Indianapolis Motor Speedway

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Coordinate: 39°47′35″N 86°14′20″W / 39.793056°N 86.238889°W39.793056; -86.238889

Indianapolis Motor Speedway
Tracciato di Indianapolis Motor Speedway
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Località Speedway
Dati generali
Lunghezza Ovale: 4 023 m
Formula 1: 4 192 m
Motociclismo: 4 170 m
Curve Ovale: 4
Formula 1: 13
Motociclismo: 16
Categorie
Indy Racing League
Motomondiale
Formula 1
Altre serie NASCAR
Indy Racing League
Tempo record 37"895
Stabilito da Arie Luyendyk
su Treadway Racing
Motomondiale
Tempo record 1'32"831[1]
Stabilito da Marc Márquez
su Honda RC213V
il 10 agosto 2014
in gara

L'Indianapolis Motor Speedway è uno dei circuiti automobilistici più famosi del mondo, e sicuramente il più celebre tra i cosiddetti "ovali". Costruito nel 1909, nell'Indiana in un sobborgo della capitale Indianapolis chiamato Speedway, organizzato come città autonoma, è anche conosciuto come "The Racing Capital of the World" (Capitale mondiale delle corse) correndovisi la rinomata 500 Miglia di Indianapolis, un Gran Premio del Motomondiale e per alcuni anni, il Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1.

La 500 Miglia si disputa sul classico anello composto da quattro rettilinei (due lunghi e due corti) raccordati da 4 curve a 90°. Lo stesso ovale dal 1994 è annualmente sede di una gara di 400 miglia della NASCAR Sprint Cup Series.

In origine la superficie della pista del circuito era ricoperta con un miscuglio composto da pietrisco frantumato e catrame, tuttavia si dimostrò inadeguato, soprattutto quando le vetture affrontavano le curve paraboliche, perciò dopo i primi eventi sportivi del 1909, si decise di modificare il fondo stradale per garantire più aderenza, per la realizzazione della nuova pavimentazione del circuito vennero utilizzati 3,2 milioni di mattoncini.

Negli anni seguenti, l'inesorabile incremento delle prestazioni velocistiche conseguito dalle automobili, resero comunque il circuito troppo pericoloso e inadeguato, per questo motivo nel 1937 gli organizzatori decisero di asfaltare completamente il catino, tranne una porzione in corrispondenza della linea di partenza e arrivo per ricordare la pavimentazione originale, larga una iarda che conserva ancora oggi i mattoncini dell'epoca, detta "The Brickyard" (la iarda di mattoni), mentre ovviamente per motivi di sicurezza il resto dell'impianto è stato rivestito con più idoneo asfalto.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

L'originario tracciato stradale dell'autodromo, utilizzato per la Formula 1 negli anni duemila

Per il ritorno del Gran Premio di Formula 1 nel 2000, fu costruito, all'interno del catino, un circuito che si snoda tra i parcheggi e le strade di servizio per far correre le attuali monoposto, circuito che utilizza in parte il velocissimo anello (per la precisione le curve 12-13 e il rettilineo di arrivo). La gara di Formula 1 girava in senso opposto alla 500 Miglia, così quella che nella corsa americana è la curva 1, in Formula 1 diventò la piega conclusiva del giro. Durante l'edizione del 2005, anno del primo trionfo della Renault nel Campionato del Mondo, gli spettatori assistettero ad uno sconcertante ritiro di tutte le monoposto gommate Michelin durante il giro di ricongnizione prima della partenza (tra queste vetture c'erano anche le Renault di Fernando Alonso e Giancarlo Fisichella, oltre che la Toyota di Ralf Schumacher che ebbe l'incidente peggiore alla sopraelevata), a quanto pare per problemi degli pneumatici francesi che, specialmente sulla curva sopraelevata, vibravano e si deterioravano in modo anomalo, rischiando di esplodere e causare quindi incidenti molto pericolosi; la gara si disputò solamente con le vetture gommate Bridgestone e vinse la Ferrari di Michael Schumacher davanti al compagno di team Barrichello, terza e quarta le Jordan di Monteiro e Karthikeyan davanti alle due Minardi di Albers e Friesacher; il clima irreale di quel giorno fu l'inizio del calo di interesse della Formula 1 verso il tracciato di Indianapolis. L'ultima edizione, quella del 2007, ha visto la vittoria del ventiduenne esordiente Lewis Hamilton davanti al due volte campione iridato Fernando Alonso, entrambi su McLaren, e alle due Ferrari di Felipe Massa e Kimi Räikkönen (autore del giro record). Schumacher è l'unico pilota di qualsiasi categoria ad aver vinto ben cinque volte su questo circuito (mentre solo in 2 occasioni il GP non è stato vinto dalla Ferrari, ma dalla McLaren), che a partire dalla stagione 2008, non è più utilizzato per le gare di Formula 1; il record della pista in gara è 1'10"399 stabilito da Barrichello su Ferrari nel 2004.

Motomondiale[modifica | modifica sorgente]

L'attuale tracciato stradale nella configurazione utilizzata dalle moto

Dal 2008 sul circuito di Indianapolis si corre il Motomondiale. Sono previste tutte e tre le classi (125, 250 e MotoGP), a differenza di quanto accade a Laguna Seca. Il circuito riprende quello della F1 con alcune modifiche, ed è percorso in senso antiorario.

Nel GP del 2008 la MotoGP è stata interrotta, a causa dell'Uragano Ike, con la vittoria di Valentino Rossi, non è stato possibile fare la gara della 250 ed è stato necessario interrompere la 125 sempre a causa del forte vento.[2]

Nel 2009 non si sono verificati problemi meteorologici e le tre gare sono state disputate regolarmente: nella classe 125 ha vinto Pol Espargaró, la gara classe 250 è andata a Marco Simoncelli mentre Jorge Lorenzo ha vinto quella della classe MotoGP, grazie anche alle cadute di Rossi e Pedrosa.

Anche nel 2010 la gara si è svolta regolarmente ed ha visto i colori spagnoli dominare le gare. Nella 125 la vittoria è andata allo spagnolo Nicolas Terol, che ha diviso il podio con Sandro Cortese 2° e Pol Espargaro. La neonata Moto2 ha visto trionfare Toni Elias, che nel finale ha piegato Julian Simon e Scott Redding. La MotoGP, dopo la partenza che vedeva in pole l'esordiente Ben Spies, è stata dominata da Dani Pedrosa. Dopo una gara dominata in lungo e in largo, ha condiviso il podio con l'idolo locale Ben Spies e con il leader della classifica Jorge Lorenzo. Al quarto posto Valentino Rossi, sempre menomato per i problemi fisici legati agli infortuni subiti durante la stagione. Quinto l'italiano Andrea Dovizioso e sesto l'altro pilota americano Nicky Hayden, protagonista di una gara al tempo stesso eroica e pericolosa. Durante le fasi iniziali della gara, infatti, mette il ginocchio sinistro in un tombino del circuito nel mezzo di una piega, e l'impatto gli strappa la saponetta di appoggio e la tuta.

Grand Am[modifica | modifica sorgente]

Dal 2012 l'autodromo ospita anche una gara della Rolex Sports Car Series (Grand-Am). A differenza delle gare della Sprint Cup Series e della Nationwide Series che si tengono nello stesso weekend i prototipi della Grand-Am non usano il tracciato ovale ma una versione del tracciato stradale simile a quello impiegato in passato dalla Formula 1, con la presenza di una variante in luogo dei due tornanti in successione situati in passato nella parte interna del circuito,[3] rimossi durante i lavori per ospitare la MotoGP.

L'Indianapolis Motor Speedway è uno dei circuiti automobilistici più famosi del mondo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 2014 Red Bull Indianapolis Grand Prix - Race, MotoGP.com. URL consultato l'11 agosto 2014.
  2. ^ Notizia ANSA
  3. ^ (EN) Indianapolis Motor Speedway in Grand-am.com. URL consultato il 9 marzo 2013.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]