Campionato mondiale di Formula 1 2000

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Campionato mondiale di Formula 1 2000
Edizione n. 51 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 12 marzo
Termine 22 ottobre
Prove 17
Titoli in palio
Piloti Michael Schumacher
su Ferrari F1-2000
Costruttori Scuderia Ferrari su Ferrari F1-2000
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 2000 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 51ª ad assegnare il Campionato Piloti, vinto da Michael Schumacher, e la 43ª ad assegnare il Campionato Costruttori, andato alla Scuderia Ferrari. È iniziata il 12 marzo ed è terminata il 22 ottobre, dopo 17 gare.

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea del Circuito di Indianapolis, sede del rientrante Gran Premio degli Stati Uniti

La novità più importante è il ritorno del Gran Premio degli Stati Uniti, non presente nel calendario dalla stagione 1991, come terz'ultima gara del campionato. La corsa si disputa su un tracciato ricavato all'interno dello storico circuito ovale di Indianapolis, del quale la Formula 1 in questa configurazione utilizza la curva 1 e il rettilineo del traguardo, pur percorrendoli nella direzione opposta a quella utilizzata dalla storica 500 miglia (quindi la curva 1 in realtà è l'ultima del tracciato per la Formula 1). Con questo nuovo evento il totale dei gran premi sale così da 16 a 17.

Per fare posto alla corsa statunitense, il Gran Premio d'Europa al Nürburgring viene anticipato al 21 di maggio (sesta gara in calendario). Cambia data anche il Gran Premio di Gran Bretagna, da disputare sul Circuito di Silverstone: tradizionalmente un appuntamento della fase estiva del campionato, viene anticipato e inserito come quarta gara (23 aprile). Infine, il Gran Premio della Malesia viene posticipato come ultima gara della stagione, invertendo la propria posizione con il Gran Premio del Giappone rispetto al 1999.


Gara Gran Premio Circuito Data
1 Australia Gran Premio d'Australia Melbourne 12 marzo 2000
2 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos 26 marzo 2000
3 San Marino Gran Premio di San Marino Imola 9 aprile 2000
4 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone 23 aprile 2000
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona 7 maggio 2000
6 Europa Gran Premio d'Europa Nurburgring 21 maggio 2000
7 Monaco Gran Premio di Monaco Circuito di Monte Carlo 4 giugno 2000
8 Canada Gran Premio del Canada Circuito di Montreal 18 giugno 2000
9 Francia Gran Premio di Francia Circuito di Magny Cours 2 luglio 2000
10 Austria Gran Premio d'Austria A1-Ring 16 luglio 2000
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheim 30 luglio 2000
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring 13 agosto 2000
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps 27 agosto 2000
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza 10 settembre 2000
15 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti Indianapolis 24 settembre 2000
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka 8 ottobre 2000
17 Malesia Gran Premio della Malesia Circuito di Sepang 22 ottobre 2000

Piloti e Team[modifica | modifica wikitesto]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Rubens Barrichello, nuovo pilota Ferrari per la stagione 2000

La novità più importante riguarda la Ferrari: il vice-campione del mondo in carica Eddie Irvine lascia il cavallino dopo quattro stagioni per contrasti relativi al ruolo di prima guida riservato al compagno di squadra Michael Schumacher[1]. Il pilota nordirlandese si accasa alla neonata Jaguar-Ford, al fianco del confermato Johnny Herbert, in uno scambio che porta invece il brasiliano Rubens Barrichello a fare il percorso inverso e approdare a Maranello. La McLaren conferma sia il campione del mondo Mika Häkkinen sia David Coulthard, ingaggiando l'esperto Olivier Panis come collaudatore; conferme per entrambi i piloti titolari anche in casa Benetton (Giancarlo Fisichella e Alexander Wurz) e BAR (Jacques Villeneuve e Ricardo Zonta).

L'ex-campione del mondo Damon Hill annuncia il suo ritiro dalla Formula 1, lasciando il suo posto in Jordan al pilota italiano Jarno Trulli, proveniente dalla Prost , che andrà ad affiancare il confermato Heinz-Harald Frentzen. Cambio anche alla Williams: Alessandro Zanardi, dopo una stagione 1999 molto negativa e conclusa a zero punti, rescinde consensualmente il proprio contratto con il team, lasciando così il posto al ventenne debuttante Jenson Button, che correrà insieme al confermato Ralf Schumacher.

Il 24 agosto 1999 Jean Alesi annuncia il suo passaggio dalla Sauber alla Prost con un ingaggio di 10 milioni di dollari[2]; il veterano francese sarà affiancato dal debuttante Nick Heidfeld, già collaudatore della McLaren nel 1999. Alla Sauber approda il finlandese Mika Salo, che nel 1999 aveva corso tre gare con la BAR e sei gare con la Ferrari in occasione degli infortuni di Ricardo Zonta e Michael Schumacher, a fianco del confermato Pedro Diniz.

In occasione della presentazione della nuova vettura, la Arrows annuncia l'ingaggio di Jos Verstappen, che torna pilota titolare in Formula 1 dopo un anno passato da collaudatore per la Honda[3]. L'olandese, che va a sostituire Toranosuke Takagi, aveva già guidato per la stessa scuderia nella stagione 1996 quando si chiamava Footwork, cogliendo un solo punto. Confermato invece l'altro pilota Pedro de la Rosa. La Minardi promuove il tester Gastón Mazzacane a pilota titolare al posto dell'italiano Luca Badoer, che ritorna così al suo ruolo di tester della Ferrari a tempo pieno. Il team di Faenza inoltre, al termine di un test organizzato a Jerez, ufficializza come terzo pilota il giovane spagnolo Fernando Alonso, futuro campione del mondo 2005 e 2006. L'altro pilota titolare del team italiano è il confermato Marc Gené.

In occasione del Gran Premio d'Austria ci sarà spazio anche per il brasiliano Luciano Burti, che per questa gara sostituirà Eddie Irvine, colpito da forti dolori addominali, alla guida della Jaguar.

Team[modifica | modifica wikitesto]

La Williams FW22 del 2000, la prima motorizzata BMW

Già nel corso del 1999 voci insistenti davano per probabile l'ingresso della Ford nel mondo della Formula 1 attraverso l'acquisto della Stewart, scuderia Inglese di proprietà dell'ex campione del mondo Jackie Stewart alla quale la Ford, tramite il marchio Cosworth, forniva già i motori. Il cambio di proprietà viene poi perfezionato e la Ford ufficializza successivamente la propria partecipazione al campionato tramite il marchio Jaguar. Un altro accordo importante viene raggiunto tra la Williams e il costruttore tedesco BMW, che a partire da questa stagione fornirà i propri motori al team inglese al posto dei motori Supertec utilizzati nel 1999. Similmente, anche la BAR raggiunge un accordo per una fornitura ufficiale di motori Honda, anche in questo caso in sostituzione dei propulsori Supertec, accettando di pagare una penale al vecchio motorista, con il quale c'era un accordo già siglato e valevole anche per il campionato 2000. La Minardi in questa stagione è spinta dagli stessi motori Ford utilizzati nel 1999, ribattezzati Fondmetal per ragioni di sponsorizzazione; per lo stesso motivo anche Sauber e Benetton, rispettivamente equipaggiate con motori Ferrari e Supertec, ribattezzano i loro propulsori come Petronas e Playlife. La Arrows passa dai motori prodotti autonomamente nel 1999 ai motori Supertec.

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Scuderia Costruttore Telaio Motore Pneumatici Piloti GP Test driver
Regno Unito West McLaren Mercedes McLaren MP4/15 Mercedes FO110J 3.0 V10 B 1 Finlandia Mika Häkkinen Tutti Francia Olivier Panis
2 Regno Unito David Coulthard Tutti
Italia Scuderia Ferrari Marlboro Ferrari F1-2000 Ferrari 049 3.0 V10 B 3 Germania Michael Schumacher Tutti Italia Luca Badoer
4 Brasile Rubens Barrichello Tutti
Irlanda Benson & Hedges Jordan Jordan EJ10
EJ10B
Mugen-Honda MF-301 HE 3.0 V10 B 5 Germania Heinz-Harald Frentzen Tutti Rep. Ceca Tomáš Enge
6 Italia Jarno Trulli Tutti
Regno Unito Jaguar Racing Jaguar R1 Cosworth CR-2 3.0 V10 B 7 Regno Unito Eddie Irvine 1-9, 11-17 Brasile Luciano Burti
Regno Unito Dario Franchitti
Brasile Luciano Burti 10
8 Regno Unito Johnny Herbert Tutti
Regno Unito BMW.WilliamsF1 Team Williams FW22 BMW E41 3.0 V10 B 9 Germania Ralf Schumacher Tutti Brasile Bruno Junqueira
Germania Jörg Müller
10 Regno Unito Jenson Button Tutti
Italia Mild Seven Benetton Playlife Benetton B200 Playlife FB02 3.0 V10 B 11 Italia Giancarlo Fisichella Tutti Giappone Hidetoshi Mitsusada
Brasile Antônio Pizzonia
12 Austria Alexander Wurz Tutti
Francia Gauloises Prost Peugeot Prost AP03 Peugeot A20 3.0 V10 B 14 Francia Jean Alesi Tutti Francia Stéphane Sarrazin
15 Germania Nick Heidfeld Tutti
Svizzera Red Bull Sauber Petronas Sauber C19 Petronas SPE 04A 3.0 V10 B 16 Brasile Pedro Diniz Tutti Brasile Enrique Bernoldi
Finlandia Kimi Räikkönen
17 Finlandia Mika Salo Tutti
Regno Unito Orange Arrows Arrows A21 Supertec FB02 3.0 V10 B 18 Spagna Pedro de la Rosa Tutti Australia Mark Webber
19 Paesi Bassi Jos Verstappen Tutti
Italia Telefónica Minardi Fondmetal Minardi M02 Fondmetal 3.0 V10 B 20 Spagna Marc Gené Tutti Spagna Fernando Alonso
21 Argentina Gastón Mazzacane Tutti
Regno Unito Lucky Strike BAR F1 Team BAR 002 Honda RA000E 3.0 V10 B 22 Canada Jacques Villeneuve Tutti Regno Unito Darren Manning
Francia Patrick Lemarié
23 Brasile Ricardo Zonta Tutti

Riassunto della stagione[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Australia 2000.

Le due McLaren-Mercedes monopolizzano la prima fila del Gran Premio d'Australia per il terzo anno consecutivo, con Mika Häkkinen in pole position. In seconda fila si piazzano le due Ferrari e in terza fila le due Jordan. Buone anche le prestazioni di Irvine (7°) e Villeneuve (8°). Alla partenza le due frecce d'argento scattano bene mentre le Ferrari devono lottare con le Jordan e Frentzen ne approfitta per passare Barrichello. Al sesto giro si rompono le sospensioni anteriori di entrambe le Arrows, ciò provoca un incidente con Irvine e il conseguente ingresso della Safety Car. Quando la vettura di sicurezza lascia la pista, David Coulthard accusa immediatamente problemi al motore, che cede all'11º giro dopo una lunga sosta ai box. Soltanto sette giri dopo la stessa sorte tocca a Mika Häkkinen (anche per il finlandese avviene una rottura del propulsore). La corsa passa così nelle mani di Michael Schumacher, che accumula un consistente vantaggio su Frentzen, che continua a tenere alle spalle Barrichello; il brasiliano modifica così la sua strategia da una a due soste, nel tentativo di passare davanti al rivale. Problemi al cambio sulla vettura del tedesco consentiranno comunque a Barrichello di guadagnare la seconda posizione senza problemi. Nella seconda metà di corsa escono di scena le due Jordan e così la terza piazza viene conquistata da un sorprendente Ralf Schumacher. Rubens Barrichello al 45º giro raggiunge Michael Schumacher che lo lascia passare, dato che il brasiliano poco dopo dovrà fermarsi nuovamente ai box per la sua seconda sosta. La Ferrari conquista quindi una doppietta nella prima gara della stagione con Michael Schumacher davanti a Rubens Barrichello e al fratello Ralf, che completa il podio. Primi punti della sua storia per la BAR, che piazza Jacques Villeneuve 4° e Ricardo Zonta 6°; quest'ultimo però solo grazie alla squalifica della Sauber di Mika Salo, che lo aveva superato nei giri finali, a causa di un alettone posteriore non regolare. Per Zonta si tratta del primo punto in carriera. Il quinto posto, invece, viene conquistato da Giancarlo Fisichella su Benetton. Da segnalare l'ottimo debutto di Jenson Button, che arriva a occupare la 6ª posizione prima di ritirarsi per problemi al motore.

Gran Premio del Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Brasile 2000.

Anche a Interlagos le McLaren sembrano imprendibili e monopolizzano la prima fila davanti alle due Ferrari; distacchi molto più consistenti per gli altri. Nel cavallino si opta per una strategia aggressiva, caricando meno carburante per attaccare le frecce d'argento da subito. In effetti già al via Michael Schumacher riesce a superare Coulthard e, all'inizio del secondo giro, le due Ferrari si rendono protagoniste di un doppio sorpasso con cui Michael Schumacher conquista la testa ai danni di Hakkinen e Barrichello scavalca David Coulthard issandosi al 3º posto. Dopo la prima sosta le due rosse ritornano nuovamente al 2º e al 4º posto, ma al 28º giro Rubens Barrichello è costretto al ritiro per la rottura del propulsore. Passano tre giri e anche il leader Hakkinen viene fermato da un problema al motore e la gara passa nelle mani di Michael Schumacher, in testa con un grande vantaggio anche perché Coulthard è attardato da problemi al cambio. L'attenzione si sposta così sulla lotta per il terzo posto, che a fine gara premia Giancarlo Fisichella, il quale precede le due Jordan (con Frentzen davanti a Trulli) e Ralf Schumacher. Nel dopo gara si completa la disastrosa giornata McLaren: i commissari trovano un alettone anteriore non regolare sulla vettura di Coulthard e lo squalificano dalla gara: la scuderia di Woking rimane così a zero punti dopo le prime due gare della stagione, la Ferrari si trova a 26 punti con un vantaggio abissale sulla seconda squadra in classifica, la Benetton, che ha accumulato 8 punti. La squalifica di Coulthard consegna il primo punto in carriera a Jenson Button.

Gran Premio di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di San Marino 2000.

Mika Häkkinen centra la sua terza pole consecutiva anche ad Imola, nel gran premio "di casa" della Ferrari. Stavolta però Michael Schumacher riesce a strappare la seconda piazza a David Coulthard. Al semaforo verde Hakkinen non ha problemi mentre Michael Schumacher è costretto a chiudere verso l'interno per difendersi da Coulthard e dal fratello Ralf (che finisce anche sull'erba); Rubens Barrichello ne approfitta per scavalcarli entrambi e portarsi in terza posizione. A causa della pista ostica ai sorpassi, David Coulthard non riesce a passare Barrichello pur essendo molto più veloce, mentre Hakkinen e Schumacher proseguono in testa con un distacco minimo per i primi due terzi della gara con un ritmo insostenibile per tutti gli inseguitori. La situazione si modifica soltanto con la seconda sosta ai box: Hakkinen rientra al 44º giro cedendo la vetta a Michael Schumacher che, con i serbatoi scarichi, sfrutta i successivi quattro giri per spingere a fondo e rientrare in pista, dopo la sosta, davanti al rivale. Viceversa, la stessa manovra riesce a Coulthard, che soffia la terza posizione a Barrichello. Nelle fasi finali Mika Häkkinen cerca di mettere pressione al battistrada, ma Michael Schumacher non commette errori e vince anche la terza gara della stagione, precedendo il rivale di un secondo, mentre molto più staccati arrivano Coulthard e Barrichello. La zona punti è completata dal quinto posto di Jacques Villeneuve e dal sesto posto di Mika Salo, che stavolta non incappa in squalifiche e riesce a portare a casa il primo punto stagionale per la Sauber. In classifica piloti Schumacher sale a quota 30 punti, ben 21 di vantaggio sul compagno di squadra Barrichello, secondo in classifica.

Gran Premio di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Gran Bretagna 2000.

La serie positiva della rossa si interrompe a Silverstone, dove sono le McLaren a fare bottino pieno. Le qualifiche sono condizionate dalle condizioni variabili della pista e Michael Schumacher è solo 5°, mentre il compagno di squadra Barrichello conquista la pole position davanti al sorprendente Frentzen e alle due McLaren in seconda fila. Al via le cose si complicano ulteriormente per il leader del campionato, che scatta bene ma, chiuso da Hakkinen, finisce sull'erba e scivola in ottava posizione, dove rimarrà bloccato da Villeneuve per diversi giri. Rubens Barrichello mantiene la testa davanti a Frentzen, Coulthard e Hakkinen fino al 30º giro quando viene superato dallo scozzese della McLaren (Frentzen era già rientrato ai box per rifornire). La corsa del brasiliano finisce comunque pochi giri dopo a causa di un problema idraulico. La gara passa a questo punto nelle mani del duo McLaren mentre alle loro spalle Michael Schumacher, che è partito con la strategia della sosta unica, riesce a mettersi alle spalle tutti gli avversari rimasti e risalire quindi fino al terzo gradino del podio. La McLaren decide di non dare ordini di scuderia, così David Coulthard va a vincere il suo primo gran premio stagionale davanti a Mika Häkkinen e a Michael Schumacher. Alle loro spalle fanno punti pesanti le due Williams con Ralf Schumacher e Jenson Button che si piazzano rispettivamente 4° e 5°. La zona punti è chiusa da Trulli, che conquista un punto. In classifica la leadership di Schumacher è ancora molto salda: 34 punti contro i 14 di David Coulthard, l'inseguitore più vicino, e nel costruttori la Ferrari mantiene 17 punti di vantaggio sulla McLaren.

Gran Premio di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Spagna 2000.

In qualifica Michael Schumacher ottiene la sua prima partenza al palo della stagione precedendo Hakkinen per meno di un decimo, alle loro spalle si piazzarono Barrichello e Coulthard. L'indomani, al semaforo verde, Michael Schumacher mantiene la testa davanti ad Hakkinen, mentre un ottimo scatto vale a Ralf Schumacher la terza posizione. Come anche a Imola, il gran premio si decide di fatto ai box: a causa di un errore del meccanico con la paletta, Michael Schumacher riparte dalla piazzola in anticipo e travolge il capo meccanico Nigel Stepney, addetto al rifornimento, che rimedia una distorsione alla caviglia. Il pilota tedesco mantiene la vetta, ma alla seconda sosta il sostituto di Stepney non riesce ad inserire tempestivamente il bocchettone nell'imboccatura del serbatoio: Schumacher perde dieci secondi e con essi anche la testa della gara, che passa ad Hakkinen. Sempre in occasione della seconda sosta Coulthard riesce a passare Ralf Schumacher e Barrichello, mentre il brasiliano rimane ancora bloccato dietro al pilota della Williams. In difficoltà a causa di una perdita d'aria da una gomma, Michael Schumacher è costretto a subire la rimonta di Coulthard, che gli porta via il secondo posto. Raggiunto anche dal fratello Ralf, il pilota del cavallino riesce a disturbarlo quel tanto che basta al compagno di team per trovare il varco giusto e infilare il rivale; alla fine del giro Michael Schumacher rientra ai box per sostituire le gomme e rimane confinato al 5º posto. La McLaren conquista la sua seconda doppietta stagionale, stavolta con Mika Häkkinen come vincitore. Rubens Barrichello riesce a portare a casa il podio davanti a Ralf e Michael Schumacher. La zona punti è chiusa da Frentzen, 6° al traguardo con la Jordan. Nel campionato piloti Schumacher può contare ancora su 14 punti di vantaggio sul secondo in classifica (Hakkinen) e nel costruttori la Ferrari conserva ancora sette punti sulla McLaren.

Gran Premio d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Europa 2000.

In qualifica la pioggia, arrivata a metà sessione, congela la situazione presente in quel momento consegnando a David Coulthard la pole position davanti a Michael Schumacher, Mika Häkkinen e Rubens Barrichello. La gara parte sull'asciutto e Hakkinen scatta benissimo, superando sia Michael Schumacher sia David Coulthard (che si piazzano rispettivamente 2° e 3°). Dopo nove giri di gara comincia a piovere e Michael Schumacher, asso del bagnato, va quasi subito in testa superando Hakkinen prima dell'ultima chicane. Anche Barrichello riesce a passare Coulthard, ma una sosta molto lunga ai box lo fa scendere nuovamente in classifica e riconsegna la terza piazza allo scozzese della McLaren. Alle loro spalle Irvine, Verstappen e Ralf Schumacher lottano per entrare in zona punti ma al 29º giro un contatto tra il britannico e l'olandese provoca il ritiro di tutti e tre. Dopo una seconda sosta concitata, con le operazioni rallentate da un problema a un dado ruota, Michael Schumacher conserva la prima posizione su Hakkinen e conclude la gara con 13 secondi di vantaggio sul Finlandese. Tutti gli altri piloti finiscono doppiati: Coulthard (3°) completa il podio davanti a Barrichello, Fisichella e De La Rosa. In classifica generale Michael Schumacher si riporta a +18 su Hakkinen, e anche la Ferrari allunga leggermente fino a un vantaggio di 10 punti sulla McLaren.

Gran Premio di Monaco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Monaco 2000.

Nelle strette strade del principato Michael Schumacher centra la pole position precedendo un ottimo Jarno Trulli. Dietro di loro si qualificano Coulthard, Frentzen, Hakkinen e Barrichello. Da segnalare l'ottimo settimo posto di Jean Alesi, a bordo della modesta Prost. Dopo tre via annullati, Michael Schumacher scatta in testa e inizia progressivamente a guadagnare terreno sugli inseguitori, con Trulli che tiene tutti alle proprie spalle. Non ci sono grandi emozioni fino al 29º giro, quando si ritira Jean Alesi per la rottura del semiasse, perdendo un'occasione unica per portare punti alla Prost. Al 36º giro si rompe il differenziale sulla Jordan di Trulli e l'Italiano è costretto al ritiro: Coulthard ha via libera, ma ormai Michael Schumacher è inattaccabile per lo scozzese. Hakkinen è attardato da una lunga sosta ai box, necessaria per rimuovere un cavo che si era infilato sotto il pedale del freno. La gara è nelle mani di Michael Schumacher, ma al 55º giro il pilota Tedesco è costretto ad alzare bandiera bianca: la rottura di uno scarico della sua Ferrari ha cotto la sospensione posteriore sinistra fino a farla cedere; David Coulthard va al comando seguito da Frentzen che mantiene la seconda piazza fino al 70º giro quando finisce a muro ed è costretto al ritiro. Sul traguardo David Coulthard vince davanti a Rubens Barrichello, che sfrutta al meglio le disgrazie altrui nonostante una gara incolore, e a Giancarlo Fisichella. Primi punti mondiali importantissimi per la Jaguar, con il 4º posto di Eddie Irvine, davanti a Mika Salo (5°) e a Mika Häkkinen, che chiude sesto a un giro dal vincitore. Coulthard si porta a 12 punti di distacco da Michael Schumacher e la McLaren a 5 dalla Ferrari. Nove scuderie su undici hanno fatto segnare punti: restano al palo solo Minardi e Prost, con la casa faentina avanti grazie ai piazzamenti (due ottavi posti contro uno).

Gran Premio del Canada[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Canada 2000.
Pedro Diniz al volante della Sauber C19 durante il Gran Premio del Canada

In qualifica la sfida è tra Schumacher e Coulthard, con il pilota del cavallino che la spunta per meno di un decimo; alle loro spalle si piazzano i rispettivi compagni di squadra. Al via non cambiano le prime due posizioni mentre il padrone di casa Jacques Villeneuve, partito dalla sesta piazza, riesce ad inserirsi in terza posizione iniziando a rallentare il ritmo di Barrichello e Hakkinen.

Coulthard segue Michael Schumacher nei primi giri, ma poi viene punito con uno Stop&Go per un'irregolarità in griglia di partenza. Dopo una ventina di giri arriva un primo scroscio di pioggia ma la pista non si bagna a sufficienza e tutti rimangono in pista con le gomme da asciutto. Barrichello sopravanza Villeneuve al 26º giro; più avanti anche Hakkinen riesce ad avere la meglio sul Canadese e cerca di rimontare, ma subito dopo la sua sosta inizia a piovere, stavolta in modo più consistente. In mezzo ai numerosi cambi Michael Schumacher mantiene saldamente la vetta mentre si inserisce in seconda posizione Giancarlo Fisichella. Mika Häkkinen rischia e rimane in pista un giro in più con le gomme da asciutto, ma la pioggia non cala d'intensità e il Finlandese perde molto tempo. Rubens Barrichello nel finale rimonta su Fisichella e lo passa grazie ad un errore del pilota della Benetton, consegnando quindi alla Ferrari la seconda doppietta stagionale. Dopo dodici gran premi consecutivi viene sfatata la "maledizione della pole position", secondo la quale il pilota che conquistava la pole position non avrebbe vinto poi in gara. Giancarlo Fisichella chiude terzo come la gara precedente e davanti ad Hakkinen, quarto. Punti vanno anche a Verstappen e Trulli, mentre David Coulthard non riesce ad andare oltre un settimo posto. Nella classifica iridata Michael Schumacher aumenta il proprio vantaggio a 22 punti su Coulthard e a 24 su Hakkinen, la Ferrari raggiunge invece le 21 lunghezze di vantaggio sulla rivale McLaren-Mercedes.

Gran Premio di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Francia 2000.

Anche a Magny Cours, il gran premio centrale della stagione, in qualifica è lotta serrata tra Ferrari e McLaren per la pole position. Come in Canada a spuntarla è Michael Schumacher, che si piazza davanti a Coulthard, Barrichello e Hakkinen (in quest'ordine). Al via del gran premio il Tedesco mantiene la vetta e Rubens Barrichello guadagna la seconda posizione: il brasiliano ha un passo inferiore rispetto alle due McLaren e riesce a rallentarle nella prima parte di gara, prima di essere superato da Coulthard in pista e da Hakkinen nel gioco delle soste. Le due frecce d'argento, con pista libera, iniziano a recuperare su Michael Schumacher, che è in crisi di gomme così come il suo compagno di team, e lo raggiungono. Al 33º giro Coulthard prova ad attaccare ma Michael Schumacher rintuzza, sette tornate dopo però il Tedesco deve cedere il passo allo Scozzese e al 52º giro deve ritirarsi per la rottura del motore, consegnando alla McLaren una facile doppietta. Coulthard conquista la vittoria del gran premio davanti ad Hakkinen e a Barrichello (staccato di trenta secondi dal vincitore). Giù dal podio, ma a punti, giungono Jacques Villeneuve, Ralf Schumacher e Jarno Trulli. In classifica generale Coulthard si avvicina notevolmente al leader, giungendo a -12, mentre Hakkinen arriva a -18. Più vicina la McLaren nel costruttori, a sei punti dalla rossa.

Gran Premio d'Austria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Austria 2000.

Dopo le ultime eccellenti prestazioni in qualifica, Michael Schumacher conferma la sua poca confidenza con il circuito austriaco: il leader del mondiale chiude 4º le qualifiche alle spalle del compagno di squadra Barrichello e a più di mezzo secondo dal poleman Hakkinen. In gara le cose per la Ferrari precipitano subito: Michael Schumacher alla prima curva viene tamponato da Ricardo Zonta (poi penalizzato per l'accaduto), si gira e viene centrato da Jarno Trulli, che gli rompe una sospensione e lo costringe al ritiro. Le due McLaren, senza rivali, allungano subito sul gruppo capeggiato inizialmente da Mika Salo e Pedro de la Rosa, avvantaggiatisi dall'incidente al via. Rubens Barrichello, settimo dopo gli incidenti alla prima curva e con il diffusore danneggiato da un tamponamento di Trulli, rimonta fino al quarto posto, che diventa terzo quando De La Rosa rompe il cambio della sua Arrows. La gara, diventata un monologo McLaren, è ravvivata solo dall'imbarazzante incidente fratricida tra le due Prost di Heidfeld e Alesi al 41º giro. Mika Häkkinen conquista la vittoria davanti a David Coulthard, terzo chiude Barrichello e a seguire Villeneuve, Button e Salo. Dopo la gara viene rilevata la mancanza di un sigillo sulla centralina della vettura di Mika Häkkinen, ma nessun segno di manomissione della centralina stessa. La federazione decide si togliere i dieci punti ottenuti solo al team, che avrebbe dovuto assicurarsi che la centralina fosse completamente sigillata, ma non al pilota[4]. In classifica piloti Michael Schumacher vede ridursi il suo vantaggio a 6 punti su Coulthard e 8 punti su Hakkinen. Grazie alla penalizzazione della McLaren, la Ferrari mantiene ancora la vetta del campionato costruttori per soli 4 punti.

Gran Premio di Germania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio di Germania 2000.

Le qualifiche del gran premio di Germania sono decise dalla pioggia copiosa che cade a pochi minuti dall'inizio della sessione e consente a Coulthard, sceso subito in pista, di conquistare la pole position davanti a Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella e Mika Häkkinen. Molto più indietro l'altra Ferrari, con Barrichello rallentato da problemi idraulici e solo 18°. Per Michael Schumacher la partenza del Gran Premio di Germania è una replica di quella della gara precedente: alla prima curva infatti viene di nuovo tamponato, stavolta da Giancarlo Fisichella, e finisce contro le barriere di protezione, ritirandosi. Le due McLaren, con Hakkinen che al via passa davanti a Coulthard, si involano immediatamente distanziando gli inseguitori capeggiati da Jarno Trulli. Rubens Barrichello intanto, partito con una tattica di due soste a differenza della maggioranza degli altri piloti, partiti per fare una sola sosta, inizia a rimontare e, sorpasso dopo sorpasso, si issa fino in terza posizione. Le due frecce d'argento per il brasiliano sono imprendibili fino a quando, al 24º giro, un ex-dipendente della Mercedes, licenziato dopo 18 anni dalla casa tedesca, compie un'invasione di pista che costringe la direzione gara a mandare in pista la Safety Car. In questo modo Barrichello rientra ai box e annulla lo svantaggio della sosta ai box. Quando la vettura di sicurezza esce di scena inizia a piovere in maniera molto irregolare, con il bagnato che si fa molto intenso solo nella parte finale del tracciato. Hakkinen, Coulthard e molti altri piloti decidono di rientrare ai box e montare le gomme da bagnato, mentre Barrichello rischia il tutto per tutto e rimane fuori: è la mossa vincente, in quanto i piloti McLaren non riusciranno a tornare negli scarichi nel brasiliano prima della fine della gara. Rubens Barrichello vince così la sua prima gara di Formula 1 dopo essere partito dalla 18ª posizione, precedendo sul traguardo Hakkinen, Coulthard, Button, Salo e De La Rosa. Sfortunato Trulli, che viene ingiustamente penalizzato dalla direzione gara perdendo la possibilità di realizzare un ottimo piazzamento. In classifica piloti ormai Michael Schumacher è tallonato a due soli punti da entrambi i piloti McLaren, mentre nel costruttori la Ferrari si mantiene ancora a +4 sul team inglese.

Gran Premio d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Ungheria 2000.

L'appuntamento agostano con l'Hungaroring inizia nel segno di Michael Schumacher, che in qualifica ottiene la pole con un buon vantaggio apparente sul duo McLaren (con Coulthard davanti ad Hakkinen), mentre Barrichello si piazza solo 5° alle spalle anche di Ralf Schumacher. Al semaforo verde però Mika Häkkinen è protagonista di uno scatto straordinario che, come al Nurburgring, lo porta immediatamente al comando davanti a Michael Schumacher e Coulthard. Il ritmo del Finlandese è insostenibile per il Tedesco della Ferrari, che deve invece guardarsi le spalle da David Coulthard, che prova a superarlo grazie alle soste ai box ma non riesce nella sua manovra. Va meglio a Barrichello, che alla prima sosta riesce a scavalcare Ralf Schumacher e guadagnare il 4º posto. La corsa vive solo sull'infruttuoso assalto di Coulthard alla seconda posizione, ma Michael Schumacher riesce a resistere fino alla fine e porta a casa il piazzamento alle spalle dell'imprendibile Hakkinen. Alle spalle dei primi quattro si piazzano Ralf Schumacher e Frentzen. Con questa vittoria Hakkinen supera Michael Schumacher in classifica e si porta in testa al mondiale (64 a 62) mentre perde terreno David Coulthard. Anche alla McLaren riesce il sorpasso nel campionato costruttori, dove ora guida per 112 a 111 nei confronti della Scuderia Ferrari.

Gran Premio del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Belgio 2000.

Le qualifiche del gran premio del Belgio sono dominate da Hakkinen, che conquista la pole position senza rivali. Alle sue spalle due sorprese: Jarno Trulli (2°, su Jordan) e Jenson Button (3°, su Williams). Michael Schumacher e David Coulthard si piazzano rispettivamente 4° e 5°, mentre Barrichello non va oltre la decima piazza. L'indomani la gara inizia con una partenza lanciata dietro la Safety Car per motivi di sicurezza, a causa della pioggia caduta in mattinata. Mika Häkkinen va via abbastanza velocemente prima che Michael Schumacher riesca ad avere la meglio di Trulli e Button e trovarsi a sua volta pista libera. La pista va asciugandosi rapidamente e i piloti rientrano ai box per sostituire le coperture: Hakkinen mantiene la testa davanti al rivale Schumacher. Al 13º giro però il Finlandese commette un errore alla curva Stavelot: tocca la riga bianca e va quasi in testacoda nell'erba, riesce a ripartire ma ormai Michael Schumacher è passato. Fino alla sosta ai box il Tedesco della Ferrari sembra riuscire a controllare, ma dopo il cambio gomme la situazione volge a favore di Hakkinen, che inizia a rimontare. Al 40º giro Mika Häkkinen attacca la prima posizione di Michael Schumacher sul rettilineo del Kemmel, ma il Tedesco lo chiude con decisione costringendolo ad alzare il piede. Il giro successivo, nello stesso punto, i due si trovano davanti la BAR di Ricardo Zonta, che attendeva di essere doppiato. Michael Schumacher passa all'esterno di Zonta ma Hakkinen, dopo aver sfruttato tutta la scia disponibile, riesce a trovare un varco all'interno e sorprende il Tedesco, superandolo poi alla staccata e andando a vincere la gara davanti ai fratelli Schumacher, Coulthard, Button e Frentzen. La vittoria del Finlandese, sulla pista preferita di Michael Schumacher, sembra porre fine ai sogni iridati della Ferrari: Hakkinen aumenta il vantaggio sul rivale a sei punti e anche la McLaren va a +8 sulla Ferrari nel costruttori.

Gran Premio d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Monza - 10 settembre 2000 - 71º Gran Premio Campari d'Italia

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio d'Italia 2000.

A Monza si svolge la gara che vede il ritorno di Schumacher come protagonista nella lotta per il titolo. Il ferrarista, infatti, compie il cosiddetto Grande Slam ottenendo vittoria, pole position e giro veloce. La corsa viene ricordata anche per il pianto liberatorio di Schumacher in mondovisione durante la conferenza a fine gara, dopo aver ricevuto la domanda: "Michael, hai raggiunto le 41 vittorie di Ayrton Senna, significa molto per te?". Il trionfo Ferrari viene però funestato dalla morte del pompiere volontario della Cea Paolo Gislimberti, colpito da una ruota impazzita staccatasi dalla Jordan di Frentzen, coinvolto in un tremendo incidente assieme a Trulli, Barrichello, David Coulthard, Pedro de la Rosa e Herbert.

Gran Premio degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio degli Stati Uniti 2000.
L'arrivo del GP degli USA 2000

Dinanzi ad un pubblico di oltre 200.000 persone, sul circuito ricavato all'interno di quello della 500 Miglia, la Ferrari ottiene una doppietta, che riaccende più che mai la lotta per il titolo mondiale. Schumacher, autore di una gara perfetta e di un sorpasso alla prima staccata ai danni di David Coulthard, ha così otto punti di vantaggio su Häkkinen, quest'ultimo ritiratosi durante la gara per la rottura del motore.

Gran Premio del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Suzuka - 8 ottobre 2000 - Fuji Television Japanese Grand Prix

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio del Giappone 2000.

Dopo un'avvincente qualifica, Schumacher ottiene la pole position ai danni di Mika Häkkinen, battuto per soli nove millesimi di secondo. Ma il duello ha inizio sin dalla partenza: Häkkinen brucia Schumacher e va in testa, ma il suo sorpasso viene reso vano dalla strategia del box Ferrari e di Ross Brawn. Dapprima Michael Schumacher viene caricato con più carburante per permettergli di rimanere in pista più a lungo, successivamente, durante il pit stop, il pilota tedesco riesce a passare davanti ad Häkkinen grazie ad un rifornimento record: sei secondi. Gli ultimi 13 giri vengono vissuti da tutti i ferraristi col fiato sospeso, fino alle 16.03 (ora di Suzuka), quando Michael Schumacher conquista il suo terzo titolo mondiale e cancella 21 anni di corse senza un titolo conquistato da un pilota della squadra di Maranello.

Gran Premio della Malesia[modifica | modifica wikitesto]

Sepang - 22 ottobre 2000 - Petronas Malaysian Grand Prix

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Premio della Malesia 2000.

L'anno vincente della Ferrari si chiude anche con la conquista del mondiale costruttori. Schumacher, dopo aver ottenuto la quarta pole position consecutiva, centra anche la quarta vittoria di fila davanti a Coulthard e Barrichello, mentre Mika Häkkinen, penalizzato per la partenza anticipata, giunge quarto al traguardo. Per la Ferrari, che tocca quota 170 punti, per una media di 10 punti a gara, è la decima vittoria stagionale; per Schumacher la nona. Questi record vanno quindi ad aggiungersi appunto al decimo mondiale costruttori, due settimane dopo il decimo titolo piloti conquistato da un pilota Ferrari.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultato dei Gran Premi[modifica | modifica wikitesto]

Gran Premio Circuito Pole position Giro veloce Pilota vincitore Team vincitore Resoconto
1 Australia Gran Premio d'Australia Melbourne Finlandia Mika Häkkinen Brasile Rubens Barrichello Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
3 San Marino Gran Premio di San Marino Imola Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
4 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone Brasile Rubens Barrichello Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
6 Europa Gran Premio d'Europa Nurburgring Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
7 Monaco Gran Premio di Monaco Circuito di Monte Carlo Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada Circuito di Montreal Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
9 Francia Gran Premio di Francia Circuito di Magny Cours Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard Regno Unito David Coulthard Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
10 Austria Gran Premio d'Austria A1-Ring Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito David Coulthard Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheim Regno Unito David Coulthard Brasile Rubens Barrichello Brasile Rubens Barrichello Italia Ferrari Resoconto
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa-Francorchamps Finlandia Mika Häkkinen Brasile Rubens Barrichello Finlandia Mika Häkkinen Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
15 Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti Indianapolis Germania Michael Schumacher Regno Unito David Coulthard Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
17 Malesia Gran Premio della Malesia Circuito di Sepang Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto

Classifica piloti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti
1 Germania Michael Schumacher 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 108
2 Finlandia Mika Häkkinen Rit Rit 2 2 1 2 6 4 2 1 2 1 1 2 Rit 2 4 89
3 Regno Unito David Coulthard Rit SQ 3 1 2 3 1 7 1 2 3 3 4 Rit 5 3 2 73
4 Brasile Rubens Barrichello 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3 62
5 Germania Ralf Schumacher 3 5 Rit 4 4 Rit Rit 14 * 5 Rit 7 5 3 3 Rit Rit Rit 24
6 Italia Giancarlo Fisichella 5 2 11 7 9 5 3 3 9 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 14 9 18
7 Canada Jacques Villeneuve 4 Rit 5 16 * Rit Rit 7 15 * 4 4 8 12 7 Rit 4 6 5 17
8 Regno Unito Jenson Button Rit 6 Rit 5 17 * 10 * Rit 11 8 5 4 9 5 Rit Rit 5 Rit 12
9 Germania Heinz-Harald Frentzen Rit 3 Rit 17 * 6 Rit 10 * Rit 7 Rit Rit 6 6 Rit 3 Rit Rit 11
10 Italia Jarno Trulli Rit 4 15 * 6 12 Rit Rit 6 6 Rit 9 7 Rit Rit Rit 13 12 6
11 Finlandia Mika Salo SQ NP 6 8 7 Rit 5 Rit 10 6 5 10 9 7 Rit 10 8 6
12 Paesi Bassi Jos Verstappen Rit 7 14 Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit Rit 13 15 4 Rit Rit 10 5
13 Regno Unito Eddie Irvine Rit Rit 7 13 11 Rit 4 13 13 INF 10 8 10 Rit 7 8 6 4
14 Brasile Ricardo Zonta 6 9 12 Rit 8 Rit Rit 8 Rit Rit Rit 14 12 6 6 9 Rit 3
15 Austria Alexander Wurz 7 Rit 9 9 10 12 * Rit 9 Rit 10 Rit 11 13 5 10 Rit 7 2
16 Spagna Pedro de la Rosa Rit 8 Rit Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 6 16 16 Rit Rit 12 Rit 2
17 Regno Unito Johnny Herbert Rit Rit 10 12 13 11 * 9 Rit Rit 7 Rit Rit 8 Rit 11 7 Rit 0
18 Brasile Pedro Diniz Rit NP 8 11 Rit 7 Rit 10 11 9 Rit Rit 11 8 8 11 Rit 0
19 Spagna Marc Gené 8 Rit Rit 14 14 Rit Rit 16 * 15 8 Rit 15 14 9 12 Rit Rit 0
20 Germania Nick Heidfeld 9 Rit Rit Rit 16 ES 8 Rit 12 Rit 12 * Rit Rit Rit 9 Rit Rit 0
21 Argentina Gastón Mazzacane Rit 10 13 15 15 8 Rit 12 Rit 12 11 Rit 17 * 10 Rit 15 13 0
22 Francia Jean Alesi Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit Rit 14 Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit 11 0
23 Brasile Luciano Burti 11 0
Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
GBR
Regno Unito
SPA
Spagna
EUR
Europa
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
USA
Stati Uniti
GIA
Giappone
MAL
Malesia
Punti
1 Italia Ferrari Schumacher 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 170
Barrichello 2 Rit 4 Rit 3 4 2 2 3 3 1 4 Rit Rit 2 4 3
2 Regno Unito McLaren-Mercedes Häkkinen Rit Rit 2 2 1 2 6 4 2 1 2 1 1 2 Rit 2 4 152[5]
Coulthard Rit SQ 3 1 2 3 1 7 1 2 3 3 4 Rit 5 3 2
3 Regno Unito Williams-BMW Schumacher 3 5 Rit 4 4 Rit Rit 14 5 Rit 7 5 3 3 Rit Rit Rit 36
Button Rit 6 Rit 5 17 10 Rit 11 8 5 4 9 5 Rit Rit 5 Rit
4 Italia Benetton-Playlife Fisichella 5 2 11 7 9 5 3 3 9 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 14 9 20
Wurz 7 Rit 9 9 10 12 Rit 9 Rit 10 Rit 11 13 5 10 Rit 7
5 Regno Unito BAR-Honda Villeneuve 4 Rit 5 16 Rit Rit 7 15 4 4 8 12 7 Rit 4 6 5 20
Zonta 6 9 12 Rit 8 Rit Rit 8 Rit Rit Rit 14 12 6 6 9 Rit
6 Irlanda Jordan-Mugen-Honda Frentzen Rit 3 Rit 17 6 Rit 10 Rit 7 Rit Rit 6 6 Rit 3 Rit Rit 17
Trulli Rit 4 15 6 12 Rit Rit 6 6 Rit 9 7 Rit Rit Rit 13 12
7 Regno Unito Arrows-Supertec de la Rosa Rit 8 Rit Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit 6 16 16 Rit Rit 12 Rit 7
Verstappen Rit 7 14 Rit Rit Rit Rit 5 Rit Rit Rit 13 15 4 Rit Rit 10
8 Svizzera Sauber-Petronas Diniz Rit NP 8 11 Rit 7 Rit 10 11 9 Rit Rit 11 8 8 11 Rit 6
Salo SQ NP 6 8 7 Rit 5 Rit 10 6 5 10 9 7 Rit 10 8
9 Regno Unito Jaguar-Cosworth Irvine Rit Rit 7 13 11 Rit 4 13 13 INF 10 8 10 Rit 7 8 6 4
Herbert Rit Rit 10 12 13 11 9 Rit Rit 7 Rit Rit 8 Rit 11 7 Rit
Burti 11
10 Italia Minardi-Fondmetal Gené 8 Rit Rit 14 14 Rit Rit 16 15 8 Rit 15 14 9 12 Rit Rit 0
Mazzacane Rit 10 13 15 15 8 Rit 12 Rit 12 11 Rit 17 10 Rit 15 13
11 Francia Prost-Peugeot Alesi Rit Rit Rit 10 Rit 9 Rit Rit 14 Rit Rit Rit Rit 12 Rit Rit 11 0
Heidfeld 9 Rit Rit Rit 16 ES 8 Rit 12 Rit Rit Rit Rit Rit 9 Rit Rit
Pos. Costruttore Pilota AUS
Australia
BRA
Brasile
SMR
San Marino
GBR
Regno Unito
SPA
Spagna
EUR
Europa
MON
Monaco
CAN
Canada
FRA
Francia
AUT
Austria
GER
Germania
UNG
Ungheria
BEL
Belgio
ITA
Italia
USA
Stati Uniti
GIA
Giappone
MAL
Malesia
Punti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Irvine: "me ne vado se Schumi torna prima guida". in La Repubblica.it, 11 agosto 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  2. ^ Andrea Cremonesi, Alesi-Prost, matrimonio da 10 milioni di dollari in gazzetta.it. URL consultato il 28 giugno 2008.
  3. ^ Eric Silbermann, Luis Vasconcelos, Mercato: Verstappen va alla Arrows in La Gazzetta della Sport, 28 gennaio 2000.
  4. ^ Autosprint n.31-32/2000, pagg.32-33
  5. ^ I dieci punti ottenuti da Hakkinen nel Gran Premio d'Austria non vengono conteggiati nel Campionato Costruttori perché sulla vettura del finlandese era stato rimosso un sigillo da una delle centraline; pur non trovando alcuna manomissione nei software in essa contenuti, la FIA aveva deciso di penalizzare la scuderia britannica, ma non il pilota.

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