], mentre il padre José Luis era stato assunto come meccanico in una fabbrica di esplosivi nei pressi della stessa città delle Asturie[13][14]. Quest'ultimo, corridore dilettante kart, volle trasmettere la sua passione per i motori ai propri figli[13]. Costruì allora un kart che era destinato alla sorella maggiore di Fernando, Lorena[15]. Tuttavia la bambina non mostrò particolare interesse per questo sport e il fratello, con alcune modifiche alla vettura[16], poté così iniziare a coltivare la passione per le quattro ruote[14][15].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Il primo kart di Alonso

Con il sostegno dal padre, partecipò da bambino a competizioni di kart in Spagna. La prima vittoria per Alonso giunse a 7 anni nel 1988, il primo degli otto successi che gli permise di aggiudicarsi il titolo della sua categoria[16].

Sebbene le risorse familiari non fossero sufficienti ad assicurare al giovane una carriera nel settore motoristico, a tal punto che fu proprio il padre a svolgere le funzioni del meccanico, José Luis era consapevole che solo con prestazioni in pista eccellenti del figlio sarebbero potuti arrivare alcuni sponsor[16]. Passato nel 1990 alla categoria juniores, l'anno seguente sul tracciato di Los Santos de la Humosa conseguì il secondo posto finale nel campionato spagnolo di categoria[16].

Durante il 1992 passò alla categoria riservata alle 100 cm³, nonostante ciò non fosse ancora possibile per ragioni di età; per questo venne richiesta una speciale deroga per la partecipazione alle corse[16].

(ES)
« Siempre he sido el más joven en todas las categorías, quizás por eso estoy acostumbrado a romper ese tipo de récords, y quizás me impresione menos de lo que debiera »
(IT)
« Sono sempre stato il più giovane in ogni categoria. Forse è per questo che sono abituato a battere record del genere, e non mi sembra che siano un grosso problema »
(Alonso sui suoi record[16])

La svolta arrivò quando, non ancora dodicenne, venne notato nel Campionato catalano da Genis Marcó, propriatario della Genikart e importatore di telai e motori. Fu con lui che nel 1993 riuscì ad imporsi a livello nazionale[16]. Da questo momento il poi le vittorie per il giovane Alonso si susseguirono: 3º ai Mondiali di Braga 1995, 1º a quelli di Gand 1996, diversi titoli Nazionali e vittorie anche in Italia e Francia[16].

Adrián Campos, ex pilota Minardi, diede ad Alonso la possibilità di guidare per la prima volta un'automobile da corsa nell'ottobre del 1998. Dopo tre giorni di test nel circuito di Albacete riuscì a eguagliare il tempo sul giro del precedente pilota, Marc Gené[16]. In seguito Campos lo portò a gareggiare nella World Series by Nissan[17]; nella seconda gara, sempre ad Albacete, Alonso vinse per la prima volta. A fine campionato risultò il miglior pilota e batté per un punto il rivale del torneo Manuel Giao, vincendo e ottenendo il giro più veloce durante l'ultima gara della stagione. Al termine della competizione, l'appena diciottenne Alonso fu nuovamente impiegato dalla scuderia di Faenza come collaudatore; le prove lo videro girare 1 secondo e 5 centesimi più veloce di ogni altro tester[17].

Approdò nella stagione seguente, con il Team Astromega, nella Formula 3000, serie propedeutica alla Formula 1. Nelle prime sette gare non riuscì a portare al proprio team neanche un punto, mentre nelle ultime due corse conquistò un secondo posto e una vittoria, sufficienti per classificarsi quarto al termine del torneo alle spalle di Bruno Junqueira, Nicolas Minassian e Mark Webber[17].

Per la stagione 2000 Alonso fu chiamato dalla Minardi come terzo pilota.

2001: in Formula 1 con la Minardi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2001.
Il casco usato dallo spagnolo nel corso della sua stagione in Minardi.

Alonso fu il terzo pilota più giovane di sempre a partecipare a un Gran Premio di Formula 1 quando esordì al Gran Premio d'Australia 2001 con la Minardi[18]. Il team fu nella prima parte della stagione sotto il controllo del nuovo proprietario Paul Stoddart[19], e la vettura affidata ad Alonso, la PS01, non si mostrò né rapida né tantomeno affidabile. Nondimeno le sue prestazioni furono buone tanto che, nella gara d'esordio, Alonso riuscì a far segnare il 19º tempo in qualifica, precedendo piloti alla guida di vetture più competitive. Alla quarta gara di Imola riuscì a stare davanti a entrambe le Benetton, particolarità che si sarebbe ripetuta più tardi nel campionato[17]. Nella corsa finale a Suzuka chiuse 11º e il direttore del team Stoddart, quattro anni dopo, descrisse la sua prova come «53 giri da qualifica»[20]. A far notizia non fu tanto la posizione conquistata, quanto il numero di avversari di maggior esperienza messi alle spalle: Heinz-Harald Frentzen della Prost, la BAR-Honda di Olivier Panis, le due Arrows e Alex Yoong, nuovo compagno di squadra[17]. Chiuse la stagione a 0 punti.

I discreti risultati lo fecero conoscere a tutto il mondo e attirarono l'attenzione di molte scuderie di punta di Formula 1. Nel mese di settembre dello stesso anno la stampa europea sostenne che la Sauber volesse cercare di rimpiazzare Kimi Räikkönen con lo spagnolo ancorché, sia Felipe Massa, sia il collaudatore della Jaguar André Lotterer parevano essere in vantaggio rispetto allo stesso Alonso[21]. Un mese più tardi Massa fu scelto dalla scuderia svizzera per il 2002[22].

Alla fine fu decisivo Flavio Briatore, il quale, convinto nelle potenzialità di Alonso, lo portò in qualità di team manager alla Renault. Briatore, in un primo momento, pensò di collocare Alonso al posto di Jenson Button, salvo poi scegliere di ingaggiare Fernando unicamente come collaudatore per il 2002[17].

2002-2006: gli anni dei successi con la Renault[modifica | modifica sorgente]

2002[modifica | modifica sorgente]

Alonso di conseguenza divenne collaudatore per la Renault[23], la quale aveva rilevato la Benetton[24], e nel 2002 completò 1642 giri di prove[17]. Come previsto venne premiato la stagione seguente da Briatore, il quale lo pose, sostituendo Button, al fianco di Jarno Trulli[17].

2003[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2003.

Al Gran Premio della Malesia 2003 conquistò la prima pole position[25]. Fu così che diventò il più giovane pilota a partire in prima fila in Formula 1[26]. Il 2003 fu anche l'anno del primo grave incidente; durante il GP del Brasile, arrivato troppo velocemente nel luogo dell'incidente di Mark Webber, colpì una ruota di quest'ultimo e si schiantò a 290 km/h contro le barriere di protezione[27]. Alonso venne trasportato in ospedale per accertamenti e la gara sospesa dai giudici. Ciononostante, il fuori pista non gli impedì di andare sul podio in quanto, per la classifica finale, vennero prese in considerazione le posizioni risalenti al giro precedente, con il pilota della Renault terzo[28].

Alla quinta gara chiuse secondo davanti al pubblico di casa, mentre durante il GP d'Europa 2003, accusato da David Coulthard e dall'amministratore delegato della McLaren di aver rallentato improvvisamente durante la gara proprio il pilota britannico, causando così un incidente tra i due, venne scagionato dai commissari FIA dopo un colloquio con i piloti e dopo un controllo accurato della telemetria[29]. Divenne in seguito alla vittoria all'Hungaroring il più giovane pilota in Formula 1 ad aver vinto una corsa[30]. Chiuse l'anno al sesto posto in classifica generale, con 55 punti e quattro podi.

2004[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2004.
Alonso a Indianapolis nel 2004

Per la stagione 2004, decise di rimanere alla Renault e durante l'anno salì sul podio per quattro volte, senza tuttavia vincere un Gran Premio. A Indianapolis fu nuovamente protagonista di un incidente ad alta velocità mentre stava battagliando per la terza posizione. Da menzionare il secondo posto dietro a Michael Schumacher in Francia, dove il tedesco lottò fino alla fine per riuscire a strappare il successo; nelle qualifiche Alonso aveva ottenuto la sua prima e unica pole position della stagione[31].

Intanto verso la fine dell'anno peggiorarono sia i rapporti tra il compagno Trulli e Flavio Briatore sia le prestazioni della Renault[32]. Il pilota abruzzese si accordò infatti con la Toyota per la nuova stagione[33]. Alonso finì il torneo in quarta posizione generale, a 59 punti.

2005[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2005.
« Vengo da un Paese che non ha tradizioni in F1. Ho lottato da solo per ottenere tutto quanto ho avuto. Nessuno mi ha aiutato. Tutta la carriera si è basata sui risultati che ho fatto nelle categorie minori, con gli sponsor che mi sono procurato da solo. Ora ho raggiunto il massimo che potevo raggiungere. Posso ringraziare la mia famiglia, al massimo tre, quattro persone, non di più. Pochi amici veri. In Spagna non ci tornerò prima del GP in Cina e non credo ci sarà nulla di speciale. Abbiamo provato a programmare qualcosa se avessi vinto il titolo, ma non è stato possibile per troppi interessi politici »
(Fernando Alonso dopo la conquista del suo primo titolo mondiale[34])

Trulli fu sostituito nel 2005 con l'italiano Giancarlo Fisichella[35]. La Renault partì tra le favorite, ma i risultati furono subito superiori a ogni più rosea aspettativa[36]: la vettura infatti fu sin dalle prime gare veloce e ben equilibrata[36], mentre, a causa delle modifiche regolamentari, i principali avversari dell'anno precedente (Ferrari, McLaren, BAR) si trovarono in ritardo o mancarono di affidabilità, specie la Rossa.

Alonso festeggia sul podio di Imola assieme a Schumacher e Button.

All'esordio in Australia giunse terzo per via di una posizione poco felice sulla griglia di partenza, giacché uno scroscio di pioggia aveva rallentato il suo giro cronometrato, facendolo partire 13º[37] in una gara vinta proprio dal nuovo compagno di squadra Fisichella[38], ma nelle successive tre gare (Malesia, Bahrain, San Marino) una sequenza di vittorie ottenute dalla pole position lo issò in testa alla classifica mondiale[39][40][41], posizione che non avrebbe più ceduto fino alla fine del Campionato.

Il resto dell'annata fu poi caratterizzato dal tentativo di Kimi Räikkönen di recuperare lo svantaggio grazie a una McLaren che via via si dimostrò la vettura più competitiva, afflitta però spesso da problemi di affidabilità che ne danneggiarono la rincorsa[42]. Alonso contò invece sulla solidità della Renault per conquistare preziosi piazzamenti nella maggior parte delle gare e ulteriori vittorie al Nürburgring e Hockenheim, sfruttando i problemi di Räikkönen[43][44], e in Francia, partendo indisturbato dalla pole come a inizio anno[45].

Dato il considerevole vantaggio, nelle ultime gare della stagione parve evidente come Räikkönen dovesse vincere tutte le corse in programma, mentre Alonso avrebbe potuto accontentarsi di perdere pochi punti sul pilota finnico, o addirittura guadagnarne come a Monza[46], dove vinse l'altra McLaren di Juan Pablo Montoya[46] a fronte di ennesimi problemi tecnici per il finlandese[46]. Questa tattica attendista generò non poche critiche al giovane pilota[47], ma lo portò a vincere matematicamente il titolo il 25 settembre in Brasile con l'ennesimo podio[48]: ottenne in questo modo il primato di campione del mondo più giovane con i suoi 24 anni, 1 mese e 28 giorni[4] superando il precedente record di Emerson Fittipaldi[42]. Sarebbe stato scavalcato nella speciale classifica da Lewis Hamilton tre anni più tardi[49]. La stagione fu suggellata dalla pole e vittoria indisturbata al Gran Premio di Cina che regalò anche il primo Campionato costruttori alla Renault[50]. Le sue vittorie incollarono alla televisione (sull'italo-iberica Telecinco e sulla catalana TV3) milioni di spagnoli, con punte di otto milioni di spettatori e 55% di share[51].

Più tardi dichiarò che quella del Brasile fu la sua gara più bella, perché sofferta e fino alla fine con il timore di non arrivare al traguardo[34]. Sempre nel 2005 fu insignito del Premio Principe delle Asturie per meriti sportivi[52].

2006[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2006.

Difese il titolo nella stagione 2006 ancora al volante della Renault. Se l'anno prima era stata la McLaren con Räikkönen la sfidante principale dello spagnolo, sin dalle prove della prima gara (in Bahrain), si evidenziò il ritorno su alti livelli della Ferrari[53][54] dopo le difficoltà della stagione precedente; sarebbe stato proprio il pluricampione del Cavallino Schumacher a contendergli il titolo. Il primo round andò comunque ad Alonso, abile a passare il tedesco al pit stop, controllandolo poi nell'ultima fase di gara[55].

Fisichella (a sinistra), Briatore (al centro) e Alonso (a destra) dopo il Gran Premio della Malesia. La Renault nel fine settimana asiatico ottenne pole position, doppietta finale in gara, giro veloce, e raggiunse la vetta nel Mondiale costruttori e piloti.

Approfittando di alcuni problemi tecnici palesati a inizio Campionato dalla Ferrari, il campione spagnolo portò a casa un secondo posto al successivo Gran Premio della Malesia e un altro successo in Australia. Dopo tre gare si trovò saldamente in testa al Mondiale con 28 punti, mentre il ferrarista rimase attardato, al quarto posto con sole 11 lunghezze. Questo vantaggio iniziale si sarebbe rivelato fondamentale per le future sorti della competizione. Al ritorno in Europa la Ferrari mostrò notevoli progressi, sia sul piano dell'affidabilità, che delle prestazioni; così il tedesco centrò due vittorie consecutive, a Imola e al Nürburgring, che gli consentirono di rilanciarsi per la lotta al titolo[56]. Alonso si riprese e infilò a sua volta quattro successi (Spagna, Monaco, Gran Bretagna e Canada) che sembrarono proiettarlo definitivamente verso la conquista del suo secondo Mondiale: a metà stagione, fu leader del Campionato con 25 punti di vantaggio su Schumacher.

L'impatto sul pubblico spagnolo
« Oggi in Spagna tutti legano la Formula 1 a me: ho tutto il peso sulle mie spalle »
(Fernando Alonso da Sportweek del 6 marzo 2004)

Le grandi prestazioni di Alonso ebbero una forte influenza sui gusti sportivi degli spagnoli. I suoi primi successi infatti incrementarono notevolmente gli appassionati di Formula 1 nel proprio paese d'origine[57], a tal punto che le gare a cui prende parte sono spesso le trasmissioni sportive più seguite[58]. Il 25 settembre 2005, giorno dello storico titolo iridato, ebbero luogo grandi festeggiamenti nella città natale, Oviedo[15]. I sostenitori si riconoscevano dalla bandiera azzurra e gialla delle Asturie[59], che casualmente coincideva con il colore giallo-azzurro della Renault tra il 2002 e il 2006. Dopo la vittoria della competizione si tenne sempre a Oviedo una vera e propria mostra dell'equipaggiamento del neo-campione mondiale[59].

L'osservatorio astronomico di Maiorca, in suo onore, gli ha intitolato un asteroide scoperto nel 2003, 73533 Alonso[60].

La seconda parte della competizione, tuttavia, segnò una netta ripresa del team di Maranello, con il tedesco vincitore dei tre successivi Gran Premi corsi in USA, Francia e Germania. In questa fase della stagione la scuderia modenese parve più competitiva della Renault, anche per merito del grande recupero delle gomme Bridgestone sulle Michelin[61]. La squadra francese venne poi ulteriormente penalizzata, da un punto di vista tecnico, dall'improvvisa decisione della FIA di vietare il mass damper[62], sistema intorno al quale era stata progettata la monoposto[61]. Furono molteplici le polemiche, con Briatore che accusò la federazione di voler favorire il recupero della Ferrari. Ad alimentare ulteriormente la controversia, arrivò la decisione dei commissari in Ungheria che penalizzarono sulla griglia Alonso, reo di aver stretto il collaudatore della Red Bull Robert Doornbos contro il muretto dei box nel corso delle prove del venerdì[63], per poi punire analogamente Schumacher, colpevole di aver effettuato un doppio sorpasso in regime di bandiere rosse nelle libere del sabato[64]; si ritrovarono quindi con il proprio miglior tempo in qualifica incrementato di due secondi e di conseguenza retrocessi nelle posizioni di centro gruppo[64].

Protagonista in qualifica di un rallentamento ai danni di Felipe Massa che venne sanzionato con un arretramento di cinque posizioni sulla griglia di partenza[65], fu costretto a tentare un'ardua risalita e perse ben dieci punti a Monza, dove dovette ritirarsi per la rottura del motore. Lo stesso giorno dichiarò: «Amo la passione dei tifosi che vengono qui anche dalla Spagna, amo lo sport, ma non considero più la Formula 1 come tale»[66]. Fecero discutere le affermazioni a campionato terminato del team manager Briatore, il quale paragonò l'atteggiamento dei commissari nei confronti di Alonso allo scandalo del calcio italiano 2006[67], definendo però la rottura del motore in Giappone di Michael Schumacher come una sorta di «giustizia divina»[68].

Fernando Alonso al Gran Premio del Brasile 2006 dopo la vittoria del secondo titolo mondiale

Quando mancarono solo tre gare alla fine del Campionato, i due contendenti furono separati da sole due lunghezze a favore di Fernando Alonso. Al GP di Cina Schumacher centrò la vittoria proprio davanti al rivale, che venne così superato in testa alla classifica piloti pur avendo gli stessi punti[69]. La svolta definitiva del Mondiale avvenne al 36º giro del Gran Premio del Giappone: il tedesco della Ferrari era agevolmente in testa quando ruppe il motore, spianando la strada alla settima vittoria dell'anno di Alonso che gli permise di porre una seria ipoteca sulla classifica generale[70].

I duellanti si presentarono quindi all'ultima gara in Brasile distanziati di ben dieci punti: allo spagnolo sarebbe bastato controllare, mentre Schumacher, giunto all'ultima gara della carriera[71], non avrebbe avuto altra possibilità che vincere, sperando che la Renault manifestasse problemi. Ma fu il ferrarista che, dapprima, venne costretto a non partecipare all'ultima fase delle qualifiche causa la rottura della pompa della benzina[72], poi rimase attardato in gara per una foratura[73]. A nulla sarebbe valso il suo recupero fino al quarto posto finale a suon di sorpassi e giri veloci, con Alonso che controllò tranquillamente e tagliò il traguardo in seconda piazza, alle spalle dell'altro ferrarista Felipe Massa, riconfermandosi così campione del mondo insieme alla sua Renault, vincitrice per il secondo anno consecutivo del Campionato Costruttori.

2007: il passaggio alla McLaren[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2007 e Controversia sullo spionaggio in Formula 1 del 2007.

Ancor prima che cominciasse la stagione 2006, il 19 dicembre 2005, Alonso annunciò la firma con la McLaren per il 2007[74]. Cominciò la sua avventura ufficiale con la casa britannica il 15 gennaio a Valencia.

Alonso al volante della McLaren nel Gran Premio di Gran Bretagna

L'esperienza con la casa anglo-tedesca partì nel migliore dei modi, giungendo secondo nel Gran Premio d'Australia alle spalle del neo-ferrarista Kimi Räikkönen e imponendosi nel secondo appuntamento in Malesia. La seconda vittoria arrivò sul circuito del Principato, ancora una volta accompagnata da una doppietta, la terza nel Gran Premio d'Europa, dopo una gara caratterizzata dall'alternarsi del sole e della pioggia[75], mentre la quarta in Italia, a Monza.

Dopo la sentenza sulla Spy Story del 13 settembre, alla McLaren vennero tolti tutti i punti della classifica costruttori[76], mentre ai suoi piloti Hamilton e Alonso venne riconosciuto il merito di aver fornito le prove della colpevolezza del team[77], contenute in una serie di e-mail e contatti scambiati con il collaudatore Pedro de la Rosa, a sua volta informato dal capo progettista McLaren, Mike Coughlan, in cui puntualmente venivano citate informazioni confidenziali sui segreti della Ferrari[78][79]: in questo modo i due poterono evitare ogni tipo di penalizzazione[77].

Il casco di Alonso nel suo unico campionato in McLaren

Dall'e-mail emerse che Alonso fu sorpreso dai dati ricevuti e che dubitò dell'autenticità degli stessi; lo spagnolo era a conoscenza della strategia della Rossa durante il GP d'Australia e durante il GP del Bahrein, in cui si piazzò rispettivamente 2º e 5º[80]. Il boss della McLaren Ron Dennis, interrogato dalla FIA dopo il Gran Premio d'Ungheria, dichiarò che Alonso lo aveva precedentemente minacciato di rivelare queste azioni se non fosse stato posto come prima guida della scuderia[81]. Alonso non accettò la versione di Dennis e chiese alla FIA di mostrare le prove della sua innocenza. La Federazione affermò infine di essere venuta a conoscenza di tali fatti grazie a un errore di Coughlan[82].

Concluse la stagione al 3º posto, a pari punti con il suo compagno di scuderia Lewis Hamilton e a un solo punto di scarto dal vincitore del Campionato Kimi Räikkönen (il più esiguo margine di punti tra 1º, 2º e 3º classificato al termine di una stagione di Formula 1).

La stagione fu segnata dalla forte rivalità tra Alonso, il direttore sportivo della scuderia di Woking, Ron Dennis e il suo compagno di squadra Hamilton[83][84][85] che, sebbene debuttante al fianco del due volte campione del mondo, si rivelò subito competitivo[84]. Il rapporto con il team degenerò Gran Premio dopo Gran Premio, con la spaccatura definitiva durante le prove della gara in Ungheria[85]; lo spagnolo effettuò un pit stop più lungo del necessario e non permise ad Hamilton, in attesa dietro di lui, di effettuare a sua volta il cambio gomme e completare un nuovo giro che gli avrebbe potuto regalare la pole position[86]. Alonso venne declassato cinque posizioni alla partenza[87] e la McLaren venne estromessa dal punteggio per la classifica costruttori in quella corsa[86].

Il 2 novembre 2007 venne ufficializzato il suo divorzio dalla McLaren Mercedes[88]. Il giorno stesso il pilota spagnolo dichiarò: «Non mi sono mai sentito a mio agio in questa scuderia»[89]. Il 10 dicembre divenne ufficiale il suo ritorno alla Renault guidata da Flavio Briatore[90].

2008-2009: il ritorno alla Renault[modifica | modifica sorgente]

2008[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2008.
Alonso prova la Renault a Valencia nel gennaio 2008.

Nel 2008 fece ritorno alla Renault, che per riaverlo come prima guida dovette battere la concorrenza di Red Bull[91], Toyota[92] e Honda[92]. Venne affiancato dal giovane Nelson Piquet Jr., esordiente nella categoria. La stagione apparve immediatamente in salita a causa delle scarse prestazioni che la monoposto R28 collezionò nei test e nelle prime prove.

La stagione del due volte campione del mondo, fino a quel punto deludente, ebbe una svolta a Singapore[93], durante il primo Gran Premio a corrersi in notturna (su pista illuminata artificialmente) e sul tracciato cittadino della città-stato asiatica: conseguì la prima vittoria dopo il ritorno alla Renault. Sebbene nei due turni di prove libere fosse stato il più veloce di tutti[94], un problema nel pescaggio della benzina della vettura durante le qualifiche lo costrinse a prendere il via dalla 15a posizione[94]. In gara partì molto scarico di carburante e dopo un brillante scatto balzò subito al 12º posto. Fu tra i primi a rientrare ai box per rifornire e al suo ritorno in pista, grazie all'ingresso della safety car per incidente del suo compagno di scuderia Nelson Piquet Jr., si ritrovò nelle prime posizioni. In regime di safety car uscirono dai giochi i piloti che avrebbero potuto contendersi la vittoria. Alonso vinse così la corsa davanti a Nico Rosberg e Lewis Hamilton.

Nel Gran Premio del Giappone corso sul tracciato del Fuji si qualificò al quarto posto e, dopo una gara movimentata ma condotta quasi sempre in testa, portò a casa il suo secondo Gran Premio stagionale precedendo Robert Kubica e Kimi Räikkönen.

Alonso trovò al GP di Singapore 2008 un'inaspettata vittoria.

A Interlagos non fu in grado di esprimersi al meglio durante le prove ufficiali e si presentò alla corsa domenicale in sesta piazza[95]. Si riscattò in gara, dove, mantenendo un ottimo passo, riuscì a stabilirsi dietro il leader della corsa Massa. Terminò il Gran Premio secondo, risultato che gli consentì di ottenere la quinta posizione in classifica generale per un punto davanti a Nick Heidfeld. Con l'ottima prestazione del Gran Premio del Brasile, che diede un seguito alle vittorie e alle buone prove delle corse immediatamente precedenti, mise fine a una della stagioni più difficili della sua carriera.

A campionato terminato confermò il prolungamento del suo contratto fino al 2010: avrebbe corso ancora per due anni con la Renault, scelta maturata dopo i notevoli miglioramenti tecnici che la casa francese palesò soprattutto negli ultimi impegni[96].

2009[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2009.

Anche nel 2009 corse per la Renault, che confermò anche il giovane compagno di squadra Nelson Piquet Jr. come seconda guida. Sebbene la nuova vettura della casa francese, la R29, avesse mostrato una buona competitività nelle prove invernali grazie anche all'introduzione del kers, le prime gare della stagione si dimostrarono piuttosto difficili per Alonso, trovatosi a lottare con i nuovi diffusori introdotti da Brawn GP, Toyota e Williams, le cui vetture furono nettamente più veloci[97].

Tifosi di Alonso al Montmelò

A quasi due anni di distanza (Monza 2007), ottenne all'Hungaroring una pole position; la posizione favorevole sulla griglia di partenza sarebbe poi stata vanificata in gara da un errore tecnico dei meccanici al pit stop[98].

La vigilia del Gran Premio di Singapore venne fortemente condizionata dallo scandalo relativo alla stessa gara dell'anno precedente in terra asiatica. L'ormai ex compagno di squadra Piquet – sostituito dopo il Gran Premio d'Ungheria da Romain Grosjean – rivelò i retroscena di quell'incidente.

« Flavio Briatore e Pat Symonds mi hanno detto di andare a sbattere per influenzare positivamente le prestazioni della squadra. Io ho accettato e ho innescato l'incidente. Pat mi disse a che giro farlo per adottare una strategia aggressiva per Alonso. Flavio a fine gara mi ringraziò discretamente »
(Nélson Angelo Piquet[99])

Briatore e Symonds, rispettivamente radiato[100] e squalificato cinque anni dalla sentenza di primo grado del Consiglio FIA, decisero quindi di lasciare il team[101]. Ciononostante, la R29 apparve competitiva per tutto il weekend di Singapore, e Alonso concretizzò la già positiva quinta piazza sullo schieramento di partenza con un terzo posto finale, primo e unico podio della stagione.

2010-2013: l'approdo in Ferrari[modifica | modifica sorgente]

2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2010.

Le insistenti voci di corridoio che lo volevano in Ferrari a partire dal 2010 trovarono conferma il 30 settembre 2009, quando la scuderia di Maranello pubblicò sul proprio sito un comunicato ufficiale: Alonso avrebbe corso con la Rossa per le successive tre stagioni al fianco di Felipe Massa e Giancarlo Fisichella, selezionato per il ruolo di terzo pilota[102].

Lo spagnolo durante la prova in Australia

Nella prima prova stagionale in Bahrain centrò la prima vittoria, una prestazione impreziosita dal giro veloce della gara e dal secondo posto dell'altro ferrarista Massa[103]. Le aspettative dopo il Gran Premio d'esordio, tuttavia, non trovarono conferma nelle gare successive. A Melbourne e in Cina fu protagonista di rocambolesche rimonte che lo portarono in entrambi i casi alla 4ª posizione finale[104][105]. A seguito del 14º posto a Silverstone, con le Red Bull sempre velocissime e le due Mclaren molto competitive, lo spagnolo fu costretto a guardare la classifica generale dalla 5ª posizione, dietro ai quattro piloti delle due scuderie avversarie e con 47 punti di ritardo dal leader Lewis Hamilton[106].

Il 25 luglio, in Germania, la sua seconda vittoria con il Cavallino venne parzialmente messa in secondo piano da un ordine di scuderia poco chiaro. L'ingegnere Rob Smedley comunicò a Massa, al comando della corsa: «Fernando è più veloce di te. Puoi confermarmi di aver recepito il messaggio?» (in inglese Fernando is faster than you. Can you confirm you understood that message?). Il successivo sorpasso operato da Alonso ai danni del pilota brasiliano parve, pertanto, diretta conseguenza di tale messaggio. I due piloti furono convocati dai commissari assieme ad alcuni responsabili della Ferrari, e il caso si estese al Consiglio Automobilistico Mondiale della FIA, che non inflisse penalità nella classifica della gara ma che punì la scuderia con 100 000 dollari di ammenda[107][108].

Dopo una serie di brillanti prove, tra cui si segnalano i successi in Italia e Singapore, il ferrarista dovette constatare il ritorno delle due Red Bull in Giappone, dove solo grazie all'uscita di pista di Kubica riuscì a classificarsi terzo, alle spalle di Sebastian Vettel e Mark Webber; con due gare ancora da disputarsi, Alonso venne raggiunto in seconda posizione proprio dal trionfatore di Suzuka e staccato da Webber di 15 lunghezze[109].

Il primo Gran Premio di Corea della storia, due settimane più tardi, sembrò rappresentare una svolta decisiva in ottica Mondiale. Grazie infatti al successo, accompagnato dalla rottura del motore di Vettel e dall'errore sul bagnato di Webber, lo spagnolo sopravanzò l'australiano in classifica generale con 231 punti, forte di un margine di 11[110]. Ma nell'ultima corsa ad Abu Dhabi Alonso perse il titolo in favore del pilota tedesco. Fatale fu un errore di valutazione sui tempi della sosta; la Red Bull fece fermare Webber già al 16º giro, inducendo pertanto gli strateghi della Ferrari a emulare tale scelta. Sia l'australiano che lo spagnolo, tuttavia, non furono in grado di risalire le posizioni necessarie, dando a Vettel, in testa, la possibilità di vincere il Mondiale[111].

2011[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2011.
Alonso in lotta con Hamilton nel Gran Premio della Malesia

Alla vigilia delle prove libere del Gran Premio di Spagna, la scuderia di Maranello comunicò che l'asturiano avrebbe prolungato il proprio contratto fino al termine del Mondiale 2016[112].

L'annata 2011 venne fortemente condizionata dai notevoli risultati ottenuti in avvio di Campionato del campione del mondo in carica Vettel, pilota di una Red Bull mai tanto competitiva[113]. L'8 maggio Alonso, al quarto appuntamento di Turchia, conquistò il primo podio, dove giunse 3º a quasi dieci secondi da Vettel; dopo questo Gran Premio l'asturiano si trovava in classifica generale distante 52 punti dal pilota tedesco, forte di tre vittorie e un secondo posto. Un margine, questo, che andò via via aumentando, a dispetto dei progressi della Ferrari mostrati in Gran Bretagna[114], dove lo spagnolo si impose davanti alle due Red Bull, e nei secondi posti di Valencia[115] e del Nürburgring[116].

Dopo la vittoria a Silverstone andò a podio in altre cinque gare, conquistando tre terzi posti in Ungheria, Italia e in India e due secondi posti in Giappone e ad Abu Dhabi, ma questi risultati non servirono allo spagnolo per ridurre il distacco da Vettel, che conquistò il secondo mondiale consecutivo, terminando la stagione al 4º posto con 257 punti. Malgrado il forte ritardo accumulato rispetto a Vettel, campione con oltre 120 punti di distacco sul secondo classificato Button, il pilota spagnolo ricevette elogi da compagni di scuderia e giornalisti per aver saputo rendere competitiva una Ferrari in evidente difficoltà tecnica[117][118][119].

2012[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2012.
Fernando Alonso in Bahrain

La terza stagione in Ferrari è segnata in febbraio dalle prestazioni poco confortanti mostrate dalla F2012 a Jerez de la Frontera e al Montmeló e confermate dalle parole dell'ingegnere Pat Fry e dello stesso Alonso[120][121].

Lo spagnolo giunge 5º alla prima prova del Mondiale in Australia, ma si riscatta nella successiva in Malesia con una vittoria, a conclusione di una gara in cui si deve confrontare con le instabili condizioni meteorologiche e con l'aggressività di Sergio Pérez; Alonso ha ricevuto via radio i complimenti di un commosso Andrea Stella, che ha definito questa «la sua vittoria più bella»[122]. Con il passare delle gare il pilota della Ferrari trova una certa continuità di prestazioni e di risultati, che seguono le migliorie costanti apportate dalla scuderia sulla vettura[123]. In sei corse consecutive sono cinque i podi, tra i quali si segnalano il primo posto al Gran Premio d'Europa, conquistato dopo una rimonta dall'11a posizione in griglia, e all'Hockenheimring, nel fine settimana in cui bissa la pole position ottenuta in Gran Bretagna due settimane prima[124][125]. I piazzamenti a podio nella parte finale di campionato non bastano però all'asturiano per fermare la rimonta di Sebastian Vettel, che con una Red Bull tornata competitiva sopravanza Alonso in classifica generale. Lo spagnolo chiude la stagione al secondo posto con 278 punti, a 3 punti da Vettel campione per la terza volta consecutiva. Nonostante la mancata vittoria del titolo, il 2012 è stata definita da molti come la sua stagione migliore, venendo anche eletto miglior pilota del 2012, dai vari team principal del Circus.

2013[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2013.
Fernando Alonso in Cina

La stagione 2013 inizia con fortune alterne per il pilota spagnolo. Nella gara inaugurale, in Australia, Alonso chiude in seconda posizione, alle spalle di Kimi Räikkönen e davanti a Sebastian Vettel. Nel successivo Gran Premio della Malesia, però, il pilota asturiano si ritira dopo appena una tornata in seguito al cedimento dell'alettone anteriore, danneggiato in un leggero contatto con Sebastian Vettel alla prima curva. Tre settimane dopo, in Cina, Alonso conquista la prima vittoria stagionale, dominando la gara dall'inizio. Il seguente Gran Premio del Bahrein è, però, un'altra gara difficile per Alonso, ottavo al traguardo dopo essere stato costretto a due soste supplementari ai box per via di un problema all'alettone mobile.

Alonso conquista la seconda vittoria stagionale e la trentaduesima in carriera (risultato che lo pone al quarto posto tra i piloti più vincenti nella storia della Formula 1, dietro solamente a Michael Schumacher, Alain Prost e Ayrton Senna) nel Gran Premio di casa. Il pilota spagnolo, scattato dalla quinta posizione sulla griglia di partenza, supera nelle prime curve Kimi Räikkönen e Lewis Hamilton, prendendo la testa della corsa dopo il primo cambio gomme e mantenendola fino al traguardo. Nel successivo Gran Premio di Monaco Alonso non riesce a fare meglio del settimo posto, vedendo aumentare il proprio distacco dal primo in classifica Sebastian Vettel a 29 punti.

In Canada e in Gran Bretagna il pilota spagnolo va a podio, giungendo rispettivamente in seconda e terza posizione, ma nei seguenti Gran Premi di Germania e d'Ungheria Alonso, complice la diminuita competitività della sua vettura, non riesce a ripetere questo risultato, chiudendo rispettivamente al quarto e al quinto posto. Ormai staccato di trentanove lunghezze da Vettel, nelle tre gare seguenti, disputate a Spa-Francorchamps, Monza e Singapore, Alonso ottiene tre secondi posti consecutivi, sempre alle spalle dello stesso Vettel. In tutte e tre le occasioni il pilota spagnolo rimonta dopo essersi qualificato rispettivamente in nona, quinta e settima posizione, senza però mai minacciare seriamente la prima posizione del rivale. Al termine del Gran Premio del Giappone, diventa il pilota di Formula 1 ad aver ottenuto più punti nella storia, raggiungendo quota 1571. Le restanti quattro gare stagionali sono negative sia per lui che per il compagno di squadra, anche se nel conclusivo Gran Premio del Brasile ritorna sul podio dopo 6 gare di digiuno, giungendo 3º e garantendo, così, il 3º posto in classifica costruttori alla scuderia italiana. Per il secondo anno consecutivo termina la stagione al 2º posto, conquistando un totale di 242 punti.

2014[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 2014.
Alonso impegnato nel Gran Premio di Monaco

Nella prime gare del campionato 2014 la Ferrari si dimostra poco competitiva, non permettendo al pilota spagnolo di lottare per la vittoria. Nell'inaugurale Gran Premio d'Australia Alonso conquista il quinto posto, scalando poi in quarta posizione in seguito alla squalifica di Daniel Ricciardo, che era giunto secondo. Il pilota spagnolo giunge a punti anche in Malesia e in Bahrein, agguantando rispettivamente il quarto e il nono posto al traguardo. Ottiene il primo podio stagionale personale e di squadra in Cina, dove giunge 3º, dietro alle due Mercedes di Lewis Hamilton e Nico Rosberg.[126] Anche dopo il podio nel Gran Premio asiatico la situazione rimane analoga, infatti il pilota asturiano finisce sempre nelle retrovie, con un distacco altissimo dal primo classificato. Dopo 8 gare Alonso ha conquistato 32 punti in meno rispetto all'ultimo mondiale.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Formula 3000[modifica | modifica sorgente]

Anno Scuderia Vettura Motore 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Posizione Punti
2000 Team Astromega Lola B99/50 Zytek V8 IMO
9
SIL
NP
CAT
15
NÜR
Rit
MON
8
MAG
Rit
A1R
6
HOC
Rit
HUN
2
SPA
1
17

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

2001 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Minardi PS01 12 13 Rit Rit 13 Rit Rit Rit 14 17 16 10 Rit Rit 13 Rit 11 0 23º
2003 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Renault R23 7 3 3 6 2 Rit 5 4 4 Rit Rit 4 1 8 Rit Rit 55
2004 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Renault R24 3 7 6 4 4 Rit 5 Rit Rit 2 10 3 3 Rit Rit 4 5 4 59
2005 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Brazil.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Punti Pos.
Renault R25 3 1 1 1 2 4 1 Rit NP 1 2 1 11 2 2 2 3 3 1 133
2006 Scuderia Vettura Flag of Bahrain.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of San Marino.svg Flag of Europe.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Renault R26 1 2 1 2 2 1 1 1 1 5 2 5 Rit 2 Rit 2 1 2 134
2007 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Europe.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
McLaren MP4-22 2 1 5 3 1 7 2 7 2 1 4 3 1 3 Rit 2 3 109
2008 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Turkey.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Renault R28 4 8 10 Rit 6 10 Rit 8 6 11 4 Rit 4 4 1 1 4 2 61
2009 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Europe.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
Renault R29 5 11 9 8 5 7 10 14 7 Rit 6 Rit 5 3 10 Rit 14 26
2010 Scuderia Vettura Flag of Bahrain.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
Ferrari F10 1 4 13 4 2 6 8 3 8 14 1 2 Rit 1 1 3 1 3 7 252
2011 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Turkey.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Ferrari 150º Italia 4 6 7 3 5 2 Rit 2 1 2 3 4 3 4 2 5 3 2 4 257
2012 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Ferrari F2012 5 1 9 7 2 3 5 1 2 1 5 Rit 3 3 Rit 3 2 2 3 2 278
2013 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of South Korea.svg Flag of Japan.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Ferrari F138 2 Rit 1 8 1 7 2 3 4 5 2 2 2 6 4 11 5 5 3 242
2014 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Austria.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of Russia.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
Ferrari F14T 4 4 9 3 6 4 6 5 6 5 97
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Vittorie in F1[modifica | modifica sorgente]

Anno Vittorie
2003 1 Ungheria Ungheria
2005 7 Malesia Malesia, Bahrein Bahrein, San Marino San Marino, Europa Europa, Francia Francia, Germania Germania, Cina Cina
2006 7 Bahrein Bahrein, Australia Australia, Spagna Spagna, Monaco Monaco, Gran Bretagna Gran Bretagna, Canada Canada, Giappone Giappone
2007 4 Malesia Malesia, Monaco Monaco, Europa Europa, Italia Italia
2008 2 Singapore Singapore, Giappone Giappone
2010 5 Bahrein Bahrein, Germania Germania, Italia Italia, Singapore Singapore, Corea del Sud Corea
2011 1 Gran Bretagna Gran Bretagna
2012 3 Malesia Malesia, Europa Europa, Germania Germania
2013 2 Cina Cina, Spagna Spagna

Pole position in F1[modifica | modifica sorgente]

Anno Pole position
2003 2 Malesia Malesia, Ungheria Ungheria
2004 1 Francia Francia
2005 6 Malesia Malesia, Bahrein Bahrein, Francia Francia, Gran Bretagna Gran Bretagna, Brasile Brasile, Cina Cina
2006 6 Europa Europa, Spagna Spagna, Monaco Monaco, Gran Bretagna Gran Bretagna, Canada Canada, Cina Cina
2007 2 Monaco Monaco, Italia Italia
2009 1 Ungheria Ungheria
2010 2 Italia Italia, Singapore Singapore
2012 2 Gran Bretagna Gran Bretagna, Germania Germania

Attività extrasportive e vita privata[modifica | modifica sorgente]

  • È un amante delle carte da gioco, ma anche dei trucchi che con esse si possono svolgere[13]; durante il fine settimana di gara, inoltre, è solito partecipare a partite di poker con il collega Robert Kubica e con altri appassionati all'interno del paddock[131]. Segue molti sport, come il ciclismo, il calcio (è un tifoso del Real Madrid)[132] e il tennis[13].
  • Fernando Alonso è ateo: nel 2010, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, dichiarò di non aver mai cercato il rapporto con Dio e di non credere nel destino[133].
  • Il 4 gennaio 2009 venne coinvolto con la moglie in un incidente aereo in Kenya, dal quale uscì completamente illeso: il jet privato del pilota, di ritorno dalle vacanze di Natale trascorse in compagnia di Briatore, colpì con l'ala sinistra una palazzina dell'aeroporto di Malindi[127].

Casco[modifica | modifica sorgente]

Il casco di Alonso è azzurro, con ai lati tre strisce rosse e gialle (che rappresentano la bandiera della Spagna) e alcuni dettagli blu e azzurri (nella parte inferiore è presente la bandiera delle Asturie), con due lampi disegnati nella parte superiore del casco. Nella stagione 2007, Alonso cambiò temporaneamente i colori del casco da rosso, giallo e azzurro a nero, argento e rosso (anche se nei test della Mclaren usò un casco tutto bianco). Al GP di monaco del 2013 Alonso svela un nuovo casco, i cui colori dominanti sono il bianco e il dorato, ai lati un puzzle per celebrare i 32 successi ottenuti dal pilota, dal primo in Ungheria nel 2003 fino all'ultimo a Barcellona. Sulla parte superiore del casco, invece, un altro puzzle, ancora dorato, per rappresentare un planisfero.[134][135] [136]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per lo sport - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per lo sport
«È riuscito a raggiungere la vetta nel suo sport dopo anni di sacrifici e difficoltà. Sostenuto solamente dalla sua famiglia, all'inizio di tale carriera, oggi è un esempio per i giovani della Spagna e del mondo in generale; per la sua carriera in corso è la prova di un'incrollabile desiderio di rendere al meglio.»
— Oviedo, 6 settembre 2005

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Habemus Alonso in La Gazzetta dello Sport, 29 aprile 2005, p. 29.
  2. ^ Alonso inizia bene il week end ungherese in Informazione, 4 agosto 2007, p. 40.
  3. ^ La Spagna prima di Fernando Alonso: carriere di uomini non illustri, F1WEB.it, 4 gennaio 2012. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  4. ^ a b Andrea Cremonesi, Alonso nella storia della Formula 1 in La Gazzetta dello Sport, 26 settembre 2005, p. 34.
  5. ^ ALONSO E IL RECORD DI PUNTI IN F1: C'È POCO DA FESTEGGIARE, 21 ottobre 2013. URL consultato il 26 maggio 2014.
  6. ^ Alonso, nuovo primato: è record di punti in Ferrari, La Gazzetta dello Sport, 21 aprile 2014. URL consultato il 26 maggio 2014.
  7. ^ Maurilio Rigo, Alonso: dalle donne alle gare, chi è il nuovo Numero Uno in La Repubblica, 25 settembre 2005. URL consultato il 30 aprile 2009.
  8. ^ Massa e Sutil nell'Associazione piloti in Tuttosport. URL consultato il 27 maggio 2009.
  9. ^ Vito Graffeo, Alonso è il miglior pilota in SportLive.it, 15 novembre 2008. URL consultato il 5 maggio 2009.
  10. ^ Marchionne, Alonso il miglior pilota in Tuttosport, 4 giugno 2011. URL consultato il 10 luglio 2011.
  11. ^ Fernando Alonso miglior pilota 2010 per i Team Principal, Ferrari.com, 2 dicembre 2010. URL consultato il 10 luglio 2011.
  12. ^ F1 | Alonso è il terzo sportivo più ricco del mondo | F1Passion.it
  13. ^ a b c d e f Giorgio Terruzzi, Formula Alonso, il futuro è già qui in Corriere della Sera, 5 luglio 2005, p. 46.
  14. ^ a b (ES) Martín Urruty, De plebeyo a rey. Cómo llegó Alonso a ser el campeón más joven de la historia in ESPNdeportes.com, 26 novembre 2005. URL consultato il 30 aprile 2009.
  15. ^ a b c Luigi Garlando, Vi racconto quel bimbo che vinceva a 4 anni in La Gazzetta dello Sport, 26 settembre 2005.
  16. ^ a b c d e f g h i (EN) Biography, FernandoAlonso.com. URL consultato il 10 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2011).
  17. ^ a b c d e f g h (EN) Who's Who: Fernando Alonso, F1Fanatic.co.uk. URL consultato il 30 aprile 2009.
  18. ^ Carlo Laudisa, F.1, grazie Minardi in La Gazzetta dello Sport, 15 aprile 2003, p. 27.
  19. ^ (EN) Forumula One: Stoddart steps in to save Minardi in The Daily Telegraph, 30 gennaio 2001. URL consultato il 10 luglio 2011.
  20. ^ (EN) Steve Cooper, The hunter becomes the haunted in Autosport, vol. 189, nº 19, settembre 2007, p. 39.
  21. ^ (EN) Sauber chasing Alonso in GrandPrix.com, 11 settembre 2001. URL consultato il 30 aprile 2009.
  22. ^ (EN) Sauber confirms Massa in GrandPrix.com, 12 ottobre 2001. URL consultato il 30 aprile 2009.
  23. ^ Walter Mesiti, Alonso collaudatore Renault, Formula1.it, 2 novembre 2001. URL consultato l'11 luglio 2011.
  24. ^ Renault: La storia in Virgilio. URL consultato il 26 maggio 2009.
  25. ^ (EN) Alan Baldwin, Alonso takes record pole for Renault in in.Rediff.com, 22 marzo 2003. URL consultato il 25 maggio 2009.
  26. ^ Stefano Zaino, Alonso, incredibile sorpresa, mai una pole tanto giovane in La Repubblica, 23 marzo 2003, p. 52.
  27. ^ Ammaccati e miracolati. Gli incidenti più seri degli ultimi 10 anni, F1WEB.it, 1º giugno 2011. URL consultato il 4 gennaio 2012.
  28. ^ Räikkönen vince, beffato Fisichella nel gp della pioggia e degli scontri in La Repubblica, 6 aprile 2003. URL consultato il 3 agosto 2011.
  29. ^ (EN) The Coulthard-Alonso incident in GrandPrix.com, 1° luglio 2003. URL consultato il 3 maggio 2009.
  30. ^ GP di Ungheria: Schumi a terra in Panorama, 25 agosto 2003. URL consultato il 26 maggio 2009.
  31. ^ Vincenzo Borgomeo, Gp di Francia, la riscossa Renault. Imprendibile Alonso: è pole in La Repubblica, 3 luglio 2004. URL consultato il 26 maggio 2009.
  32. ^ Divorzio tra Trulli e la Renault. Briatore chiama Villeneuve in La Repubblica, 14 settembre 2004. URL consultato il 26 maggio 2009.
  33. ^ Trulli-Toyota, mezzo sorriso in Trentino, 11 ottobre 2004. URL consultato l'11 luglio 2011.
  34. ^ a b Marco Degl'Innocenti, Una gara con la testa al Mondiale in La Gazzetta dello Sport, 26 settembre 2005, p. 35.
  35. ^ Pino Allevi, La Renault: Abbiamo ingaggiato Fisichella in La Gazzetta dello Sport, 28 luglio 2004, p. 21.
  36. ^ a b Renault F1, ora è ufficiale: Questo il team da battere in La Repubblica, 8 maggio 2005. URL consultato il 26 maggio 2009.
  37. ^ Stefano Zaino, GP d'Australia, Fisichella batte Ferrari 1-0 in La Repubblica, 7 marzo 2005, p. 54.
  38. ^ Fisichella domina il Gp d'Australia in Corriere della Sera. URL consultato il 26 maggio 2009.
  39. ^ Gp di Malesia, trionfa lo spagnolo Alonso in Corriere della Sera. URL consultato il 26 maggio 2009.
  40. ^ Ferrari shock - Schumi ritirato, vince ancora Alonso in La Repubblica, p. 48.
  41. ^ Lello Garinei, Alonso festeggia: Il giorno più bello in La Gazzetta dello Sport, 25 aprile 2005, p. 29.
  42. ^ a b Vincenzo Borgomeo, Alonso, un titolo meritatissimo e tanti alleati anche tra i rivali in La Repubblica, 25 settembre 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  43. ^ Ad Alonso il Gp d'Europa delle gomme in Corriere della Sera, 29 maggio 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  44. ^ Gp Germania, Alonso vola verso il mondiale in Corriere della Sera, 3 luglio 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  45. ^ Gp di Francia, Alonso in pole. Schumacher in seconda fila in La Repubblica, 2 luglio 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  46. ^ a b c Vince Montoya, Alonso a un passo dal titolo in Corriere della Sera, 11 settembre 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  47. ^ Paolo Ianieri, Alonso, butta la calcolatrice in La Gazzetta dello Sport, 5 luglio 2005, p. 27.
  48. ^ (EN) Alonso crowned new world champion in CNN, 25 settembre 2005. URL consultato il 27 maggio 2009.
  49. ^ Hamilton campione del mondo: il titolo conquistato all'ultima curva in Corriere della Sera, 2 novembre 2008. URL consultato l'8 maggio 2009.
  50. ^ Cina, Alonso vince, il Mondiale alla Renault in Corriere della Sera. URL consultato l'11 maggio 2009.
  51. ^ Paolo Rossi, Passaggio di fenomeni - Fernando Alonso: Mi bastano 3 titoli, come Senna, e poi smetto con la Formula 1 in La Repubblica, 24 ottobre 2006, p. 64.
  52. ^ (EN) Fernando Alonso - Sports 2005, Fondazione Principe delle Asturie, 6 settembre 2005. URL consultato il 23 agosto 2012.
  53. ^ Stefano Zaino, Primi giri in Bahrein, la Ferrari è ok in La Repubblica, 11 marzo 2006, p. 63.
  54. ^ (EN) Schumacher puts Ferrari on pole in Bahrain in Rediff.com, 11 marzo 2006. URL consultato il 27 maggio 2009.
  55. ^ Alonso vince in Bahrein, Schumi splendido secondo in Corriere della Sera, 13 marzo 2006, p. 35.
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