Michael Schumacher

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Michael Schumacher
Schumi di GP Kanada 2011 cropped.jpg
Dati biografici
Nazionalità Germania Germania
Altezza 175 cm
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Ritirato 2012
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 25 agosto 1991
Stagioni 1991-2006, 2010-2012
Scuderie Jordan, Benetton, Ferrari, Mercedes
Mondiali vinti 7 (1994, 1995, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004)
GP disputati 308 (307 partenze)
GP vinti 91
Podi 155
Punti ottenuti 1566
Pole position 68
Giri veloci 77
Record di titoli, pole position, giri veloci, podi ottenuti, punti ottenuti e gran premi vinti
Statistiche aggiornate al Gran Premio del Brasile 2012

Michael Schumacher (Hermülheim, 3 gennaio 1969) è un pilota automobilistico tedesco, considerato tra i più vincenti campioni della Formula 1 e in generale dell'automobilismo sportivo di tutti i tempi.[1] Ha conquistato 7 titoli mondiali: i primi due con la Benetton (1994 e 1995) e successivamente cinque consecutivi con la Ferrari (2000, 2001, 2002, 2003, 2004).

Schumacher detiene la gran parte dei record della Formula 1, avendo conseguito, oltre ai titoli iridati, anche il maggior numero di Gran Premi vinti, di Pole Position, di Giri Veloci in gara, di Hat Trick (pole position, vittoria e giro più veloce nella stessa gara).[2] Schumacher è stato anche il primo tedesco a divenire campione del mondo di Formula 1[3] ed è stato l'icona più popolare nella Formula 1 fino al 2006, secondo un sondaggio effettuato dalla FIA.[4]

Nel 2003 diviene il più titolato pilota di Formula 1, superando il record di Juan Manuel Fangio, e nel 2004 marca un ulteriore record vincendo il suo quinto titolo iridato consecutivo. Dopo tre anni di inattività, ha deciso a 41 anni di tornare a correre, a partire dalla stagione 2010, rimettendosi così nuovamente in gioco accettando l'offerta della Mercedes. Dopo tre mondiali disputati con la scuderia tedesca, il 4 ottobre 2012, a quasi 44 anni di età, ha deciso di annunciare il suo secondo ritiro dalle competizioni ufficiali.

La carriera[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

La vettura che Schumacher usò in Formula 3.

Schumacher iniziò la carriera all'età di quattro anni, alla guida di un kart sul circuito di Kerpen, gestito dal padre. Nel 1984 venne contattato da un imprenditore della zona, Jürgen Dilk, rimasto impressionato dal ragazzino, che decise di aiutare economicamente;[5] negli anni seguenti vinse il titolo junior tedesco e il campionato europeo a Göteborg, in Svezia. Nell'ultima gara avvenne un episodio singolare: proprio all'ultima curva dell'ultimo giro, Zanardi e Orsini presero male la curva, facendo così un fuoripista e regalando a Schumacher non solo la vittoria della gara, ma anche il campionato.[6]

Nel 1988 passò dai kart alle monoposto delle classi superiori. Sempre grazie a Dilk, partecipò sia al Campionato tedesco di Formula Ford che a quello europeo: si piazzò rispettivamente sesto e secondo, in quest'ultimo alle spalle di Mika Salo. Ma nello stesso anno venne aiutato anche da Gustav Hoecker, concessionario del marchio Lamborghini, a gareggiare in Formula König, serie addestrativa che utilizzava telai e motori della Formula Panda italiana: vinse nove gare su dieci laureandosi facilmente campione.[7] Il passaggio scontato per Schumacher sarebbe stato la Formula 3, ma Dilk gli fece capire di non potersela permettere. Nel 1989, Willi Weber, proprietario di un team, stupito dalle capacità del giovane pilota tedesco, decise di fargli siglare un contratto biennale per gareggiare in Formula 3.

Schumacher chiuse il campionato tedesco al secondo posto, battuto di un solo punto da Karl Wendlinger. Nel 1990 continuò a gareggiare nella categoria, laureandosi campione; vinse inoltre due prestigiose gare internazionali della medesima serie: il Gran Premio di Macao e quello del Monte Fuji. Verso la fine della stagione, come i suoi rivali Heinz-Harald Frentzen e Karl Wendlinger, siglò un contratto con la Mercedes per pilotare le vetture della casa di Stoccarda impegnate nel Campionato Mondiale Sportprototipi di Gruppo C, sotto la direzione di Peter Sauber; venne così creato un junior team Mercedes, vivaio di giovani talenti dell'automobilismo tedesco. Schumacher partecipò all'ultima prova stagionale del mondiale prototipi, la 480 Km di Città del Messico, alla guida della Mercedes-Benz C11 e vinse subito al debutto in coppia con Jochen Mass.

La Mercedes meditava un ritorno alle gare di Formula 1 con una propria monoposto, dopo l'abbandono del 1955, affidandosi a Jochen Neerpasch come responsabile del reparto corse; in quest'ottica Schumacher sarebbe stato scelto come primo pilota della squadra. Il progetto non si realizzò per gli eccessivi costi e la casa tedesca si limitò a fornire il motore alla Sauber a partire dal 1993. Nel 1991, il tedesco gareggiò nel Campionato Mondiale Sportprototipi, ottenendo una vittoria e concludendo nono; nell'appuntamento più importante della stagione, la 24 Ore di Le Mans, giunse quinto (insieme a Wendlinger e Kreutzpointner), marcando il giro più veloce in gara.[8] Prese poi parte anche ad una gara di Formula Nippon, arrivando secondo.[9]

L'esordio in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Il 1991[modifica | modifica sorgente]

Schumacher testa la Jordan 191 nel 1991.

Schumacher debuttò in Formula 1 nel 1991 al volante della Jordan. La squadra irlandese, rivelazione della stagione, ebbe necessità di sostituire nel Gran Premio del Belgio, a Spa-Francorchamps, Bertrand Gachot, in stato di arresto a Londra. La Mercedes lo girò quindi al team di Eddie Jordan per 150 000 dollari.[10] Il manager di Michael, Willi Weber, affinché la Jordan approvasse tale candidatura, assicurò che il pilota conosceva già il difficile tracciato belga, anche se in realtà, come rivelato dallo stesso manager in occasione dell'anniversario dei 20 anni di Formula 1 di Schumacher, non vi aveva mai girato prima.[11]

Nonostante il tedesco affrontasse per la prima volta il difficile circuito, stupì gli addetti ai lavori, qualificandosi al settimo posto durante le qualifiche, ma sfortunatamente, non riuscì a ripetersi in gara visto il ritiro dopo poche centinaia di metri, a causa della rottura della frizione.[12] La prestazione in Belgio attirò l'attenzione di Flavio Briatore, direttore della Benetton, che gli offrì subito un contratto, che portò Schumacher ad affiancare Nelson Piquet. La questione contrattuale con il team Jordan venne chiusa con il trasferimento alla squadra irlandese della seconda guida della Benetton, Roberto Moreno. Nella successiva gara a Monza Schumacher andò subito a punti davanti al suo compagno di squadra. Nelle rimanenti gare della stagione andò altre due volte a punti, imponendosi come futura promessa dell'automobilismo.[13]

Il 1992[modifica | modifica sorgente]

Schumacher nel Gran Premio di Monaco.

Al termine della stagione, Piquet lasciò la Formula 1 e venne sostituito alla Benetton da Martin Brundle. Durante la stagione 1992 Schumacher cominciò ad inserirsi stabilmente nelle posizioni di testa, ottenendo alcuni podi, fino alla prima vittoria nel Gran Premio del Belgio. A tre gare dal termine, con il mondiale già assegnato a Nigel Mansell, l'attenzione si spostò sulla lotta per la seconda posizione in classifica che vedeva coinvolti Schumacher, che precedeva Senna e Patrese distanti solo una lunghezza. Alla fine la spuntò il padovano con Schumacher terzo in classifica mondiale, davanti a Senna, tradito in diverse occasioni da una McLaren spesso inaffidabile.

La rivalità tra il fuoriclasse brasiliano e l'emergente pilota tedesco cominciò a delinearsi[14] in Brasile già durante i primi gran premi dell'anno: Schumacher accusò pubblicamente Senna di averlo ostacolato in gara con comportamenti poco corretti, mentre in realtà era stata l'elettronica della McLaren la causa dei suoi improvvisi rallentamenti.[15] In Francia, il tedesco tamponò il brasiliano al primo giro: dopo l'interruzione della gara per la pioggia, Senna, dismessa già la tuta da gara, discusse animatamente con Schumacher, rimproverandolo, tenendo a distanza le telecamere, per il suo comportamento in Brasile, quando il tedesco lo aveva accusato di rallentarlo volutamente e chiedendogli spiegazioni sull'accaduto.[16] La rivalità proseguì ad Hockenheim, in Germania, durante una sessione di test in cui i due si sfiorarono più volte con le ruote ed ai box arrivarono quasi alle mani.[14]

Il 1993[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1993 la Benetton ottenne una fornitura esclusiva di motori Ford, superiori a quelli versione clienti forniti alla McLaren, che invece ne beneficiò dal Gran Premio di Gran Bretagna.[17] I nuovi sistemi di controllo della trazione (introdotti però solo a metà stagione)[18] e di sterzata sulle quattro ruote contribuirono a rendere competitiva la vettura del pilota tedesco. La Benetton sostituì Brundle con Riccardo Patrese che nella stagione precedente aveva fatto la seconda guida alla Williams. Nel corso della stagione, segnata sempre dal dominio della casa inglese (questa volta con Prost tornato alle corse, al posto di Mansell), il tedesco ottenne diversi podi ed un'ulteriore vittoria in Portogallo. A inizio settembre, inoltre, ufficializzò il rinnovo del contratto con la Benetton anche per la stagione seguente, rivelando di aver fatto inserire una clausola in cui stabiliva di non voler come compagno di squadra né Senna né Mansell, onde evitare episodi di competizione interna.[19] A fine stagione, con il titolo mondiale assegnato a Prost, arrivò quarto in classifica. La continuità dei risultati che ebbe la Benetton durante questa stagione, spesso sul podio, fece ben sperare per una futura competitività della vettura in modo tale da inserirsi tra i pretendenti per il titolo.

I titoli mondiali con la Benetton[modifica | modifica sorgente]

Il 1994[modifica | modifica sorgente]

La Benetton B194 utilizzata da Schumacher nel 1994.

Il 1994 fu per la Formula 1 l'anno della rivoluzione tecnica introdotta dal presidente della FIA, Max Mosley: venne abolita l'elettronica impiegata fino ad allora nelle sospensioni attive, nel controllo di trazione e nei meccanismi di partenza automatici.[20] Vennero anche introdotti i rifornimenti in gara, nella speranza di aumentare lo spettacolo dopo due annate dominate da un solo team. La Benetton si presentò come una delle squadre candidate alla lotta per il titolo mondiale, nonostante il pronostico fosse tutto dalla parte della Williams che oltre ad essere dotata del Motore V10 Renault contro il V8 Ford della Benetton, aveva ingaggiato Ayrton Senna al posto del ritirato Prost. Le prime due gare furono a sorpresa dominate da Schumacher, con il brasiliano che si ritirò a causa di un suo errore in Brasile ed uscì di pista alla partenza nel Gran Premio del Pacifico, tamponato da Mika Häkkinen.

Il successivo fine settimana, a Imola, con il ferimento di Rubens Barrichello durante le prove libere, la morte di Roland Ratzenberger durante le qualifiche e quella di Senna durante la gara ed i gravi incidenti in partenza e corsia box che coinvolsero anche spettatori e meccanici, segnò un punto di svolta per la Formula 1, che procedette a una riforma profonda. La FIA introdusse una serie di misure correttive per migliorare la sicurezza, in successivi interventi regolamentari. Nel frattempo Schumacher, dopo aver vinto le prime tre gare, continuò con ottime prestazioni cogliendo vittorie a Monaco, Canada e Francia, oltre ad un secondo posto in Spagna conquistato con il cambio bloccato in quinta marcia. Al termine del Gran Premio di Francia, il vantaggio del tedesco sul suo immediato inseguitore, Damon Hill, era di quarantuno punti (66 punti contro i 25 del pilota inglese).

Inoltre il pilota tedesco, dopo i fatti di Imola,[21] divenne il presidente della Grand Prix Drivers' Association, riformatasi dopo 12 anni. Le settimane successive videro accadere più cose nelle aule dei tribunali che in pista: a Silverstone, Schumacher superò Hill nel giro di ricognizione e non scontò (su consiglio del team) la penalità comminatagli, venendo infine squalificato; la scuderia spiegò l'accaduto come un errore di comunicazione tra i commissari di gara e la squadra.[22] Il mancato rispetto della bandiera nera venne punito con ulteriori due gare di squalifica, ma la Benetton fece appello per permettere al pilota di correre almeno la gara di casa facendo slittare le squalifiche nei gran premi successivi; in Germania Schumacher dovette comunque ritirarsi.

Al Gran Premio del Belgio il pilota tedesco vinse ancora, ma l'eccessivo consumo del fondo in legno (anche a causa di un testacoda su un cordolo in gara), introdotto a partire dalla corsa tedesca, portò ad una nuova squalifica. Schumacher saltò i due gran premi successivi per i fatti del Gran Premio di Gran Bretagna e quando tornò in pista il suo vantaggio si era ridotto ad un punto su Hill che, approfittando delle squalifiche, si era portato a ridosso del tedesco. A Jerez de la Frontera Schumacher vinse, ma arrivò dietro Hill in Giappone, dopo aver corso in condizioni di bagnato intenso; così i due rivali si presentarono alla gara finale divisi da un solo punto.

Schumacher dominò la prima parte del Gran Premio di Australia, fino a quando, al 35º giro, il tedesco uscì di pista ed andò sbattere contro un muretto, danneggiando irrimediabilmente la sospensione destra. Nello stesso momento sopraggiungeva Damon Hill, che alla curva successiva lo attaccò, proprio mentre il tedesco stava sterzando per curvare: ne derivò un contatto che causò il ritiro di entrambi. La manovra fu molto contestata e il pubblico si divise. Una parte degli appassionati sosteneva che la mossa del tedesco fosse stata volontaria,[23] mentre un'altra non ravvisò alcuna predeterminazione da parte del tedesco.[24] La collisione venne valutata come un normale incidente di gara e Schumacher non venne sanzionato. Il titolo di campione del mondo andò per la prima volta al pilota tedesco, che divenne il primo campione mondiale della sua nazione.

A fine anno Schumacher eseguì dei test alcuni con la Ligier motorizzata Renault, gli stessi propulsori che sarebbero poi stati utilizzati l'anno seguente dalla sua Benetton. Questo avvenimento fu dovuto al fatto che, dopo che la casa anglo-italiana aveva rescisso unilateralmente il contratto con la Ford, i motoristi americani non fornirono più alcun motore alla Benetton in via immediata. Visto che la Ligier era da poco stata acquisita da Flavio Briatore, team manager della stessa Benetton, in attesa della nuova Benetton B195 il tedesco provò alcuni giorni alla guida della monoposto francese.[25]

Il 1995[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1995 la Benetton montò lo stesso motore Renault V10 utilizzato dalla Williams e Schumacher fu affiancato da Johnny Herbert. La prima fase del mondiale fu controversa: in Brasile il tedesco vinse la gara, grazie anche al ritiro di Hill, ma la vittoria fu inizialmente annullata per non conformità del carburante utilizzato; la decisione finale della FIA fu però quella di confermare il piazzamento dei piloti e di sottrarre i punti alle squadre per il campionato costruttori. Dopo un brutto incidente a Imola, Schumacher tornò alla vittoria nel Gran Premio di Spagna.

A Silverstone (così come accadrà successivamente a Monza) venne tamponato da Hill mentre erano in lotta per il primo posto. Dopo 8 gare Schumacher era in testa alla classifica con undici punti di vantaggio sul rivale inglese. Schumacher diede l'allungo decisivo in classifica a Spa-Francorchamps in una gara rocambolesca: vinse partendo dal sedicesimo posto e duellando per diversi giri su pista bagnata con gomme d'asciutto contro Hill, munito invece di pneumatici da pioggia.[26] Dopo un secondo posto e una vittoria nel Gran Premio d'Europa, il tedesco conquistò il suo secondo titolo con due gare di anticipo, sul Circuito di Aida nel Gran Premio del Pacifico. Con la successiva gara in Giappone, la squadra conquistò il titolo costruttori, sfuggitole l'anno precedente. Fu l'ultima stagione di Schumacher con la Benetton; difatti, già a campionato inoltrato, Schumacher aveva preso la decisione di accettare l'offerta della Ferrari, impegnata nella propria ricostruzione per tornare a vincere dopo circa 17 anni di digiuno, e in estate firmò un contratto biennale per il team di Maranello.[27]

L'approdo in Ferrari[modifica | modifica sorgente]

Il 1996[modifica | modifica sorgente]

La Ferrari F310 che Schumacher utilizzò nel 1996.

Nel 1996, Schumacher passò alla Ferrari, scuderia con la quale sarebbe divenuto il pilota più titolato della storia della Formula 1. Ricopriva il ruolo di prima guida al fianco di Eddie Irvine. L'esordio fu difficile: la squadra non vinceva un titolo mondiale piloti dal 1979 e un titolo costruttori dal 1983, il clima non era ottimale e il divario tecnico con le scuderie inglesi sembrava incolmabile. La stagione fu dominata dalle Williams-Renault di Hill e Jacques Villeneuve. Dopo cinque gare, con una vettura inaffidabile e di scarsa competitività, conquistò 3 podi, ma il distacco in classifica dal leader Hill era già di 26 punti.

A Montecarlo, sotto pressione e costretto alla rimonta in classifica, vanificò un possibile successo. Partito dalla pole position, fu subito sorpassato da Hill e successivamente già nel corso del primo giro, fu costretto al ritiro, dopo essere scivolato su un cordolo bagnato che lo catapultò contro le barriere dalla parte opposta. La prima vittoria arrivò durante la gara successiva al Gran Premio di Spagna sotto il diluvio: dopo essere partito male facendo pattinare le gomme sulla pista allagata, fu protagonista di una incredibile rimonta guadagnando fino a 5 secondi al giro sui piloti di testa, superandoli ed arrivando al traguardo con un minuto scarso di vantaggio sul secondo in classifica finale Jean Alesi.

A questo successo seguirono cinque gare con tre punti conquistati sempre a causa della scarsa affidabilità della F310: in Canada si staccò un semiasse all'uscita da un pit stop, mentre in Francia al tedesco si ruppe il motore addirittura nel giro di ricognizione, unitamente a vari problemi al cambio. Schumacher tornò alla vittoria al Gran Premio del Belgio grazie anche alle condizioni meteo mutevoli. Il divario tecnico tra la Ferrari e la Williams, seppur ancora notevole, si stava lievemente assottigliando; ciò fu in parte confermato dai buoni risultati ottenuti nella parte finale della stagione con la vittoria a Monza, nella gara più attesa davanti al proprio pubblico, e ai podi conquistati nelle ultime due gare della stagione. La prima stagione del pilota alla Ferrari si concluse con tre vittorie, cinque piazzamenti a podio ed una serie di ritiri soprattutto per problemi meccanici. Il tedesco concluse comunque il mondiale al terzo posto dietro ai piloti Williams.

Il 1997[modifica | modifica sorgente]

Schumacher durante il Gran Premio di Germania.

Durante il 1997, il divario tecnico con la Williams, seppur sempre elevato, si ridusse grazie anche alla nuova vettura, la F310B, che risultò molto affidabile e all'arrivo di altri tecnici come Ross Brawn e Rory Byrne, che già avevano lavorato con Schumacher negli anni precedenti. Nonostante ciò, a inizio stagione la Williams si dimostrò, come da pronostico, più veloce vincendo in Brasile e Argentina con Villeneuve e a Imola con Frentzen. Dopo 4 gare il distacco in classifica era di 6 punti. Il tedesco iniziò la sua rimonta a partire dal Gran Premio di Monaco, andando così a comandare la classifica. Durante la stagione il distacco fu sempre costante tra i due piloti, difatti non superò mai i 14 punti (situazione che si ebbe al termine del Gran Premio di Francia in favore del tedesco).

A cinque gare dal termine con la vittoria ottenuta a Spa-Francorchamps Schumacher portò a undici le lunghezze di vantaggio sul rivale canadese, ma dal Gran Premio d'Italia, anche a grazie a episodi favorevoli come l'errore di Schumacher in Austria, che non si accorse di aver sorpassato Heinz-Harald Frentzen in regime di bandiere gialle, e di altri piloti, come al Gran Premio del Lussemburgo, quando il tedesco venne tamponato dal fratello Ralf poco dopo il via, ridusse progressivamente il suo svantaggio fino a portarsi in testa alal graduatoria. Nel penultimo appuntamento a Suzuka Villeneuve avrebbe potuto laurearsi già campione del mondo, ma a causa della sua squalifica dopo la gara (recidivo al sorpasso in presenza di bandiere gialle durante le prove), e alla vittoria di Schumacher, si riaprirono i giochi. Si giunse quindi alla gara decisiva per l'assegnazione del titolo mondiale a Jerez de la Frontera con Schumacher in testa alla classifica con 1 punto di vantaggio sul rivale. In qualifica Villeneuve, Schumacher e Frentzen ottennero lo stesso tempo in qualifica, 1'21"072, ma dalla pole position partì il canadese perché l'aveva ottenuto per primo.

Dopo essere scattato meglio e aver condotto la maggior parte della gara in testa, Schumacher accusò problemi sulla sua Ferrari e venne così raggiunto da Villeneuve che all'uscita dai box dopo il cambio gomme recuperò nettamente il distacco accumulato e lo attaccò alla curva "Dry Sac" nel corso del 48º giro; Schumacher, sorpreso dall'attacco, tentò di difendersi frenando al centro della pista ma venne ugualmente affiancato dalla Williams dell'avversario, in questa manovra di difesa inoltre, in un ultimo disperato tentativo di resistenza, tentò di stringerlo sul cordolo interno colpendo la vettura del rivale sulla fiancata sinistra; Villeneuve ebbe la meglio, il tedesco lo colpì a sorpasso quasi completato danneggiando la sospensione anteriore destra della F310B ed uscendo conseguentemente di pista, pregiudicando ogni possibilità di vittoria. L'episodio giudicato volontario e di conseguenza scorretto gli costò anche il secondo posto in classifica finale, in quanto la FIA, l'11 novembre 1997 lo escluse dalla classifica piloti,[28] riconoscendogli però, nello specifico, i risultati ottenuti durante la stagione che difatti non vennero cancellati dal suo ruolino personale. In questa occasione la manovra di Schumacher venne condannata anche dai media italiani e tedeschi.[29]

Durante la stagione il pilota effettuò anche alcuni test con la Sauber in virtù della partnership tra la Ferrari e la scuderia svizzera, che portò a quest'ultima i propulsori italiani.[30]

Il 1998[modifica | modifica sorgente]

Michael Schumacher e David Coulthard nel Gran Premio di Silverstone.

Nel 1998 la Williams affrontò un periodo di transizione dovuto all'addio dei propulsori Renault. Fu così la McLaren a rivelarsi il team da battere con una macchina altamente competitiva progettata da Adrian Newey. Durante i primi 2 gran premi il domino delle McLaren fu incontrastabile. Häkkinen e Coulthard furono protagonisti di due doppiette, nella prima addirittura arrivarano a doppiare tutti gli altri piloti. Tale superiorità fu rivelata in parte dall'utilizzo di un terzo pedale che permetteva di variare la forza frenante fra lato destro e sinistro. Questo fu dichiarato illegale dalla FIA.

Gli uomini di Woking introdussero nel Gran Premio del Brasile successivo lo stesso dispositivo ma questa volta veniva azionato, come si vedeva nella telecamera car dei piloti, tramite un pulsante verde sul volante. Per la Ferrari la stagione iniziò male, il divario tecnico con la McLaren parve incolmabile, ma il ferrarista fu protagonista di una rimonta che partì dal Gran Premio del Canada fino all'ultima gara. Dopo una rimonta durata tutta l'estate, a Schumacher sfuggì il clamoroso sorpasso in classifica ai danni di Häkkinen quando mancavano 3 gare alla fine: a Spa-Francorchamps non approfittò del ritiro del pilota finlandese, a causa del tamponamento occorso con David Coulthard. A primo impatto sembrò un errore di Schumacher quello di andare a sbattere contro Coulthard, ma non fu così: come dichiarato dallo stesso pilota scozzese anni dopo, quando ormai correva per la Red Bull, ammettendo di aver rallentato volontariamente in un tratto con poca visibilità (viste le condizioni meteo)[31].

La Ferrari era dietro al compagno di Häkkinen già al tornantino della "Source" ma la McLaren, prossima al doppiaggio, non dava strada nonostante lo sventolio delle bandiere blu da parte dei commissari di gara. Arrivati a metà circuito Coulthard in un tratto di accelerazione non apri il gas e Schumacher che era subito dietro non vide la macchina dello scozzese davanti a sé rallentare. L'incidente fu inevitabile. Dopo la collisione che lasciò la macchina di Schumacher su tre ruote, il tedesco andò a cercare Coulthard nel box McLaren e venne sfiorata la rissa.[32] Si arrivò a Suzuka, ultima gara del campionato, con il finlandese in vantaggio di 4 punti sul rivale. Alla partenza, però Schumacher, in quel momento in pole position, si spense il motore e fu costretto a partire dall'ultima posizione. Dopo una lunga rimonta che lo aveva portato fino al terzo posto fu costretto al ritiro per lo scoppio di una gomma.[33][34] Häkkinen vinse la gara agevolmente e diventò campione del mondo.

Il 1999[modifica | modifica sorgente]

Michael Schumacher alla guida della sua F399 durante il Gran Premio del Canada.

Il 1999 partì con buone prospettive. La nuova F399 non era al livello della McLaren in termini di prestazioni, ma si dimostrò molto più affidabile ed il gap con la scuderia inglese venne colmato nel corso della stagione sfruttando la galleria del vento per migliorare la vettura.[35] Schumacher dopo le prime cinque gare era in testa alla classifica mondiale, ma a causa di un errore al Gran Premio del Canada, in cui perse il controllo della vettura, andando a sbattere nell'ultima curva prima del traguardo (nel cosiddetto "Muro dei Campioni") mentre era al comando, Häkkinen riprese il comando della classifica.

Nel Gran Premio di Gran Bretagna, a Silverstone, Schumacher fu vittima di quello che si rivelò il più grave incidente della sua carriera attribuito, dai tecnici di Maranello ad un problema allo spurgo di un freno,[36] in cui si procurò la frattura della gamba destra, e dovette rinunciare a gareggiare, sostituito dal finlandese Mika Salo, fino al penultimo gran premio, quello della Malesia, dove conquistò la pole, e dopo essere stato tutta la gara in testa alla corsa, lasciò la vittoria a pochi giri dalla fine al compagno di scuderia Eddie Irvine, in lotta per il titolo mondiale. Nell'ultima gara, invece, il tedesco, scattato dalla pole position, terminò la gara al secondo posto alle spalle di Häkkinen che riuscì così a vincere il mondiale. Schumacher concluse il campionato quinto con 46 punti. Ogni situazione venutasi a creare è comunque sempre stata contraddistinta da stima e rispetto tra il finlandese, vincitore del titolo, e il tedesco infortunato;[37] qualche anno più tardi Schumacher avrebbe dichiarato di considerare Häkkinen il rivale che più rispettò durante la carriera in Formula 1.[38]

Irvine, intanto, che era stato finora l'unico compagno avuto da Schumacher in Ferrari, nel corso della stagione aveva reclamato il ruolo di prima guida all'interno del team, dopo la situazione seguita all'incidente del tedesco.[39] Già prima dell'autunno vi fu così la rottura tra la Ferrari e l'irlandese: Irvine trovò un sedile alla Jaguar (che aveva rilevato la Stewart) mentre a fianco di Schumacher sarebbe arrivato il promettente brasiliano di origini italiane Rubens Barrichello proveniente proprio dalla Stewart.[40]

Il dominio mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il 2000[modifica | modifica sorgente]

La stagione iniziò con una lunga serie di vittorie: la F1-2000 fu estremamente competitiva e affidabile riuscendo quasi a colmare il gap dalla McLaren, tanto che Schumacher, dopo 5 vittorie in 8 gare, si ritrovò ad avere al Gran Premio del Canada 58 punti contro i 32 del campione in carica Mika Häkkinen. La lotta per il titolo si era, però, già ristretta come nella stagione 1998, tra il ferrarista e il duo McLaren. A partire dal Gran Premio di Francia, il tedesco non riuscì a terminare le tre gare successive, consentendo così il recupero in classifica dei rivali, grazie a due doppiette e ad un altrettanto piazzamento a podio da parte di entrambi i piloti. Häkkinen, vittorioso anche nel Gran Premio d'Ungheria, riuscì a superare Schumacher in classifica piloti (64 punti contro i 62 del tedesco), mentre Coulthard si portò subito dietro a 58 punti.

Il vantaggio di Häkkinen toccò l'apice nel Gran Premio del Belgio, dove il finlandese conquistò un'altra vittoria mettendo sei punti di distacco tra lui e Schumacher. Ma già dal Gran Premio d'Italia, il ferrarista cominciò a rimontare e vinse due gare di fila riportandosi così nuovamente in testa in classifica e tagliando definitivamente fuori dalla lotta per il titolo Coulthard. Il campionato si decise, con una gara di anticipo a Suzuka: Schumacher dopo una gara in rimonta sul rivale Häkkinen, che al via era andato in testa, vinse la gara, conquistando così il suo terzo titolo mondiale a distanza di cinque anni dal precedente. Con il terzo titolo mondiale vinto, Schumacher, riportò il titolo piloti a Maranello dopo 21 anni (l'ultimo a vincerlo fu nel 1979 il sudafricano Jody Scheckter) di attesa.

Il 2001[modifica | modifica sorgente]

Schumacher durante il Gran Premio del Canada.

Nel 2001 la Ferrari F2001 si dimostrò, sin dai primi gran premi, più competitiva sia della McLaren che della Williams. Nei primi quattro gran premi, la lotta fra Schumacher e David Coulthard fu serrata, difatti i due piloti si trovavano appaiati in testa alla classifica con 26 punti. Dopodiché, il tedesco mise a segno una serie di podi e vittorie, che gli permisero di prendere le distanze dal resto del gruppo, mentre la McLaren dovette fare i conti con numerosi problemi di affidabilità e competitività. Da segnalare la stagione negativa di Häkkinen, ormai sull'onda del ritiro che avverrà a fine anno. Schumacher vinse agevolmente il suo quarto titolo in Ungheria con 4 gare d'anticipo, raggiungendo il record di Alain Prost e battendone alcuni, come quello di Nigel Mansell riguardante i punti conquistati in una stagione (123 contro i 112 dell'inglese). Inoltre, per la prima volta, due fratelli (Michael e Ralf Schumacher) conclusero entrambi sul podio.[41] Secondo arrivò, appunto, Coulthard a ben 58 punti di distanza, mentre il compagno di squadra Rubens Barrichello concluse terzo.

Il 2002[modifica | modifica sorgente]

L'arrivo del Gran Premio d'Austria.

Si giunse così al 2002, dove Schumacher aveva ben 4 titoli mondiali in bacheca. Già dalla prima gara, come nelle due stagioni precedenti, la Ferrari dominò il campionato; l'unica scuderia che provò ad opporsi fu la Williams, con il fratello Ralf e Juan Pablo Montoya. La McLaren ebbe un inizio difficile, così come Barrichello. Fino al Gran Premio di Monaco, le scuderie rivali si mantennero vicine alla Ferrari solo nel campionato costruttori. Ma dopo di esso, grazie all'apporto di un ritrovato Barrichello si mise la parola fine anche a questa competizione.

Il tedesco vinse quindi il suo quinto titolo mondiale con 144 punti, completando ogni gara sul podio e vincendone ben 11, confermandosi campione già il 21 luglio al Gran Premio di Francia con 6 gare d'anticipo, ed eguagliando dopo 45 anni il record di Fangio rimasto fino a quel momento inavvicinabile per chiunque. Secondo fu Barrichello con 77 punti, mentre Montoya terminò la stagione terzo a 27 lunghezze dal brasiliano. In questa stagione avvenne anche un contestatissimo episodio al Gran Premio d'Austria, nel quale Barrichello, a pochi metri dall'arrivo cedette la vittoria al tedesco per ordini di scuderia.

Sul podio Schumacher, turbato dai fischi con cui il pubblico aveva accolto i piloti alla premiazione, cedette il gradino più alto del podio, e il trofeo del vincitore, al compagno di squadra e lo fece anche sedere nella postazione del vincitore in occasione della conferenza stampa.[42] In seguito a questi fatti, la FIA multò il team di Maranello con un milione di dollari, per aver violato le norme di comportamento sul podio ed in conferenza stampa, e varò una norma che vietava gli ordini di scuderia.[43][44]

Il 2003[modifica | modifica sorgente]

L'uscita della curva 2 dopo lo scatto del Gran Premio di Indianapolis.

Il mondiale 2003 iniziò con alcune modifiche apportate al regolamento volte a contenere lo strapotere della Ferrari, apportate in particolar modo alle qualifiche e all'assegnazione dei punteggi dove lo scarto tra il primo e il secondo classificato venne assottigliato e portato a due soli punti di differenza. La Ferrari iniziò l'annata con la macchina dell'anno precedente ma per Michael l'inizio stagione fu sfavorevole: David Coulthard si aggiudicò il primo gran premio in Australia, mentre Schumacher si dovette accontentare del 4º posto, a causa di un suo errore che portò alla rottura di un deflettore.[45] Nelle due gare seguenti, in Malesia e in Brasile, i risultati non furono migliori (un sesto posto e un ritiro) e Schumacher si trovò distanziato, dal leader del mondiale Räikkönen di ben 16 punti.[46][47]

Al quarto gran premio, l'introduzione della nuova e più competitiva F2003GA permise al tedesco di tornare a vincere per tre volte di fila. A questo punto, Kimi Räikkönen (che aveva realizzato una serie di podi corredati anche da una vittoria in Malesia) si trovava ancora in vantaggio di due punti rispetto al ferrarista, ma dopo il Gran Premio del Canada Schumacher prevalse (54 punti, contro i 51 del finlandese). La Ferrari si dimostrò in seguito poco competitiva sia in Germania che in Ungheria (l'8º posto del tedesco all'Hungaroring permise a Räikkönen di portarsi a 1 punto dalla testa della classifica). La causa di questo improvviso calo di prestazioni era dovuta alle gomme Bridgestone, che con le alte temperature non riuscivano ad essere competitive e, in parte, per l'aerodinamica troppo rigida. Anche Juan Pablo Montoya si riavvicinò al tedesco, con una serie di ben sette podi di fila.

A partire dal Gran Premio d'Italia, dove i tre piloti arrivarono racchiusi in due punti, il tedesco ritornò alla vittoria, ripetendosi anche negli Stati Uniti. Si giunse quindi a Suzuka con una situazione molto tesa: 92 punti per Schumacher, Räikkönen con 83 e a seguire Montoya con 82, che però non poteva più aggiudicarsi il titolo in quanto aveva vinto soltanto due Gran Premi contro i sei di Schumacher. Vinse Rubens Barrichello seguito da Räikkönen e Coulthard. Al tedesco bastò un ottavo posto per essere ancora campione del mondo. Schumacher con la conquista del sesto titolo mondiale batté il record di Fangio che resisteva da 46 anni.

Il 2004[modifica | modifica sorgente]

Tabellone della Ferrari in onore della settima vittoria mondiale di Michael Schumacher.

Nel 2004, la Ferrari ripeté il copione del 2002, vincendo il primo appuntamento stagionale in Australia. Schumacher vinse anche le quattro gare seguenti. Gli attesi Montoya e Räikkönen, a dispetto dei pronostici, non ripeterono l'exploit della stagione precedente, cedendo il passo al ritrovato Barrichello, e al pilota della BAR Jenson Button. Dopo le prime otto gare, Schumacher conduceva con sette vittorie ed era in testa con 70 punti, seguito dal suo compagno di squadra e da Button. La serie di successi del tedesco venne interrotta solamente dal Monaco, quando venne tamponato da Montoya in regime di safety-car, in una gara molto concitata vinta da Jarno Trulli. Dopodiché, Schumacher vinse altri sette Gran Premi, laureandosi per la settima volta campione del mondo a Spa-Francorchamps, a quattro gare dal termine della stagione.

Anche questa fu una stagione carica di successi: il tedesco ottenne 13 vittorie su 18 gare, e batté vari record: vittorie, podi, giri veloci, punti e chilometri al comando delle gare. A fine stagione Schumacher, con 148 punti, staccò nettamente Barrichello e Button, rispettivamente secondo e terzo. In classifica costruttori la Ferrari vinse, mentre le rivali McLaren e Williams non riuscirono ad ottenere risultati simili agli anni precedenti e arrivarono rispettivamente al quinto e al quarto posto, tanto che a seguire la Ferrari furono la rivelazione BAR motorizzata Honda, anche se distaccata di ben 143 punti, più del doppio, e la Renault, che divenne campione l'anno successivo.

Gli ultimi anni e il primo ritiro[modifica | modifica sorgente]

Il 2005[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2005 iniziò alquanto male per Schumacher, a causa della scarsa competitività della Ferrari: al Gran Premio d'Australia ottenne solo un mesto ritiro per i danni riportati nel contatto con Heidfeld. Rispetto alle stagioni precedenti, non riuscì la rimonta della Ferrari a dispetto delle più competitive Renault e McLaren che presero velocemente il largo.

L'unica vittoria avvenne a metà stagione, al Gran Premio degli Stati Uniti di Indianapolis, a causa di una gara piuttosto insolita: durante le qualifiche il fratello Ralf ebbe un terribile incidente sulla sopraelevata, dovuto all'inaffidabilità delle gomme Michelin su quel tracciato. Le proposte di inserire una chicane furono vane: la FIA non accettò modifiche al percorso o l'invalidamento dei punti ottenuti in gara, per cui i piloti con gomme Michelin percorsero solamente il giro di ricognizione prima di rientrare nei box. Alla partenza, si schierarono quindi solo sei vetture: le Minardi, le Jordan e le Ferrari. La vittoria andò quindi a Schumacher, seguito da Barrichello e da Tiago Monteiro.[48]

Al termine della stagione Schumacher si classificò al terzo posto, mentre il campionato piloti fu vinto facilmente da Fernando Alonso grazie alla sorprendente competività e affidabilità della Renault che si aggiudicò anche il titolo costruttori. Ugualmente deludente fu il risultato della classifica costruttori: la Ferrari fu terza alle spalle di Renault e McLaren, risultando l'annata più negativa per Schumacher e la squadra di Maranello per quanto riguarda le ultime 9 stagioni.

Il 2006[modifica | modifica sorgente]

Schumacher durante il Gran Premio del Canada.

Si giunse così alla stagione 2006, l'ultima per Schumacher (prima del ritorno targato 2010). Barrichello, stanco di fare la seconda guida, decise di rompere il contratto con la Ferrari per cercare nuove glorie con il nuovo team Honda.[49] Al suo posto arrivò Felipe Massa (già collaudatore della casa di Maranello nel 2003). Il Gran Premio inaugurale vide un buon 2º posto di Schumacher, partito dalla pole, ma beffato da Alonso con la strategia dei pit stop, mentre Massa arrivò nono dopo un testacoda. Proprio in questa gara il tedesco eguagliò il record di pole position fino ad allora appartenuto ad Ayrton Senna.[50] La Ferrari, però, presentava ancora problemi, difatti dopo 3 gare Schumacher era distanziato dal leader Alonso di ben 17 punti. Il tedesco vinse la quarta gara del mondiale, il Gran Premio di Imola, dando così un'ottima impressione della vettura e riuscì a battere il record di pole position di Senna. Seguì un'altra vittoria del tedesco e quattro di Alonso, tra cui quella a Montecarlo, dove Schumacher viene retrocesso in fondo allo schieramento dopo le qualifiche per il discusso parcheggio alla curva della "Rascasse" negli ultimi minuti delle prove ufficiali.[51] Dopo 9 gare Alonso era al comando della classifica con 84 punti, mentre Schumacher inseguiva a 59. Dal Gran Premio degli Stati Uniti, il ferrarista mise a segno una serie di vittorie consecutive che gli consentirono di riaprire la pratica mondiale, che sembrava già chiusa. Dopo il vittorioso Gran Premio di Monza, gara nella quale il rivale spagnolo ruppe il motore quando si trovava in terza posizione con il tedesco al comando, Schumacher aveva solo due punti di svantaggio da recuperare, e la Ferrari era in testa al campionato costruttori quando mancavano 3 gare alla fine. Dopo la vittoria in quest'ultima gara, il 10 settembre 2006 annunciò ufficialmente il suo primo ritiro dalle competizioni al termine della stagione, anche se la notizia già nell'aria da qualche mese.[52]

Schumacher sorpassa Kimi Räikkönen in quarta posizione a tre giri dalla fine nell'ultima gara in Ferrari ad Interlagos.

Il 1º ottobre 2006 in Cina, dopo la pole position di Alonso, Schumacher, penalizzato nella prima parte di gara dalle performance delle gomme Bridgestone sotto la pioggia battente, rimontò con il cessare di questa ed il conseguente progressivo asciugamento della pista e vinse la gara, passando al primo posto in classifica piloti per il maggior numero di Gran Premi vinti, essendo a pari punti con il rivale spagnolo. Con ancora due eventi stagionali da disputare, il pilota tedesco aveva la concreta possibilità di vincere il mondiale, mentre la Renault era per un punto in testa alla classifica costruttori.

Al Gran Premio del Giappone, a Suzuka, le Ferrari partirono in prima fila mentre le Renault in terza. Schumacher, al comando sin dai primi giri con Alonso secondo, subì la rottura del motore al 37º giro e fu costretto al ritiro, regalando così la vittoria al rivale. Visto il distacco accumulatosi nei confronti dello spagnolo, Schumacher dichiarò che la Ferrari avrebbe puntato al titolo costruttori, visto che ormai quello piloti era perso;[53] infatti per vincere l'ottavo titolo mondiale sarebbe servita una vittoria nell'ultimo Gran Premio in Brasile e un ritiro o un arrivo fuori dai punti di Alonso. Disputò l'ultima gara prima del ritiro il 22 ottobre 2006, sul Circuito di Interlagos. Prima della gara, durante la cerimonia, l'ex calciatore brasiliano Pelé gli donò un trofeo alla carriera.[54] Inoltre la BMW-Sauber, come tributo nei suoi confronti, presentò sull'alettone posteriore la scritta "Thanks Michael" (grazie Michael) in omaggio al pilota tedesco.

L'alettone della BMW in occasione del Gp del Brasile 2006.

Il fine settimana, però, non fu molto fortunato per il tedesco che arrivò quarto dopo una gara in rimonta: partito decimo, a causa della rottura della pompa della benzina avvenuta il giorno precedente,[55] rimontò subito quattro posizioni, e dopo aver sorpassato Fisichella sul rettilineo del traguardo, per un contatto con lo stesso, forò uno pneumatico e fu costretto a percorrere quasi un giro intero, molto lentamente, prima di raggiungere la corsia dei box.[56] Dopo la sosta, Schumacher si trovava all'ultimo posto a circa 38" dal penultimo, e prossimo al doppiaggio, difatti era poco davanti al leader della corsa Massa. Il tedesco, però, riuscì a rimontare abbassando più volte il tempo sul giro, compiendo 13 sorpassi in poco più di 40 giri rimasti. Dopo una rimonta incredibile terminò la sua gara al quarto posto (distanziato di meno di 5" dal terzo e meno di 6" dal secondo) con un distacco di 24" dal vincitore.

A pochi giri dalla fine, compì il suo ultimo sorpasso ai danni di Räikkönen, suo successore in Ferrari l'anno successivo. Il mondiale così terminò con la seconda vittoria consecutiva di Alonso, seguito al secondo posto da Schumacher a 13 punti di distanza. Il titolo costruttori andò di nuovo alla Renault, che superò la casa di Maranello di soli 5 punti.

I tre anni da consulente[modifica | modifica sorgente]

Schumacher in una giornata celebrativa a bordo della F2007 a Fiorano.

Schumacher non abbandonò definitivamente la Ferrari, prendendo parte ad alcune gare del campionato 2007 come superconsulente, notizia anticipata a gennaio dal quotidiano tedesco Die Welt.[57] Il tedesco fece la sua prima uscita in tale veste al Gran Premio di Spagna, riproponendosi in quello di Monaco e dopo ancora in quello del Canada, come assistente di Jean Todt. Annunciò poi che dal Gran Premio d'Ungheria in avanti, non sarebbe più stato presente al muretto Ferrari fino alla fine della stagione, volendosi dedicare maggiormente alla sua famiglia.

Schumacher ha anche presentato la cerimonia per la vittoria del team tedesco nell'A1 Grand Prix, venendo acclamato dal pubblico presente.[58] Il 13 novembre 2007 tornò in pista a Barcellona in veste di collaudatore, effettuando 64 giri con una Ferrari F2007 senza dispositivi elettronici e segnando il miglior tempo delle due giornate di test;[59] successivamente partecipò ai test tenutisi a Jerez de la Frontera il 6 e 7 dicembre 2007 realizzando anche ottimi tempi su giro, pur confermando di non voler prendere parte a nessun campionato automobilistico.

A gennaio 2008 il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo confermò l'impiego di Schumacher come terzo pilota della scuderia[60] e come addetto allo sviluppo della vettura.[61] Sempre nel 2008, partecipò al campionato tedesco di Superbike, ma senza mai andare a punti.[62] Nonostante ciò il tedesco affermò di non voler intraprendere una seconda carriera sportiva.[63] Successivamente divenne membro per la Germania della Commission for Global Road Safety della FIA e delle Nazioni Unite. L'11 febbraio 2009 Schumacher, durante un allenamento privato sul circuito di Cartagena, perse il controllo della sua Honda CBR 1000 e cadde malamente: subito soccorso, rimase qualche minuto privo di conoscenza. Trasportato in ospedale venne subito dichiarato fuori pericolo.[64]

Il ritorno in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Il 29 luglio 2009, in seguito all'infortunio di Massa durante le qualificazioni del Gran Premio d'Ungheria, la Ferrari annunciò il ritorno alle corse in Formula 1 di Schumacher. Sarebbe stato il tedesco a correre per le restanti gare della stagione 2009, a partire dal Gran Premio d'Europa a Valencia, al fianco di Räikkönen. L'11 agosto, tuttavia, Schumacher, dopo alcuni test effettuati in pista, comunicò di dover rinunciare all'incarico a causa di alcuni problemi al collo risalenti all'incidente avvenuto sei mesi prima.[65]

A fine stagione si susseguirono una serie di rumors circa un incontro[66] tra lo stesso Schumacher e Ross Brawn, in quel momento proprietario della Brawn GP, team neo-campione del mondo, che avevano vissuto insieme le esperienze in Benetton e Ferrari; i due avrebbero parlato di un possibile ritorno in Formula 1 del sette volte campione del mondo, al volante della Mercedes, a sua volta rientrante nella massima serie dopo ben 55 anni di assenza. Difatti la Mercedes era in procinto di rilevare le quote di maggioranza del team di Ross Brawn, che sarebbe rimasto nelle vesti di direttore sportivo. Dopo più di un mese venne dato l'annuncio ufficiale del ritorno alle corse di Michael Schumacher.

L'approdo alla Mercedes e il secondo ritiro[modifica | modifica sorgente]

Il 2010[modifica | modifica sorgente]

Michael Schumacher al volante durante il Gran Premio del Canada.
Schumacher con la Mercedes.

Il 23 dicembre 2009 fu ufficializzato dalla neo-scuderia Mercedes, scuderia originata dall'acquisto da parte della casa tedesca del team campione del mondo Brawn GP, l'ingaggio, per le tre stagioni successive, del pilota tedesco, che avrebbe affiancato il suo connazionale Nico Rosberg.[67] Nonostante le aspettative nel precampionato fossero piuttosto elevate, i risultati delle prime gare furono piuttosto deludenti per il team di Brackley: Schumacher colse un sesto posto al suo esordio in Bahrain e due decimi posti nei successivi tre gran premi. Nel Gran Premio di Spagna come nel Gran Premio di Turchia ottenne due quarti posti.

Nel prosieguo della stagione Schumacher continuò a deludere le aspettative, anche per via della scarsa competitività della vettura rispetto alle monoposto di vertice; nella parte centrale del campionato il pilota tedesco ottenne solo qualche piazzamento a punti. Nel Gran Premio d'Ungheria, chiuso in undicesima posizione, Schumacher venne penalizzato dai commissari per una manovra ai limiti del regolamento nei confronti di Rubens Barrichello, con il quale era in lotta per il decimo posto, venendo arretrato di dieci posizioni in griglia nel successivo Gran Premio del Belgio. Qui il pilota tedesco fu protagonista di una buona rimonta, chiudendo al settimo posto dopo aver preso il via dalla ventunesima posizione. Nel Gran Premio del Giappone, a Suzuka, Schumacher giunse al traguardo al sesto posto, mentre nell'inedito Gran Premio di Corea ripeté il miglior risultato stagionale, conquistando il quarto posto finale in una gara disputata sul bagnato. Dopo aver ottenuto un settimo posto e un ritiro per incidente nelle ultime due gare della stagione, Schumacher chiuse il campionato in nona posizione assoluta con 72 punti. Per la prima volta in carriera il pilota tedesco non ottenne né vittorie né podi in una stagione completa.

Il 2011[modifica | modifica sorgente]

Tra le novità regolamentari più importanti introdotte in questa stagione figurarono il ritorno del Kers (il dispositivo in realtà non era mai stato bandito dal 2009 ma per la stagione 2010 le squadre si erano accordate per non usarlo) e della regola del 107%, inoltre venne introdotto, per la prima volta in Formula 1, il dispositivo dell'ala posteriore mobile per agevolare i sorpassi (Drag Reduction System o DRS). Cambiò anche la fornitura unica delle gomme che da Bridgestone passò a Pirelli. La Mercedes iniziò la stagione con l'obiettivo di riscattare un deludente 2010 ed inserirsi definitivamente tra i top team.

Schumacher durante il Gran Premio del Canada.

Nonostante i risultati deludenti della stagione precedente e i continui rumors su un nuovo possibile ritiro, Schumacher confermò il proprio impegno con la scuderia tedesca anche per le stagioni 2011 e 2012. In seguito si diffuse l'indiscrezione, poi confermata prima dalla scuderia e in seguito anche dallo stesso Schumacher, di un suo problema nell'affrontare le sessioni al simulatore per anticipare l'assetto delle corse.[68]

Nella gara inaugurale della stagione, il Gran Premio d'Australia, Schumacher non si qualificò tra i primi dieci, dovendosi poi ritirare per i danni riportati dalla vettura in seguito a un tamponamento subito dopo la partenza. Escluso nuovamente dalla top ten nel successivo Gran Premio della Malesia, chiuse la gara in nona posizione, portando i primi punti stagionali alla Mercedes. Dopo aver ottenuto altri due piazzamenti a punti in Cina e in Spagna, nel rocambolesco Gran Premio del Canada Schumacher lottò a lungo per una posizione sul podio, dovendo cedere nel finale a Jenson Button e Mark Webber, alla guida di vetture più competitive, e chiudendo la gara in quarta posizione. Nelle quattro gare successive Schumacher non ottenne risultati di rilievo.

Nel Gran Premio di Germania sul circuito del Nürburgring, diventò il primo pilota a gareggiare su un circuito nel quale gli è stata dedicata una curva, la "S Schumacher" collocata tra la "Shell Curve" e la "Dunlop Curve" (curve 9 e 10 del circuito).[69] Nel Gran Premio d'Ungheria tornò brevemente in testa ad un gran premio per la prima volta in quattro anni. Nel successivo Gran Premio del Belgio il pilota tedesco celebrò i 20 anni dal suo esordio ufficiale in Formula 1, avvenuto sullo stesso circuito[70] Partito ultimo sulla griglia a causa di un incidente nelle prime fasi della qualifica, Schumacher compì una grande rimonta chiudendo la gara al quinto posto, risultato che ripeté nel successivo weekend di Monza, in una gara caratterizzata da un lungo duello con Lewis Hamilton.

Nelle ultime sei gare della stagione Schumacher ottenne altri tre piazzamenti a punti, che gli consentirono di migliorare il suo totale rispetto all'anno precedente. Il pilota tedesco conquistò l'ottava posizione nella classifica finale, per la seconda volta consecutiva in carriera con la Mercedes dal suo ritorno nel 2010, chiudendo la stagione senza ottenere né podi, né vittorie, né pole o giri veloci. Inoltre in questa stagione, Schumacher ottiene un nuovo primato, ovvero quello del maggior numero di sorpassi in una stessa singola stagione, con ben 116.[71]

Il 2012[modifica | modifica sorgente]

Schumacher impegnato nelle qualifiche del Gran Premio di Monaco 2012.

Nelle prime tre gare della stagione 2012 Schumacher ottenne delle buone prestazioni in qualifica, piazzandosi sempre nelle prime due file. Tuttavia, in Australia e in Malesia il pilota tedesco non riuscì a confermare i buoni risultati la domenica per problemi di consumo degli pneumatici nella prima occasione e per un incidente con Romain Grosjean nella seconda. In Cina, invece, fu costretto al ritiro a causa di un bullone non fissato alla ruota anteriore destra mentre era in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra Nico Rosberg. Nel Gran Premio di Spagna Schumacher tamponò Bruno Senna, mettendo fuori gara se stesso e il brasiliano della Williams. L'incidente gli costò cinque posizioni di penalità sulla griglia di partenza nel successivo Gran Premio di Monaco, nel quale il pilota tedesco fece segnare il miglior tempo in qualifica, dovendo però scattare dal sesto posto.

In gara Schumacher si ritirò per problemi tecnici. Dopo un altro ritiro, sempre per problemi tecnici, nel Gran Premio del Canada, a Valencia il pilota tedesco, partito dalla dodicesima posizione, riuscì a conquistare il terzo posto, giungendo per la prima volta sul podio dopo il rientro in Formula 1.[72] In Gran Bretagna Schumacher ottenne la terza posizione nelle qualifiche, svoltesi sul bagnato, mentre in gara scivolò al settimo posto, risultato che ripeté nel seguente Gran premio di Germania; in questa occasione il tedesco fece segnare anche il giro più veloce, il primo dal suo ritorno in Formula 1. Nell'appuntamento successivo in Ungheria spegne il motore durante la procedura di partenza, retrocedendo così all'ultimo posto e, dopo aver subito una penalità per aver superato il limite di velocità in corsia box, interrompe la sua corsa per alcuni problemi meccanici.

Al rientro dalla sosta estiva, durante l'evento disputato in Belgio, il pilota tedesco, che esordiva esattamente 21 anni prima in Formula 1, festeggiò i suoi 300 gran premi in carriera (dietro al solo Rubens Barrichello), con un nuovo casco celebrativo per l'occasione, chiudendo la corsa al settimo posto. Dopo aver conquistato un sesto posto nel Gran Premio d'Italia, a Singapore Schumacher si ritirò per l'ennesima volta in stagione dopo aver sbagliato una frenata, tamponando e provocando al contempo il ritiro anche del francese Vergne. La manovra gli costò una penalizzazione di 10 posizioni in griglia nel successivo Gran Premio del Giappone. Il 4 ottobre 2012, a seguito dell'ingaggio di Lewis Hamilton da parte della Mercedes per la stagione 2013, annunciò ufficialmente il secondo ritiro dalle competizioni al termine della stagione 2012[73].

Nelle gare successive all'annuncio Schumacher non ottenne risultati degni di nota, classificandosi sempre fuori dalla zona punti anche per via della scarsa competitività della vettura. Nel Gran Premio degli Stati Uniti il pilota tedesco ottenne il sesto tempo in qualifica, ma in gara non fu in grado di confermarsi, chiudendo addirittura sedicesimo. In quest'occasione il pilota tedesco divenne il pilota che ha percorso più chilometri in assoluto nei gran premi di Formula 1, battendo un record che apparteneva a Rubens Barrichello. Nel Gran Premio del Brasile, ultima gara della carriera, Schumacher ritornò a punti tagliando il traguardo in settima posizione al termine di una gara piuttosto rocambolesca, peraltro disputatasi sul bagnato. Il tedesco chiuse la sua ultima stagione in Formula 1, nella classifica generale, in tredicesima posizione, con 49 punti.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Dopo il secondo ritiro dalla massima serie, Schumacher decide per il 2013 di tornare a correre con i kart. Poco dopo l’ultima gara del sette volte campione del mondo di Formula 1 in Brasile, si è venuto a sapere che il tedesco aveva firmato un contratto da test driver con la casa italiana Tony Kart. Infatti è stato in Italia, a Muro Leccese, in occasione della gara inaugurale della WSK Euro Series. Il tedesco si è iscritto nella categoria KZ1, la classe regina, e fa parte ufficialmente della lista dei piloti della Tony Kart.

L'incidente a Méribel[modifica | modifica sorgente]

Il 29 dicembre 2013, alle ore 11:00, durante una discesa con gli sci tra le piste Chamois e La Bichesulle, sulle nevi della località francese di Méribel in Alta Savoia (Francia), cade e batte violentemente la testa contro una roccia. Ricoverato d'urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble, in stato semicomatoso, viene sottoposto a operazione neurochirurgica per il grave trauma cranico subìto e per una emorragia cerebrale; dunque i medici lo inducono a coma farmacologico.[74]

Il 16 giugno 2014, dopo circa 6 mesi, la portavoce e manager Sabine Kehm dichiara che Schumacher, uscito dal coma, ha lasciato l'ospedale di Grenoble per iniziare un percorso riabilitativo in una clinica privata. Già ad aprile era stato dichiarato che Schumacher avesse periodi di risveglio, ripresa della coscienza e interazione con l'ambiente circostante.[75][76] Viene infine deciso un percorso riabilitativo al centro di neuroscienze dell'Ospedale universitario di Losanna (Svizzera) non lontano dalla sua villa di Gland[77].

Risultati in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Jordan[78]
Benetton
191[78]
B191
Rit 5 6 6 Rit Rit 4 13º
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton B192 4 3 3 2 Rit 4 2 Rit 4 3 Rit 1 3 7 Rit 2 53
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton B193A/B193B Rit 3 Rit 2 3 Rit 2 3 2 2 Rit 2 Rit 1 Rit Rit 52
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton B194 1 1 1 1 2 1 1 SQ Rit 1 SQ ES ES 1 2 Rit 92
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Benetton B195 1 3 Rit 1 1 5 1 Rit 1 11 1 Rit 2 1 1 1 Rit 102
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F310 Rit 3 Rit 2 2 Rit 1 Rit NP Rit 4 9 1 1 3 2 59
1997 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
Ferrari F310B 2 5 Rit 2 1 4 1 1 Rit 2 4 1 6 6 Rit 1 Rit 78 SQ
1998 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F300 Rit 3 1 2 3 10 1 1 1 3 5 1 Rit 1 2 Rit 86
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F399 8 2 1 1 3 Rit 5 Rit INF INF INF INF INF INF 2 2 44
2000 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
Ferrari F1-2000 1 1 1 3 5 1 Rit 1 Rit Rit Rit 2 2 1 1 1 1 108
2001 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F2001 1 1 2 Rit 1 2 1 2 1 1 2 Rit 1 1 4 2 1 123
2002 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F2002 1 3 1 1 1 1 2 1 2 1 1 1 2 1 2 2 1 144
2003 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
Ferrari F2003GA 4 6 Rit 1 1 1 3 1 5 3 4 7 8 1 1 8 93
2004 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Ferrari F2004 1 1 1 1 1 Rit 1 1 1 1 1 1 1 2 2 12 1 7 148
2005 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Bahrain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Europe.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of Belgium.svg Flag of Brazil.svg Flag of Japan.svg Flag of the People's Republic of China.svg Punti Pos.
Ferrari F2005 Rit 7 Rit 2 Rit 7 5 2 1 3 6 5 2 Rit 10 Rit 4 7 Rit 62
2006 Scuderia Vettura Flag of Bahrain.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Australia.svg Flag of San Marino.svg Flag of Europe.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Turkey.svg Flag of Italy.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Japan.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Ferrari 248 F1 2 6 Rit 1 1 2 5 2 2 1 1 1 8 3 1 1 Rit 4 121
2010 Scuderia Vettura Flag of Bahrain.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti Pos.
Mercedes MGP W01 6 10 Rit 10 4 12 4 11 15 9 9 11 7 9 13 6 4 7 Rit 72
2011 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Turkey.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Mercedes MGP W02 Rit 9 8 12 6 Rit 4 17 9 8 Rit 5 5 Rit 6 Rit 5 7 15 76
2012 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Bahrain.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of India.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Flag of the United States.svg Flag of Brazil.svg Punti Pos.
Mercedes F1 W03 Rit 10 Rit 10 Rit Rit Rit 3 7 7 Rit 7 6 Rit 11 13 22 11 16 7 49 13º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Riepilogo statistiche in ogni singolo Gran Premio[modifica | modifica sorgente]

(Aggiornato dopo il Gran Premio del Brasile 2012)

Gran Premio Disputati Poles Giri veloci Podi Hat-Tricks Vittorie Anno di vittoria Ritiri
Abu Dhabi 3 0 0 0 0 0 1
Argentina 4 0 1 2 0 1 1998 3
Australia 19 3 5 6 2 4 2000, 2001, 2002, 2004 10
Austria 6 2 2 4 1 2 2002, 2003 1
Bahrain 6 2 1 2 1 1 2004 1
Belgio 15 1 4 9 1 6 1992, 1995, 1996, 1997, 2001, 2002 3
Brasile 18 1 5 10 0 4 1994, 1995, 2000, 2002 1
Canada 18 6 4 12 1 7 1994, 1997, 1998, 2000, 2002, 2003, 2004 3
Cina 6 0 1 1 0 1 2006 2
Corea 3 0 0 0 0 0 1
Europa 15 3 6 9 2 6 1994, 1995, 2000, 2001, 2004, 2006 2
Francia 16 4 5 11 2 8 1994, 1995, 1997, 1998, 2001, 2002, 2004, 2006 4
Germania 17 2 5 7 1 4 1995, 2002, 2004, 2006 2
Giappone 19 8 4 9 2 6 1995, 1997, 2000, 2001, 2002, 2004 5
Gran Bretagna 18 1 3 7 0 3 1998, 2002, 2004 4
India 2 0 0 0 0 0 0
Italia 16 3 2 8 1 5 1996, 1998, 2000, 2003, 2006 2
Lussemburgo 2 1 0 1 0 0 1
Malesia 11 5 2 5 0 3 2000, 2001, 2004 1
Messico 1 0 0 1 0 0 0
Monaco 18 3 5 7 1 5 1994, 1995, 1997, 1999, 2001 6
Pacifico 2 0 2 2 0 2 1994, 1995 0
Portogallo 5 0 0 3 0 1 1993 0
San Marino 15 5 5 12 1 7 1994, 1999, 2000, 2002, 2003, 2004, 2006 3
Singapore 3 0 0 0 0 0 1
Spagna 19 7 7 12 3 6 1995, 1996, 2001, 2002, 2003, 2004 2
Stati Uniti 8 4 3 7 1 5 2000, 2003, 2004, 2005, 2006 0
Sudafrica 2 0 0 0 0 0 1
Turchia 4 0 1 1 0 0 1
Ungheria 17 7 4 7 2 5 1994, 1998, 2001, 2004 4

Record in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

(Aggiornato dopo il Gran Premio del Brasile 2012)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Statistiche di Formula 1.
Schumacher nel 2002.
Record[79] Numero
Maggior numero di titoli mondiali 7 (1994, 1995, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004)
Maggior numero di titoli mondiali consecutivi 5 (dal 2000 al 2004)
Maggior numero di titoli mondiali vinti da campione in carica 5 (1995 e dal 2001 al 2004)
Maggior numero di gran premi disputati con la stessa scuderia 180 con la Ferrari
Maggior numero di vittorie 91
Maggior numero di vittorie in una stagione: 13 (su 18 gare nel 2004) a pari merito con Sebastian Vettel
Maggior numero di vittorie con la stessa scuderia 72 con la Ferrari
Maggior numero di podi con la stessa scuderia 116 con la Ferrari
Maggior numero di vittorie nello stesso gran premio 8 al Gran Premio di Francia (Magny-Cours)
Maggior numero di gran premi diversi in cui ha vinto almeno una volta 22
Maggior numero di stati diversi in cui ha vinto almeno un gran premio 20
Maggior numero di circuiti diversi in cui ha vinto almeno un gran premio 23
Maggior lasso di tempo tra la prima e l'ultima vittoria 14 anni, 1 mese e 2 giorni
Maggior numero di stagioni consecutive in cui ha realizzato almeno una vittoria 15
Maggior numero di stagioni consecutive in cui ha realizzato almeno una pole position 13
Maggior numero di secondi posti 43
Maggior numero di arrivi sul podio 155
Maggior numero di arrivi sul podio consecutivi 19 (dal Gran Premio degli Stati Uniti 2001, al Gran Premio del Giappone 2002)
Maggior numero di arrivi sul podio in una stagione 17 (su 17 gare nel 2002 pari al 100%)
Maggior numero di arrivi a punti 221
Maggior numero di arrivi a punti consecutivi 24 (dal Gran Premio d'Ungheria 2001, al Gran Premio della Malesia 2003)
Maggior numero di giri al comando 5 111 (per un totale di 24 148 km in 143 gran premi diversi)[80]
Maggior numero di pole position 68
Maggior numero di partenze dalla prima fila 116
Maggior numero di giri più veloci in gara 77
Maggior numero di giri più veloci in gara in una stagione 10 (su 18 gare nel 2004) eguagliato da Räikkönen nel 2005 e nel 2008
Maggior numero di double (pole position e vittoria) 40
Maggior numero di double (pole position e vittoria) consecutivi 6 (dal Gran Premio d'Italia 2000, al Gran Premio della Malesia 2001)
Maggior numero di hat trick (pole position, vittoria e giro veloce) 22
Maggior numero di hat trick nella stessa stagione 5 (nel 2004) a pari merito con Ascari
Minor numero di gare per l'assegnazione matematica del mondiale 11 su 17, pari al 64,7% delle gare totali (2002)

I principali tre record che Schumacher non è riuscito a battere sono quelli che riguardano il maggior numero di gran premi disputati detenuto da Rubens Barrichello (323 contro 307), quello del maggior numero di pole position in una stagione detenuto da Sebastian Vettel (15, contro le 11 di Schumacher), e per il maggior numero di pole position consecutive detenuto da Ayrton Senna (8, contro le 7 del tedesco).

Riepilogo carriera[modifica | modifica sorgente]

(Aggiornato dopo il Gran Premio del Brasile 2012)

Stagione Categoria Team Gare Vittorie Pole Giri veloci Podi Punti Posizione finale
1988 Campionato Europeo Formula Ford Eufra Racing 4 1 1 0 3 50
Campionato Tedesco Formula Ford 7 3 0 0 5 124
Formula König Hoecker Sportwagenservice 10 9 1 1 10 192
1989 Campionato Tedesco Formula 3 WTS Racing 12 2 2 0 7 163
Campionato Europeo Formula 3 1 0 0 0 0  N/A NC
Gran Premio di Macao 1 0 0 0 0  N/A NC
1990 Campionato Mondiale Sportprototipi Team Sauber Mercedes 3 1 0 1 3 21
Campionato Tedesco Formula 3 WTS Racing 11 5 6 4 7 148
Campionato Europeo Formula 3 1 0 1 1 0  N/A SQ
Gran Premio di Macao 1 1 0 0 0  N/A
1991 Campionato Mondiale Sportprototipi Team Sauber Mercedes 8 1 0 2 2 43
DTM Zakspeed Mercedes 4 0 0 0 0 0 NC
Formula 3000 Giapponese Team Le Mans 1 0 0 0 1 6 12º
Formula 1 Jordan 1 0 0 0 0 0 14º
Benetton 5 0 0 0 0 4
1992 Formula 1 Benetton 16 1 0 2 8 53
1993 Formula 1 Benetton 16 1 0 5 9 52
1994 Formula 1 Benetton 14 8 6 8 10 92
1995 Formula 1 Benetton 17 9 4 8 11 102
1996 Formula 1 Ferrari 16 3 4 2 8 59
1997 Formula 1 Ferrari 17 5 3 3 8 78 SQ
1998 Formula 1 Ferrari 16 6 3 6 11 86
1999 Formula 1 Ferrari 10 2 3 5 6 44
2000 Formula 1 Ferrari 17 9 9 2 12 108
2001 Formula 1 Ferrari 17 9 11 3 14 123
2002 Formula 1 Ferrari 17 11 7 7 17 144
2003 Formula 1 Ferrari 16 6 5 5 9 93
2004 Formula 1 Ferrari 18 13 8 10 15 148
2005 Formula 1 Ferrari 19 1 1 3 5 62
2006 Formula 1 Ferrari 18 7 4 7 12 121
2007 Ritirato
2008 Ritirato
2009 Ritirato
2010 Formula 1 Mercedes 19 0 0 0 0 72
2011 Formula 1 Mercedes 19 0 0 0 0 76
2012 Formula 1 Mercedes 20 0 0 1 1 49 13°
Totale - - 371 114 79 86 194 2313 -

Il casco di Michael Schumacher[modifica | modifica sorgente]

Il casco utilizzato da Michael Schumacher nella stagione 1994

Il casco originale di Schumacher era principalmente bianco con i colori della bandiera tedesca nella parte posteriore. Nella parte superiore invece era caratterizzato da un cerchio blu con degli asteroidi bianchi. Michael, con l'arrivo di Jos Verstappen alla Benetton, applicò tre bande orizzontali rosse nella parte frontale (sopra la visiera) del suo casco per una maggiore distinzione tra i caschi dei due piloti. Una volta approdato alla Ferrari aggiunse sul retro del casco (dove era presente la bandiera tedesca, precisamente sul colore giallo) un cavallino rampante. Dal Gran Premio di Monaco 2000, per differenziare il suo casco, che aveva colori molto simili a quelli del suo compagno di squadra Rubens Barrichello, Schumacher cambiò completamente colore, sfoggiando un casco principalmente tutto rosso con la bandiera della Germania nella parte posteriore.

Con il ritorno all'attività alla guida della Mercedes, è stato aggiunto nella parte frontale del casco (al centro sopra la visiera) il simbolo della Mercedes; la bandiera tedesca, presente nella parte posteriore, è stata rimossa così come il cavallino rampante (che simboleggiava il precedente team di appartenenza). Al loro posto sono stati applicati due dragoni cinesi. In prossimità della parte superiore è stata applicata una banda nera (contenente il nome di uno sponsor) disposta a semicerchio (dalla parte sinistra ruota intorno al casco fino alla parte destra). Nella parte superiore del casco sono presenti sette stelle che stanno a simboleggiare i sette titoli mondiali vinti dal pilota tedesco.

Casco utilizzato da Schumacher nella stagione 2011.

In occasione dell'anniversario per i vent'anni di Formula 1, celebrato nel Gran Premio del Belgio 2011, è stato prodotto un casco inedito con il quale Schumacher ha corso per l'intero evento. Il casco era dorato placcato da un sottile strato di 100 lamine d’oro[81]. Nella parte superiore così come in quella posteriore, è stato confermato il design del casco usuale: sempre con la banda nera disposta a semicerchio, le sette stelle dei campionati vinti (questa volta colorate di nero), e i due dragoni sul retro. Nella parte laterale del casco invece è stata applicata una banda verticale nera, che scende dal semicerchio posizionato nella parte superiore, disposta diagonalmente che scende fino alla parte inferiore del casco. La banda viene interrotta centralmente dalla targa che celebra i vent'anni di Formula 1, difatti vi sono raffigurate le sette stelline tra la data dell'anno d'esordio in Formula 1 (posizionata sopra di esse) e quella della stagione in corso (posizionata sotto).

Il 2 settembre 2012, in occasione del Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps, Michael Schumacher ha sfoggiato un altro casco celebrativo di color platino, in occasione della partecipazione del pilota tedesco al 300º gran premio di Formula 1[82]. Le motivazioni della scelta del metallo stanno nella preziosità, nella sua rarità e nella sua particolare resistenza. Il casco è di produzione tedesca, della ditta Schuberth di Magdeburgo, e presenta di fronte, sopra la visiera, la scritta dello sponsor di carburante Petronas ed il simbolo della stella Mercedes. Ai lati si vedono i simboli dello sponsor di una nota ditta di bevande energetiche, Monster Energy, mentre sopra c'è un disegno tribale rosso. Ai lati il logo MS del suo marchio personale. Sui lati si trova anche la scritta celebrativa che ricorda appunto le trecento partenze in Formula 1. Sul retro, infine, i due draghi rossi cinesi, ormai cari a Schumacher, dal giorno del suo rientro in Formula 1. [83]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Il fratello Ralf è stato fino al 2007 un altro pilota del mondiale di Formula 1. Sposato dall'agosto 1995 con Corinna Betsch (già fidanzata di Heinz-Harald Frentzen, che lasciò proprio per l'attuale marito) Michael Schumacher ha due figli, Gina Maria nata a febbraio 1997 e Mick nato a marzo 1999; la famiglia vive nel Canton Vaud in Svizzera dal 1996. Nel 2007 Schumacher ha fatto costruire a Gland, sul Lago di Ginevra una grande villa,[84] che è stata ultimata il 28 novembre 2007.[85] Possiede anche un'abitazione e un autodromo a Kerpen, dove è cresciuto un altro pilota di Formula 1: Sebastian Vettel. È di recente diventato proprietario di un team di kart, il KSM motorsport, acronimo di Kaiser, Schumacher e Muchow.[86]

Cinema e tv[modifica | modifica sorgente]

Schumacher è a volte, direttamente o indirettamente, presente in alcuni film. La sua prima apparizione risale al 2006, quando nel cartone animato Cars - Motori ruggenti della Pixar venne raffigurato con l'aspetto di una Ferrari F430. Lo stesso Schumacher doppiò poi la voce della vettura in tutte le lingue e nella versione italiana pronuncia anche una frase in dialetto modenese.[87] Nel 2008 è apparso nel film Asterix alle Olimpiadi nel ruolo di un condottiero di bighe chiamato Schumakix, recitando insieme a Jean Todt.[88] Schumacher ha interpretato il ruolo del misterioso pilota The Stig nel programma Top Gear della BBC, nel corso di una puntata, svelando la propria identità nel corso della stessa. Tuttavia, a differenza di ciò che molti ancora sostengono, quello fu l'unico episodio nel quale Schumacher interpretò il ruolo di Stig, ricoperto invece usualmente dal pilota Ben Collins.[89]

Iniziative benefiche[modifica | modifica sorgente]

Schumacher è uno sportivo molto attivo nel campo della beneficenza; dal 2002 ambasciatore speciale dell'UNESCO al quale ha donato un milione e cinquecentomila euro,[90] inoltre nel 2004 ha anche fatto una cospicua donazione per le vittime dello Tsunami del 2004.[91] Il pilota tedesco per molti anni ha giocato a calcio con la nazionale piloti e ha partecipato a varie partite il cui ricavato era devoluto in beneficenza. Nel 2009 per esempio ha partecipato ad una partita di calcio tenutasi a Coriano contro la squadra del San Patrignano nella quale[92] l'incasso è stato devoluto alle vittime del Terremoto dell'Abruzzo.[93]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

È stato inoltre candidato altre quattro volte per il premio sportivo dell'anno.[96]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 22 ottobre 2002. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[97]
Premio Principe delle Asturie per lo sport - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per lo sport
— 2007
Ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'Onore
— Parigi, 29 aprile 2010. Di iniziativa del primo ministro François Fillon.[98]
immagine del nastrino non ancora presente Lauro d'argento
— 1997

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Michael Schumacher - the end of an era, formula1.com, 10 settembre 2006. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  2. ^ Fino al 13 ottobre 2013, Schumacher deteneva anche il record assoluto di punti in carriera, superato per ora solo da Fernando Alonso, in occasione del Gran Premio del Giappone 2013. Va tuttavia specificato che la maggior parte dei punti racimolati in carriera dal tedesco è stata ottenuta sulla base di un differente sistema di punteggio, in vigore fino alla stagione 2009; al primo classificato si attribuivano 10 punti, mentre oggi sono 25.
  3. ^ Jochen Rindt, infatti, seppur nato in Germania vinse il titolo con i colori dell'Austria
  4. ^ (EN) Schumacher tops F1 supporter poll in BBC Sport, 27 settembre 2006. URL consultato il 6 marzo 2008.
  5. ^ Collings, op. cit., pp. 35-37.
  6. ^ (EN) Alessandro Zanardi - Full Biography in f1rejects.com, 31 ottobre 2007. URL consultato l'11 settembre 2012.
  7. ^ (EN) Michael Schumacher, driverdb.com. URL consultato il 7 marzo 2012.
  8. ^ (EN) Le Mans Register 1991 in formula2.net. URL consultato il 4 marzo 2008.
  9. ^ Domenjoz, op. cit., pp. 10-12, 170-171.
  10. ^ Collings, op. cit., pp. 17.
  11. ^ (EN) Cami Jones, “He was on it from the word go” – Schumacher’s debut remembered, f1fanatic.co., 25 agosto 2011. URL consultato il 9 luglio 2014.
  12. ^ (EN) 1991 Belgian Grand Prix in www.formula1.com. URL consultato il 1º marzo 2008.
  13. ^ Michael Schumacher: la Leggenda, autosprint.corrieredellosport.it, 12 maggio 2010. URL consultato il 9 luglio 2014.
  14. ^ a b (EN) Icon vs icon: Schumacher vs Senna in grandprix.com, 21 settembre 2001. URL consultato il 4 marzo 2008.
  15. ^ Turrini, op. cit., p. 42.
  16. ^ Autosprint, Autosprint numero 28/1992, pagina 38
  17. ^ Carlo Grandini, Prove di trionfo annunciato: oltretutto la Williams corre in casa in Corriere della Sera, 9 luglio 1993, p. 34. URL consultato il 24 febbraio 2010.
  18. ^ (EN) Benetton in newsf1.com, 1999. URL consultato il 5 marzo 2008.
  19. ^ Schumacher resta, però non vuole Senna o Mansell in La Stampa, 2 settembre 1993, p. 29.
  20. ^ Mapelli, op. cit., pp. 169.
  21. ^ (EN) Grand Prix Driver's Association, where Racers Cease to Compete in formula1.com. URL consultato il 20 marzo 2008.
  22. ^ Hilton, op. cit., pp. 118-120.
  23. ^ Henry, op. cit., p. 117.
  24. ^ (EN) Now we are 76...: Murray Walker in grandprix.com, 18 ottobre 1999. URL consultato il 30 novembre 2007.
  25. ^ Cristiano Chiavegato, Estoril: Schumacher si allena sulla Ligier in La Stampa, 28 novembre 1994, p. 44.
  26. ^ McMaster, op. cit., p. 25.
  27. ^ McMaster, op. cit., p. 23.
  28. ^ (EN) FIA World Motor Sport Council - 11 November 1997 in FIA, 11 novembre 1997. URL consultato il 29 febbraio 2008.
  29. ^ (EN) The lost honor of Michael Schumacher in GrandPrix.com, 03 novembre 1997. URL consultato il 1º marzo 2008.
  30. ^ Schumacher sulla Sauber, raisport.rai.it. URL consultato il 10 luglio 2014.
  31. ^ (EN) Coulthard issues stark warning in BBC.co.uk, 6 luglio 2003. URL consultato il 9 maggio 2014.
  32. ^ Pino Casamassima, Storia della Formula 1. Aggiornamento 1997-1998-1999, Calderini edagricole, 1999, pagina 35, ISBN 88-8219-392-6.
  33. ^ Ferrari, un'alba di silenzio in gazzetta.it, 2 novembre 1998. URL consultato il 7 marzo 2008.
  34. ^ Boccafogli, op. cit., p. 209.
  35. ^ La Ferrari pronta a graffiare in gazzetta.it, 16 giugno 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  36. ^ Tutta colpa di un dado in RaiSport, 16 giugno 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  37. ^ (EN) Hall of Fame - World Champions: Mika Hakkinen in The official Formula 1 Website, 2006. URL consultato il 13 marzo 2008.
  38. ^ Gerald Donaldson, Hall of Fame - World Champions: Mika Hakkinen, The Official Formula 1 Website. URL consultato il 12 agosto 2009.
  39. ^ Irvine: "me ne vado se Schumi torna prima guida" in La Repubblica.it, 11 agosto 1999. URL consultato il 7 marzo 2008.
  40. ^ Irvine-Barrichello oggi scambio in F1 - Repubblica.it » Ricerca
  41. ^ (EN) Grand Prix du Canada - Statistiques in Telus. URL consultato il 15 giugno 2007.
  42. ^ D'Alessio, op. cit., p. 169.
  43. ^ (EN) Stephen Wade, Formula One closes door on team orders in USA Today, 28 ottobre 2002. URL consultato il 28 ottobre 2008.
  44. ^ (EN) F1 Commission declaration in FIA, 28 ottobre 2002. URL consultato il 30 ottobre 2006.
  45. ^ D'Alessio, op. cit., p. 149.
  46. ^ D'Alessio, op. cit., p. 153.
  47. ^ D'Alessio, op. cit., p. 157.
  48. ^ (EN) 2005 United States Grand Prix in formula1.com, 19 giugno 2005. URL consultato il 6 marzo 2008.
  49. ^ Barrichello lascia la Ferrari in gazzetta.it, 2 agosto 2005. URL consultato il 3 marzo 2008.
  50. ^ Schumi: "Bellissima sorpresa" in gazzetta.it, 11 marzo 2006. URL consultato il 3 marzo 2008.
  51. ^ Monaco, 70 edizioni di pathos: storie e personaggi, curva per curva, 23 maggio 2011. URL consultato il 23 maggio 2011.
  52. ^ La Bild titola in prima pagina: "Schumacher si ritirerà domenica" in repubblica.it, 6 settembre 2006. URL consultato il 29 febbraio 2008.
  53. ^ Schumi, vera bandiera bianca in gazzetta.it, 19 ottobre 2006. URL consultato il 3 marzo 2008.
  54. ^ F1, GP Brasile: Pelè premierà Schumacher in repubblica.it, 22 ottobre 2006. URL consultato il 1º agosto 2007.
  55. ^ (EN) Schumacher suffers in qualifying in BBC Sport, 23 ottobre 2006. URL consultato il 5 marzo 2008.
  56. ^ (EN) Fisi did cause the Schu puncture in itv.com, 23 ottobre 2006. URL consultato il 5 marzo 2008.
  57. ^ (DE) Rückkehr ins Fahrerlager im Mai in welt.de, 12 gennaio 2007. URL consultato il 4 marzo 2008.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Fonti secondarie[modifica | modifica sorgente]

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  • Paolo D'Alessio, F1 2002. La cronaca e le foto più belle del campionato, SEP Editrice, 2002, ISBN 88-87110-26-3.
  • Paolo D'Alessio, F1 2003. La cronaca e le foto più belle del campionato, SEP Editrice, 2003, ISBN 88-87110-41-7.
  • Enrico Mapelli, I dati della Formula 1, Giorgio Nada Editore, 2000, ISBN 88-7911-217-1.

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