Vittorio Jano
| « Ha vissuto da forte e da forte ci ha lasciato. Non fui stupito della ferrea coerenza con la quale concluse la sua esistenza, e gli ho ammirato anche quel gesto, che considero di supremo coraggio » |
| (Enzo Ferrari commentando il suicidio di Vittorio Jano.) |
Vittorio Jano (San Giorgio Canavese, 22 aprile 1891 – Torino, 13 marzo 1965) è stato un progettista italiano figlio di immigrati ungheresi specializzato nel settore automobilistico ed ha legato particolarmente il suo nome a una serie di motori.
Nato nel 1891, debuttò nel comparto automobilistico con la Fiat nel 1911 dove rimase fino al 1923, quando fu strappato alla Fiat, grazie alla mediazione di Enzo Ferrari e ad un ottimo contratto, e passò all'Alfa Romeo sostituendo Giuseppe Merosi.
Negli anni successivi contribuì ad innalzare il mito dell'Alfa Romeo grazie alla realizzazione di una lunga serie di eccezionali propulsori.
Il primo fu un 8 cilindri in linea montato dall'Alfa Romeo P2, autovettura risultata vincente nelle competizioni delle Formula 1 fin dal debutto nel Gran Premio di Francia con alla guida Giuseppe Campari. In seguito arrivò il rivoluzionario 6 cilindri in linea con doppio albero a camme in testa che equipaggiava l'Alfa Romeo 6C 1500, per passare alla geniale realizzazione dei motori con 8 cilindri in linea fino ad arrivare al 12 cilindri a V del 1937.
Passò in seguito alla Lancia dove contribuì alla progettazione, tra le altre, dell'Aurelia. Dopo il ritiro della casa dalle competizioni automobilistiche, nel 1955, Jano venne assunto dalla Ferrari, dove svolse l'ultimo periodo della sua attività.
Morì suicida nel 1965, dopo aver scoperto di essere affetto da cancro e preferendo il suicidio ad una lenta fine.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Biografia
- Scheda biografica del Centro di Documentazione del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (PDF)
Controllo di autorità VIAF: 65094013 LCCN: n82084871