Campionato mondiale di Formula 1 1990

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Campionato mondiale di Formula 1 1990
Edizione n. 41 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 11 marzo
Termine 4 novembre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Ayrton Senna
su McLaren MP4/5B
Costruttori McLaren
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1990 del Campionato mondiale di Formula 1 è stata la quarantunesima nella storia della categoria ad assegnare il Titolo Piloti e la trentatreesima ad assegnare quello Costruttori. Il primo fu vinto dal brasiliano Ayrton Senna, che divenne quindi Campione del Mondo per la seconda volta in carriera, mentre il secondo fu vinto dalla McLaren - Honda, che se lo aggiudicò per il terzo anno di fila.

Cambiamenti rispetto al 1989[modifica | modifica sorgente]

La Life L190 (qui fotografata al festival di Goodwood) montava un innovativo propulsore W12, ma non riuscì mai a far segnare risultati di rilievo.

Cambiamenti regolamentari[modifica | modifica sorgente]

  • Furono resi obbligatori dei crash test per testare la solidità delle vetture, in particolare nella zona dell'abitacolo.
  • I piloti dovevano essere in grado di uscire dall'abitacolo in meno di cinque secondi senza aiuti; diventò obbligatorio anche concedere una maggiore libertà di movimento alle ginocchia.

Novità tecniche[modifica | modifica sorgente]

  • La Tyrrell 019, progettata da Harvey Postlethwaite e Jean-Claude Migeot, fu la prima vettura nella storia della Formula 1 ad avere un musetto rialzato, che consentiva così una migliore aerodinamica sull'anteriore; questa soluzione tecnica fu copiata nelle stagioni successive da tutte le altre scuderie.
  • La Life montava un motore W12 di nuova concezione, progettato dall'ex tecnico della Ferrari Franco Rocchi. Questo propulsore aveva tre bancate di quattro cilindri ciascuna, con l'idea di unire le dimensioni ridotte di un V8 con la potenza di un V12; tuttavia, si dimostrò molto poco potente ed estremamente inaffidabile.

Scuderie[modifica | modifica sorgente]

  • Si iscrisse per la prima volta al Mondiale la Life, fondata dall'imprenditore italiano Ernesto Vita.
  • La Rial e la Zakspeed si ritirarono dal Mondiale.
  • La Brabham passò sotto il controllo del gruppo giapponese Middlebridge, mentre la March fu acquistata dallo sponsor principale, la Leyton House di Akira Akagi, cambiando il nome appunto in Leyton House Racing. Anche la Arrows divenne proprietà di un gruppo giapponese, la Footwork.
  • La Onyx, venuto meno il finanziamento del belga Jean-Pierre Van Rossem, fu ceduta inizialmente alla Middlebridge, che poi la rivendette all'italo-svizzero Peter Monteverdi. La scuderia prese il nome di Onyx-Monteverdi, ma fu costretta a chiudere a causa della mancanza di fondi dopo il Gran Premio d'Ungheria.
  • A fine stagione la Lotus, reduce da un'annata disastrosa e dall'abbandono dello sponsor principale, la Camel, fu venduta dalla famiglia Chapman a Peter Collins e Peter Wright.
  • La Life e la EuroBrun rinunciarono a partecipare alle ultime due corse della stagione.
  • La Coloni, l'Osella e la Life schierarono una sola vettura.

Motori[modifica | modifica sorgente]

  • La Lotus firmò un contratto con la Lamborghini per la fornitura del V12 della casa italiana.
  • La Coloni concluse un accordo con la Subaru per montare sulla propria vettura un motore V12 a cilindri contrapposti sviluppato dalla Motori Moderni di Carlo Chiti. Tuttavia, i risultati deludenti convinsero la scuderia italiana a tornare, da metà stagione in poi, al più tradizionale Cosworth DFR.

Piloti[modifica | modifica sorgente]

Pneumatici[modifica | modifica sorgente]

  • La Tyrrell decise di passare dalla Goodyear alla Pirelli, mentre la Coloni compì il percorso inverso, firmando un contratto con la casa americana; anche la Life equipaggiò la propria unica vettura con pneumatici Goodyear.

Piloti e team[modifica | modifica sorgente]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Gomme N. Pilota GP Tester
Italia Scuderia Ferrari Ferrari 641 Ferrari 036 3.5 V12
037 3.5 V12
G 1 Francia Alain Prost Tutti Italia Gianni Morbidelli
2 Regno Unito Nigel Mansell Tutti
Regno Unito Tyrrell Racing Organisation Tyrrell 019 Ford DFR 3.5 V8 P 3 Giappone Satoru Nakajima Tutti Germania Volker Weidler
4 Francia Jean Alesi Tutti
Regno Unito Canon Williams Renault Williams FW13B Renault RS2 3.5 V10 G 5 Belgio Thierry Boutsen Tutti Regno Unito Mark Blundell
6 Italia Riccardo Patrese Tutti
Regno Unito Motor Racing Developments Ltd. Brabham BT58
BT59
Judd EV 3.5 V8 P 7 Svizzera Gregor Foitek 1-2 n/a
Australia David Brabham 3-16
8 Italia Stefano Modena Tutti
Regno Unito Footwork Arrows Racing Arrows A11
A11B
Ford DFR 3.5 V8 G 9 Italia Michele Alboreto Tutti n/a
10 Germania Bernd Schneider 1, 14
Italia Alex Caffi 2-13, 15-16
Regno Unito Camel Team Lotus Lotus 102 Lamborghini 3512 3.5 V12 G 11 Regno Unito Derek Warwick Tutti n/a
12 Regno Unito Martin Donnelly 1-14
Regno Unito Johnny Herbert 15-16
Italia Fondmetal Osella Osella FA1/M-E Ford DFR 3.5 V8 P 14 Francia Olivier Grouillard Tutti n/a
Regno Unito Leyton House Leyton House CG901 Judd EV 3.5 V8 G 15 Brasile Maurício Gugelmin Tutti Italia Bruno Giacomelli
16 Italia Ivan Capelli Tutti
Francia Automobiles Gonfaronaise Sportives AGS JH24
JH25
Ford DFR 3.5 V8 G 17 Italia Gabriele Tarquini Tutti n/a
18 Francia Yannick Dalmas Tutti
Regno Unito Benetton Formula Benetton B189B
B190
Ford HBA4 3.5 V8 G 19 Italia Alessandro Nannini 1-14 Regno Unito Johnny Dumfries
Brasile Roberto Moreno
Brasile Roberto Moreno 15-16
20 Brasile Nelson Piquet Tutti
Italia Scuderia Italia SpA Dallara F190 Ford DFR 3.5 V8 P 21 Italia Gianni Morbidelli 1-2 Italia Andrea Montermini
Italia Emanuele Pirro 3-16
22 Italia Andrea de Cesaris Tutti
Italia SCM Minardi Team Minardi M189
M190
Ford DFR 3.5 V8 P 23 Italia Pierluigi Martini Tutti n/a
24 Italia Paolo Barilla 1-14
Italia Gianni Morbidelli 15-16
Francia Ligier Gitanes Ligier JS33B Ford DFR 3.5 V8 G 25 Italia Nicola Larini Tutti Francia Emmanuel Collard
26 Francia Philippe Alliot Tutti
Regno Unito Honda Marlboro McLaren McLaren MP4/5B Honda RA109E 3.5 V10 G 27 Brasile Ayrton Senna Tutti Regno Unito Jonathan Palmer
Regno Unito Allan McNish
28 Austria Gerhard Berger Tutti
Francia Espo Larrousse F1 Lola LC89B
LC90
Lamborghini 3512 3.5 V12 G 29 Francia Éric Bernard Tutti n/a
30 Giappone Aguri Suzuki Tutti
Italia Subaru Coloni Racing
Italia Coloni Racing
Coloni C3B
C3C
Subaru 1235 F12
Ford DFR 3.5 V8
G 31 Belgio Bertrand Gachot Tutti n/a
Italia Euro Brun Racing EuroBrun ER189B Judd CV 3.5 V8 P 33 Brasile Roberto Moreno 1-14 n/a
34 Italia Claudio Langes 1-14
Regno Unito Moneytron Onyx Formula One
Regno Unito Monteverdi Onyx Formula One
Onyx ORE-1
ORE-2
Ford DFR 3.5 V8 G 35 Svezia Stefan Johansson 1-2 n/a
Svizzera Gregor Foitek 3-10
36 Finlandia JJ Lehto 1-10
Italia Life Racing Engines Life F190 Life F35 3.5 W12
Judd CV 3.5 V8
G 39 Australia Gary Brabham 1-2 Italia Franco Scapini Italia Bruno Giacomelli 3-14

Pre stagione[modifica | modifica sorgente]

Nell'inverno tra il 1989 ed il 1990 si sviluppò un'accesa polemica tra il presidente della FISA Jean-Marie Balestre e Ayrton Senna, con il brasiliano che accusava Balestre di aver manipolato l'esito della stagione precedente a favore di Prost (in particolare riferendosi alla squalifica subita nel Gran Premio del Giappone, che aveva di fatto assegnato il titolo mondiale al rivale). Per queste affermazioni, Senna subì una multa di 100.000 dollari ed il ritiro della superlicenza necessaria per correre in Formula 1, a meno che non avesse presentato le sue scuse alla FISA. La polemica si trascinò per tutto l'inverno e si risolse solo a febbraio, quando la McLaren spedì una lettera di scuse alla FISA in accordo con il pilota brasiliano[2], proprio allo scadere dell'ultimatum di Balestre; Senna poté così riavere la superlicenza e disputare la stagione 1990.

Riassunto della stagione[modifica | modifica sorgente]

Gran Premio degli Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio degli Stati Uniti 1990.
Alain Prost nell'abitacolo della sua Ferrari al Gran Premio degli Stati Uniti.

Con il passaggio dell'acerrimo rivale Prost alla Ferrari ed un'evoluzione della vettura che aveva dominato l'anno precedente, Ayrton Senna partiva favorito nella corsa al Mondiale 1990. Il brasiliano rispettò i pronostici nel Gran Premio degli Stati Uniti, nuovamente disputato sul circuito cittadino di Phoenix. Tuttavia, la gara non fu priva di sorprese: nelle qualifiche le gomme Pirelli si dimostrarono superiori alle rivali Goodyear e al fianco del poleman Gerhard Berger si schierò il sorprendente Pierluigi Martini, capace di portare la prima ed unica partenza in prima fila alla Minardi. In gara, Jean Alesi prese il comando con la sua Tyrrell; Senna, partito quinto, rimontò fino alle spalle del pilota francese, superandolo dopo un duello durato un paio di tornate. Il brasiliano ottenne così la prima vittoria stagionale davanti al giovane francese; terzo giunse Boutsen, seguito da Piquet, Modena (che non conquistò altri piazzamenti a punti nel prosieguo della stagione) e Nakajima, alla guida della seconda Tyrrell[3].

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1990.

Il secondo Gran Premio della stagione, disputato sul rinnovato Circuito di Interlagos, fu invece vinto da Alain Prost, che portò la prima vittoria alla Ferrari; il francese fu però favorito da un errore di Senna, che, dopo aver dominato tutta la gara, tamponò il doppiato Nakajima, dovendo rientrare ai box per riparare la propria vettura e concludendo in terza posizione, alle spalle anche del compagno di squadra Berger. Chiusero in zona punti anche Mansell, Boutsen (in lotta per la vittoria fino a metà gara e poi rallentato da un cambio gomme disastroso) e Piquet[4]..

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1990.

Tra il Gran Premio del Brasile e la successiva gara, in programma ad Imola, ci fu una pausa di ben sette settimane, durante le quali le scuderie effettuarono diversi test. Al Gran Premio di San Marino fece il suo debutto la nuova Tyrrell 019, il cui innovativo musetto rialzato destò parecchio stupore; le qualifiche furono dominate dalle due McLaren, con Senna che alla fine ebbe la meglio su Berger. Dopo la vittoria di Prost in Brasile la Ferrari deluse le aspettative, con i propri piloti relegati in terza fila, alle spalle anche delle due Williams - Renault di Boutsen e Patrese. In gara Senna mantenne la prima posizione per soli tre giri, ritirandosi però per un problema ad un cerchione; passò quindi al comando Boutsen, ma il pilota belga dovette abbandonare la corsa una quindicina di tornate più tardi, tradito dal motore della sua Williams. A contendersi la vittoria rimasero così Berger, Mansell e Patrese; il pilota della Ferrari tentò di sorpassare l'austriaco nel corso del 51º passaggio, ma finì per uscire di pista e poco dopo si ritirò per la rottura del motore. A poche tornate dal termine Patrese ebbe la meglio su Berger e vinse la sua terza corsa in carriera davanti all'austriaco; terzo chiuse Nannini, che negli ultimi giri resistette alla pressione di Prost. Alle spalle del francese giunsero, infine, Piquet e Alesi, che si aggiudicarono gli ultimi punti a disposizione[5].

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 1990.

Il Gran Premio di Monaco vide un dominio assoluto di Senna, che rimase al comando per tutta la gara dopo essere partito dalla pole position; dietro al brasiliano si mise nuovamente in luce Alesi che, partito dalla terza posizione, approfittò del ritiro del connazionale Prost a causa un problema elettrico per conquistare il secondo gradino del podio. Terzo giunse Berger, seguito da Boutsen, Caffi e Bernard; solo questi piloti tagliarono effettivamente il traguardo, mentre Foitek si classificò settimo dopo essersi ritirato per incidente a poche tornate dal termine[6].

Gran Premio del Canada[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 1990.
Alain Prost alla guida della sua Ferrari nel Gran Premio del Canada.

Senna vinse anche in Canada, in una gara iniziata con il circuito bagnato che si asciugò progressivamente; in questo caso, però, il brasiliano approfittò della penalità di un minuto inflitta al suo compagno di squadra Berger, che aveva tagliato il traguardo per primo, per partenza anticipata. L'austriaco scivolò quindi in quarta posizione, alle spalle anche di Piquet e Mansell; chiusero la zona punti Prost e Warwick, che portava il primo punto alla Lotus[7].

Gran Premio del Messico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Messico 1990.

In Messico Prost cominciò una serie di tre vittorie consecutive, affermandosi anche in Francia e in Gran Bretagna e conquistando la testa del campionato con 41 punti, due più del rivale Senna. Sull'Autodromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico Senna, partito dalla pole position, condusse la gara per gran parte della sua durata; tuttavia, il brasiliano fu rallentato da una foratura lenta e fu gradualmente raggiunto da Prost, partito in tredicesima posizione e autore, insieme al compagno di squadra Mansell, di una grande rimonta. A sei giri dal termine lo pneumatico danneggiato sulla vettura di Senna esplose definitivamente, costringendo il brasiliano al ritiro e consegnando alla Ferrari la prima doppietta stagionale. Completò il podio Berger, rallentato da un problema ad una gomma nelle prime fasi di gara, mentre la zona punti fu chiusa da Nannini, Boutsen e Piquet[8].

Gran Premio di Francia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 1990.

Nel Gran Premio di Francia si misero invece in luce le Leyton House di Capelli e Gugelmin, fino a quel momento relegate alle retrovie: i due, infatti, dopo essersi qualificati tra i primi dieci riuscirono ad effettuare tutta la gara senza cambi gomme, trovandosi così rispettivamente in prima e seconda posizione a circa metà distanza. Entrambi, però, furono costretti a rallentare sia per l'usura degli pneumatici che per problemi al motore, che portarono al ritiro Gugelmin mentre si trovava in terza posizione, superato da poco da Prost. Il pilota della Ferrari rimontò quindi rapidamente su Capelli, superandolo a tre tornate dal termine; l'italiano concluse al secondo posto, seguito da Senna, Piquet, Berger e Patrese. Quella conquistata da Prost era la centesima vittoria nella storia della Ferrari: la scuderia italiana era la prima a raggiungere questo traguardo[9].

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 1990.

A Silverstone Patrese divenne il primo pilota nella storia della Formula 1 ad aver preso parte a duecento Gran Premi. In gara Prost si aggiudicò la vittoria dopo un serrato duello con il compagno di squadra Mansell e Berger; Senna, che aveva guidato il gruppo nei primi giri, era infatti scivolato a metà classifica dopo un'uscita di pista. Ritiratisi Mansell, Berger e il sorprendente Capelli (risalito fino al terzo posto) per problemi tecnici, il pilota brasiliano aveva rimontato fino alla terza piazza, preceduto sul traguardo anche da Boutsen. In zona punti erano entrate anche le due Lola-Larrousse di Bernard e Suzuki, separate dalla Benetton di Piquet[10].

Gran Premio di Germania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 1990.

A partire dal Gran Premio di Germania i due piloti della Lola-Larrousse, Bernard e Suzuki, non dovettero più disputare le prequalifiche, grazie ai risultati ottenuti nella prima parte di stagione; al loro posto furono costretti a partecipare a questa sessione i piloti della Ligier. A Hockenheim tornò alla vittoria Senna, che dominò qualifiche e gara anche grazie ad uno sviluppo del motore Honda e di alcune migliorie apportate dalla McLaren alla MP4/5B. Il brasiliano, dopo aver conquistato la pole position, mantenne il comando nella prima metà di gara, cedendolo dopo il cambio gomme a Nannini; il pilota italiano, che grazie agli pneumatici a mescola dura montati sulla sua Benetton prevedeva di percorrere tutta la distanza di gara senza fermarsi ai box, rimase in prima posizione fino a dodici giri dal termine, quando, in difficoltà per via dell'usura delle gomme, fu sopravanzato da Senna. Il brasiliano colse la quarta vittoria stagionale davanti a Nannini, Berger, Prost, Patrese e Boutsen, ritornando in testa alla classifica mondiale[11].

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 1990.

Il Gran Premio d'Ungheria fu piuttosto movimentato: le qualifiche furono dominate dalle due Williams - Renault di Boutsen e Patrese, seguiti da Senna, Berger, Mansell e Alesi. In gara Boutsen mantenne il comando al via, mentre Senna partì male e rimase bloccato dietro Alesi, non riuscendo a superarlo fino al ventunesimo passaggio. Poco dopo, il brasiliano dovette rientrare ai box a causa di una foratura, perdendo così ulteriore terreno; nel frattempo, in testa alla corsa, Boutsen teneva dietro un trenino di vetture formato da Berger, Patrese e Mansell, ai quali si aggiunse anche Nannini dopo che l'italiano era riuscito a sopravanzare Alesi. Ritiratosi Prost per un problema alla trasmissione, Senna rimontò sui piloti di testa, approfittando di un errore di Mansell per superare l'inglese e spedendo fuori pista Nannini dopo un tentativo di sorpasso. Giunto alle spalle di Boutsen, Senna tallonò il belga per una decina di giri, senza però riuscire a sopravanzarlo; i due chiusero la gara in quest'ordine, seguiti da Piquet, Patrese, Warwick e Bernard[12]

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 1990.

Prima del Gran Premio del Belgio la Onyx-Monteverdi annunciò il proprio ritiro dal Mondiale; furono quindi esentati dalle prequalifiche i piloti della Ligier. Sia a Spa-Francorchamps che nel successivo Gran Premio d'Italia Senna vinse davanti al rivale Prost; il brasiliano allungò quindi in modo netto in classifica piloti, portando il proprio vantaggio sul pilota della Ferrari a sedici punti. In Belgio la partenza dovette essere ripetuta per ben tre volte, in seguito ad una collisione multipla alla Source e ad un brutto incidente di Paolo Barilla alla Eau Rouge; quando finalmente il via si svolse regolarmente, Senna mantenne la prima posizione dalla pole position davanti al compagno di squadra Berger e a Prost. Il francese sopravanzò il pilota della McLaren, in difficoltà con le gomme, ma non riuscì mai a mettere sotto pressione Senna, che tagliò per primo il traguardo. Alle spalle dei primi due giunse Berger, dopo un acceso duello con Nannini, quarto al termine; chiusero in zona punti anche Piquet e Gugelmin[13].

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 1990.

Anche a Monza fu necessario ripetere la partenza, questa volta in seguito ad uno spaventoso incidente di Warwick, la cui Lotus si capovolse. Al secondo via Senna partì bene dalla pole position, mantenendo la testa della corsa, mentre durante i primi giri si mise in luce Alesi, che sopravanzò sia Mansell che Prost, portandosi in terza posizione. Il pilota della Tyrrell si ritirò però dopo poche tornate per un'uscita di pista; Berger cominciò a perdere terreno per un problema ai freni e fu superato da Prost, ma il pilota della Ferrari non si avvicinò mai abbastanza a Senna per attaccarlo, dovendosi accontentare del secondo posto alle spalle del rivale. Berger riuscì a terminare la gara al terzo posto, seguito da Mansell, Patrese e Nakajima[14].

Gran Premio del Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Portogallo 1990.

Nel Gran Premio del Portogallo la Ferrari si dimostrò superiore alla McLaren, permettendo a Mansell e Prost di monopolizzare la prima fila; tuttavia, il pilota inglese sbagliò la partenza, finendo per ostacolare il proprio compagno di squadra. I due scivolarono rispettivamente in terza e in quinta posizione, separati da Piquet e preceduti da Senna e Berger; Prost, rallentato da un problema al cambio, rimontò più lentamente di Mansell, che al 50º passaggio attaccò e superò Senna, portandosi in testa. Poche tornate più tardi anche il francese si portò alle spalle del rivale, ma la gara fu sospesa a dieci giri dal termine a causa di un incidente tra Aguri Suzuki e Alex Caffi e Prost non poté tentare nessuna manovra di sorpasso. Mansell vinse dunque davanti a Senna, Prost, Berger, Piquet e Nannini[15]. A fine gara, il pilota inglese fu duramente attaccato dal compagno di squadra per la manovra al via; Prost criticò anche il direttore sportivo Cesare Fiorio, reo secondo lui di non favorirlo nella corsa al titolo[16].

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 1990.

In Spagna Martin Donnelly fu vittima di un terribile incidente durante le prove del venerdì: il pilota fu sbalzato dall'abitacolo della propria vettura, che si era completamente disintegrato nell'impatto. Miracolosamente Donnelly sopravvisse, ma le conseguenze fisiche dell'incidente troncheranno la sua carriera in Formula 1. In gara, invece, Senna mantenne il comando dalla pole position, ma il pilota brasiliano fu subito messo sotto pressione da Prost e Mansell. Il francese approfittò dei cambi gomme per sopravanzare il rivale, manovra che non riuscì al compagno di squadra; il pilota inglese superò Senna quando questi si dovette ritirare per un problema ad un radiatore, bucato dai detriti di un'altra vettura. Prost e Mansell conquistarono quindi la seconda doppietta stagionale per la Ferrari, davanti a Nannini, Boutsen, Patrese e Suzuki; grazie a questo risultato Prost riaprì la lotta per il mondiale, portandosi a nove lunghezze da Senna con due Gran Premi ancora da disputare. Tuttavia, per tenere vive le sue speranze di vittoria Prost doveva necessariamente vincere nella successiva gara, in Giappone.[17].

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 1990.

A Suzuka, teatro della penultima prova del mondiale, non si presentarono EuroBrun e Life, che si ritirarono dal campionato. Senna conquistò la pole position, davanti al rivale Prost; alla partenza il francese scattò meglio del rivale, sopravanzandolo, ma Senna lo tamponò alla prima curva ed entrambi furono costretti al ritiro. La manovra di Senna causò enormi polemiche, con Prost che lo accusava di aver causato l'incidente apposta; la rivalità tra i due si riaccese bruscamente. La FIA decise di non penalizzare Senna, consegnandogli di fatto la certezza matematica del secondo titolo iridato. Il Gran Premio vide la vittoria di Piquet, che tornava così al successo dopo il Gran Premio d'Italia 1987; il pilota brasiliano approfittò dei ritiri di Berger e Mansell per conquistare la prima posizione, non cedendola più fino al termine. Secondo giunse Roberto Moreno, arrivato alla Benetton in sostituzione di Alessandro Nannini, ferito gravemente in un incidente di elicottero; il terzo posto fu invece conquistato dall'idolo locale Aguri Suzuki, che diventò il primo pilota giapponese a salire sul podio in una gara di Formula 1. Chiusero in zona punti anche Patrese, Boutsen e Nakajima[18].

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 1990.

L'ultima gara della stagione, il Gran Premio d'Australia, fu il cinquecentesimo Gran Premio nella storia della Formula 1. La gara fu vinta, come la precedente, da Piquet, che precedette sul traguardo Mansell dopo un emozionante duello negli ultimi giri; Senna, che aveva guidato il gruppo per gran parte della distanza, si dovette ritirare per un problema al cambio, che lo mandò a sbattere contro le barriere. In terza posizione chiuse Prost, seguito da Berger, Boutsen e Patrese[19]. Il campionato si chiuse con la vittoria di Senna, a quota 78 punti, sette in più del rivale Prost; Piquet e Berger conquistarono entrambi 43 punti, classificandosi terzi a pari merito. Il Campionato Costruttori fu vinto dalla McLaren, che marcò in tutto 121 punti; seconda giunse la Ferrari a 110, seguita da Benetton e Williams, rispettivamente a quota 71 e 57.

Risultati e classifiche[modifica | modifica sorgente]

Calendario gare[modifica | modifica sorgente]

N Gara Data Luogo Pole position Giro veloce Pilota vincitore Costruttore Resoconto
1 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti 11 marzo Phoenix Austria Gerhard Berger Austria Gerhard Berger Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile 25 marzo Interlagos Brasile Ayrton Senna Austria Gerhard Berger Francia Alain Prost Ferrari Resoconto
3 San Marino Gran Premio di San Marino 13 maggio Imola Brasile Ayrton Senna Italia Alessandro Nannini Italia Riccardo Patrese Williams - Renault Resoconto
4 Monaco Gran Premio di Monaco 27 maggio Monaco Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
5 Canada Gran Premio del Canada 10 giugno Montreal Brasile Ayrton Senna Austria Gerhard Berger Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
6 Messico Gran Premio del Messico 24 giugno Città del Messico Austria Gerhard Berger Francia Alain Prost Francia Alain Prost Ferrari Resoconto
7 Francia Gran Premio di Francia 8 luglio Le Castellet Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Nigel Mansell Francia Alain Prost Ferrari Resoconto
8 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna 15 luglio Silverstone Regno Unito Nigel Mansell Regno Unito Nigel Mansell Francia Alain Prost Ferrari Resoconto
9 Germania Gran Premio di Germania 29 luglio Hockenheim Brasile Ayrton Senna Belgio Thierry Boutsen Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
10 Ungheria Gran Premio d'Ungheria 12 agosto Hungaroring Belgio Thierry Boutsen Italia Riccardo Patrese Belgio Thierry Boutsen Williams - Renault Resoconto
11 Belgio Gran Premio del Belgio 26 agosto Spa-Francorchamps Brasile Ayrton Senna Francia Alain Prost Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
12 Italia Gran Premio d'Italia 9 settembre Monza Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna Brasile Ayrton Senna McLaren - Honda Resoconto
13 Portogallo Gran Premio del Portogallo 23 settembre Estoril Regno Unito Nigel Mansell Italia Riccardo Patrese Regno Unito Nigel Mansell Ferrari Resoconto
14 Spagna Gran Premio di Spagna 30 settembre Jerez Brasile Ayrton Senna Italia Riccardo Patrese Francia Alain Prost Ferrari Resoconto
15 Giappone Gran Premio del Giappone 21 ottobre Suzuka Brasile Ayrton Senna Italia Riccardo Patrese Brasile Nelson Piquet Benetton - Ford Resoconto
16 Australia Gran Premio d'Australia 4 novembre Adelaide Brasile Ayrton Senna Regno Unito Nigel Mansell Brasile Nelson Piquet Benetton - Ford Resoconto

Classifica piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
1 Brasile Ayrton Senna 1 3 Rit 1 1 20 * 3 3 1 2 1 1 2 Rit Rit Rit 78
2 Francia Alain Prost Rit 1 4 Rit 5 1 1 1 4 Rit 2 2 3 1 Rit 3 71 (73)
3 Brasile Nelson Piquet 4 6 5 SQ 2 6 4 5 Rit 3 5 7 5 Rit 1 1 43 (44)
4 Austria Gerhard Berger Rit 2 2 3 4 3 5 14 * 3 16 * 3 3 4 Rit Rit 4 43
5 Regno Unito Nigel Mansell Rit 4 Rit Rit 3 2 18 * Rit Rit 17 * Rit 4 1 2 Rit 2 37
6 Belgio Thierry Boutsen 3 5 Rit 4 Rit 5 Rit 2 6 1 Rit Rit Rit 4 5 5 34
7 Italia Riccardo Patrese 9 13 * 1 Rit Rit 9 6 Rit 5 4 Rit 5 7 5 4 6 23
8 Italia Alessandro Nannini 11 10 * 3 Rit Rit 4 16 * Rit 2 Rit 4 8 6 3 21
9 Francia Jean Alesi 2 7 6 2 Rit 7 Rit 8 11 * Rit 8 Rit 8 Rit NP 8 13
10 Italia Ivan Capelli Rit NQ Rit Rit 10 NQ 2 Rit 7 Rit 7 Rit Rit Rit Rit Rit 6
11 Brasile Roberto Moreno 13 NPQ Rit NQ NQ SQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 2 7 6
12 Giappone Aguri Suzuki Rit Rit Rit Rit 12 Rit 7 6 Rit Rit Rit Rit 14 * 6 3 Rit 6
13 Francia Éric Bernard 8 Rit 13 * 6 9 Rit 8 4 Rit 6 9 Rit Rit Rit Rit Rit 5
14 Regno Unito Derek Warwick Rit Rit 7 Rit 6 10 11 Rit 8 5 11 Rit Rit Rit Rit Rit 3
15 Giappone Satoru Nakajima 6 8 Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 NP Rit 6 Rit 3
16 Italia Alex Caffi Rit NQ 5 8 NQ Rit 7 9 9 10 9 13 * 9 NQ 2
17 Italia Stefano Modena 5 Rit Rit Rit 7 11 13 9 Rit Rit 17 * Rit Rit Rit Rit 12 2
18 Brasile Maurício Gugelmin 14 NQ Rit NQ NQ NQ Rit NP Rit 8 6 Rit 12 8 Rit Rit 1
- Italia Nicola Larini Rit 11 10 Rit Rit 16 14 10 10 11 14 11 10 7 7 10 0
- Regno Unito Martin Donnelly Rit Rit 8 Rit Rit 8 12 Rit Rit 7 12 Rit Rit NP 0
- Italia Pierluigi Martini 7 9 NP Rit Rit 12 Rit Rit Rit Rit 15 Rit 11 Rit 8 9 0
- Svizzera Gregor Foitek Rit Rit Rit 7 * Rit 15 NQ NQ Rit NQ 0
- Francia Philippe Alliot SQ 12 9 Rit Rit 18 9 13 SQ 14 NQ 13 Rit Rit 10 11 0
- Italia Michele Alboreto 10 Rit NQ NQ Rit 17 10 Rit Rit 12 13 12 * 9 10 Rit NQ 0
- Francia Yannick Dalmas NPQ Rit NPQ NPQ NPQ NPQ 17 NPQ NQ NQ NQ Rit Rit 9 NQ NQ 0
- Italia Emanuele Pirro Rit Rit Rit Rit Rit 11 Rit 10 Rit Rit 15 Rit Rit 13 0
- Italia Andrea De Cesaris Rit Rit Rit Rit Rit 13 NP Rit NQ Rit Rit 10 Rit Rit Rit Rit 0
- Italia Paolo Barilla Rit Rit 11 Rit NQ 14 NQ 12 Rit 15 Rit NQ NQ NQ 0
- Finlandia JJ Lehto NQ NQ 12 Rit Rit Rit NQ NQ NC NQ 0
- Germania Bernd Schneider 12 NQ 0
- Francia Olivier Grouillard Rit Rit Rit NQ 13 19 NPQ NQ NQ NPQ 16 Rit NQ Rit NQ 13 0
- Italia Gabriele Tarquini NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NQ Rit NPQ 13 NQ NQ NQ Rit NQ Rit 0
- Italia Gianni Morbidelli NQ 14 Rit Rit 0
- Australia David Brabham NQ Rit NQ Rit 15 NQ Rit NQ Rit NQ Rit NQ Rit Rit 0
- Regno Unito Johnny Herbert Rit Rit 0
- Belgio Bertrand Gachot NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NQ NQ NQ NQ NQ NQ 0
- Italia Claudio Langes NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Italia Bruno Giacomelli NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ NPQ 0
- Svezia Stefan Johansson NQ NQ 0
- Australia Gary Brabham NPQ NPQ 0
Pos. Pilota Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos Costruttore Telaio Motore Pneumatici Punti Vittorie Podi Pole position
1 Regno Unito McLaren - Honda MP4/5B Honda RA109E G 121 6 18 12
2 Italia Ferrari 641 Ferrari 036 G 110 6 14 3
3 Regno Unito Benetton - Ford B189B
B190
Ford HBA4 G 71 2 8
4 Regno Unito Williams - Renault FW13B Renault RS2 G 57 2 4 1
5 Regno Unito Tyrrell - Ford 018
019
Ford DFR P 16 2
6 Regno Unito Lola Larrousse - Lamborghini LC89B
LC90
Lamborghini 3512 G 11 1
7 Regno Unito Leyton House - Judd CG901 Judd EV G 7 1
8 Regno Unito Lotus - Lamborghini 102 Lamborghini 3512 G 3
9 Regno Unito Arrows - Ford A11
A11B
Ford DFR G 2
10 Regno Unito Brabham - Judd BT58
BT59
Judd EV P 2
11 Regno Unito Onyx - Ford ORE-1
ORE-2
Ford DFR G
12 Francia Ligier - Ford JS33B Ford DFR G
13 Italia Osella - Ford FA1/M-E Ford DFR P
14 Italia Life F190 Life F35
Judd CV
G
15 Italia EuroBrun - Judd ER189B Judd CV P
16 Italia Dallara Scuderia Italia - Ford F190 Ford DFR P
17 Italia Coloni - Ford C3C Ford DFR G
18 Italia Coloni - Subaru C3B Subaru 1235 G
19 Francia AGS - Ford JH24
JH25
Ford DFR G
20 Italia Minardi - Ford M189
M190
Ford DFR P

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, p. 414, ISBN 88-7911-025-X.
  2. ^ Cesare Maria Mannucci, Ayrton, pag.83
  3. ^ (EN) Grand Prix Results: United States GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato l'11 novembre 2009.
  4. ^ (EN) Grand Prix Results: Brazilian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato l'11 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Grand Prix Results: San Marino GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato l'11 novembre 2009.
  6. ^ (EN) Grand Prix Results: Monaco GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 12 novembre 2009.
  7. ^ (EN) Grand Prix Results:Canadian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 12 novembre 2009.
  8. ^ (EN) Grand Prix Results: Mexican GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 12 novembre 2009.
  9. ^ (EN) Grand Prix Results: French GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 12 novembre 2009.
  10. ^ (EN) Grand Prix Results: British GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 12 novembre 2009.
  11. ^ (EN) Grand Prix Results: German GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 13 novembre 2009.
  12. ^ (EN) Grand Prix Results: Hungarian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 13 novembre 2009.
  13. ^ (EN) Grand Prix Results: Belgian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 13 novembre 2009.
  14. ^ (EN) Grand Prix Results: Italian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 13 novembre 2009.
  15. ^ (EN) Grand Prix Results: Portuguese GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 14 novembre 2009.
  16. ^ Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 407-418, ISBN 88-7911-025-X.
  17. ^ (EN) Grand Prix Results: Spanish GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 14 novembre 2009.
  18. ^ (EN) Grand Prix Results: Japanese GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 14 novembre 2009.
  19. ^ (EN) Grand Prix Results: Australian GP, 1990, Grandprix.com. URL consultato il 14 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adriano Cimarosti, Grand Prix Story, Milano, Giorgio Nada editore, 1990, pp. 407-418, ISBN 88-7911-025-X.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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