Fernando Alonso
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| « Oggi in Spagna tutti legano la Formula 1 a me: ho tutto il peso sulle mie spalle » | |
| Dati biografici | ||||||||||||||||||||||||||
| Nome | Fernando Alonso Díaz | |||||||||||||||||||||||||
| Nato | 29 luglio 1981 Oviedo |
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| Paese | ||||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 171 cm | |||||||||||||||||||||||||
| Peso | 68 kg | |||||||||||||||||||||||||
| Dati agonistici | ||||||||||||||||||||||||||
| Disciplina | Automobilismo | |||||||||||||||||||||||||
| Categoria | Formula 1 | |||||||||||||||||||||||||
| Squadra | Renault | |||||||||||||||||||||||||
| Carriera | ||||||||||||||||||||||||||
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| Statistiche aggiornate al Gran Premio di Germania 2009 | ||||||||||||||||||||||||||
Fernando Alonso Díaz (Oviedo, 29 luglio 1981) è un pilota automobilistico spagnolo di Formula 1, vincitore dei Campionati Mondiali 2005 e 2006 con la scuderia Renault.
Fernando Alonso, soprannominato Magic Alonso[1] e El Nano[2][3], oltre ad essere il pilota spagnolo di maggior successo, ha detenuto il record di "più giovane vincitore di un campionato mondiale di Formula 1", conseguito al termine della stagione 2005[4] (primato che in seguito è stato battuto dall'ex-compagno di squadra Lewis Hamilton nel Campionato 2008[5]) ed è tuttora il più giovane bi-campione del mondo nella storia della stessa categoria. Nel 2007 è diventato il secondo pilota, dopo Michael Schumacher, a ottenere un punteggio maggiore di 100 punti nel campionato mondiale per tre stagioni consecutive.
Lo spagnolo, inoltre, è un ambasciatore UNICEF[6] ed è un dirigente della Grand Prix Drivers' Association[7].
È considerato da gran parte della stampa e dalla maggior parte dei tifosi come il più grande talento attuale nelle corse automobilistiche[8][9].
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Infanzia
Fernando Alonso nacque a Oviedo, nel nord della Spagna. La madre Ana Maria lavorava in un grande magazzino[10] mentre il padre José Luis era stato assunto come meccanico in una fabbrica di esplosivi nei pressi della stessa città delle Asturie[10][11]. Quest'ultimo, corridore dilettante kart, volle trasmettere la sua passione per i motori ai propri figli[10]. Costruì allora un kart che era destinato alla sorella maggiore di Fernando, Lorena[12]. Tuttavia la bambina non mostrò particolare interesse per questo sport e il fratello poté così iniziare a coltivare la passione per le quattro ruote[11][12].
[modifica] Carriera
[modifica] Gli inizi
Con il sostegno dal padre, partecipò da bambino a competizioni di kart in Spagna. Sebbene le risorse familiari non fossero sufficienti ad assicurargli una carriera nel settore motoristico, le vittorie del giovane attirarono alcuni sponsor. Tra il 1990 e il 1997, vinse 13 competizioni nelle varie categorie e tornei giovanili dei kart[13].
Adrián Campos, ex pilota Minardi, diede ad Alonso la possibilità di guidare per la prima volta un'automobile da corsa nell'ottobre del 1998. Dopo tre giorni di test nel circuito di Albacete, riuscì ad eguagliare il tempo sul giro del precedente pilota, Marc Gené[13]. In seguito Campos lo portò a gareggiare nella World Series by Nissan[14]; nella seconda gara, sempre ad Albacete, Alonso vinse per la prima volta. A fine campionato risultò il miglior pilota e batté per un punto il rivale del torneo Manuel Giao, vincendo e ottenendo il giro più veloce durante l'ultima gara della stagione. Al termine della competizione, l'appena diciottenne Alonso fu nuovamente impiegato dalla scuderia di Faenza come collaudatore; le prove lo videro girare 1 secondo e 5 centesimi più veloce di ogni altro tester[14].
Approdò nella stagione seguente, con il Team Astromega, nella Formula 3000, serie propedeutica alla Formula 1. L'avvio di stagione non fu esaltante: nelle prime sette gare non riuscì a portare al proprio team neanche un punto. Tuttavia nelle ultime due corse conquistò un secondo posto e una vittoria, sufficienti al pilota di Oviedo per classificarsi quarto al termine del torneo, alle spalle di Bruno Junqueira, Nicolas Minassian e Mark Webber[14].
[modifica] 2001: in Formula 1 con la Minardi
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2001. |
Alonso fu il terzo pilota più giovane di sempre a partecipare ad un Gran Premio di Formula 1 quando esordì al Gran Premio d'Australia del 2001 con la Minardi[15]. Il team fu, nella prima parte della stagione, sotto il controllo del nuovo proprietario Paul Stoddart[16] e la vettura affidata ad Alonso, la PS01, non si mostrò né rapida né tantomeno affidabile. Nondimeno le sue prestazioni furono buone, tanto che, nella gara d'esordio, staccò in qualifica il compagno di squadra Tarso Marques di ben 2.6 secondi. Alla quarta gara di Imola riuscì a stare davanti a entrambe le Benetton F1, particolarità che si sarebbe ripetuta più tardi nel campionato[14]. Nella corsa finale a Suzuka chiuse 11° e il direttore del team Stoddart, quattro anni dopo, descrisse la sua prova come «53 giri da qualifica[17]». A far notizia non fu tanto la posizione conquistata, quanto il numero di avversari di maggior esperienza messi alle spalle: Heinz-Harald Frentzen della Prost (con un motore Ferrari), la BAR-Honda di Olivier Panis, le due Arrows e Alex Yoong (il nuovo compagno di squadra[14]). Chiuse la stagione a 0 punti.
I discreti risultati lo fecero conoscere a tutto il mondo e attirarono l'attenzione di molti team di punta della F1. Nel mese di settembre dello stesso anno, la stampa europea sostenne che la Sauber volesse cercare di rimpiazzare Kimi Räikkönen con lo spagnolo, ancorchè, sia Felipe Massa sia il collaudatore della Jaguar André Lotterer, parevano essere in vantaggio rispetto allo stesso Alonso[18]. Un mese più tardi, Massa fu scelto dal team svizzero per il 2002[19].
Alla fine fu decisivo Flavio Briatore il quale, convinto nelle potenzialità di Alonso, lo portò, in qualità di team manager, alla Renault. Briatore, in un primo momento, pensò di collocare Alonso al posto di Jenson Button, ma poi scelse di prendere Fernando unicamente come collaudatore per il 2002[14].
[modifica] 2002-2006: gli anni dei successi con la Renault
- 2002
Alonso di conseguenza divenne collaudatore per la Renault[20], la quale aveva rilevato la Benetton[21], e nel 2002 completò 1643 giri di test. Come previsto, venne premiato la stagione seguente da Briatore, il quale lo pose, sostituendo Button, al fianco di Jarno Trulli[14].
- 2003
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2003. |
Al Gran Premio della Malesia del 2003 conquistò la prima pole position[22]; fu così che diventò il più giovane pilota a partire in prima fila in F1[3]. Il 2003 fu anche l'anno del primo grave incidente; durante il GP del Brasile, arrivato troppo velocemente nel luogo dell'incidente di Mark Webber, colpì una ruota di quest'ultimo e si schiantò a 290km/h contro le barriere di protezione[23]. Alonso venne trasportato in ospedale per accertamenti e la gara sospesa dai giudici[24]; ciò nonostante, questo fuori pista non gli impedì di andare sul podio, in quanto, per la classifica finale, vennero prese in considerazione le posizioni risalenti al giro precedente, con il pilota della Renault terzo[25].
Alla quinta gara chiuse secondo davanti al pubblico di casa, mentre durante il GP d'Europa del 2003, accusato da David Coulthard e dall'amministratore delegato della McLaren di aver rallentato improvvisamente durante la gara proprio il pilota britannico, causando così facendo un incidente tra i due, venne "scagionato" dai commissari FIA dopo un colloquio con i piloti e dopo un controllo accurato della telemetria[26]. Divenne, dopo la vittoria all'Hungaroring, il più giovane pilota in Formula 1 ad aver vinto una corsa[27]. Chiuse l'anno al sesto posto in classifica generale, con 55 punti e quattro podi.
- 2004
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2004. |
Alonso, per la stagione 2004, decise di rimanere alla Renault e durante l'anno salì sul podio per quattro volte, senza tuttavia vincere un GP. A Indianapolis fu nuovamente protagonista di un incidente ad alta velocità mentre stava battagliando per la terza posizione. Da menzionare il secondo posto dietro a Michael Schumacher in Francia, dove il tedesco lottò fino alla fine per riuscire a strappare il successo (nelle qualifiche Alonso aveva ottenuto la sua prima e unica pole position della stagione[28]).
Intanto, verso la fine dell'anno, peggiorarono sia i rapporti tra il compagno Trulli e Flavio Briatore sia le prestazioni della Renault[29]. Per il 2005 Trulli si accordò infatti con la Toyota[30]. Alonso finì il torneo in quarta posizione generale, a 59 punti.
- 2005
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2005. |
| « Voglio dedicare questo campionato alla mia famiglia, e a tutti i miei più cari amici che mi hanno sostenuto nella mia carriera. La Spagna non è un paese con una grande tradizione di Formula 1, e noi dovevamo lottare da soli, ogni giorno, per far accadere questo. Un enorme ringraziamento dovrebbe andare anche al mio team, il migliore in F1; abbiamo vinto il titolo insieme. Si dirà che io sono campione di mondo, ma, nella nostra scuderia, lo siamo tutti » | |
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(Fernando Alonso dopo la vittoria del suo primo mondiale)
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Trulli fu sostituito nel 2005 con il pilota italiano Giancarlo Fisichella[31]. La Renault partì tra le favorite, ma i risultati furono da subito superiori a ogni più rosea aspettativa[32]: la vettura infatti fu sin dalle prime gare veloce e ben equilibrata[32], mentre, a causa delle modifiche regolamentari, i principali avversari dell'anno precedente (Ferrari, McLaren, BAR) si trovarono in ritardo o mancarono di affidabilità, specialmente la Rossa.
All'esordio in Australia Alonso giunse terzo per via di una posizione poco felice sulla griglia di partenza (uno scroscio di pioggia rallentò il suo giro cronometrato, facendolo partire 13°) in una gara vinta proprio dal nuovo compagno di squadra Fisichella[33], ma nelle successive tre gare (Malesia, Bahrain, San Marino) una sequenza di vittorie ottenute dalla pole position lo issò in testa alla classifica mondiale[34][35][36], posizione che non avrebbe più ceduto fino alla fine del campionato.
Il resto della stagione fu poi caratterizzato dal tentativo di Kimi Räikkönen di recuperare lo svantaggio grazie a una McLaren che via via si dimostrò la vettura più competitiva, afflitta però spesso da problemi di affidabilità che lo danneggiarono nella rincorsa[37]. Alonso contò invece sulla solidità della Renault per conquistare preziosi piazzamenti nella maggior parte delle gare e ulteriori vittorie al Nürburgring[38] e Hockenheim[39], sfruttando i problemi di Räikkönen[38][39], e in Francia[40], partendo indisturbato dalla pole come a inizio anno[41].
Dato il considerevole vantaggio, nelle ultime gare della stagione diventò evidente come Räikkönen dovesse vincere tutte le corse in programma mentre Alonso avrebbe potuto accontentarsi di perdere pochi punti, o addirittura guadagnarne come a Monza[42], dove il vinse l'altra McLaren di Juan Pablo Montoya[42] a fronte di ennesimi problemi tecnici per il finlandese[42]. Questa tattica attendista generò non poche critiche al giovane pilota[43], ma lo portò a vincere matematicamente il titolo il 25 settembre in Brasile con l'ennesimo podio[44]: ottenne in questo modo il record di campione del mondo più giovane con i suoi 24 anni 1 mese e 28 giorni[4] (superando il precedente record di Emerson Fittipaldi[37]), successivamente battuto da Lewis Hamilton[5]. La stagione fu suggellata dalla pole e vittoria indisturbata al Gran Premio di Cina che regalò anche il primo Campionato Costruttori alla Renault[45]. Le sue vittorie incollarono alla tv (sull'italo-iberica Telecinco e sulla catalana TV3) milioni di spagnoli, con punte di 8 milioni di spettatori e 55% di share.
Più tardi dichiarò che quella del Brasile fu la sua gara più bella, perchè sofferta e fino alla fine con il timore di non arrivare al traguardo. Sempre nel 2005 fu insignito del Premio Principe delle Asturie per meriti sportivi[46].
- 2006
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2006. |
Alonso difese il titolo nella stagione 2006 ancora al volante della Renault. Se l'anno prima era stata la McLaren con Raikkonen la sfidante principale dello spagnolo, sin dalle prove della prima gara (in Bahrain), si evidenziò il ritorno su alti livelli della Ferrari[47][48], dopo le difficoltà della stagione precedente: sarebbe stato proprio il pluricampione del Cavallino Schumacher a contendergli il titolo. Il primo round andò, comunque, ad Alonso, abile a passare il tedesco al pit stop, controllandolo poi nell'ultima fase di gara[49].
Approfittando di alcuni problemi tecnici palesati a inizio campionato dalla Ferrari, il campione spagnolo portò a casa un secondo posto al successivo Gran Premio della Malesia[50] e un'altra vittoria in Australia[51]: dopo tre gare si trovò salfamente in testa al Mondiale con 28 punti, mentre il ferrarista rimase attardato, al quarto posto, con soli 11[52]. Questo vantaggio iniziale si sarebbe rivelato fondamentale per le future sorti del campionato. Al ritorno in Europa la Ferrari mostrò notevoli progressi, sia sul piano dell'affidabilità, che delle prestazioni; così il tedesco centrò due vittorie consecutive, a Imola[53] e al Nurburgring[54], che gli consentirono di rilanciarsi per la lotta al titolo[54].
Alonso si riprese e infilò, a sua volta, quattro successi (Spagna[55], Monaco[56], Gran Bretagna[57] e Canada[58]) che sembrarono proiettarlo definitivamente verso la conquista del suo secondo mondiale: a metà stagione, fu leader del campionato con 25 punti di vantaggio su Schumacher[58].
La seconda parte del torneo, tuttavia, segnò una netta ripresa del team di Maranello, con il tedesco vincitore dei tre successivi Gran Premi corsi in USA[59], Francia[60] e Germania[61]. In questa fase della stagione la scuderia modenese parve più competitiva della Renault[61], anche per merito del grande recupero delle gomme Bridgestone sulle Michelin[62]. La squadra francese venne poi ulteriormente penalizzata, da un punto di vista tecnico, dall'improvvisa decisione della FIA, di vietare il mass damper[63], sistema intorno al quale era stata progettata la vettura[62].
Divamparono le polemiche, con Briatore che accusò la federazione di voler favorire il recupero della Ferrari. A gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche arrivò la decisione dei commissari, in Ungheria, prima di penalizzare sulla griglia Alonso, reo di aver stretto il collaudatore della Red Bull, Robert Doornbos, contro il muretto dei box nel corso delle prove del venerdì[64], e poi di punire analogamente Schumacher, colpevole di aver effettuato un doppio sorpasso in regime di bandiere rosse, nelle libere del sabato[65]: perciò entrambi si ritrovarono con il proprio miglior tempo in qualifica incrementato di due secondi e di conseguenza retrocessi nelle posizioni di centro gruppo[65]. Riguardo alle manovre proibite dello spagnolo nei confronti di Doornbos, i giudici di gara avrebbero reputato in seguito le mosse dello spagnolo come «inutili, inaccettabili e pericolose». La pioggia sarebbe poi finita con il condizionare il Gran Premio: in una gara dai mille volti, tutti e due restarono a bocca asciutta, con Alonso vittima di un problema a una ruota che lo costrinse al ritiro proprio quando la gara era sotto il suo controllo e il ferrarista che non seppe cogliere l'occasione guadagnata, resistendo oltremisura a Nick Heidfeld fino a venire a contatto con il pilota della Sauber-BMW[66].
In Turchia, lo spagnolo della Renault riuscì a riguadagnare due punti sul tedesco[67], ma ne perse ben dieci a Monza, dove fu costretto al ritiro della rottura del motore[68], fatto questo che generò un boato dei tifosi ferraristi sugli spalti che esultarono dopo aver visto l'entusiasmante rimonta dal decimo al terzo posto vanificata; il pilota asturiano, infatti, protagonista in qualifica di un rallentamento ai danni di Felipe Massa che venne sanzionato con un arretramento di cinque posizioni sulla griglia di partenza[69], fu costretto a tentare un'ardua risalita. Riguardo a ciò, lo spagnolo dichiarò: «Amo la passione dei tifosi che vengono qui anche dalla Spagna, amo lo sport, ma non considero più la Formula 1 come tale[70]». Fecero discutere le affermazioni, a campionato terminato, del team manager Briatore, il quale paragonò l'atteggiamento dei commissari nei confronti di Alonso allo scandalo del calcio italiano del 2006[71], definendo però la rottura del motore in Giappone di Michael Schumacher come una sorta di «giustizia divina[72]».
Quando mancarono solo tre gare alla fine del Campionato, i due contendenti furono separati da sole due lunghezze, a favore di Fernando Alonso[73]. Al Gran Premio di Cina, condizionato anch'esso dalla pioggia, Schumacher centrò la vittoria proprio davanti al rivale, che venne così superato in testa alla classifica piloti, pur avendo gli stessi punti[74]. La svolta definitiva del Mondiale avvenne al 36° giro del Gran Premio del Giappone: il tedesco della Ferrari era agevolmente in testa quando ruppe il motore, spianando la strada alla settima vittoria dell'anno di Alonso che gli consentì di porre una seria ipoteca sulla classifica generale[75].
I duellanti si presentarono quindi all'ultima gara in Brasile distanziati di ben dieci punti: allo spagnolo sarebbe bastato controllare, mentre Schumacher, giunto all'ultima gara della carriera[76], non avrebbe avuto altra possibilità che vincere, sperando che la Renault manifestasse problemi. Ma fu il ferrarista che, dapprima, venne costretto a non partecipare all'ultima fase delle qualifiche causa la rottura della pompa della benzina[77], poi, in gara, rimase attardato per una foratura[78]. A nulla sarebbe valso il suo recupero fino al quarto posto finale a suon di sorpassi e giri veloci, con Alonso che controllò tranquillamente e tagliò il traguardo in seconda piazza, alle spalle dell'altro ferrarista Felipe Massa, riconfermandosi così Campione del Mondo insieme alla sua Renault, vincitrice per il secondo anno consecutivo del campionato costruttori.
[modifica] 2007: il passaggio alla McLaren
| Per approfondire, vedi le voci Formula 1 stagione 2007 e Spy Story (F1). |
Ancor prima che cominciasse la stagione 2006, il 19 dicembre 2005, Alonso annunciò la firma con la McLaren per il 2007[79]. Cominciò la sua avventura ufficiale con il team britannico il 15 gennaio 2007, a Valencia.
Il pilota spagnolo iniziò bene l'esperienza con il team anglo-tedesco, giungendo secondo nel Gran Premio d'Australia alle spalle del neo-ferrarista Kimi Räikkönen[80] e vincendo in Malesia la seconda gara della stagione, in cui si registrò una doppietta McLaren[81]. La seconda vittoria dell'anno arrivò sul circuito del Principato, ancora una volta accompagnata da una doppietta[82], la terza nel Gran Premio d'Europa[83], dopo una gara caratterizzata dall'alternarsi del sole e della pioggia[84], mentre la quarta in Italia, a Monza[85].
Dopo la sentenza sulla Spy Story del 13 settembre 2007, alla McLaren vennero tolti tutti i punti della classifica costruttori 2007[86], mentre ai suoi piloti Hamilton ed Alonso venne riconosciuto il merito di aver portato le prove della colpevolezza della McLaren[87], contenute in una serie di E-mail e contatti scambiati con il collaudatore Pedro de la Rosa (a sua volta informato dal capo progettista McLaren, Mike Coughlan) in cui puntualmente venivano citate informazioni confidenziali sui segreti della Ferrari[88][89]: in questo modo poterono evitare ogni tipo di penalizzazione[87]. Dall'E-mail emerse chiaramente che Alonso fu sorpreso dai dati ricevuti e che dubitò dell'autenticità di questi: lo spagnolo era a conoscenza della strategia della Rossa durante il GP d'Australia e durante il GP del Bahrein, gare in cui arrivò rispettivamente 2° e 5°[90].
Il boss della McLaren, Ron Dennis, interrogato dalla FIA dopo il Gran Premio d'Ungheria, dichiarò che Alonso lo aveva precedentemente minacciato di rivelare queste azioni, se non fosse stato posto come prima guida della scuderia[91]; Alonso non accettò la versione dei fatti di Dennis e chiese alla FIA di mostrare le prove della sua innocenza. La federazione affermò infine che aveva appreso tali fatti grazie ad un errore di Coughlan[92].
Alonso concluse la stagione al 3º posto, a pari punti con il suo compagno di scuderia Lewis Hamilton e ad un solo punto di scarto da Kimi Räikkönen, vincitore del campionato[93] (il più esiguo margine di punti tra 1º, 2º e 3º classificato al termine di una stagione di F1).
La stagione fu caratterizzata dalla forte rivalità tra Alonso, il direttore sportivo della scuderia di Woking, Ron Dennis ed il suo compagno di squadra Hamilton[94][95][96], che, sebbene debuttante al fianco del due volte campione del mondo, si rivelò da subito competitivo[95]. Il rapporto tra lo spagnolo e il team degenerò Gran Premio dopo Gran Premio, con la spaccatura definitiva durante le prove della gara in Ungheria[96]: lo spagnolo effettuò un pit-stop più lungo del necessario e non permise ad Hamilton (in attesa ai box del rifornimento dell'asturiano) di completare un nuovo giro che avrebbe potuto regalare la pole position all'inglese[97]. Alonso ebbe cinque posizioni in meno alla partenza[98] e la Mclaren venne estromessa dal punteggio per la classifica costruttori in quella corsa[99].
Il 2 novembre 2007 venne ufficializzato il suo divorzio dalla McLaren Mercedes[100]; il pilota spagnolo, il giorno stesso dell'annuncio, dichiarò: «Non mi sono mai sentito a mio agio in questo team[101]». Il 10 dicembre divenne ufficiale il suo ritorno alla Renault guidata da Flavio Briatore[102].
[modifica] 2008-2009: il ritorno alla Renault
- 2008
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2008. |
Nel 2008 Alonso ritornò alla Renault[103], che per riaverlo come prima guida dovette battere la concorrenza di Red Bull[104], Toyota[105] e Honda[106]. Venne affiancato dal giovane Nelson Angelo Piquet[102], esordiente nella categoria[107]. Da subito la stagione apparve in salita, a causa delle scarse prestazioni che la R-28 collezionò nei test e nelle prime prove.
La stagione del due volte campione del mondo, fino a quel punto deludente, ebbe una svolta a Singapore[108], durante il primo Gran Premio a corrersi sul tracciato cittadino della città-stato asiatica e il primo Gran Premio della storia della Formula 1 in notturna (svolto su pista illuminata artificialmente): conquistò la sua prima vittoria dopo il ritorno alla Renault[109]. Sebbene nei due turni di prove libere fosse stato il più veloce di tutti[110], un problema nel pescaggio della benzina della sua monoposto durante le qualifiche lo costrinse a prendere il via dalla 15º posizione[110]. In gara partì molto scarico di carburante e dopo un brillante scatto balzò subito al 12º posto. Fu tra i primi a rientrare ai box per rifornire e al suo ritorno in pista, grazie all'ingresso della safety car per incidente del suo compagno di scuderia Nelson Piquet Jr., si ritrovò nelle prime posizioni. In regime di safety car uscirono dai giochi i piloti che avrebbero potuto contendersi la vittoria. Alonso vinse così la corsa davanti a Nico Rosberg e Lewis Hamilton[109].
Nel Gran Premio del Giappone, corso sul circuito del Fuji si qualificò al quarto posto[111] e, dopo una gara movimentata ma condotta quasi sempre in testa, portò a casa il suo secondo Gran Premio stagionale, precedendo Robert Kubica e Kimi Räikkönen[112].
A Interlagos, ultimo GP del Mondiale che fece di Hamilton il campione più giovane della Formula 1[5], il pilota spagnolo non fu in grado di esprimersi al meglio durante le prove ufficiali e si qualificò sesto[113]. Si riscattò in gara, dove, mantenendo un ottimo passo, riuscì a posizionarsi alle spalle del leader della corsa Massa. Terminò il Gran Premio secondo[114], piazzamento questo che gli consentì di ottenere la quinta posizione in classifica generale per un punto, davanti a Nick Heidfeld[115]. Con l'ottima prestazione del Gran Premio del Brasile, che diede un seguito alle vittorie e ai buoni piazzamenti delle corse immediatamente precedenti, il pilota di Oviedo mise fine a una della stagioni più difficili della sua carriera.
A campionato finito, confermò il prolungamento del suo contratto fino al 2010: correrà ancora per due anni con la Renault[116], scelta maturata dopo i notevoli miglioramenti tecnici che la casa francese palesò soprattutto negli ultimi Gran Premi del 2008[117].
L'ipotesi di un suo passaggio alla Scuderia del Cavallino Rampante tuttavia continuò, specialmente nel periodo di pausa, ad essere definita quantomeno possibile dagli addetti ai lavori, soprattutto in ottica futura[118][119]. In molti legarono quindi a questo fatto la presenza sulla livrea Ferrari a partire dal 2010 dello sponsor spagnolo Banco Santander, che potrebbe spingere la Rossa all'ingaggio del pilota asturiano[119][120].
- 2009
| Per approfondire, vedi la voce Formula 1 stagione 2009. |
Anche nel 2009 Alonso corre per la Renault, che conferma anche il giovane compagno di squadra Nelson Piquet Jr. come seconda guida[117]. Nonostante la nuova vettura della casa francese, la R29, avesse mostrato una buona competitività nei test invernali grazie anche all'introduzione del kers, le prime gare della stagione si rivelano piuttosto difficili per Alonso, che si trova a lottare con i nuovi diffusori introdotti da Brawn GP, Toyota e Williams, le cui vetture si dimostrano nettamente più veloci[121].
Dopo un buon 5º posto nel primo Gran Premio stagionale, non riesce ad ottenere piazzamenti rilevanti nelle successive tre corse, fuorché un secondo posto in qualifica in Cina[122], dovuto all'esiguo quantitativo di benzina presente nella sua Renault[123]. La stessa gara si svolge sotto una pioggia torrenziale e l'asturiano viene richiamato ai box prima del dovuto per un errore di valutazione sulle previsioni meteo: concluderà la gara al 9º posto[124].
Deluso dal rendimento della Renault, dopo il GP di Monaco, gara in cui si trova nuovamente nelle posizioni di centro classifica (finirà 7º[125]), non nasconde il proprio rammarico al quotidiano spagnolo AS e afferma: «Ne ho abbastanza di perdere le speranze a metà campionato. Io sono sempre molto motivato, ma sono stanco di essere dietro[126]».
[modifica] L'impatto sul pubblico spagnolo
Le grandi prestazioni di Alonso ebbero una forte influenza sui gusti sportivi degli spagnoli. I suoi successi, infatti, incrementarono notevolmente gli appassionati di F1 nel proprio paese d'origine[127]. Addirittura il 25 settembre 2005, giorno del suo storico titolo iridato, nella città natale di Alonso, Oviedo, ebbero luogo dei festeggiamenti scatenati[12]. I supporter di Alonso si riconoscevano dalla bandiera azzurra e gialla delle Asturie[128], che casualmente coincideva con il colore giallo-azzurro della Renault tra il 2002 e il 2006. Dopo la vittoria della competizione si tenne ad Oviedo una vera e propria mostra dell'equipaggiamento del neo campione mondiale[128].
[modifica] Vita privata
È stato nell'infanzia compagno di scuola del cantante Melendi, che gli ha dedicato la canzone Magic Alonso proprio in occasione del 24° compleanno del pilota spagnolo. La stessa canzone è stata rilasciata dall'emittente Telecinco durante la riproposizione del Gran Premio d'Ungheria del 2005[129].
È sposato dal 17 novembre 2006 con Raquel del Rosario, cantante del gruppo pop El Sueño de Morfeo[130][131][132].
Attualmente vive a Oxford, in Inghilterra[10], e possiede una casa a Mont-sur-Rolle, vicino al Lago di Ginevra, in Svizzera[133]. È un amante delle carte da gioco, ma anche dei trucchi che con esse si possono svolgere[10]; durante il weekend di gara è solito partecipare a partite di poker con il collega Robert Kubica e con altri appassionati all'interno del paddock[134]. Segue molti sport, come il ciclismo, il calcio (è un tifoso del Real Madrid[135]) e il tennis[10]. Oltre alla lingua madre, lo spagnolo[136], Alonso parla l'italiano[137], il francese[138] e l'inglese[139].
L'osservatorio astronomico di Maiorca gli ha intitolato un asteroide, 73533 Alonso[140].
Nel 2006 ha prestato la sua voce a uno dei personaggi del film di animazione Cars, della Pixar Animation Studios[141].
Il 4 gennaio del 2009 è stato coinvolto in un incidente aereo in Kenya con la moglie, dal quale è uscito completamente illeso. Il jet privato del pilota, di ritorno dalle vacanze di Natale trascorse in compagnia di Briatore, si è schiantato con l'ala sinistra contro una palazzina dell'aeroporto di Malindi[132].
[modifica] Risultati
[modifica] Sintesi della carriera
| Stagione | Classe | Scuderia | Gare | Poles | Vittorie | Punti | Piazzamento finale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1999 | Euro Open by Nissan | Campos Motorsport | 15 | 9 | 6 | 164 | 1º |
| 2000 | International Formula 3000 | Team Astromega | 9 | 1 | 1 | 17 | 4º |
| 2001 | Formula 1 | Minardi | 17 | 0 | 0 | 0 | 23º |
| 2002 | Formula 1 | Renault | Collaudatore | ||||
| 2003 | Formula 1 | Renault | 16 | 2 | 1 | 55 | 6º |
| 2004 | Formula 1 | Renault | 18 | 1 | 0 | 59 | 4º |
| 2005 | Formula 1 | Renault | 19 | 6 | 7 | 133 | 1º |
| 2006 | Formula 1 | Renault | 18 | 6 | 7 | 134 | 1º |
| 2007 | Formula 1 | McLaren | 17 | 2 | 4 | 109 | 3º |
| 2008 | Formula 1 | Renault | 18 | 0 | 2 | 61 | 5º |
| 2009 | Formula 1 | Renault | 9 | 0 | 0 | 13 | 8º* |
*Stagione in corso.
[modifica] In Formula 3000
N.B. Le gare in grassetto indicano una pole position mentre quelle in corsivo indicano il giro più veloce in gara.
(Legenda)
| Anno | Scuderia | Vettura | Motore | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | Posizione | Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2000 | Team Astromega | Lola B99/50 | Zytek V8 | IMO 9 |
SIL NP |
CAT 15 |
NÜR Rit |
MON 8 |
MAG Rit |
A1R 6 |
HOC Rit |
HUN 2 |
SPA 1 |
4º | 17 |
[modifica] In Formula 1
N.B. Le gare in grassetto indicano una pole position mentre quelle in corsivo indicano il giro più veloce in gara.
(Legenda)
| Anno | Scuderia | Vettura | Motore | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | Posizione | Punti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2001 | European Minardi F1 Team | Minardi PSO1 | Cosworth V10 | AUS 12 |
MAL 13 |
BRA Rit |
SMR Rit |
SPA 13 |
AUT Rit |
MON Rit |
CAN Rit |
EUR 14 |
FRA 17 |
GBR 16 |
GER 10 |
HUN Rit |
BEL Rit |
ITA 13 |
USA Rit |
JAP 11 |
23º | 0 | ||
| 2003 | Mild Seven Renault | Renault R23 | Renault V10 | AUS 7 |
MAL 3 |
BRA 3 |
SMR 6 |
SPA 2 |
AUT Rit |
MON 5 |
CAN 4 |
EUR 4 |
FRA Rit |
GBR Rit |
GER 4 |
HUN 1 |
ITA 8 |
USA Rit |
JAP Rit |
6º | 55 | |||
| 2004 | Mild Seven Renault | Renault R24 | Renault V10 | AUS 3 |
MAL 7 |
BAH 6 |
SMR 4 |
SPA 4 |
MON Rit |
EUR 5 |
CAN Rit |
USA Rit |
FRA 2 |
GBR 10 |
GER 3 |
HUN 3 |
BEL Rit |
ITA Rit |
CHI 4 |
JAP 5 |
BRA 4 |
4º | 59 | |
| 2005 | Mild Seven Renault | Renault R25 | Renault V10 | AUS 3 |
MAL 1 |
BAH 1 |
SMR 1 |
SPA 2 |
MON 4 |
EUR 1 |
CAN Rit |
USA NP |
FRA 1 |
GBR 2 |
GER 1 |
HUN 11 |
TUR 2 |
ITA 2 |
BEL 2 |
BRA 3 |
JAP 3 |
CHI 1 |
1º | 133 |
| 2006 | Mild Seven Renault | Renault R26 | Renault V8 | BAH 1 |
MAL 2 |
AUS 1 |
SMR 2 |
EUR 2 |
SPA 1 |
MON 1 |
GBR 1 |
CAN 1 |
USA 5 |
FRA 2 |
GER 5 |
HUN Rit |
TUR 2 |
ITA Rit |
CHI 2 |
JAP 1 |
BRA 2 |
1º | 134 | |
| 2007 | Vodafone McLaren Mercedes | McLaren MP4-22 | Mercedes V8 | AUS 2 |
MAL 1 |
BAH 5 |
SPA 3 |
MON 1 |
CAN 7 |
USA 2 |
FRA 7 |
GBR 2 |
EUR 1 |
HUN 4 |
TUR 3 |
ITA 1 |
BEL 3 |
JAP Rit |
CHI 2 |
BRA 3 |
3º | 109 | ||
| 2008 | ING Renault F1 | Renault R28 | Renault V8 | AUS 4 |
MAL 8 |
BAH 10 |
SPA Rit |
TUR 6 |
MON 10 |
CAN Rit |
FRA 8 |
GBR 6 |
GER 11 |
HUN 4 |
EUR Rit |
BEL 4 |
ITA 4 |
SIN 1 |
JAP 1 |
CHI 4 |
BRA 2 |
5º | 61 | |
| 2009 | ING Renault F1 | Renault R29 | Renault V8 | AUS 5 |
MAL 11 |
CHI 9 |
BAH 8 |
SPA 5 |
MON 7 |
TUR 10 |
GBR 14 |
GER 7 |
HUN |
EUR |
BEL |
ITA |
SIN |
JAP |
BRA |
ABU |
8° | 13 |
[modifica] Vittorie
| Anno | GP Vinti |
|---|---|
| 2003 | 1 (Ungheria) |
| 2005 | 7 (Malesia, Bahrain, San Marino, Europa, Francia, Germania, Cina) |
| 2006 | 7 (Bahrain, Australia, Spagna, Monaco, Gran Bretagna, Canada, Giappone) |
| 2007 | 4 (Malesia, Monaco, Europa, Italia) |
| 2008 | 2 (Singapore, Giappone) |
[modifica] Record e risultati rilevanti
| Record o risultato significativo | Luogo, stagione, numero o età del primato |
|---|---|
| Più giovane bi-campione del mondo | 25 anni e 84 giorni nel 2006 |
| Più giovane pilota e minor numero di gare per raggiungere 500 punti | Al Gran Premio di Francia del 2008 |
| Secondo pilota (dopo Michael Schumacher) a ottenere per tre stagioni consecutive 100 (o più) punti | Nel 2005, nel 2006 e nel 2007 |
| Secondo più alto numero di podi in una stagione | 15 nel 2005 (dietro a Michael Schumacher: 17 nel 2002) |
| Secondo più alto numero di podi consecutivi | 15 tra il 2005 e il 2006 (dietro a Michael Schumacher: 19 tra il 2001 e il 2002) |
| Secondo più giovane pilota in pole position | 21 anni e 237 giorni al Gran Premio della Malesia del 2003 (dietro a Sebastian Vettel: 21 anni e 72 giorni) |
| Terzo più alto numero di punti in una stagione | 134 nel 2006 (dietro a Michael Schumacher: 148 nel 2004 e 144 nel 2002) |
| Terzo più giovane pilota a prendere parte ad una corsa | 19 anni e 218 giorni al Gran Premio d'Australia del 2001 (dietro a Mike Thackwell: 19 anni e 182 giorni e dietro a Ricardo Rodríguez: 19 anni e 208 giorni) |
| Vincitore del primo Gran Premio di Formula 1 in notturna | Gran Premio di Singapore del 2008 |
| Vincitore dell'800° Gran Premio di Formula 1 | Gran Premio di Singapore del 2008 |
[modifica] Note
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- ^ «Massa e Sutil nell'Associazione piloti». Tuttosport. URL consultato in data 27-5-2009.
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- ^ Vincenzo Borgomeo. «Gp di Francia, la riscossa Renault Imprendibile Alonso: è pole». La Repubblica, 3-7-2004. URL consultato in data 26-5-2009.
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- ^ «Gran Premio della Malesia». Quattroruote. URL consultato in data 27-5-2009.
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- ^ «Gran Premio di Spagna». Quattroruote. URL consultato in data 27-5-2009.
- ^ «Gran Premio di Monaco». Quattroruote. URL consultato in data 27-5-2009.
- ^ «Gran Premio di Gran Bretagna». Quattroruote. URL consultato in data 27-5-2009.
- ^ a b «Gran Premio del Canada». Quattroruote. URL consultato in data 27-5-2009.
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- ^ Marco Degl'Innocenti. «La gara maledetta dei fenomeni». La Gazzetta dello Sport, 7-8-2006, pag. 2.
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- ^ Andrea Cremonesi. «La Renault si ribella: "F.1 fuori controllo"». La Gazzetta dello Sport, 10-9-2006, pag. 30.
- ^ Andrea Cremonesi. «Alonso: "Non è sport Una gara truccata"». La Gazzetta dello Sport, 11-9-2006, pag. 9.
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- ^ «Briatore, veleno su Schumacher». TGcom, 9-10-2006. URL consultato in data 6-5-2009.
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- ^ Andrea Cremonesi. «A Michael salta il motore Renault salta sul Mondiale». La Gazzetta dello Sport, 9-10-2006, pag. 5.
- ^ Marco Degl'Innocenti. «Schumi: «Chiudo con un Mondiale»». La Gazzetta dello Sport, 20-10-2006, pag. 3.
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- ^ «McLaren, non ti allargare…», Quattroruote, 28-5-2007. URL consultato in data 28-5-2009.
- ^ «Gran Premio d'Europa - Così al traguardo». Quattroruote, 23-7-2007. URL consultato in data 28-5-2009.
- ^ «Gran Premio d'Europa - Alonso, unico campione vero». Quattroruote, 23-7-2007. URL consultato in data 28-5-2009.
- ^ «Gran Premio d'Italia - Così al traguardo». Quattroruote, 10-9-2007. URL consultato in data 28-5-2009.
- ^ Andrea Cremonesi. «E la Ferrari si prende il titolo costruttori Todt: "Riconosciuta l' illegalità"». La Gazzetta dello Sport, 14-9-2007, pag. 2.
- ^ a b Andrea Cremonesi. «Stangatina McLaren Alonso e Hamilton non vengono toccati». La Gazzetta dello Sport, 14-9-2007, pag. 3.
- ^ Arianna Ravelli. «Spy story, un'email di Alonso aiuta la Ferrari». Corriere della Sera, 7-9-2007. URL consultato in data 29-5-2009.
- ^ «E-mail De la Rosa-Alonso "Ecco i dati della Ferrari"». La Gazzetta dello Sport, 14-9-2007. URL consultato in data 29-5-2009.
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[modifica] Bibliografia
- Raquel Actis, Fernando Alonso: el principe de la Formula 1, (in spagnolo) Nuevas Ediciones del Motor, 2003. ISBN 9788460797845
- Victor Seara, Fernando Alonso: una estrella en el mundo de la Formula 1, (in spagnolo) La esfera de los libros, 2004. ISBN 9788497341820
- Raquel Actis; Luis Criado, Fernando Alonso: la lucha por la superacion, (in spagnolo) Cultural, 2005. ISBN 9788460978183
- Victor Seara, Fernando Alonso: una estrella del mundo de la Formula 1, (in spagnolo) La esfera de los libros, 2005. ISBN 9788497343329
- Josep Viaplana, El nuevo rey-Campeón Fernando Alonso, (in spagnolo) Ediciones B, 2005. ISBN 9788466617987
- Rodrigo Castillo Brian; Javier del Arco de Izco, Antonio Lobato, Los 100 mejores pilotos de Fórmula 1: De Nino Farina a Fernando Alonso, 1950-2005, (in spagnolo) Cahoba Promociones y Ediciones, 2005. ISBN 9788498320565
- Martine Camus, Fernando Alonso: Le sacre de la jeunesse, (in francese) Chronosports, 2006. ISBN 9782847071085
[modifica] Voci correlate
- Formula 1
- Minardi
- Renault F1
- McLaren
- Premio Principe delle Asturie
- Flavio Briatore
- Michael Schumacher
- Lewis Hamilton
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Fernando Alonso
Wikiquote contiene citazioni di o su Fernando Alonso
Articolo su Wikinotizie: Automobilismo, Formula 1: Alonso vince il G.P. d'Europa 22 luglio 2007
Articolo su Wikinotizie: Alonso vince il mondiale di Formula 1 2006, GP del Brasile a Felipe Massa 22 ottobre 2006
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN, ES) Sito ufficiale
- (EN, FR, DE, ES) Profilo di Fernando Alonso, da ING-RenaultF1.com
- (EN) Profilo di Fernando Alonso, da Formula1.com
- (EN) Statistiche di Fernando Alonso, da Formula1DataBase.com
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