Campionato mondiale di Formula 1 2000

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Campionato mondiale di Formula 1 2000
Edizione n. 51 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 12 marzo
Termine 22 ottobre
Prove 17
Titoli in palio
Piloti Michael Schumacher
su Ferrari F1-2000
Costruttori Scuderia Ferrari su Ferrari F1-2000
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 2000 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 51ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Michael Schumacher, e la 43ª ad assegnare il Campionato Costruttori, andato alla Scuderia Ferrari. È iniziata il 12 marzo ed è terminata il 22 ottobre, dopo 17 gare.

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea del Circuito di Indianapolis, sede del rientrante Gran Premio degli Stati Uniti

La novità più importante è il ritorno del Gran Premio degli Stati Uniti, non presente nel calendario dalla stagione 1991, come terz'ultima gara del campionato. La corsa si disputa su un tracciato ricavato all'interno dello storico circuito ovale di Indianapolis, del quale la Formula 1 in questa configurazione utilizza la curva 1 e il rettilineo del traguardo, pur percorrendoli nella direzione opposta a quella utilizzata dalla storica 500 miglia (quindi la curva 1 in realtà è l'ultima del tracciato per la Formula 1). Con questo nuovo evento il totale dei gran premi sale così da 16 a 17.

Per fare posto alla corsa statunitense, il Gran Premio d'Europa al Nürburgring viene anticipato al 21 di maggio (sesta gara in calendario). Cambia data anche il Gran Premio di Gran Bretagna, da disputare sul Circuito di Silverstone: tradizionalmente un appuntamento della fase estiva del campionato, viene anticipato e inserito come quarta gara (23 aprile). Infine, il Gran Premio della Malesia viene posticipato come ultima gara della stagione, invertendo la propria posizione con il Gran Premio del Giappone rispetto al 1999.


Gara Gran Premio Circuito Data
1 Australia Gran Premio d'Australia Melbourne 12 Marzo 2000
2 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos 26 Marzo 2000
3 San Marino Gran Premio di San Marino Imola 9 Aprile 2000
4 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone 23 Aprile 2000
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona 7 Maggio 2000
6 Europa Gran Premio d'Europa Nurburgring 21 Maggio 2000
7 Monaco Gran Premio di Monaco Circuito di Monte Carlo 4 Giugno 2000
8 Canada Gran Premio del Canada Circuito di Montreal 18 Giugno 2000
9 Francia Gran Premio di Francia Circuito di Magny Cours 2 Luglio 2000
10 Austria Gran Premio d'Austria A1-Ring 16 Luglio 2000
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheim 30 Luglio 2000
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring 13 Agosto 2000
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps 27 Agosto 2000
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza 10 Settembre 2000
15 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti Indianapolis 24 Settembre 2000
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka 8 Ottobre 2000
17 Malesia Gran Premio della Malesia Circuito di Sepang 22 Ottobre 2000

Piloti e Team[modifica | modifica wikitesto]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Rubens Barrichello, nuovo pilota Ferrari per la stagione 2000

La novità più importante riguarda la Ferrari: il vice-campione del mondo in carica Eddie Irvine lascia il cavallino dopo quattro stagioni per contrasti relativi al ruolo di prima guida riservato al compagno di squadra Michael Schumacher[1]. Il pilota nordirlandese si accasa alla neonata Jaguar-Ford, al fianco del confermato Johnny Herbert, in uno scambio che porta invece il brasiliano Rubens Barrichello a fare il percorso inverso e approdare a Maranello. La McLaren conferma sia il campione del mondo Mika Hakkinen sia David Coulthard, ingaggiando l'esperto Olivier Panis come collaudatore; conferme per entrambi i piloti titolari anche in casa Benetton (Giancarlo Fisichella e Alexander Wurz) e BAR (Jacques Villeneuve e Ricardo Zonta).

L'ex-campione del mondo Damon Hill annuncia il suo ritiro dalla Formula 1, lasciando il suo posto in Jordan al pilota italiano Jarno Trulli, proveniente dalla Prost , che andrà ad affiancare il confermato Heinz-Harald Frentzen. Cambio anche alla Williams: Alessandro Zanardi, dopo una stagione 1999 molto negativa e conclusa a zero punti, rescinde consensualmente il proprio contratto con il team, lasciando così il posto al ventenne debuttante Jenson Button, che correrà insieme al confermato Ralf Schumacher.

Il 24 agosto 1999 Jean Alesi annuncia il suo passaggio dalla Sauber alla Prost con un ingaggio di 10 milioni di dollari[2]; il veterano francese sarà affiancato dal debuttante Nick Heidfeld, già collaudatore della McLaren nel 1999. Alla Sauber approda il finlandese Mika Salo, che nel 1999 aveva corso tre gare con la BAR e sei gare con la Ferrari in occasione degli infortuni di Ricardo Zonta e Michael Schumacher, a fianco del confermato Pedro Diniz.

In occasione della presentazione della nuova vettura, la Arrows annuncia l'ingaggio di Jos Verstappen, che torna pilota titolare in Formula 1 dopo un anno passato da collaudatore per la Honda[3]. L'olandese, che va a sostituire Toranosuke Takagi, aveva già guidato per la stessa scuderia nella stagione 1996 quando si chiamava Footwork, cogliendo un solo punto. Confermato invece l'altro pilota Pedro de la Rosa. La Minardi promuove il tester Gastón Mazzacane a pilota titolare al posto dell'italiano Luca Badoer, che ritorna così al suo ruolo di tester della Ferrari a tempo pieno. Il team di Faenza inoltre, al termine di un test organizzato a Jerez, ufficializza come terzo pilota il giovane spagnolo Fernando Alonso, futuro campione del mondo 2005 e 2006. L'altro pilota titolare del team italiano è il confermato Marc Gené.

In occasione del Gran Premio d'Austria ci sarà spazio anche per il brasiliano Luciano Burti, che per questa gara sostituirà Eddie Irvine, colpito da forti dolori addominali, alla guida della Jaguar.

Team[modifica | modifica wikitesto]

La Williams FW22 del 2000, la prima motorizzata BMW

Già nel corso del 1999 voci insistenti davano per probabile l'ingresso della Ford nel mondo della Formula 1 attraverso l'acquisto della Stewart, scuderia Inglese di proprietà dell'ex campione del mondo Jackie Stewart alla quale la Ford, tramite il marchio Cosworth, forniva già i motori. Il cambio di proprietà viene poi perfezionato e la Ford ufficializza successivamente la propria partecipazione al campionato tramite il marchio Jaguar. Un altro accordo importante viene raggiunto tra la Williams e il costruttore tedesco BMW, che a partire da questa stagione fornirà i propri motori al team inglese al posto dei motori Supertec utilizzati nel 1999. Similmente, anche la BAR raggiunge un accordo per una fornitura ufficiale di motori Honda, anche in questo caso in sostituzione dei propulsori Supertec, accettando di pagare una penale al vecchio motorista, con il quale c'era un accordo già siglato e valevole anche per il campionato 2000. La Minardi in questa stagione è spinta dagli stessi motori Ford utilizzati nel 1999, ribattezzati Fondmetal per ragioni di sponsorizzazione; per lo stesso motivo anche Sauber e Benetton, rispettivamente equipaggiate con motori Ferrari e Supertec, ribattezzano i loro propulsori come Petronas e Playlife. La Arrows passa dai motori prodotti autonomamente nel 1999 ai motori Supertec.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Pneumatici Piloti GP Test driver
Regno Unito West McLaren Mercedes McLaren MP4/15 Mercedes FO110J 3.0 V10 B 1 Finlandia Mika Häkkinen Tutti Francia Olivier Panis
2 Regno Unito David Coulthard Tutti
Italia Scuderia Ferrari Marlboro Ferrari F1-2000 Ferrari 049 3.0 V10 B 3 Germania Michael Schumacher Tutti Italia Luca Badoer
4 Brasile Rubens Barrichello Tutti
Irlanda Benson & Hedges Jordan Jordan EJ10
EJ10B
Mugen-Honda MF-301 HE 3.0 V10 B 5 Germania Heinz-Harald Frentzen Tutti Rep. Ceca Tomáš Enge
6 Italia Jarno Trulli Tutti
Regno Unito Jaguar Racing Jaguar R1 Cosworth CR-2 3.0 V10 B 7 Regno Unito Eddie Irvine 1-9, 11-17 Brasile Luciano Burti
Regno Unito Dario Franchitti
Brasile Luciano Burti 10
8 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Regno Unito BMW.WilliamsF1 Team Williams FW22 BMW E41 3.0 V10 B 9 Germania Ralf Schumacher Tutti Brasile Bruno Junqueira
Germania Jörg Müller
10 Regno Unito Jenson Button Tutti
Italia Mild Seven Benetton Playlife Benetton B200 Playlife FB02 3.0 V10 B 11 Italia Giancarlo Fisichella Tutti Giappone Hidetoshi Mitsusada
Brasile Antônio Pizzonia
12 Austria Alexander Wurz Tutti
Francia Gauloises Prost Peugeot Prost AP03 Peugeot A20 3.0 V10 B 14 Francia Jean Alesi Tutti Francia Stéphane Sarrazin
15 Germania Nick Heidfeld Tutti
Svizzera Red Bull Sauber Petronas Sauber C19 Petronas SPE 04A 3.0 V10 B 16 Brasile Pedro Diniz Tutti Brasile Enrique Bernoldi
Finlandia Kimi Räikkönen
17 Finlandia Mika Salo Tutti
Regno Unito Orange Arrows Arrows A21 Supertec FB02 3.0 V10 B 18 Spagna Pedro de la Rosa Tutti Australia Mark Webber
19 Paesi Bassi Jos Verstappen Tutti
Italia Telefónica Minardi Fondmetal Minardi M02 Fondmetal 3.0 V10 B 20 Spagna Marc Gené Tutti Spagna Fernando Alonso
21 Argentina Gastón Mazzacane Tutti
Regno Unito Lucky Strike BAR F1 Team BAR 002 Honda RA000E 3.0 V10 B 22 Canada Jacques Villeneuve Tutti Regno Unito Darren Manning
Francia Patrick Lemarié
23 Brasile Ricardo Zonta Tutti

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 2000.

Le due McLaren-Mercedes monopolizzano la prima fila del Gran Premio d'Australia per il terzo anno consecutivo, con Mika Hakkinen in pole position. In seconda fila si piazzano le due Ferrari e in terza fila le due Jordan. Buone anche le prestazioni di Irvine (7°) e Villeneuve (8°). Alla partenza le due frecce d'argento scattano bene mentre le Ferrari devono lottare con le Jordan e Frentzen ne approfitta per passare Barrichello. Al sesto giro si rompono le sospensioni anteriori di entrambe le Arrows, ciò provoca un incidente con Irvine e il conseguente ingresso della Safety Car. Quando la vettura di sicurezza lascia la pista, David Coulthard accusa immediatamente problemi al motore, che cede all'11° giro dopo una lunga sosta ai box. Soltanto sette giri dopo la stessa sorte tocca a Mika Hakkinen (anche per il finlandese avviene una rottura del propulsore). La corsa passa così nelle mani di Michael Schumacher, che accumula un consistente vantaggio su Frentzen, che continua a tenere alle spalle Barrichello; il brasiliano modifica così la sua strategia da una a due soste, nel tentativo di passare davanti al rivale. Problemi al cambio sulla vettura del tedesco consentiranno comunque a Barrichello di guadagnare la seconda posizione senza problemi. Nella seconda metà di corsa escono di scena le due Jordan e così la terza piazza viene conquistata da un sorprendente Ralf Schumacher. Rubens Barrichello al 45° giro raggiunge Michael Schumacher che lo lascia passare, dato che il brasiliano poco dopo dovrà fermarsi nuovamente ai box per la sua seconda sosta. La Ferrari conquista quindi una doppietta nella prima gara della stagione con Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello e al fratello Ralf, che completa il podio. Primi punti della sua storia per la BAR, che piazza Jacques Villeneuve 4° e Ricardo Zonta 6°; quest'ultimo però solo grazie alla squalifica della Sauber di Mika Salo, che lo aveva superato nei giri finali, a causa di un alettone posteriore non regolare. Per Zonta si tratta del primo punto in carriera. Il quinto posto, invece, viene conquistato da Giancarlo Fisichella su Benetton. Da segnalare l'ottimo debutto di Jenson Button, che arriva a occupare la 6° posizione prima di ritirarsi per problemi al motore.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 2000.

Anche a Interlagos le McLaren sembrano imprendibili e monopolizzano la prima fila davanti alle due Ferrari; distacchi molto più consistenti per gli altri. Nel cavallino si opta per una strategia aggressiva, caricando meno carburante per attaccare le frecce d'argento da subito. In effetti già al via Michael Schumacher riesce a superare Coulthard e, all'inizio del secondo giro, le due Ferrari si rendono protagoniste di un doppio sorpasso con cui Michael Schumacher conquista la testa ai danni di Hakkinen e Barrichello scavalca David Coulthard issandosi al 3° posto. Dopo la prima sosta le due rosse ritornano nuovamente al 2° e al 4° posto, ma al 28° giro Rubens Barrichello è costretto al ritiro per la rottura del propulsore. Passano tre giri e anche il leader Hakkinen viene fermato da un problema al motore e la gara passa nelle mani di Michael Schumacher, in testa con un grande vantaggio anche perché Coulthard è attardato da problemi al cambio. L'attenzione si sposta così sulla lotta per il terzo posto, che a fine gara premia Giancarlo Fisichella, il quale precede le due Jordan (con Frentzen davanti a Trulli) e Ralf Schumacher. Nel dopo gara si completa la disastrosa giornata McLaren: i commissari trovano un alettone anteriore non regolare sulla vettura di Coulthard e lo squalificano dalla gara: la scuderia di Woking rimane così a zero punti dopo le prime due gare della stagione, la Ferrari si trova a 26 punti con un vantaggio abissale sulla seconda squadra in classifica, la Benetton, che ha accumulato 8 punti. La squalifica di Coulthard consegna il primo punto in carriera a Jenson Button.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 2000.

Mika Hakkinen centra la sua terza pole consecutiva anche ad Imola, nel gran premio "di casa" della Ferrari. Stavolta però Michael Schumacher riesce a strappare la seconda piazza a David Coulthard. Al semaforo verde Hakkinen non ha problemi mentre Michael Schumacher è costretto a chiudere verso l'interno per difendersi da Coulthard e dal fratello Ralf (che finisce anche sull'erba); Rubens Barrichello ne approfitta per scavalcarli entrambi e portarsi in terza posizione. A causa della pista ostica ai sorpassi, David Coulthard non riesce a passare Barrichello pur essendo molto più veloce, mentre Hakkinen e Schumacher proseguono in testa con un distacco minimo per i primi due terzi della gara con un ritmo insostenibile per tutti gli inseguitori. La situazione si modifica soltanto con la seconda sosta ai box: Hakkinen rientra al 44° giro cedendo la vetta a Michael Schumacher che, con i serbatoi scarichi, sfrutta i successivi quattro giri per spingere a fondo e rientrare in pista, dopo la sosta, davanti al rivale. Viceversa, la stessa manovra riesce a Coulthard, che soffia la terza posizione a Barrichello. Nelle fasi finali Mika Hakkinen cerca di mettere pressione al battistrada, ma Michael Schumacher non commette errori e vince anche la terza gara della stagione, precedendo il rivale di un secondo, mentre molto più staccati arrivano Coulthard e Barrichello. La zona punti è completata dal quinto posto di Jacques Villeneuve e dal sesto posto di Mika Salo, che stavolta non incappa in squalifiche e riesce a portare a casa il primo punto stagionale per la Sauber. In classifica piloti Schumacher sale a quota 30 punti, ben 21 di vantaggio sul compagno di squadra Barrichello, secondo in classifica.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 2000.

La serie positiva della rossa si interrompe a Silverstone, dove sono le McLaren a fare bottino pieno. Le qualifiche sono condizionate dalle condizioni variabili della pista e Michael Schumacher è solo 5°, mentre il compagno di squadra Barrichello conquista la pole position davanti al sorprendente Frentzen e alle due McLaren in seconda fila. Al via le cose si complicano ulteriormente per il leader del campionato, che scatta bene ma, chiuso da Hakkinen, finisce sull'erba e scivola in ottava posizione, dove rimarrà bloccato da Villeneuve per diversi giri. Rubens Barrichello mantiene la testa davanti a Frentzen, Coulthard e Hakkinen fino al 30° giro quando viene superato dallo scozzese della McLaren (Frentzen era già rientrato ai box per rifornire). La corsa del brasiliano finisce comunque pochi giri dopo a causa di un problema idraulico. La gara passa a questo punto nelle mani del duo McLaren mentre alle loro spalle Michael Schumacher, che è partito con la strategia della sosta unica, riesce a mettersi alle spalle tutti gli avversari rimasti e risalire quindi fino al terzo gradino del podio. La McLaren decide di non dare ordini di scuderia, così David Coulthard va a vincere il suo primo gran premio stagionale davanti a Mika Hakkinen e a Michael Schumacher. Alle loro spalle fanno punti pesanti le due Williams con Ralf Schumacher e Jenson Button che si piazzano rispettivamente 4° e 5°. La zona punti è chiusa da Trulli, che conquista un punto. In classifica la leadership di Schumacher è ancora molto salda: 34 punti contro i 14 di David Coulthard, l'inseguitore più vicino, e nel costruttori la Ferrari mantiene 17 punti di vantaggio sulla McLaren.

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 2000.

In qualifica Michael Schumacher ottiene la sua prima partenza al palo della stagione precedendo Hakkinen per meno di un decimo, alle loro spalle si piazzarono Barrichello e Coulthard. L'indomani, al semaforo verde, Michael Schumacher mantiene la testa davanti ad Hakkinen, mentre un ottimo scatto vale a Ralf Schumacher la terza posizione. Come anche a Imola, il gran premio si decide di fatto ai box: a causa di un errore del meccanico con la paletta, Michael Schumacher riparte dalla piazzola in anticipo e travolge il capo meccanico Nigel Stepney, addetto al rifornimento, che rimedia una distorsione alla caviglia. Il pilota tedesco mantiene la vetta, ma alla seconda sosta il sostituto di Stepney non riesce ad inserire tempestivamente il bocchettone nell'imboccatura del serbatoio: Schumacher perde dieci secondi e con essi anche la testa della gara, che passa ad Hakkinen. Sempre in occasione della seconda sosta Coulthard riesce a passare Ralf Schumacher e Barrichello, mentre il brasiliano rimane ancora bloccato dietro al pilota della Williams. In difficoltà a causa di una perdita d'aria da una gomma, Michael Schumacher è costretto a subire la rimonta di Coulthard, che gli porta via il secondo posto. Raggiunto anche dal fratello Ralf, il pilota del cavallino riesce a disturbarlo quel tanto che basta al compagno di team per trovare il varco giusto e infilare il rivale; alla fine del giro Michael Schumacher rientra ai box per sostituire le gomme e rimane confinato al 5° posto. La McLaren conquista la sua seconda doppietta stagionale, stavolta con Mika Hakkinen come vincitore. Rubens Barrichello riesce a portare a casa il podio davanti a Ralf e Michael Schumacher. La zona punti è chiusa da Frentzen, 6° al traguardo con la Jordan. Nel campionato piloti Schumacher può contare ancora su 14 punti di vantaggio sul secondo in classifica (Hakkinen) e nel costruttori la Ferrari conserva ancora sette punti sulla McLaren.

Gran Premio d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Nürburgring - 21 maggio 2000 - Warsteiner Grand Prix of Europe

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Europa 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Michael Schumacher (Ferrari)
  2. Mika Häkkinen (McLaren)
  3. David Coulthard (McLaren)
  4. Rubens Barrichello (Ferrari)
  5. Giancarlo Fisichella (Benetton)
  6. Pedro de la Rosa (Arrows)
  7. Pedro Diniz (Sauber)
  8. Gastón Mazzacane (Minardi)
  9. Jean Alesi (Prost)
  10. Jenson Button (Williams)
  11. Johnny Herbert (Jaguar)
  12. Alexander Wurz (Benetton)

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Montecarlo - 4 giugno 2000 - 58e Grand Prix de Monaco

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. David Coulthard (McLaren)
  2. Rubens Barrichello (Ferrari)
  3. Giancarlo Fisichella (Benetton)
  4. Eddie Irvine (Jaguar)
  5. Mika Salo (Sauber)
  6. Mika Häkkinen (McLaren)
  7. Jacques Villeneuve (BAR)
  8. Nick Heidfeld (Prost)
  9. Johnny Herbert (Jaguar)
  10. Heinz-Harald Frentzen (Jordan)

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 2000.
Pedro Diniz al volante della Sauber C19 durante il Gran Premio del Canada

In qualifica la sfida è tra Schumacher e Coulthard, con il pilota del cavallino che la spunta per meno di un decimo; alle loro spalle si piazzano i rispettivi compagni di squadra. Al via non cambiano le prime due posizioni mentre il padrone di casa Jacques Villeneuve, partito dalla sesta piazza, riesce ad inserirsi in terza posizione iniziando a rallentare il ritmo di Barrichello e Hakkinen.

Coulthard segue Michael Schumacher nei primi giri, ma poi viene punito con uno Stop&Go per un'irregolarità in griglia di partenza. Dopo una ventina di giri arriva un primo scroscio di pioggia ma la pista non si bagna a sufficienza e tutti rimangono in pista con le gomme da asciutto. Barrichello sopravanza Villeneuve al 26° giro; più avanti anche Hakkinen riesce ad avere la meglio sul Canadese e cerca di rimontare, ma subito dopo la sua sosta inizia a piovere, stavolta in modo più consistente. In mezzo ai numerosi cambi Michael Schumacher mantiene saldamente la vetta mentre si inserisce in seconda posizione Giancarlo Fisichella. Mika Hakkinen rischia e rimane in pista un giro in più con le gomme da asciutto, ma la pioggia non cala d'intensità e il Finlandese perde molto tempo. Rubens Barrichello nel finale rimonta su Fisichella e lo passa grazie ad un errore del pilota della Benetton, consegnando quindi alla Ferrari la seconda doppietta stagionale. Dopo dodici gran premi consecutivi viene sfatata la "maledizione della pole position", secondo la quale il pilota che conquistava la pole position non avrebbe vinto poi in gara. Giancarlo Fisichella chiude terzo come la gara precedente e davanti ad Hakkinen, quarto. Punti vanno anche a Verstappen e Trulli, mentre David Coulthard non riesce ad andare oltre un settimo posto. Nella classifica iridata Michael Schumacher aumenta il proprio vantaggio a 22 punti su Coulthard e a 24 su Hakkinen, la Ferrari raggiunge invece le 21 lunghezze di vantaggio sulla rivale McLaren-Mercedes.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Magny-Cours - 2 luglio 2000 - Mobil 1 Grand Prix de France

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Francia 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. David Coulthard (McLaren)
  2. Mika Häkkinen (McLaren)
  3. Rubens Barrichello (Ferrari)
  4. Jacques Villeneuve (BAR)
  5. Ralf Schumacher (Williams)
  6. Jarno Trulli (Jordan)
  7. Heinz-Harald Frentzen (Jordan)
  8. Jenson Button (Williams)
  9. Giancarlo Fisichella (Benetton)
  10. Mika Salo (Sauber)
  11. Pedro Diniz (Sauber)
  12. Nick Heidfeld (Prost)
  13. Eddie Irvine (Jaguar)
  14. Jean Alesi (Prost)
  15. Marc Gené (Minardi)

Gran Premio d'Austria[modifica | modifica wikitesto]

Spielberg - 16 luglio 2000 - Großer A1 Preis von Österreich

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Austria 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Mika Häkkinen (McLaren)
  2. David Coulthard (McLaren)
  3. Rubens Barrichello (Ferrari)
  4. Jacques Villeneuve (BAR)
  5. Jenson Button (Williams)
  6. Mika Salo (Sauber)
  7. Johnny Herbert (Jaguar)
  8. Marc Gené (Minardi)
  9. Pedro Diniz (Sauber)
  10. Alexander Wurz (Benetton)
  11. Luciano Burti (Jaguar)
  12. Gastón Mazzacane (Minardi)

Gran Premio di Germania[modifica | modifica wikitesto]

Hockenheimring - 30 luglio 2000 - Großer Mobil 1 Preis von Deutschland

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Rubens Barrichello (Ferrari)
  2. Mika Häkkinen (McLaren)
  3. David Coulthard (McLaren)
  4. Jenson Button (Williams)
  5. Mika Salo (Sauber)
  6. Pedro de la Rosa (Arrows)
  7. Ralf Schumacher (Williams)
  8. Jacques Villeneuve (BAR)
  9. Jarno Trulli (Jordan)
  10. Eddie Irvine (Jaguar)
  11. Gaston Mazzacane (Minardi)
  12. Nick Heidfeld (Prost)

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Hungaroring - 13 agosto 2000 - Marlboro Magyar Nagydíj

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Mika Häkkinen (McLaren)
  2. Michael Schumacher (Ferrari)
  3. David Coulthard (McLaren)
  4. Rubens Barrichello (Ferrari)
  5. Ralf Schumacher (Williams)
  6. Heinz-Harald Frentzen (Jordan)
  7. Jarno Trulli (Jordan)
  8. Eddie Irvine (Jaguar)
  9. Jenson Button (Williams)
  10. Mika Salo (Sauber)
  11. Alexander Wurz (Benetton)
  12. Jacques Villeneuve (BAR)
  13. Jos Verstappen (Arrows)
  14. Ricardo Zonta (BAR)
  15. Marc Gené (Minardi)
  16. Pedro de la Rosa (Arrows)

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Spa-Francorchamps - 27 agosto 2000 - Foster's Belgian Grand Prix

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 2000.

Ordine d'arrivo[modifica | modifica wikitesto]

  1. Mika Häkkinen (McLaren)
  2. Michael Schumacher (Ferrari)
  3. Ralf Schumacher (Williams)
  4. David Coulthard (McLaren)
  5. Jenson Button (Williams)
  6. Heinz-Harald Frentzen (Jordan)
  7. Jacques Villeneuve (BAR)
  8. Johnny Herbert (Jaguar)
  9. Mika Salo (Sauber)
  10. Eddie Irvine (Jaguar)
  11. Pedro Diniz (Sauber)
  12. Ricardo Zonta (BAR)
  13. Alexander Wurz (Benetton)
  14. Marc Gené (Minardi)
  15. Jos Verstappen (Arrows)
  16. Pedro de la Rosa (Arrows)
  17. Gastón Mazzacane (Minardi)

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Monza - 10 settembre 2000 - 71º Gran Premio Campari d'Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 2000.

A Monza si svolge la gara che vede il ritorno di Schumacher come protagonista nella lotta per il titolo. Il ferrarista, infatti, compie il cosiddetto Grande Slam ottenendo vittoria, pole position e giro veloce. La corsa viene ricordata anche per il pianto liberatorio di Schumacher in mondovisione durante la conferenza a fine gara, dopo aver ricevuto la domanda: "Michael, hai raggiunto le 41 vittorie di Ayrton Senna, significa molto per te?". Il trionfo Ferrari viene però funestato dalla morte del pompiere volontario della Cea Paolo Gislimberti, colpito da una ruota impazzita staccatasi dalla Jordan di Frentzen, coinvolto in un tremendo incidente assieme a Trulli, Barrichello, David Coulthard, Pedro de la Rosa e Herbert.

Gran Premio degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio degli Stati Uniti 2000.
L'arrivo del GP degli USA 2000

Dinanzi ad un pubblico di oltre 200.000 persone, sul circuito ricavato all'interno di quello della 500 Miglia, la Ferrari ottiene una doppietta, che riaccende più che mai la lotta per il titolo mondiale. Schumacher, autore di una gara perfetta e di un sorpasso alla prima staccata ai danni di David Coulthard, ha così otto punti di vantaggio su Häkkinen, quest'ultimo ritiratosi durante la gara per la rottura del motore.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Suzuka - 8 ottobre 2000 - Fuji Television Japanese Grand Prix

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 2000.

Dopo un'avvincente qualifica, Schumacher ottiene la pole position ai danni di Mika Häkkinen, battuto per soli nove millesimi di secondo. Ma il duello ha inizio sin dalla partenza: Häkkinen brucia Schumacher e va in testa, ma il suo sorpasso viene reso vano dalla strategia del box Ferrari e di Ross Brawn. Dapprima Michael Schumacher viene caricato con più carburante per permettergli di rimanere in pista più a lungo, successivamente, durante il pit stop, il pilota tedesco riesce a passare davanti ad Häkkinen grazie ad un rifornimento record: sei secondi. Gli ultimi 13 giri vengono vissuti da tutti i ferraristi col fiato sospeso, fino alle 16.03 (ora di Suzuka), quando Michael Schumacher conquista il suo terzo titolo mondiale e cancella 21 anni di corse senza un titolo conquistato da un pilota della squadra di Maranello.

Gran Premio della Malesia[modifica | modifica wikitesto]

Sepang - 22 ottobre 2000 - Petronas Malaysian Grand Prix

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio della Malesia 2000.

L'anno vincente della Ferrari si chiude anche con la conquista del mondiale costruttori. Schumacher, dopo aver ottenuto la quarta pole position consecutiva, centra anche la quarta vittoria di fila davanti a Coulthard e Barrichello, mentre Mika Häkkinen, penalizzato per la partenza anticipata, giunge quarto al traguardo. Per la Ferrari, che tocca quota 170 punti, per una media di 10 punti a gara, è la decima vittoria stagionale; per Schumacher la nona. Questi record vanno quindi ad aggiungersi appunto al decimo mondiale costruttori, due settimane dopo il decimo titolo piloti conquistato da un pilota Ferrari.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultato dei Gran Premi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio Circuito Pole position Giro veloce Pilota vincitore Team vincitore Resoconto
1 Australia Gran Premio d'Australia Melbourne Finlandia Mika Hakkinen Brasile Rubens Barrichello Germania Jenson Button Italia Ferrari Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
3 San Marino Gran Premio di San Marino Imola Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
4 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Brasile Rubens Barrichello Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
6 Europa Gran Premio d'Europa Nurburgring Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
7 Monaco Gran Premio di Monaco Circuito di Monte Carlo Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada Circuito di Montreal Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
9 Francia Gran Premio di Francia Circuito di Magny Cours Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
10 Austria Gran Premio d'Austria A1-Ring Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheim Regno Unito David Coulthard Brasile Rubens Barrichello Brasile Rubens Barrichello Italia Ferrari Resoconto
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps Finlandia Mika Häkkinen Brasile Rubens Barrichello Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
15 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti Indianapolis Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
17 Malesia Gran Premio della Malesia Circuito di Sepang Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto

Classifica piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti
1 Germania Michael Schumacher 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 108
2 Finlandia Mika Häkkinen Rit Rit 2 2 1 2 6 4 2 1 2 1 1 2 Rit 2 4 89
3 Regno Unito David Coulthard Rit SQ 3 1 2 3 1 7 1 2 3 3 4 Rit 5 3 2 73
4 Brasile Rubens Barrichello 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3 62
5 Germania Ralf Schumacher 3 5 Rit 4 4 Rit Rit 14 * 5 Rit 7 5 3 3 Rit Rit Rit 24
6 Italia Giancarlo Fisichella 5 2 11 7 9 5 3 3 9 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 14 9 18
7 Canada Jacques Villeneuve 4 Rit 5 16 * Rit Rit 7 15 * 4 4 8 12 7 Rit 4 6 5 17
8 Regno Unito Jenson Button Rit 6 Rit 5 17 * 10 * Rit 11 8 5 4 9 5 Rit Rit 5 Rit 12
9 Germania Heinz-Harald Frentzen Rit 3 Rit 17 * 6 Rit 10 * Rit 7 Rit Rit 6 6 Rit 3 Rit Rit 11
10 Italia Jarno Trulli Rit 4 15 * 6 12 Rit Rit 6 6 Rit 9 7 Rit Rit Rit 13 12 6
11 Finlandia Mika Salo SQ NP 6 8 7 Rit 5 Rit 10 6 5 10 9 7 Rit 10 8 6
12 Paesi Bassi Jos Verstappen Rit 7 14 Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit Rit 13 15 4 Rit Rit 10 5
13 Regno Unito Eddie Irvine Rit Rit 7 13 11 Rit 4 13 13 INF 10 8 10 Rit 7 8 6 4
14 Brasile Ricardo Zonta 6 9 12 Rit 8 Rit Rit 8 Rit Rit Rit 14 12 6 6 9 Rit 3
15 Austria Alexander Wurz 7 Rit 9 9 10 12 * Rit 9 Rit 10 Rit 11 13 5 10 Rit 7 2
16 Spagna Pedro de la Rosa Rit 8 Rit Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 6 16 16 Rit Rit 12 Rit 2
17 Regno Unito Johnny Herbert Rit Rit 10 12 13 11 * 9 Rit Rit 7 Rit Rit 8 Rit 11 7 Rit 0
18 Brasile Pedro Diniz Rit NP 8 11 Rit 7 Rit 10 11 9 Rit Rit 11 8 8 11 Rit 0
19 Spagna Marc Gené 8 Rit Rit 14 14 Rit Rit 16 * 15 8 Rit 15 14 9 12 Rit Rit 0
20 Germania Nick Heidfeld 9 Rit Rit Rit 16 ES 8 Rit 12 Rit 12 * Rit Rit Rit 9 Rit Rit 0
21 Argentina Gastón Mazzacane Rit 10 13 15 15 8 Rit 12 Rit 12 11 Rit 17 * 10 Rit 15 13 0
22 Francia Jean Alesi Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit Rit 14 Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit 11 0
23 Brasile Luciano Burti 11 0
Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
GBR
Regno Unito
SPA
Spagna
EUR
Europa
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
USA
Stati Uniti
GIA
Giappone
MAL
Malesia
Punti
1 Italia Ferrari M. Schumacher 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 170
Barrichello 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3
2 Regno Unito McLaren-Mercedes Häkkinen Rit Rit 2 2 1 2 6 4 2 1 2 1 1 2 Rit 2 4 152[4]
Coulthard Rit SQ 3 1 2 3 1 7 1 2 3 3 4 Rit 5 3 2
3 Regno Unito Williams-BMW R. Schumacher 3 5 Rit 4 4 Rit Rit 14 5 Rit 7 5 3 3 Rit Rit Rit 36
Button Rit 6 Rit 5 17 10 Rit 11 8 5 4 9 5 Rit Rit 5 Rit
4 Italia Benetton-Playlife Fisichella 5 2 11 7 9 5 3 3 9 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 14 9 20
Wurz 7 Rit 9 9 10 12 Rit 9 Rit 10 Rit 11 13 5 10 Rit 7
5 Regno Unito BAR-Honda Villeneuve 4 Rit 5 16 Rit Rit 7 15 4 4 8 12 7 Rit 4 6 5 20
Zonta 6 9 12 Rit 8 Rit Rit 8 Rit Rit Rit 14 12 6 6 9 Rit
6 Irlanda Jordan-Mugen-Honda Frentzen Rit 3 Rit 17 6 Rit 10 Rit 7 Rit Rit 6 6 Rit 3 Rit Rit 17
Trulli Rit 4 15 6 12 Rit Rit 6 6 Rit 9 7 Rit Rit Rit 13 12
7 Regno Unito Arrows-Supertec de la Rosa Rit 8 Rit Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 6 16 16 Rit Rit 12 Rit 7
Verstappen Rit 7 14 Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit Rit 13 15 4 Rit Rit 10
8 Svizzera Sauber-Petronas Diniz Rit NP 8 11 Rit 7 Rit 10 11 9 Rit Rit 11 8 8 11 Rit 6
Salo SQ NP 6 8 7 Rit 5 Rit 10 6 5 10 9 7 Rit 10 8
9 Regno Unito Jaguar-Cosworth Irvine Rit Rit 7 13 11 Rit 4 13 13 INF 10 8 10 Rit 7 8 6 4
Herbert Rit Rit 10 12 13 11 9 Rit Rit 7 Rit Rit 8 Rit 11 7 Rit
Burti 11
10 Italia Minardi-Fondmetal Gené 8 Rit Rit 14 14 Rit Rit 16 15 8 Rit 15 14 9 12 Rit Rit 0
Mazzacane Rit 10 13 15 15 8 Rit 12 Rit 12 11 Rit 17 10 Rit 15 13
11 Francia Prost-Peugeot Alesi Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit Rit 14 Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit 11 0
Heidfeld 9 Rit Rit Rit 16 ES 8 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit
Pos Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
GBR
Regno Unito
SPA
Spagna
EUR
Europa
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
USA
Stati Uniti
GIA
Giappone
MAL
Malesia
Punti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Irvine: "me ne vado se Schumi torna prima guida". in La Repubblica.it, 11 agosto 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  2. ^ Andrea Cremonesi, Alesi-Prost, matrimonio da 10 milioni di dollari in gazzetta.it. URL consultato il 28 giugno 2008.
  3. ^ Eric Silbermann, Luis Vasconcelos, Mercato: Verstappen va alla Arrows in La Gazzetta della Sport, 28 gennaio 2000.
  4. ^ I dieci punti ottenuti da Hakkinen nel Gran Premio d'Austria non vengono conteggiati nel Campionato Costruttori perché sulla vettura del finlandese era stato rimosso un sigillo da una delle centraline; pur non trovando alcuna manomissione nei software in essa contenuti, la FIA aveva deciso di penalizzare la scuderia britannica, ma non il pilota.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Formula 1 Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1